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Full text of "Rerum italicarum scriptores : raccolta degli storici italiani dal cinquecento al millecinquecento"

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http://www.archive.org/details/p2rerumitalicarums08card 



RERUM ITALICARUM SCRIPTORES 



RACCOLTA 



DEGLI 



STORICI ITALIANI 



dal cinquecento al millecinquecento 



ORDINATA 



DA 



L. A MURATORI 

"T t" "T 

NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA AMPLIATA E CORRETTA 

CON LA DIREZIONE 

DI 

GIOSUÈ CARDUCCI e VITTORIO FIORINI 
TOMO Vili - Parte II 

(CRONACA DI ANTONIO GODI) 




CITTA DI CASTELLO 

COI TIPI DELLA CASA EDITRICE S. ZAPI 



CRONACA 



DI 



ANTONIO GODI 



VICENTINO 



DALL'ANNO MCXCIV ALL'ANNO MCCLX 



A CURA 

D I 



GIOVANNI SORANZO 



Seguono tre elenchi di famiglie vicentine : 

1° Haec sunt nobiUs familiae quae in civitate nostra 
extinctae sunt, ut de eis vix memoria maneat ; 2° Familiae 
potentes in urbe ; 3 Familiae quae aliunde Vicentiam ha- 
bitatum venerimi. 



* 



CITTÀ DI CASTELLO 

COI TIPI DELLA CASA EDITRICE S. LAPI 




NOV 15 1949 
151 ZI 



PROPRIETÀ LETTERARIA 



PREFAZIONE 



I. 



Prima di Felice Osio e di L. A. Muratori il vicentino Battista Pagliarini, 
vissuto nella seconda metà del secolo XV e fors'anche nei primi decenni 
del secolo seguente, fece conoscere la cronachetta di Antonio Godi e 
5 con essa l'autore. All'autorità di lui, che nel 1480 aveva già scritto le cronache di 
Vicenza, ricorsero non solo l'Osio e il Muratori, ma quanti altri si occuparono di sto- 
ria e di letteratura vicentina, perchè egli dette prova di aver avuto sotto mano carte, 
documenti e cronache antiche, conservate nei pubblici archivi di Vicenza, e perchè 
seppe far credere di averle imparzialmente e seriamente sfruttate. Noi moderni non 
10 possiamo, né dobbiamo lodare e stimare l'opera del Pagliarini, che, eccettuate alcune 
parti contenenti o riferenti certe notizie o scritture degne di nota, si riduce ad un 
povero raffazzonamento di brani di varie cronache anteriori, quasi tutte ancor oggi esi- 
stenti e troppo note 1 . Ma gli storici, che di essa si occuparono o si servirono, non 
misero punto in dubbio la veridicità del suo racconto e delle sue asserzioni, tanto più 
15 che i pubblici archivi, nei quali si riteneva avesse studiato indefessamente il Pagliarini 
e di essi avesse largamente profittato, nel 1509 furono miseramente distrutti da un 
incendio 2 . Or bene, ecco quali notizie dà costui intorno al Godi e alla sua cronaca. 
Nel libro primo delle sue cronache scrive : a . . . . Sequutus enim sum in hoc 
a brevi opusculo magistrum Coperium, antiquissimum rerum vicentinarum scriptorem, 
20 a Ferretum vicentinum, Benvenutum Campesanwn, Pulicem de Custodia, magistrum 
u Leoìiinum de Porta S. Petri et Antonium de Godis, omnes huius civitatis antiqui- 



IO 



1 In così severo giudizio intorno all'opera di Bat- 
tista Pagliarini sono pienamente d'accordo con mons. 
Domenico Bortolan, il quale si occupò a lungo e con 
la serietà, che gli e propria, di quell'argomento. Colgo 
l'occasione per attestare a lui, benemerito bibliotecario 
della Bertoliana di Vicenza e al vice-bibliotecario della 
medesima ab. Sebastiano Rumor la mia sempre viva 
riconoscenza per i consigli dotti e sicuri, che più volte 
mi largirono nella preparazione del presente lavoro. 

4 Scrive il Rumor (Il blasone Vicentino ecc. in M i- 



scellanca di Storia veneta a cura della R. 
Dep. ven. di storia patria, serie a*, tomo V, 
1S99, p. 3S5): "Il iS giugno 1509 i banditi, sperando di 
" distruggere i libri dei bandi e delle raspe e di togliere 
"così le prove dei loro delitti, diedero fuoco alla torre 15 
"del Tormento, dove erano invece conservati 1 libri 
"del Comune: scritture, feudi, antichi privilegi, crona- 
" che e registri. Le fiamme distrussero in breve tempo 
" ogni cosa, tranne poche carte rimaste in mano degli 
" oratori presso l' Imperatore Massimiliano „. 30 



403 
.M35 



Vili PREFAZIONE 



" tatum scriptores. Antonius enim de Godis anno millesimo usque ad annum 131 3 
a vicentinorum antiquitates scripsit \ 

E nel libro XVI discorrendo della famiglia Godi: " De Godis moderniores f an- 
u tiqui vero de Gudis dixere. Haec familia et antiquitate temporis et sangidnis no- 
u b 'ditate et iuris civilis scientia et opiòus multimi valuit. Anno enim a salute nostri 5 
tf Salvatoris 1344 fuit Antonius de Godis, qui Vicentinorum res gestas atque urbis de- 
u solationem scripsit, cuius historiam vidi multaque ab ea excerpsi, quae huic nostrae 
" lucubratiuncolae adieci „ a . 

Se non erro, solo altre due volte il Pagliarini nomina il Godi e cita l'opera di 
lui nelle sue cronache, e precisamente in due passi, dove discorre dello studio gene- 10 
rale fondato in Vicenza intorno all'anno 1204 e dichiara di aver appreso e ricavato 
sitfàtta notizia appunto dalla cronaca godiana. 

Dunque secondo il Pagliarini Antonio Godi descrisse gli avvenimenti più notevoli 
della sua Vicenza dall'anno 1000 al 1313 e viveva nel 1344. Quanto alla veridicità 
della prima conclusione, dirò più sotto, ora m'occupo della seconda: Antonio Godi 15 
viveva nel 1344. Donde il Pagliarini abbia desunto questa notizia, non consta, sic- 
ché non si può accettarla ad occhi chiusi. Invano nella cronaca godiana, quale sino 
all'età nostra è stata tramandata dai codici, invano si cerca un cenno relativo al 
tempo, in cui visse l'autore. Forse il Pagliarini avrà visto un testo della cronaca 
più completo di quello che ora è rimasto, o con maggiore probabilità avrà ricavato 20 
quella notizia per non retta induzione da quanto il Godi scrisse nel proemio dell'opera 
sua. Ma in ogni caso, poiché la detta conclusione mi sembrò troppo vaga ed incerta, 
ritenni opportuno di cercare fra le carte degli archivi le disperse traccie del cronista 
vicentino, e per buona fortuna il risultato fu superiore alla mia aspettativa, giacché 
non pochi storici avevano avuto a loro disposizione il medesimo materiale di ricerca, 25 
di cui io mi servii. 



* 
* * 



Però preferisco di far prima cenno d'un' altra questione. 

C'è un valido e sicuro motivo di ritenere opera di Antonio Godi la cronaca, che 



1 Nella biblioteca Bertoliana di Vicenza si con- ho seguito la lezione dei due primi sopra nominati, come 

servano parecchie copie manoscritte delle Croniche del ad essa si attenne anche il Castellini. Avverto che nel 15 

Pagliarini ; io ho consultato le tre più antiche e più terzo a e. 2 si legge così : " Antonius enim de Godis anno 

autorevoli : I. Baptistae Paiarini Cronicarum libri sex u millesimo trecentesimo decimo tertio vicentinorum antiqui- 

5 (libreria Gonzati 21. io. 5: "copia di mano di Barto- " tates scripsit „. Come si vede il passo suona ben di- 

" lameo Vallense chierico fatta sui manoscritti originali versamente di quello sopra riferito. L'Osio e con lui 

" ne * I 5S6„): II. Idem (libreria Gonzati 21. io. 7: cart. chi ripubblicò la cronaca del Godi nell'edizione mura- 20 

del secolo XVI); m. Idem (libr. Gonzati, ms. 21. 10.4). toriana lessero forse su altra copia manoscritta o cor- 

Furono tradotte in volgare da Silvestro Castellini e ressero il passo così : " Antonius enim de Godis anno 

io pubblicate da Giorgio Giacomo Alcaini col titolo: " MCXC IV usque ad annum MCC CXI antiquitates scripsit „. 
"Croniche di Vicenza di Battista Pagliarino ... . divise * Questa è la lezione del ms. 21. io. 7, e. 278: 

"in libri sei „, Vicenza, Amadio 1663. Innumerevoli tale quella del ms. 21. io. 5, e. 180, se non che qui è 25 

sono le discrepanze di lezione fra i varii manoscritti: stata dimenticata la data dell'anno. Il ms. 21, io, 4, 



PREFAZIONE IX 



gli storici e letterati vicentini, dal Pagliarini ai più recenti, unanimi hanno a lui attri- 
buita? Dal testo della cronaca, almeno da quello che ora rimane, si rileva che l'au- 
tore non nomina mai se stesso o la sua famiglia, nò esplicitamente né implicitamente; 
nessuno poi degli storici dichiara da quale fonte abbia attinto la noti/.ia clic Antonio 
5 Godi fosse autore di essa. Ritengo che il Pagliarini e altri, o prima o dopo di lui, 
l'abbiano appresa da una qualche nota inserita nell'autografo del Godi o in qualche 
manoscritto da esso derivato. Così anche a me fu dato di leggere nel liertoliano, 
21. 10. 18. in nota marginale a fianco delle prime righe del testo: u Compila/a ab 
u Antonio de Godis „. Press' a poco medesima dichiarazione e fatta nel titolo, che 

10 precede le singole copie della cronaca stessa. Poiché, non ostante le più attive ri- 
cerche, nessun altro mezzo è a mia disposizione, che permetta di avvalorare con nuovi, 
più sicuri argomenti la veridicità di quella dicitura, mi è forza seguire senz'altro la 
tradizione, che attribuisce all'opera del Godi la detta cronaca, anche perché ha una 
certa probabilità di esser nel vero. 

15 È pure costante la tradizione fra gli storici vicentini che Antonio Godi fosse no- 

taio, o se pure non esercitava questa professione, fosse iscritto, honoris causa, nel 
Collegio dei notai. 

Il Collegio dei notai di Vicenza contava non meno di trecento membri: gli uffici 
ordinari però erano solo sessanta: questi venivano estratti a sorte di quattro in quat- 

20 tro mesi fra i soli notai inscritti ; compito l' ufficio, ciascuno era collocato in aspet- 
tativa per sedici mesi. Per esser inscritti nel Collegio bastava poco : occorreva aver 
vent'anni di età, esser tigli di legittimo matrimonio e di padre legittimo e vicentino, 
dare un esame in grammatica et scrittura davanti ad otto esaminatori nel capitolo 
generale dei notai. Si sa che le famiglie nobili vicentine avevano l'ambizione di 

25 esser largamente rappresentate anche nel Collegio notarile 1 . Sicché il Godi, che ap- 
parteneva a nobile casato, non mancava, a quanto pare, dei requisiti richiesti, per 
esser ammesso al Collegio dei Notai di Vicenza. 

Perciò nell'Archivio notarile diressi fiducioso le mie ricerche. Là oltre che molti 
volumi e collezioni varie di rogiti e d' instrumenti si conservano gli originali di vec- 

30 chi statuti della fraglia dei notai. Nella prima parte di questi sono scritti gli or- 
dinamenti, secondo i quali doveva esser regolato il buon andamento morale e mate- 
riale della fraglia, nella seconda parte erano elencati i nomi dei notai e le cariche 
da loro coperte nel tempo, in cui ebbero vigore le singole redazioni di statuti; sic- 
ché ogni qualvolta questi venivano modificati o notevolmente riformati, erano tra- 

35 scritti in un nuovo volume; di necessità si riformavano pure le matricole, a mano a 



e. 169 legge semplicemente: Anno millesimo. Cosi tra- stata emendata dai singoli copisti, ciascuno per conto 

dusse il Castellini, op. cit., p. 390. L'Osio lesse o cor- proprio. 

resse la data cosi : MCCCXI. Queste discrepanze spe- l Adolfo Muttoni, L'antico Collegio dei notori e 

cialmente intorno alle date mi fanno pensare che il l'Archivio notarile di Vicenza, pp. n-14, Vicenza, 1906. io 

5 Pagliarini, ignorando il tempo in cui visse il Godi, Cf. L. Cfjstofoletti, Memorie intorno al Collegio dei 

abbia lasciato in quei passi una lacuna, che sarebbe notari e all' Archivio notarile di Vicenza, Vicenza 1S67. 



X 



PREFAZIONE 



mimo che i singoli membri del Collegio venivano a morte o per varie ragioni cessa- 
vano di appartenere ad esso. Inoltre come nei singoli volumi di statuti si notavano 
le aggiunte e le modificazioni a quando a quando in essi introdotte, così con note 
marginali nelle matricole si segnavano i nomi dei notai, che per decesso o per altra 
ragione abbandonavano il loro ufficio e la fraglia, e i nomi di quelli che successiva- 5 
mente li avevano sostituiti. 

Nell'Archivio notarile di Vicenza si conservano cinque volumi di statuti con le 
relative riforme, che ebbero vigore quasi ininterrottamente dall'anno 1270 alla metà 
del secolo XIV. Per mezzo di questi sono tramandati anche gli elenchi di tutti i 
notai, che durante quel periodo di tempo furono iscritti nel Collegio. Ora, se — come 10 
ritenne il Pagliarino — Antonio Godi visse intorno al 1344, e secondo altri storici, in- 
torno al 1311, si dovrebbe ritrovare senza fallo nelle matricole dei notai il nome di 
lui. Tra i molti ho incontrato più e più volte il nome di Niccolò Smereglo, noto 
cronista vicentino l , quello del celebre storiografo Ferreto di Giacomo Ferreti 2 , e il 
nome di due membri della famiglia Godi: Petrus Alberti de Godis } e Petrus Iacobi 15 
de Godis, il primo di questi accolto nella fraglia nel 1308, il secondo nel 1312 8 ; e 
fra i notai di Camera anche: Iacobus de Gudis de Barbar ano*. 

Solo nei più recenti dei detti volumi di statuti, appartenente forse alla fine del 
secolo XIV e che fu postillato anche nel primo decennio del secolo XV, si trova 
il nome d'un Antonio di Tommaso Godi {Antonius Thomaxii de Gudis) B e quello di 20 
molti membri della famiglia Godi. 8 Nessun altro Antonio Godi è annoverato nelle 
matricole dei notai vicentini dal XIII al XV secolo, nessun altro omonimo, in quel 
tempo vissuto, mi occorse nelle altre ricerche, che ora esporrò. 

Neil' Indice dei sei libri del Catastico del Registro, pure in detto archivio conser- 
vato, è scritto che nel libro primo fino a e. 68 erano scritture da Antonio Godi ro- 25 
gate dal 1412 fino al 1438. 

Il volume intitolato : a Libro I del Catastico del Registro „ contiene infatti moltis- 
simi documenti, ma tutti dell'anno 1436 redatti da diversi notai, tra i quali da uno 
che si firma in fine d'un istrumento del 3 marzo 1436: Henricus Antonii de Godis 
(e. 117-118) il quale Enrico era probabilmente figlio del nostro cronista. Non mi 30 
fu dato di trovare in quello e negli altri volumi le scritture di Antonio Godi. 



1 Statuti dei notai {1270-1292?) n. 1, ce. 25 e 43*; 
Statuti dei notai (1280-1300 ?), n. 4 (le carte non sono 
numerate) ; vedi le matricole alla lettera D ed E; Sta- 
tuti, voi. n. 3, ce. 30, 32 t, 42, 49 t, 51 1. 
5 2 Statuti (1308-1320 ?), voi. n. 2 (anche questo non 

ha le carte numerate); vedi elenco dei Notarti salariati 
in secunda vice in littera de B. 

3 Ibid., vedi lista di quelli qui loco vacantium in 
modulis foni debent , . . . recepii.... in MCCCVIII. ... in 

io MCCCX1I. 

4 Ibid., vedi lista B dei Notarii de Camera secunda 
vice in littera de B. 



5 Statuti e matricole del 1341 e 1342 (con modifica- 
zioni fino al 1406), n. 5, e. 59. 

6 Ibid., ce. 58, 73 t e 77 t: Thomaxius Petri de Gu- 15 
dis, iscritto fra i notai già dal 1369, morto nel 1405, 

fu il padre del nostro Antonio; e. 58: Albertus Flora- 
ramontis de Gudis; ce. 58 1, 80 1 : Petrus Gerardacii de 
Gudis ; e. 59 : Jacobus Petri de Gudis ; ce. 60, 73 1, 80 t : 
Guido Gudi de Gudis ; e. 62 t : Marcus Gudi de Gudis ; 
e. 64 t : Scipio Anthonii de Gudis ; ce. 65 e 67 : Floramons 
Thomaxii de Gudis, già defunto nel 1388; e. 66/: Gudus 
Petri de Gudis; ce. 73/, 77/, 78, 83: Joannes Guidonis 
de Gudis. 



20 



PREFAZIONE 



XI 



Nell'amplissimo indice dei testamenti, codicilli e donazioni, trascritti nei volumi 
dell'Archivio notarile di Vicenza assai frequentemente è registrato il nome del notaio 
Antonio Godi, fra i documenti del secondo, del terzo e anche del quarto decennio 
del secolo XV 1 . Infine da una nota marginale delle Matrìcole della Fraglia dei 
5 Notai (1405-1461) si apprende che Antonio Godi venne a morte precisamente il mei- 
cordì 10 settembre 1438 2 . 

Corroborano e completano il risultato di queste ricerche le altre notizie, che sulla 
vita e sulla famiglia di Antonio Godi raccolse il vicentino Francesco Tommasini. Co- 
stui intorno all'anno 1700 compose in due grossi volumi le Genealogie Vicentine 8 , 
10 e tra le altre fece un'ampia relazione su quella dei Godi. Per non tediare il lettore e 
per amor di brevità, riferisco della genealogia dei Godi le parti, che più direttamente 
giovano allo scopo. 

FAMIGLIA GODI 4 . 

Godo cav. uSo de Godi da Barbarano 



Gerardo 



Pietro 



Enrico canon. 



Alberto 

I 



I 



Marcoardo Fieramonte -+- 1307 
ebbe sette figli 

I 



Pietro not. 131 1 



I 



Gerardaccio Tommaso Godo dott. Giacomo giurecon. 

progenitore dei Go- da cui derivano propagatore dei Go- 

dini diramati in na- li Godi più grandi di padovani et alcu- 

turali legittimati. ni vicentini. 



DISCENDENZA DE' MAGGIORI GRANDI. 
Tommaso q. Pietro (Godi). 

nominato in un'investitura del io febbraio 1351, marito di Bona figlia di Viviano Pisone da Barbarano 



I I I 

Fieramonte Gerardazzo canonico Pietro 



Antonio 



Il Tommasini dà di Antonio le seguenti notizie: a Antonio, 1405 scrisse l'IIistoria 



1 I documenti scritti dal notaio Antonio Godi, 
raccolti nei libri dell'ufficio del Registro, sono : lib. IH, 
e. 727: donazione, 33 settembre 1420; lib. MDLIX, 
e 319: testamento, 17 luglio 1423: lib. VII, e. 441 t: 

5 donazione, 10 aprile 1418; lib. V, e. 557/: testamento, 
33 agosto 1431: lib. TV, e. 439/: donazione, 7 giugno 
1423; lib. n, e. 469: donazione, 6 settembre 14205 
lib. VII, e. 391: 21 aprile 1422. 

2 Bertoliana, Fondo Gonzati, 22. 7. 33, Mairicolae 
io FrataUae Notariorum (1405-1461, e. 7 5 t) : " Isti sunt primi 

" vachantes accentati in fratalia per examinationem factam 

u de mense aprilis MCCCCXXI, indie, xiv Petrus Do- 

" nati assale (sic) (in margine) : Canzellatus quìa positus 
" est in littera et modula de B loco Antonii Tomasii de 
15 " Godis qui obiit die mercurii x setembris 1438 „. Nelle 
medesime matricole più volte è nominato come Gastaldo 
della fraglia dei notai il detto Antonio e con lui spesso 
sono ricordati i figli, pure notai : Pier Giovanni, Sci- 



pione, Enrico, Domenico ; cf. ce. 14, 15, 17, 18, iS/, 
34 t, 36, 38 /, 39, 39 *, 44 /, 47 /, ecc., ce. 100 t, 102, 107. 2 ° 
Il 15 gennaio 1435 Antonio Godi {de quarterio Sancti 
Petri) fu eletto con altri sette colleghi per l'esame di 
proposte presentate nella seduta generale del Collegio 
Notarile in quello stesso giorno : cf. Bertoliana, Fondo 
Gonzati, 23. 7. 31, Statuto FrataUae Notariorum (1341- 3 5 
1542), e. 96. In questo tempo viveva anche il notalo 
Tommaso fu Pietro Godi: ma questi apparteneva alla 
discendenza di Gerardazzo, progenitore dei Godini; cf. 
la tabella genealogica posta più avanti in nota. 

3 FRANO. Tommasini, Genealogie Vicentine, volumi 30 
due mss. in foglio. Biblioteca Bertoliana, libreria Gon- 
zati, 36. 8. 1. 

* Ibid,, voi. I, e 965. Della discendenza di Pietro 
di Alberto Godi interessa a noi direttamente solo quella 
dalla quale e derivato Antonio Godi, cioè quella di 35 
Tommaso di Pietro Godi. 



XII PREFAZIONE 



"de Vicentini sin l'anno 1307, deputato ad utilia 1414: fece il suo testamento 1414, 
u 3 settembre, notaro Nicolò quondam Giacomo.... nel quale nominava Bartolomea 
uà moglie, Bona sua madre, Tommasina, Maddalena e Catarina sue figliole, Silve- 
u stro giudice e Marco fratello qu. Gudi de Gudis. Eredi istituisce Scipione, Enrico, 
u Pier Giovanni, suoi figli e a quelli sostituisce Silvestro giudice e Marco preditti, Gio- 5 
u vanni de Fieramonte figli qu. Guido qu. Gudi de Godis. Nacquero de Antonio 
u adunque dieci figlioli: 1, Tommasina, 2, Catarina, 3, Madalena, 4, Pietro Giovanni, 
u 5, Pietro dottor di Collegio, eletto 1448, 29 luglio; 6, Domenico, 7, Francesco, 
u 8, Tommaso, 9, Scipio, padre di Guglielmo 1463; 10, Enrico, da cui venne Cristo- 
u foro, instrumento 1471, 9 novembre, da Lucia Centrale generò tre figli: Francesco, 10 
u canonico della Cattedrale di Vicenza 1485, Enrico Antonio, avvocato celebre, 
u Vincenzo 1 „ . 

Il Tommasini non dice se Antonio Godi fosse notaio e per quali ragioni l'abbia 
designato quale autore della cronaca: forse anch' egli prestò fede al Pagliarini. Un 
altro Antonio Godi fu Tommaso del fu Pietro è nominato in un'altra tavola genea- 15 
logica, ma evidentemente non dev'essere confuso col nostro, perchè posteriore forse 
di un secolo, e quindi visse dopo o per lo meno nel tempo dello stesso Pagliarini 2 . 
Dunque, volendo raccogliere le sparse fila, si deve concludere non esser probabile 
che il notaio Antonio Godi, a cui si attribuisce la nota cronaca, vivesse nel 1344 e 
tanto meno nel 1311, se venne a morte nel settembre 1438. Potrebbe alcuno osser- 20 
vare: Come mai Battista Pagliarini ignorò che il cronista Antonio Godi visse solo 
uno o al più due decenni prima di lui? La questione è grave, tanto più quando si 
riflette che il Pagliarini poteva avere a sua disposizione archivi pubblici e privati, e 
che in una città come Vicenza non gli doveva riuscir difficile di conoscere qualcuno 
dei Godi o di aver in qualche modo notizie più sicure del cronista. In verità non 25 
saprei come sciogliere il problema se non ammettendo che dopo essere stata occulta 
per alcuni decenni la cronaca di Antonio Godi sia capitata sotto l'occhio del Paglia- 
rini con una certa patina di antichità e che questi, lungi dal volerne identificare l'autore 
si sia apppagato dei caratteri esteriori di essa e di ciò che a lui pure, magari in 
buona fede, fu detto 8 . 30 



1 Ibid., voi. I, p. 968. Se Giacomo Godi, zio di quest'ultimo Antonio 

2 Riproduco la discendenza diretta di Gerardazzo, Godi, viveva nel 1506, è da ammettersi che questi sia 5 
progenitore dei Godini : vissuto nella seconda metà del secolo XV e forse più 

(De Gudis) Gerardazzo (fu Pietro) 1351 nella P rima metà del se S uente /> Battista Pagliarini non 

J vide, pare, nemmeno i primi anni del Cinquecento, 
Pietro Mercatore dunque è impossibile che a questo Antonio potesse ri- 
viveva nel 1399, era notaio) ferirsi il Pagliarini. 10 
! 3 Questa mia spiegazione può riuscire più accet- 

„ _ ta, qualora si tenera presente il severo giudizio sull'ope- 

Tommaso Giacomo '? , _ ,. . , 6 , * . .*, 

(fece il suo testamento l'8 giugno 1506) r * del Pagliarini dato da uno studioso seno e compe- 

I tente, e da me riferito nella prima pagina di questa 

^ . . Prefazione. l 5 
Antonio Pietro Alberto 



PREFAZIONE XIII 



* 
* * 



Data la conclusione sopra esposta, si offriva ovvia un'altra questione: la cronaca 
di Antonio Godi, che comprende la narrazione di molti avvenimenti politici del Vi- 
centino dal 1194 al 1260, può ritenersi frutto dell'osservazione e della testimonianza 
5 personale dell'autore, se questi è vissuto quasi due secoli più tardi? No, senza dubbio. 
Allora: in qual tempo fu scritta? su quali fonti fu composta? 
Giova premettere qui un breve esame della cronaca. 

Antonio Godi incomincia la sua opera con una breve dichiarazione: volendo nar- 
rare le sciagure subite dai Vicentini, le podesterie e i reggimenti, che in Vicenza 
10 si succedettero specialmente dall'anno 1311, nel quale essa fu liberata dall' iniquo do- 
minio padovano, crede opportuno di esordire il suo lavoro con la descrizione del 
benessere, che per qualche tempo i Vicentini godettero, e con l'esposizione degli av- 
venimenti dolorosi, che in età precedente essi soffrirono, sicuro che solo dopo questo 
preliminare racconto potrà far comprendere più chiaramente in quali condizioni si 
15 siano trovati la città e il territorio di Vicenza allora, in seguito e al presente, ciob al 
tempo suo \ 

Infine asserisce che ommetterà la descrizione delle sciagure, che a lungo trava- 
gliarono la sua patria ai tempi di Mario e di Felice, potenti cittadini di Vicenza, ma 
esordirà con l'esposizione degli avvenimenti sopradetti. 
20 II cronista incomincia dimostrando l'ampiezza, l'antica prosperità economica e po- 
litica di Vicenza e del suo territorio; dopo ciò annuncia la trattazione storica dichia- 
rando di non poter omettere la narrazione delle sciagure della patria al tempo dei 
signori Da Romano e dell'imperatore Federico 2 . 

Precisamente dagli avvenimenti svoltisi in Vicenza intorno al 1194 prende incomin- 
25 ciamento la cronaca, cioè dall'anno in cui nacquero Federico II ed Ezzelino detto il 
Terzo, figlio di Ezzelino il Balbo, allora podestà di Vicenza. Ha cura il cronista d' in- 
dicare sopràtutto i podestà, che furono a capo della cittadinanza vicentina, e gli eventi 



1 Gli storici vicentini, specialmente Fr. F. Vigna Vicenza 1792), con strane argomentazioni volle asserire 

e Ang. G. Calvi, ebbero una controversia a proposito che erronea era l'opinione del Vigna, e che il Godi si 

dell'interpretazione di questo passo: "Enarrare delibe- era proposto di giungere con la sua narrazione solo 

" rans miseria*.... et caedes, quas civitas Vicentiae all'anno 131 1, perche il potissime ab anno MCC CXI cifra 

5 * hactenus passa est, potestarias et regimina, quae in ipsa equivaleva secondo lui a potissime usque ad annum, op- 20 

" Civitate rexerunt, potissime ab anno Domini MCCCXI pure a potissime citra annum. E così 11 Calvi pensò di 

"cifra, quo anno ipsa Civitas extracta et liberata fuit de confermare la credenza di altri storici che ritenevano 

"servitute, iugo gravi et iniquo dominio paduano etc. „. che il Godi fosse vissuto fino all'anno 1311. e non più 

Rettamente il Vigna (Preliminare di alcune dissertazioni tardi. 

io intorno alla storia di Vicenza, p. 66, Vicenza, 1747) opinò 2 II Godi stesso nel suo proemio dunque fa capire 35 

che Antonio Godi volesse propriamente esordire la sua che egli intendeva di non risalire oltre il tempo, in cui 

cronaca dal 1311, e perciò non ebbe torto quando, con- Vicenza cominciò a subire la potenza dei Da Romano e 

trariamente ad altri storici vicentini, giudicò che il dell'imperatore Federico. Dunque non sono in errore 

Godi dovesse esser vissuto alquanto più tardi del 1311 il Pagliarini e gli altri storici di Vicenza, i quali nsse- 

15 stesso. Mentre il Calvi (Scrittori vicentini , voi. I, p. 175, riscono che la cronaca del Godi esordì dall'anno 1000? 30 



XIV PREFAZIONE 



delle fazioni, nelle quali questa si trovava miseramente divisa. Egli non si dimostra, 
né poteva dimostrarsi fautore più d'una parte che dell'altra, né guelfo, né ghibellino; 
egli esprime il suo rammarico contro tutti coloro che in qualche modo oppressero 
la sua patria, fossero o no vicentini. Perciò egli rileva solo i fatti civili e politici 
più luttuosi e più tristi, come se si fosse proposto lo scopo di commuovere l'animo 5 
dei suoi cittadini e con la dimostrazione dei funesti effetti delle antiche ambizioni e 
delle antiche rivalità di eccitarlo alla concordia, alla fedeltà verso gli ordinamenti sta- 
tutari e verso il governo. S'intende che egli trascura molta parte di ciò che forma 
vero e proprio oggetto della storia, che egli non cita le fonti, da cui ricava le varie 
notizie della sua cronaca, che, raccontando fatti d'altri tempi, pensa e scrive in for- 10 
ma assai fredda e con povertà d'espressione e di sentimento e non si fa certo l'eco 
delle comuni opinioni di quei giorni lontani. Se Antonio Godi avesse potuto compiere 
l'opera, quale si era prefissa, forse avrebbe lasciato una cronaca più utile, frutto di 
personale osservazione, ma poiché la lasciò interrotta all'anno 1260 con la fine di Al- 
berico, fratello del famigerato Ezzelino da Romano, necessariamente non potè darci 15 
un'idea sicura del pensiero contemporaneo. 

Battista Pagliarini scrive che il Godi continuò il suo lavoro fino all'anno 1313; 
ma poiché della veridicità delle sue asserzioni si è avuto occasione di dubitare altra 
volta, è preferibile attenersi alla testimonianza meno infida dei codici, i quali unanimi 
fanno terminare la cronaca del Godi all'anno 1260. In qual tempo Antonio Godi 20 
avrebbe compilata la sua cronaca? Si sa per certo che ancora nel 1438 Antonio 
Godi redasse atti notarili; è quindi probabile che, come la sua attività di notaio fu 
bruscamente troncata dalla morte, così la sua cronaca sia stata interrotta, e sia rima- 
sta modestissimo avanzo degli ultimi anni d'operosità e di studio del notaio vicentino. 



* * 25 



Se la cronaca non é frutto di personale esperienza dell'autore, che visse in tempi 
tardi, essa dev'essere valutata alla stregua delle sue fonti. Il Pagliarini e gli altri 
storici di Vicenza prestarono cieca fede al Godi là, dove egli nel proemio dichiarò 
di aver ricorso alla testimonianza di vecchi cittadini e del padre suo, che aveva inter- 
rogato Arloto o Abrilotto de Rainone, dotto nella storia antica di Vicenza, il vecchio 30 
maestro Bono Coperio e altri eruditi nelle storie 1 , e non dubitarono un istante della 
genuinità e dell'indipendenza del suo lavoro storico: neppure l'Osio e il Muratori 
notarono esplicitamente le affinità delle varie parti della cronaca godiana con le opere 
di altri cronisti veneti, che trattarono la storia della Marca trevigiana; essi pubbli- 



1 A. Godi esordisce la sua cronaca scrivendo così : " qui valde a se et antecessoribus suis res antiquas con- 5 

* Sicut ab antiquis Vicentinis audivi et potissime ab " ditionesque civium de civitate et districtu Vicentino 
" olim patre meo, qui curiosus perscrutator fuit ab an- " noverat, magistro Bono Coperio antiquissimo aliisque 

* tiquis Vicentinis, ut domino Abrilotto (?) de Rainone, " senibus, scientibus de gestis et rebus antiquis etc. „. 



PREFAZIONE 



XV 



cando una di seguito all'altra V II istoria de rebus gestis Eccelhii de Romano di Ge- 
rardo Maurisio, la Cronaca del Godi e il Chronicon di Niccolò Smercilo notarono 
tra esse l'affinità di metodo e di argomento, ma non rilevarono il valore storico di 
ciascuna e la dipendenza immediata d'una di esse dalle altre 1 . 
5 Ora non v'ha dubbio alcuno cha la prima parte della cronaca godiana, che com- 

prende la trattazione degli avvenimenti storici dal 1194 al 1237, è immediatamente 
derivata dall' Il "istoria del Maurisio: il Godi fece un estratto, un sommario di quanto 
quegli aveva scritto sulla storia di Vicenza. Facile riesce la constatazione, quando 
si pongano tra loro a raffronto il testo della cronaca e il testo dell' Il istoria. In nota 
10 ai varii passi della cronaca godiana noterò quelli corrispondenti nell'opera del Mau- 
risio; qui basti istituire due soli e brevi raffronti: 



Maurisio ". 

Postea sub Millesimo CLXXXXIV fuerunt duo 

viri electores Potestatls constituti, scllicet Dominus 

1 5 Sulimanus iudex et Pillus Vincenti!, pater Alberti de 

Celsano, primus prò parte illorum de Vlvario, alter prò 

parte Comitis Vicentini, etc. 

Maurisio 4 . 

Misit ergo Dominus Eccelinus narrando negotium 
20 Domino Imperatori, qui iverat iam Cremonam, ipsius 
postulando subsidium et luvamen. Quo audito, Ipse 
tanquam benignissimus Dominus, condolens cum fide- 
libus cruciatls, ira commotus propter nimiam audaciam 
infidelium, vere quasi per aera volitando, cum toto 
25 suo exercitu sic celerlter succurrit quod a Cremona 
movit die Veneris et venit usque ad Sanctum Bonifa- 
cium, de quo parte combusta, ibi prope hospltatus est. 



Godi » . 

Post cuius mortem cum duo facti cssent electores 
potestatls Vicentiae, videlicet Dominus Sulimanus iudex 
prò parte Vivariensium et Pillus 'pater Vincentii de 
Celsano prò parte Comitis etc. 

Godi \ 

Dominus Eccelinus, tunc Veronac potestas, hacc 
Imperatori notlficat qui crat Cremonac, subsidium quae- 
rens. Mox Imperator non plger in hoc, sed voluti hi- 
rundo per aethera volitando, quadam die Veneris de Cre- 
mona recedens, venit ipsa die apud Sanctum Bonifatlum 
prò magna parte combustum. 



È inutile dimostrare che il Maurisio non potè derivare dalla cronaca del Godi 

alcuna parte dell'opera sua, perchè egli fu non solo anteriore a costui, ma fu con- 

30 temporaneo e prese parte viva agli avvenimenti politici narrati. Sicché non rimane 

altro che constatare lo sforzo di Antonio Godi di dare al proprio lavoro un colorito 

diverso da quello della storia del Maurisio. Ciò non ostante, tradiscono l'artitìzio 



IO 



1 L'editore che nel Thesaurus antiquitatum, tomo VI, 
parte I pubblicò con l'opere del Maurisio e dello Sme- 
reglo la cronaca del Godi, collazionata da Felice Osio, 
la presentò al lettore con queste parole: 

" Off tra tibi hic concìnnum ac venustum fasciculum 
* nonnullorum scriptorum de Rebus gestis Dominorum de 
u Romano et Marchiae Tarvisinae, ut sunt Antonii Godi 
" Chronica cum supplemento, quae fere sunt eiusdem 

" METHODI AC ARGUMENTI CUM GeRARDI MaURISII Hl- 

" storia, a me etìam de novo impressa. Haec sequuntur 
" Nicolai Smeregi Chronicon, dictis Maurisii et Godi mo- 
" numentis valde affine etc. n . 



Con le medesime parole indicò le relazioni, che 
esistevano tra le dette cronache, anche il Muratori, il 
quale non approfondi punto la questione. Aug. Pot- 
thast nella sua Biblioteca historica M. Ae. (2* ediz., 
Berlin, Weber 1895), osserva che il Godi * beruht bis 
" 1337 ganz auf Gerard Maurisius „. 

* RR. II. SS., ediz. murat., tomo VIE, col. io e. 
3 Tranne alcune varianti date da migliori lezioni 

di altri codici, questo passo si trova in RR. II. SS., 
tomo VDJ, col. 73 b. 

* Ibid. (loc. cit., col. 44 o<*). 
5 Ibid. (loc. cit., col. 82 b). 



15 



XVI 



PREFAZIONE 



non solo l'ordine di trattazione e le notizie stesse, ma anche certe immagini e certe 
espressioni, che hanno riscontro nella fonte suddetta. Se VHìstoria di Gerardo Mau- 
risio più non esistesse, allora le parti della cronaca del Godi, che da quella derivano, 
potrebbero avere ancora un valore storico. Ma così non essendo, esse hanno un li- 
mitatissimo valore; limitatissimo, non affatto nullo, perchè, ad onor del vero, il Godi 5 
in due passi asserisce di poter affermare il racconto a lui tramandato, per aver visto 
e letto qualche documento antico, riferentesi al fatto esposto 1 e perchè la parte preli- 
minare della cronaca, contenente la breve descrizione della città e territorio di Vi- 
cenza, non si trova, se non erro, in nessun' altra cronaca più vecchia. Inoltre potrebbe 
darsi che il Godi si fosse servito d' un codice del Maurisio ora smarrito o perduto, o 10 
che egli si fosse preso cura di completare in qualche punto con altra fonte una defi- 
cienza, una lacuna, che era nel Maurisio; tanto è vero che talvolta nel Godi si trova 
qualche notizia accessoria, che manca nel Maurisio, per es. quegli riporta spesso a 
suo luogo le date, che scarseggiano nell' H istoria di questo; per es. il Godi dà nome 
e cognome del podestà di Vicenza per l'anno 1199: Bonapax Faba, il Maurisio, se 15 
si deve prestar fede al testo muratoriano, dà solo il nome: Bonapax. Ad ogni modo 
al nuovo editore dell'opera del Maurisio spetterà e riuscirà agevole di rettificare o 
di confermare queste osservazioni. 



Ignoro se VHìstoria di Gerardo Maurisio si arresta là, dove la fanno terminare 20 
l'Osio e il Muratori : è certo che essa, tale e quale fu poi pubblicata, per intero fu sun- 
teggiata dal Godi, cioè per tutta la parte che riguarda la storia del Vicentino dal 1194 
al 1237. Anche il resto della cronaca godiana non è probabilmente genuino, o, dirò 
meglio, frutto delle ricerche personali dell'autore. Seguono però in essa dopo il 1237 
note di fatti politici e alcuni aneddoti, che in verità non si riscontrano, (se non mi 25 
sono sfuggiti) in alcuna delle note cronistorie della Marca Trevigiana: sicché se non 
si ritroveranno, come a me non fu dato, le fonti, di cui il Godi si servi, la breve 
parte che segue al 1237 fino al 1242, avrà ancora un qualche valore storico, perchè 
farà in certo modo le veci di fonti più vecchie smarrite o probabilmente perdute a . 



IO 



1 A proposito del taglio del Bacchigliene fatto dai 
Vicentini, per impedire che le acque di quel fiume con- 
tinuassero a scorrere attraverso la città di Padova il 
Godi scrive (loc. cit., col. 75 a) : " de cuius fluminis re- 
u motìone apparet quaedam vetus scriptum in Curia eccle- 
u siae sancti Georgìì Montis Bericae, quain ego pluries legi „. 
Un po' più innanzi intorno allo studio generale fondato 
nel 1204 in Vicenza, alle notizie date dal Maurisio il 
Godi aggiunge (ibid., col. 75 b) : a .. . . doctoresque in 
u contrata Sancti Viti manebant, ubi hodie apud priorem 
" Sancti Viti apparent privilegia collati studii „. 

2 Ne il Cnronicon del vicentino Niccolò Smereglo, 
né VHìstoria rerum in Italia gestarum di Ferreto Ferreti, 



pure vicentino, furono sfruttati, pare, dal Godi in que- 
sta parte preliminare della sua cronaca. A me fa me- 15 
raviglia che il Sassi, l'editore della cronaca del Godi 
nella collezione muratoriana, abbia scritto di lui (to- 
mo Vili, col. 69) : u Aetatem ipsius ad a. MCCCXLIV 
u profert Jacobus Marzanì in historia sua Vicentina italice 
" scripta libro II eumque ait Ferreti vestigia sequutum, qui SO 
u patrìae suae discordias et bella cutn Paduanis gesta narra- 
" verat „. Ma nessuno creda che il Marzari intendesse di 
dire che il Godi derivò qualche parte della sua cronaca 
dall' Historia del Ferreti, ma semplicemente che questo 
scrittore gì' ispirò con le sue opere il desiderio di com- 3j 
memorare la storia di Vicenza e forse di continuare le 



PREFAZIONE 



XVII 



Dal 1242 il Godi passa all'anno 125i>, per raccontare un dio delle lotte tra 

Padovani e Vicentini desunto, pare, dalla Croni \i Marchia* Tarvinmaé di Rolan- 
dino ', e di là al 125S per narrare la line dei fratelli Da Romano, e per questa nar- 
razione egli trovò aiuto negli AtmaJés Sanctoé Insti fui, Patavini, Beco due brevi 

5 prove : 



Annalcs Sanctae Justinuc *. 

. ... Ki'ivlinus. ... congregarli exerdtum eopiosum pro- 
que de Brlxla manu valida et cattrametatui est 

in campestribus Urceorum et omnia quae circa praedi- 
10 etimi castrimi in agrll fuerant, devastavi). Quo audito. 

Cremonenaet amidi undlque con reruntuna* 

olmlter contra cimi et Ittita Suncinum castrimi suum 
posucrunt. In quorum auxilio Mantuani et Ferrarien- 
ses curii Marchlone Estensi magnifico sunt profecti. 
15 Medlolancnscs etlam contra lupum rapacissimum venire 
communitcr promiserunt.. 

Annalcs * 
De qualitatibus terribilis Eccettui. 

.... Dum enim, sicut civis, in statu degerct militari, 
20 acce quidem crat in hostcs, erga tamen amicos lenis 
et tractabilis videbatur. In promissis quoque satis erat 
fidelis, in proposito stabilis, in verbis maturus, in Con- 
silio providus et in omnibus factis suis miles egreglus 
apparebat. 

25 



.... i ce Uno .... i .Itti eop 

. vorum roleni od p. 
onae transire. Cremo :ndique ami- 

citiis COllectll viriliter eotitra ipsum unanimi! re 

uni Sondili sua tentorla posuerunt. In quorum 
auxilium non tarde renerà Mantuani et Ferrarli 
cum Marchlone Estense (sic;, Mediolanensibus quoque 
magnitiee venientibus. 



Godi 5 
De conditionibus et qualitatibus Domini Eccettui- 

Dum namque (sic) a principio tanquam civis, an- 
tequam ad aliquod dominium pervenisset, militarem 
vitam ducens, erat acer contra hostes : blandus et lac. 
tus erga amicos: in promissis exequendis fidelis et con- 
stans : stabilis in proposito, in Consilio et verbis pro- 
vidus et discretus: in toto aspcctu corporis et gesti» 
suis miles egregius apparebat. 



Dell'affinità di questi due passi s'era accorto anche l'Osio, il quale in margine al 
testo fece questa nota: Habentur liaec eadem in fine libri II Chronici Monachi Pa- 
duani. Così infatti tutta 1' ultima parte della cronaca godiana è da questo fonte rica- 
vata. L'Osio credette opportuno di continuare la cronaca del Godi, aggiungendovi 
30 come supplemento della lacuna un lungo squarcio tolto dal libro XIX del De Regno 
Italiae di Carlo Sigonio: egli stesso lo dichiara: a Reliqua desiderantur, quae facile 



storie di lui. Ecco ciò che il Marzari lasciò scritto : 
" Antonio Godi fu in questo tempo (1344), cittadino 
" di belle lettere et scienze varie ornatissimo : scrisse al 
" Ferretti dietro, dal millenario fino ai presenti tempi 
5 "le cose et fatti della patria molto accuratamente. la 
" cui opera fece poi strada al Pagliarino, se bene d'essa 
"non se ne ha ora alcun indicio „ (cf. Giac. Marzari, 
La historia di Vicenza, lib. II, p. 133, Vicenza 1604). 
Eppoi il Marzari doveva conoscere pochino assai anche 
io il Ferreti, se lo chiama Battista Ferretti, e se di lui 
lasciò scritto (pp. 132-133): "Visse questi anni poeta 
"e prosatore in molto grido. ... compose opere diverse 
" laudatissime, ma in specialità cantò i fatti degli Sca- 
" ligeri e scrisse in prosa le cose della patria con le 
"discordie et guerre che hebbe con Padovani, avvenga 
" non si trovi hora alcun parto suo (sic) „. 

1 RR. IL SS., nuova ediz. di Antonio Bonardi. 



15 



in questa Raccolta Carducci-Fiorini, fase. 41, lib. 
IX- \ IX, p. 129, tomo VIU, col. 87 c-d, della antica edi- 
zione muratoriana. Ho scritto, pare, perche il Rolan- 20 
dino e il cosidetto Monaco Padovano, autore degli A n- 
nales Sanctae Justinae avrebbero attinto alla 
medesima fonte, ed e difficile asserire se il Godi ricorse 
all'uno o all'altro, o a uno dei due. Cf. A. Bonardi, 
U Liber regiminum (prefazione) in M i s e e 1 1 a n e a di 2 5 
Storia veneta a cura della R. Dep. ven. di 
st. patria e nella nuova edizione di questa Raccol- 
ta; Luigi A. Botti cui. Degli Annales Sanctae Justinae 
Patavini, in Archivio Murato ria no, n. 4. Città 
di Castello 1907. 3° 

* RR. IL SS., tomo Vili, col. 702. 
3 Ibid., col. SS*. 

* Ibid. , col. 707 e. 
5 Ibid., col. 90 a. 



T. Vili, p. 11 — B. 



XVIII PREFAZIONE 



.upplobuntur ex libro XIX Caroli Sigonii De Regno Italiae, donec Salimbenus de 
Salimbenis, cuius ex fontibus emanarunt, edatur in lucem „. L'editore della colle- 
zione muratorìana s'accontentò di riferire queste parole dell'Osio, e pubblicò come 
appendice la parte ricavata dal Sigonio. 

È degno di nota che in seguitò alla cronaca godiana si trovano tre diversi elenchi 
di famiglie nobili vicentine: a me non consta che un altro cronista li abbia mai re- 
datti prima del Godi. 



* * 



Per venire ad una conclusione di ciò che più preme, penso che se Antonio Godi 
non ha lasciato, come finora sempre fu creduto, che la monca cronaca delle cose vi- 10 
centine fino all'anno 1260, egli non merita d'esser riputato fra i buoni ed autorevoli 
cronisti, e l'opera sua è degna di minor onore, come quella che è un povero estratto 
di altre cronache più vecchie e note. È da ritenere anche che lo stesso Godi non 
desse troppa importanza a questa opera sua, giacché essa non era che una parte della 
parte preliminare della cronaca, che nell'intenzione dell'autore doveva esordire prò- 15 
priamente, non lo si dimentichi, all'anno 1311. La forma stessa dello scrivere è molto 
trascurata: frequentissime sono le sgrammaticature, sempre poco elegante e abborrac- 
ciato il periodo, mentre la prosa del suo concittadino Ferreto Ferreti, vissuto in tempo, 
in cui la coltura umanistica in Italia non aveva dato che pochi germogli, fu di gran 
lunga più corretta e più classica; sicché penso che Antonio Godi non solo lasciò 20 
interrotta l'opera sua, ma non potè emendare e migliorare nemmeno questa parte pre- 
liminare. 



IL 

Il testo della cronaca vicentina di Antonio Godi fu conservato da sette manoscritti: 
dei quali quattro sono nella Bertoljana di Vicenza, due nell'Ambrosiana di Milano, uno 25 
nella Marciana di Venezia. Nell'edizione muratoriana furono messe a profitto le va- 
rianti dei due codici dell'Ambrosiana, che furono collocate in calce al testo già pre- 
parato ed edito da Felice Osio nel Thesaurus antiquìtatum del Grevio sulla scorta di 
tre manoscritti vicentini. 

Affine di procedere con maggior chiarezza e semplicità nella rassegna dei singoli 30 
codici, denomino ciascuno di essi con una lettera dell' alfabeto : 

A: codice bertoliano 21, 10, 18 (sec. XV). 

B: codice bertoliano 21, 11, 16 (sec. XVI). 

C: codice ambrosiano D, 223 infer. (sec. XVII). 

D: codice ambrosiano I, 211, infer. n. 3 (sec. XVII). 35 



PREFAZIONI XIX 



E*, codice bertoliano 22, 1<>, 18 (sec. X\'Ih. 

F\ codice marciano La'.. X, J47 (nuova negn. 288), (sec. XVII). 

G\ codice bertoliano 22, 10, 11 (sec. XV Uh. 



* 

* * 

5 II codice A della Bertoliana di Vicenza ras. cartaceo del secolo XV proviene 

dalla collezione dei libri di Giovanni Batt. Fracanzani ; misura cm. 20 per 2 le- 

gato in pelle rivestito d'una copertina di cartone; contiene in tutto 14 earte; di qu< 
sulle prime dicci è scritta la cronaca del Godi, e sulle seguenti un * Rerum Vicenti- 
" naruni conipewUum % di poco o niun valore, come e detto nel lato interno della \ 
10 pertina l . 

Da mano moderna poco sopra a questa dicitura è riferito il titolo : " Cronichetta 
"della citta di Vicenza compilata da Antonio deGodis„. Ogni facciata del codice è 
ritta su due colonne (ciascuna delle quali conta 42 righe) da una sola mano. Pure 
della medesima mano sono le rubriche o aggiunte marginali: qualche riga fu lasciata 
15 in bianco dallo scrittore, per indicare il passaggio ad altra narrazione. Lo scritt* 
seguì l'uso ortografico del tempo, in cui visse: i dittonghi, le doppie consonanti sono 
quasi sempre omessi. 

Essendo il codice A di più vecchia data fra i superstiti, si può dire a priori, 

che esso merita d'esser tenuto in considerazione. Non è uno dei tre codici esami- 

20 nati da Felice Osio. Senza tema di errare, si può dire ancora che direttamente . I 

non dipende dagli altri codici superstiti, anzi, come si vedrà, da essi si distingue e 

non deriva alcuna sua parte. 

* 

* * 

Ora, gli altri codici derivano da quello oppure da altri codici anteriori o coevi 
25 al codice A? Di essi alcuni emanarono da questo, ma altri sembrano ripetere diversa 

origine. 

Si esamini infatti il codice B. Questo codice, pure appartenente alla Bcrtoliana, 
misura cm. 17 per 21, fu scritto nel secolo XVI: è legato in cartone, rivestito da 
carta pergamenacea; conta carte scritte 75; ogni facciata comprende 23 righe, scritte 
30 con molta diligenza; in principio e in fine vi sono alcune carte in bianco non numerate. 
Ci fu chi lasciò scritto che il copista fu Giberto Cavalcabuoi; secondo altri fu Broglio 
dal Persico 2 . Nella prima carta numerata in forma d'iscrizione si legge: Brevis \ 



1 "Per il poco valore che esso merita non si può - Nel tergo dell'ultima pagina non numerata è 

"attribuire a Giov. Giorgio Trissino, uomo di tanta scritto da mano moderna : " Mi capitò sotto l'occhio un 5 
" letteratura „. " rotolo scritto da Giberto de Cavalcabobus nodaro pu- 



XX 



PREFAZIONE 



tradatus \ rerum Viccnthiarum \ Antonìi de \ Godis \ ab anno \ MCXCI \ citra. 
Nel tergo di questa prima carta ha principio subito la trascrizione della cronica, la 
quale incomincia e termina con le medesime parole che nel codice A. 

Il proemio è preceduto da quest'altra semplice iscrizione: Antonius de Godis ad 
leciores. La cronaca è contenuta nelle prime 28 carte. Dopo la e. 28 seguono altre 5 
cronichette vicentine e dalla e. 44 alla 75 ma è trascritta la H istoria translationis coro- 
nae domini de regno Constantinopolitano ad regem Francie. Neppur questo codice • 
bertoliano fu uno dei tre visti e collazionati da Felice Osio. Questo codice di primo 
acchito, badando ai caratteri esteriori sembra distinguersi affatto dal codice A, perchè 
ad esempio, le iscrizioni che si leggono in B, non hanno riscontro in A; in questo si 10 
notano frequenti note marginali, che mancano in quello. Ma ponendo tra loro a con- 
fronto le varianti dei due testi si giunge a diversa conclusione. 



Codice A. 

Enarare delìberans miserias afflictiones oppressio- 
nes, clades depopulationes stupra, incendia, calamitates 
et cedes, quas civitas Vincentiae eiusque districtus ha- 
ctenus passa est, potestarias et regimina, quae in ipsa 
elvitate rexerunt, potissime ab anno Domini MCCCXI 
citra, quo anno ipsa Civitas extracta et liberata futi 
de servitute iugo gravi et iniquo dominio paduano, si- 
cut inferius apparebit, occurit mihi aliqua anteriora de 
stattt et opulentia civium, districtualitimque ipsius, ci- 
vitatisque eiusdem ftagellis , quorum calamitatibus et 
ruinis, quas ipsa civitas et districtus ante passa futi, 
in presenti opere aliqualem facere mentionem et ab 
ipsis incipere , ut per ea apertius conici et discerni 
possit, quid tunc fuerit ipsa civitas et districtus, quid 
postea, quidque nunc sit, ommissis guerris, coniuratio- 
nibus, eversionibus et cladibus, quae hic multo tempore 
viguerunt temporibus Marii Felicisque Vicentinorum ci- 
vium ipsis cumeomplieibusadversantibus ad inviccm et in 
ruinam ponentibus ipsam civitatem et districtum totum. 



Codice B. 

Enarare deliberanti miserias, afflictiones, oppres- 
siones, clades, depopulationes, stupra, incendia, calami- 15 
tates et caedes, quas civitas Vicentiae eiusque distri- 
ctus hactenus passa est, potestarias et regimina, quae 
in ipsa civitate rexerunt, potissime ab anno Domini 
MCXCI citra, quo anno ipsa Civitas liberata futi a iugo 
et servitute ac iniquo dominio paduano, sicut inferius 20 
apparebit, occurit mihi aliqua repetere et de statu et 
opulentia civium districtualiumque , et de eiusdem civtia- 
tis ftagellis, calamitatibus et ruinis, quas ipsa civitas 
et districtus passa fuerit in presenti opere aliqualem 
facere mentionem et ab ipsis incipere, ut per ea aper- 25 
tius discerni et cognosci possit, quid tunc fuerit ipsa 
civitas et districtus, quid postea, quidque nunc sit, 
ommissis bellis, coniurationibus et cladibus, quae multo 
tempore viguerunt temporibus Marii (cetera desunt). 

30 



Anzitutto il lettore rimarrà perplesso dinanzi alla variante della data nei due codici: 
quella corrispondente alla verità, per ciò che sopra si è detto, è la lezione di A. La 
variante di B non è dovuta ad un errore del copista, poiché si vede ripetuta anche 35 
nell'iscrizione di frontespizio sopra riferita. Essa si può giustificare cosi: lo scrittore 
di B dovette pensare che, incominciando la cronaca, intorno al 1191, occorresse cor- 



" blico e confrontato il ^carattere, è simile a quello del 
" presente libro „. Mano più recente appose sotto que- 
st' altra nota : " Scrittore Broglio""dal Persico, il mede- 
" simo, che copiò lo statuto del 1264 „. Siccome la 
questione non giova allo scopo prescritto e può sem- 



brare oziosa, non mi sono curato di risolverla. Av- 
verto ancora che questo stesso codice appartenne a Er- 
cole Fortezza, se si vuol prestar fede a Gian Vincenzo 
Pinelli, possessore del codice ambrosiano C. 



PREFAZIONE XXI 



reggere la data riferita da A sostituendola con questa: MCXCIj b' intende che per lo 

scrittore la proposizione appositiva seguente non aveva valore, dal momento ehe non 
sapeva in qual anno Vicenza si fosse sottratta al dominio padovano 1 . Così puri-, 
ben si osserva, anche le altre varianti di lì non sono casuali, sono correzioni. A mio 
5 avviso, esse celano malamente la buona volontà dello scrittore di dar miglior veste 
alla cronaca: tali sono le varianti di B in tutto il corso della cronaca. Ma, in molti 
passi controversi, come si vedrà, nei quali c'è discrepanza tra i codni, sempre la 
lezione di B corrisponde a quella di A. Sicché, non ostante le frequenti divergenze, 
dovute al capriccio del copista, ritengo che B derivi immediatamente da A. 

10 

L'ambrosiano C, segnato D 223 p. inf., che misura cm. 31 per 22 e che fu scritto 
nel secolo XVI, appartenne a Gian Vincenzo Pinelli, noto erudito. È un codice mi- 
scellaneo, nel quale la cronaca del Godi occupa 15 carte (ce. 77-91); esso fu col- 
lazionato per incarico del Muratori da Giuseppe Sassi; prima era stato emendato e 

15 corretto dal Pinelli; appunto del Pinelli sono le frequenti correzioni e aggiunte, che si 
leggono negli spazi interlineari, quelle che nell'edizione muratoriana sono indicate come 
tolte dall' esemplare del codice di Ercole Fortezza, che sopra ho descritto e chia- 
mato B. 

Non si creda che questo codice C, perchè contiene non poche lezioni proprie di 

20 B, da questo immediatamente ed esclusivamente derivi. Anzi se si annullano queste 
lezioni derivate posteriormente da B, e si metta a confronto il testo di C con quello 
di A, in modo evidente risulta che non da B, ma da A deriva direttamente il testo 
genuino di C. E ciò perchè nei passi controversi, nelle lacune, negli errori le lezioni 
di C collimano con quelle di A. Però lo scrittore di C talvolta, non così frequente- 

25 mente come quello di B, si compiacque di chiarire, di emendare a suo capriccio qual- 
che lezione di A. Ecco qualche esempio. 

Anche lo scrittore di C forse ritenne Antonio Godi cronista assai più vecchio di 
quello che fu : infatti egli volle correggere il noto passo controverso del proemio : 
potissime ab anno Domini MCCCX1 citra, così : -potissime usque ad annum Domini 

30 MCCCXI citra ; correzione, come si è detto, adottata anche dallo storico vicentino, 
Giacomo Marzari, e affatto arbitraria. Di sua iniziativa ancora lo scrittore di C cor- 
resse Valiqnalem mentionem di A, in: aliqaam mentionem; così la frase: quas terras 
iniuste nane Patavi potentia detinent, in: Patavi mine iniasta potentia detinent; così: 
bargia popolosa, in : bargia pò palata. In alcuni passi le lezioni di C sono tutt' affatto 



1 Così forse non aveva valore alcuno per il copi- temporibus Marti; forse pensò a Caio Mario, che fu in 
sta di B, l'accenno che il Godi fa ai tempi delle discor- Roma console sette volte e che turbò la quiete della 5 
die fra i Vicentini Mario e Felice; egli fece punto a: Repubblica. 



XXII PREFAZIONE 



differenti da quelle, io cai A concorda con gli altri codici. Per esempio, dove in que- 
sti si legi^e : Dum.... discordine iteravi -pullulasse?! £ } in C: Dum.... discordiae i£erum 
postulassenl ; in quelli: Paduani po£entes in auxilio (sic) po£es£atis VicenHae venerun£ } 
in C: Paduani ponen£es etc; così ancora negli altri: eos bello superavil e£ vici£, in C: 
eos bello superavil e£ vinci£ (sic). Ma in questi casi, mi pare, è evidente l'errore in- 5 
volontario, in cui è incorso il copista di C. In qualche altro passo, a dir vero, si 
trova più corretto il testo in C che in A; ma allora in questo caso si rilevano errori 
involontari di A. Questo non deve farci credere che C possa esser derivato da 
un archetipo diverso migliore di A, ma che le lezioni più corrette, sian pur rare, si deb- 
bano all'intuizione del copista di C. 10 

Sicché, per riassumere la mia opinione e per concludere, ritengo che anche il testo 
genuino della cronaca del codice ambrosiano C derivi esclusivamente dal codice A. 



* 
* * 



Del secolo XVII si conservano al presente altri tre codici; l'ambrosiano D } il 
bertoliano E } il marciano E. 15 

L'ambrosiano D } segnato J 211 inf. n. 3, è cartaceo, misura cm. 21 per 15; an- 
ch'esso appartenne forse a Gian Vincenzo Pinelli, dalla cui libreria passò con altri 
codici nell'Ambrosiana. Nel frontispizio reca questo titolo : Cronica magnifici domini 
Godi; finisce con la data MDCX. Anche questo codice ambrosiano è miscellaneo, 
e contiene conia cronaca di Niccolò Smereglo anche quella del Godi (ce. 41-70^). 20 
Poiché per le ragioni, che saranno esposte, è bene considerare il valore di esso in- 
sieme con quello del bertoliano E, descriverò brevemente anche questo codice. 

Il bertoliano E 21. 10. 18, cart., misura cm. 20 per 15, conta carte numerate 23, 
alle quali seguono poche altre, in parte scritte, in parte lasciate in bianco ; la cronaca del 
Godi comprende tutte le 23 carte numerate; sul frontispizio della prima carta scritta 25 
e' è press'a poco la medesima dicitura letta in D: Cronica magnifici Godi. Sul lato 
interno del cartoncino, che riveste il codice, così scrisse l'ex bibliotecario della Berto- 
liana: " La presente cronaca di Antonio Godi è scritta da Silvestro Castellini, come 
" appare dal confronto del di lui carattere, di cui serbansi autografi varii libri della di 
u lui Storia Vicentina appresso di me Vincenzo Gonzati „. Dopo la cronaca nel co- 30 
dice segue la trascrizione di un " Exemplum unius anliqui privile gii Frederici II 
imperaloris anni MCL Vili, confirmaU Ecclesiae cathedrali „ . Si noti infine che 
questo codice, se non erro, è quello che Fr. F. Vigna nel suo Preliminare (pag. 68) 
cita come esistente nell'Archivio di Torre, e che fu uno fra i tre codici vicentini, 
contenenti la cronaca godiana, collazionati da Felice Osio. 35 

Di primo acchito questi due codici presentano caratteri affini, sembrano quindi 
ripetere una comune origine. Il titolo della cronaca è in tutti e due eguale, e solo 



PREFAZIONE 



XXIII 



ad essi comune: gli elenchi delle famiglie nobili vicentine ri seguono nel medesimo 
ordine, non così negli altri codici. Se si esaminano i passi controversi ilei te 
notano certe particolarità comuni solo a D e ad /:: itdem invece di idem ; Bassianum 
per Baxidnum, Brentas (accus. del nome Brenta, fiume del Veneto) in luogo di Brt/i- 
5 tii/n, Gugelmus spesso invece di Gulie/mus, Bartolanu u> per Bartholomcus eie. Solo 
per questi due codici è noto il cognome di Galvano Lancia, che fu podestà di Vi- 
cenza. In molti passi, dove è generale controversia fra i codici, D ed E danno sem- 
pre o quasi sempre le medesime lezioni. Ilo dovuto dire: quasi sempre, perchè in 
pochi casi v'è un qualche disaccordo fra loro : in verità le discrepanze consistono in 

IO modificazioni di desinenze, di prefissi e di suffissi. Per esempio in D si leggono 
queste espressioni: alìquam, Cototonga, civìòusque, ultimo, Pastor, postquc, precurren- 
teSy Comes Bonifatius, rapinae etc. : e in E rispettivamente : aUqualem, Costalo figa, 
et civibuSy ultimae, Plstor, postquam, procurre?ites, Comes Sancii Boni fati/, rapimi 
etc. Come si vede, per queste ed altre poche varianti non si può ammettere fra loro 

15 diversa origine, quando si sa che in tutto il corso della cronaca le loro lezioni stanno, 
assai spesso in contraddizione con quelli di A e dei suoi derivati. 

Quale relazione di dipendenza intercede tra D ed E? Sopra ho dato nota di 
alcune poche varianti, in cui discordano i due codici : a me sembra che in E la forma 
sia più corretta ; nell'esame del resto della cronaca si vede anche che in E qualche 

20 lacuna fu colmata qualche errore di D fu tolto, che la redazione del testo è più cu- 
rata ed emendata. Sicché par lecito di poter concludere che E derivi da D. 

Ad ogni modo ciò che più preme, è investigare, se questi due codici derivano 
anch'essi da A oppure da un archetipo smarrito e perduto. L'esame del testo, quale 
è dato dai tre codici, mette in evidenza il loro valore e i loro rapporti. Qui si ad- 

25 ducono poche varianti: le note al testo completeranno la dimostrazione. 



D 



Cartiglanum 

intra has vero cinctas 

de Causano 
30 Pistorus episcopus 

Paduamque 

prò illis de Castro Vinculo et Mon- 
acello 

privilegia collati Studii 
35 odiis pullulantibus absque medio 

factaque tunc fuit ultra modum mi- 
rabilis praeda 

putantes ipsum improvisum capere 

castrum Valeriani fortissimum iuxta 
40 villani Mansionis per eum diu 

obsessam 

ad domum filiorum de Zachanie 



Cartiglianum 

intra hanc vero civitatem 

de Celsano 

Pastor episcopus 

Pataviumque 

prò illis de Castro Unicolo de Mon- 

ticello 
privilegia collationis Studii 
odiis pullulantibus absque rimedio 
factaque tunc fuit mirabilis praeda 

ut ante ipsum improvisum caperet 
castrum Valeriani fortissimum * * * 

villani Mansionis per eum diu 

possessam 
ad domum filiorum de Celsanis 



Cartiglianum 

intra hanc vero civitatem 

de Celsano 

Pistor episcopus (Pistore) 

Pataviumque 

prò illis de Castro Unicolo de Mon- 

ticello 
privilegia collationis Studii 
odiis pullulantibus absque rimedio 
factaque tunc fuit mirabilis praeda 

ut ante ipsum improvisum caperet 
castrum Valeriani fortissimum Bre- 

gantiarum et villani Mansionis per 

eum diu possessam 
ad domum filiorum de Celsanis 



XXIV PREFAZIONE 



A mio avviso, se si può ammettere che E ripeta la sua origine da D } non si può 
dire altrettanto di D rispetto ad A; D deve derivare da altra fonte, da un archetipo X 
smaniti o perduto, che per mezzo dei suoi rappresentanti D ed E sta di fronte ad 
A: dimodoché il testo dovrà esser ristabilito oltre che con A anche con D } capo- 
stipite di una seconda famiglia di codici. 

Infatti a questa dovettero appartenere anche gli altri due codici vicentini colla- 
zionati da Felice Osio, poiché il testo che egli ha pubblicato assai frequentemente 
si accorda con D e quindi con E nei caratteri intrinseci ed estrinseci. 



* 
* * 



Ma prima di venire all'edizione del testo, voglio terminare la descrizione degli 10 
altri due codici, per quanto essi non abbiano alcun valore. 

Il marciano E, segnato già Lat. X, 247, ora 288 pure del secolo XVII, misura 22 
per 15, di carte 157 contiene oltre la Cronaca del Godi, quella dello Smereglo, la vita 
di Riccardo di San Bonifacio e VHistoria di Gerardo Maurisio. Il copista stesso fa 
questa dichiarazione, che ci dispensa da ogni ulteriore esame: 15 

u Antonii Godi nobilis vicentini chronicae quae extant ab anno MCXCIV nsque 
a ad MCCLX eiusdem fere methodi et argumenti cum Gerardi Maurisii historia quae 
" praecedit quibus accessit •postremi capitis supplementum Caroli Sigonii libro XIX 
a de Regno Italiae. Felix Osius artis oratoriae inierpres in gimnasio Patavino primus 
u haec ipsa tribus e manuscriptis codicibus vicentinis defoecavity rece?isuit evulgavitque „ . 20 

Questa copia della cronaca godiana fu ricavata dell'edizione dell' Osio: essa 
dunque non giova allo scopo di ricostruire il testo. 

Egualmente può essere trascurato il codice bertoliano G, segnato 22. 10. 11, del 
secolo XVIII, che mis. 20 per 15 e conta e. 34. La prima carta numerata porta nella 
facciata dritta la medesima iscrizione del Bertoliano B sopra descritto, u Brevis tra- 25 
u ctatus etc. . . . „ . Il proemio della cronaca (e. 2) è preceduto da quest'altra breve 
iscrizione: D. O. M. Antonius de Godis ad lectores. La trascrizione della cronaca 
continua regolarmente fino a tutta la e. 22. 

A e. 23 seguono un Compendium rerum Vicentinarunij altra cronachetta vicentina 
e come nel codice B suddetto VHistoria Translati onis Coronae Domini de Regno 30 
Constantinopolitano ad Regem Eranciae: ma è incompleta (e. 32-c. 34). Da queste 
brevi note estrinseche si comprende come questo codice sia tratto dal Bertoliano B, 
derivato da A: anche le lezioni del testo di G corrispondono appuntino a quelle di B: 
perciò è logico non fondare su esso alcuna considerazione. 

Non v'ha dubbio che, non ostante la poca originalità della cronaca godiana, in 35 
altri codici, non molti forse, essa fu trascritta; di questi infatti appare qualche traccia 
nei codici superstiti, dove talvolta occorrono certe forme ortografiche, che ben ditri- 



PRIVAZIONE XXV 



cilmente possono considerarsi come dovute al capriccio o al gusto del copista, per 
tutt' altro che comuni ai suo tempo, e affatto diverse da quelli i altri codici esi- 

stenti. Dell'autografo non si ha alcuna notizia; di esso nulla dicono gli storiografi 
vicentini del XV e del XVI secolo, né l'Osio, che primo ricercò i codici della cro- 
5 naca godiana e su tre di questi, tutti vicentini, ne preparò l'edizione. 



* * 



La prima volta la Cronaca del Godi fi] pubblicata da Felice Osio nel 1636 in- 
sieme con V H istoria Augusta di Albertino Mussato e con altre cronache del XIII 
e XIV secolo 1 : l'edizione fatta dall'Osio fu riprodotta nel tomo sesto del Thesaurus 

10 del Grevio 2 . Felice Osio preparò il testo della cronaca godiana, collazionando 
tre manoscritti, da lui detti vicentini: egli non ha lasciato alcuna notizia intorno a 
questi codici : per cui è necessario esaminare prima il valore e i caratteri del testo 
da lui pubblicato, poi sarà facile identificare i codici, di cui si servì. 

Preme avvertire che l'Osio non stette pago di pubblicare il testo quale gli era 

15 tramandato dai manoscritti, ma, egli stesso lo dichiara, defoecavit, recensii!/. Ora fatta 
astrazione dalle correzioni e dalle aggiunte introdotte dall'Osio, fatta ancora astrazione 
dalle possibili modificazioni fatte dai copisti dei singoli codici vicentini, il testo del- 
l' Osio appare ricavato da codici appartenenti al gruppo dei suddetti D ed E, e se non 
tutti e due, il bertoliano E sicuramente fu uno dei codici collazionati dall'Osio. 

20 Difatti messo a confronto il testo pubblicato con questi e con quelli del gruppo 

di A, in molti casi esso va d'accordo coi primi e quasi mai coi secondi ; negli altri 
casi D ed E non vanno d'accordo con O (O chiamerò intanto il testo edito dall'Osio 
quanto l'altro codice vicentino, del quale egli si servì e che ora è smarrito o perduto). 
Si noti che le varianti di questo sono dovute per lo più a correzioni o ad aggiunte, 

25 omissioni, possibili errori o incertezze di lettura e di trascrizione dell' Osio e dei co- 
pisti. Però non è improbabile che uno dei tre dell' Osio appartenesse al gruppo di 
A, giacché talvolta in O si incontrano scelte a preferenza le lezioni del gruppo di A. 
Ad ogni modo ritengo, che anche O sia bensì indipendente da D, ma derivato dal- 
l'archetipo da cui pure D fu ricavato. 

30 II testo dell' edizione muratoriana riproduce tale e quale il testo edito dall' Osio 

senza alcuna alterazione: in calce ad esso, come in nota, furono aggiunte le varianti 
dei due codici ambrosiani sopra descritti. Il Sassi nella prefazione scrisse: a .... ea 
u quae maioris momenti visa sunt ì seligere -placuit atque ad calcem remittere. Adiectae 
u itideni sunt loco eodem variae lectiones ex ambrosiano altero codice deftromfitae, qui 

35 a tamen, utftote recentior } cum edito Osii textu ferme consentita quin immo, ut nihil in 



1 Fu pubblicata per cura di Lorenzo Pignorio, in * Graevius, Thesaurus antiquitatum et Mstoriarum 

Venezia, tip. Pinelli, 1636. Italia*, tomo VI, parte I (Lugduni, 1733). 



XXVI 



PREFAZIONE 



u votis esse possety eas quoque, quas margini apposuerat Osius } suis locis reddìdimus 
* SÌgnatas nomine ipsius atque attortivi, quos ipse descripserat „*. 

Ora, questo breve esame dei codici e delle edizioni permette di classificare i 
rapporti loro secondo la seguente tabella: 



AUTOGRAFO 



X 



B 

I 

G 



D 

I 
E 



O 

I 
F 



Dunque il testo deve essere ricostruito con: A, D, 0\ ma in modo precipuo con 5 

A, che sicuramente riproduce assai più da vicino il testo originale, mentre D ed O, 

che fan capo ad un diverso archetipo, sono stati alquanto rimaneggiati secondo il ca- 
priccio dei copisti. 



Rimini, ottobre 1908. 



Giovanni Soranzo. 



1 Vedi più oltre p. xxvn. In nota spesso sono Ercole Fortezza, che per cura del Pinelli furono ri- 
notate con le varianti dei codici ambrosiani anche al- portate negli spazi interlineari dell'ambrosiano D 223 5 
cune del Bertoliano 21. II. 16 (£), già appartenente ad inf. (C). 



AMICO LECTORI 

JOSEPH ANTONIUS SAXIUS 

UIBLIOTHECAE AMBROSIANAE l'RAEFECTUS 




revia hacc Cronica rerum vicentinarum ab Antonio Godio, et Nicolao Smercgo conscripla, 
primus vulgavit Felix Osius, superioribus voluminibus laudatus, et perenni memoria dignus ob 
amorem suum eximium erga literariam Rempublicam, quam pluribus eductis e privato pulwre 
manuscriptis codicibus liberaliter ditavit. Ea denuo in lucem proferre, prò suo ac Palatlnae 
Societatis instituto, necessarium duxit clariss. Muratorius ; sed cum a me admonitus per literas foret, duo eorun- 
dem exemplaria in Ambrosiana mea bibliothcca adservari, rogare non destitit, ut quantocyus cum illis confer- 

10 rentur, ratus inde eftectum iri, ut accuratior, gratiorque eruditis viris editio posset parari. Nec voto suo cecidit 
vir doctissimus : nam adbibito in partem laboris diligentissirno viro Philippo Argelato, alterum ex praedictis co- 
dicibus a Vincentio Pincllo collatum, castigatumque ad fidem antiquiorum exemplarium, repertum est variis 
melioribus lectionibus adeo contextum, ut vix temperaverimus ab edendo per columnas, una cum editis libris 
Osii, codice Ambrosiano, quemadmodum in Ottonis et Acerbi Morenae Ustoria superius pcractum est. Ne lanieri 

15 lector geminata earundem rerum lectionc confertim oneraretur, ca, quae majoris momenti visa sunt, seligerc 
placuit, atquc ad calcem remittere. Adjectae itidem sunt loco eodem variae lectioncs ex Ambrosiano altero codice 
depromptae, qui tamen, utpote recentior, cum edito Osii textu ferme conscntit; quin immo, ut nihil in votis esse 
posset, eas quoque quas margini apposuerat Osius, suis locis reddidimus signatas nomine ipslus atque aliorum, 
quos ipse descripserat. 

20 Ut vero aliqua de scriptoribus ipsis disseram, candide fateor, nihil a me repertum in historiis fulsse, quod 

Nicolai Smeregi aetatem ac scripta posset docere; cum huc usque nonnisi opus hoc nomenque ipsum eidem af- 
fixum, ac notarii, ut profertur, officium emerserit, atque apud ipsosmet scriptores, qui de viris illuslrlbus Vi- 
centiae sermonem habucre, altum de ipso silentium occurrat. 

Celebrior est fama Antonii Godii, cujus familiam describit libro VII vicentinae historiae Baptista Pajarinus, 

>5 inquiens, ab antiquis appellatane de Gudis, a recentioribus vero de Godis, eamque temporis vetustatc, nobilitate 
sanguinis, juris civilis scientia, et opibus multum valuisse. Aetatem ipsius ad annum MCCCXLIV profert 
Jacobus Marzari in historia sua vicentina italice scripta libro II eumque ait Ferreti vestigia sequutum, qui pa- 
triae suae discordias, et bella cum Paduanis gesta narraverat: incoepisse autem ab anno M opus suum, illudque 
usque ad memoratum annum traduxisse, ac facem veluti praetulisse in suis contexendis annalibus Bapti 

30 Pajarino. Attamen cum Marzarius idem profiteatur nullum hujusmodi historiae indicium suo tempore extitisse, 
habenda potior ratio est Pajarino ipsi, a Gerardo quoque Joh : Vossio relato, qui haec scribit. Anno a Nativitate 
C/tristi MCCCXIH (Osius MCCCXI) fuit Antonius de Godis, qui Vicentinoruni rcs gestas, atque Urbis desolationetn 
scripsit, cujus historiam vidi, multaque ab ea excerpsi, quae hi'ic nostrae lucubratiunculae adjcci. Exorsum certe illuni 
fuisse historiam suam non ab anno M ut retulit Marzarius, sed ab anno MCXCIV doccnt ejusdem exemplaria 

35 tum edita, tum manuscripta ; desinit vero in annum MCCLX. Mfuna autem aliqua perierint usque ad initium 
seculi XIV quo ipsum fuisse Pajarinus affirmat, incertum prorsus est. Practerire quidem nequeo turpi nimls 
anachronismo peccasse Lodovlcum Morerium, qui auctorem hunc nostrum cum Henrico Antonio Godio confundit, 
fortasse in errorem adductus a Joh: Imperiali, qui in suo Musaeo historico inter antiquos illustres viros VI- 
centiae eundem enumerat, inquiens floruisse illum Venetils Oratorum /ureconsultissimum, et Jurlsconsultorum elo- 

40 quenfissimum tarn celebri reorum patrocìnio, ut ab Judaica natione decetn aureorum millia , susceptae semel tantum tulelae 



XX Vili AMICO LECTORI 



meriti} sit lucratiti. Attaraen non ea antiqultas est hujusmodl Ilenrlci, quae illum acquare possit aetati Godìi 
memorati] Marzarlus slquidem superius adductus non modo tempus quo floruit, sed lllustrem, doctamque ejusdem 
progeniem slnglllatim enunciat, tradens illum ducentis ferme annis post Antonium hunc Godium tam nobili in- 
genii sul esperimento Venetlis effulsisse, ut alter seculi sui Demosthenes appellaretur. 

Caeterurn ut ad Ambrosianae meae bibliothecae exemplaria rcvertar, alterum inde beneficium lector exci- 5 
ples, trlpllcem nempe familiarum nobllium vicentinae urbis elenchum, quem Vincentius Pinellus adjecit, pro- 
fessus eumdem ex Herculis Fortitiae codice fuisse descriptum. Complectitur autem iste tum veteres familias, 
quarum memoriam injuriosum tempus pene abraslt; tum eas, quae in ea Urbe splendidius efloruere ; tum etiam, 
quae ex alieno solo deductae ibidem sedem fìxere. Eas quidem protulerat post historiam suam editam Venetiis 
anno MDXCI Marzarius supra laudatus*, sed cum promiscue recentes antiquis adnumeret, nulla etiam facta loci, io 
unde prodlerlnt, mentione, opere pretium fult vetustum hoc exemplar imprimere. Demum in nostris codicibus 
digesta est per capita historia universa, quae continuato ferme textu in Osii codice excurrit, ut proinde lectori 
toedium hinc etiam levetur. 

Ilic quoque advertere licet, una cum praemissis auctoribus impressa in hoc volumine fuisse quae Felix Osius 
excerpsit de Ezerino III ex libro XIII historiarum Laurentli de Monacls, quamvis scriptor iste longe ab hoc 15 
seculo sit, scribens, Osio ipso teste, sub annum MCCCCXIV. Integritati siquidem historiae consulere malui- 
mus, quam instituto praesentis operis religiose nimis inhaerere. Vale. 



CRONACA 



DI 



ANTONIO GODI 



Muratori, Rer. It. Script., Tomo Vili, parte II, foglio i. 



ABBREVIAZIONI 



A. = codice bertolìano: : 21. io. 18 (sec. XV). 

B. = codice bertoliano : 21. n. 16 (sec. XVI). 

C. = codice ambrosiano: D 223 inf. (sec. XVII). 

D. = codice ambrosiano: I 211 inf. n. 3 (sec. XVII). 

E. = codice bertoliano: 22. io. 18 (sec. XVII). 

F. = codice marciano : Lat. X, 247 (nuova segn. 288) (sec. XVII). 

G. = codice bertoliano: 22. io. il. (sec. XVIII). 

O, = codice smarrito, già collazionato da Felice Osio. 






Enarrare deliberans miserias, afflictiones, oppressiones, clades, depopulatione9, Uva 
stupra, incendia, calamitates et caedes, quas civitas Vicentiae eiusque districtus c tJS!*de" 
hactenus passa est, potestarias et regimina, quae in ipsa civitate rexerunt, po- 

rissime ab anno Domini MCCCXI citra l 3 quo anno ipsa civitas extracta et libe- 

5 rata fuit de servitute, iugo gravi et iniquo dominio paduano, sicut inferius apparebit, occurrit 
mihi aliqua anteriora de statu et opulentia civium districtualiumqae ipsius civitatisque eius- 
dem flagellis, quorum 2 calamitatibus e* ruinis, quas ipsa civitas et districtus antea passa fuit, 
in presenti opere aliqualem lacere mentionem et ab ipsis incipere, ut per ea apertius conici 
et discerni possit, quid tunc fuerit ipsa civitas et districtus, quid postea, quidque nunc sit, 
10 ommissis guerris coniurationibus eversionibus et dadi bus, quae hic multo tempore viguerunt 
temporibus Marii Felicisque vicentinorum civium 3 , ipsis cum complicibus adversantibus ad 
invicem et in ruinam ponentibus ipsam civitatem et districtum totum. 

Sicut ab antiquis Vicentinis audivi et potissime ab olim patre meo, qui curiosus perscru- 
tane fuit ab antiquis vicentinis, ut domino Arloto de Raynone 4 , qui valde a se et anteces- 
15 soribus suis res antiquas conditionesque civium de civitate et districtu Vicentino noverat, 
magistro Bono Coperio antiquissimo 5 , aliisque senibus, scientibus de gestis et rebus antiquis, 



i. deliberanti — 4. MCCCXI] rispettivamente 1191, MCXCI B C — 5. occurrunt aliqua anteriore — 
8. aliqualem] aliquam DO — 8. incipiam O - conici] cognoscl DO — 9. quidque] quid DO — 13. Sicut 
V Osio prepose a questa parte, che segue il proemio, il titolo': De statu veterl Vicentiae et districtu eius. Poiché' 
esso non trova riscontro in alcun codice, qui fu omesso ; per la medesima ragione furono omesse tutte le rubriche margi- 
nali dall' Osio apposte al testo, e riferite invece quelle che si trovano sul codice A, il più autorevole — iyi$- perscru- 
tator — 14. Abrilotto ADE; Ancilotto B C — 16. allisquam senibus DE 



1 SI è già dimostrato che la lezione MCXCI, data 
da qualche codice, e erronea, perche non fu in quest'anno 
che Vicenza soggiacque al dominio dei Padovani, bensì 

io nel 1311. 

2 Sicuramente il quorum è fuor di posto : a ragio- 
ne l'Osio lo pospose. 

3 Sulle lotte e discordie svoltesi in Vicenza per 
opera dei cittadini Mario e Felice intorno all'anno 1000 

15 (sic), discorre diffusamente, non so con quanta serietà, 
il Pagliarinl nel libro primo delle sue Historie. 

* Il Calvi (pp. cit., p. 115) pubblicò le suppliche, 
con le quali due volte Arlotto di Rainone, il 38 gen- 
naio 1313 e nel 1316, dopo esser stato riammesso in 

30 patria, implorò d'esser nuovamente iscritto nel Colle- 



gio dei Notai, e la relativa sentenza. La petizione in- 
cominciava così : Cum D. Arlotus de Rainone ett. La 
prima supplica fu respinta. La seconda fu esaudita 
nella seduta del Collegio del 12 marzo 1316. Arlotto 
è detto figlio del fu Martinelli de Rainone. Scrive an- 
cora il Calvi che la Storia composta da Arlotto era 
già stata data alle fiamme al tempo del dominio pado- 
vano, perchè conteneva troppo acerbe rimostranze con- 
tro gli oppressori. 

5 Penso che Bono Coperio sia appunto colui, in- 
torno al quale il Calvi (pp. 11-14) adduce due docu- 
menti. Da questi si apprende che si chiamava : Bene 
notarius fdius magistri Cugni Cuperii, e che visse intorno 
al 132 1. Però il Calvi si lasciò trarre in Inganno dall'ag- 



^S 



30 



CRONACA 



- 

limi-. * . 
Verooam 



Districtua vicen» 

tinus \ e r s u s 
padoanun <li- 
gtrlctum 



MUR., lì 



Mur., 73 



districtus civitatis extende batiir iam versus districtum Veronensem usque ad torrentem Al- 
ponis, ubi sunt Costalonga, Montecleda \ Villanova citra Alponem, Ocaria 2 , Sanctus Bonifa- 
tius, Arculae *, Zumella 4 et ut audivi Colonia, quas villas certi Gibellini cives ac commune 
Vicentiae ex pactis tradiderunt Veronensibus possidendas ad diu iam finitum tempus, ut tue- 
rentur civitatem et districtum vicentinum a continuis iniuriis et invasionibus, quas Vicentini 5 
d Patavini! Guelforum subiestionibus quotidie tolerabant. Ex alia vero parte versus Padua- 
num districtum protendeba'tur usque ultra Brentam, ubi sunt Solagna, Roxana, Cismone, Ba- 
xianum, Cartiglianum \ Sancta Lucia, Frata et Fontaniva, quas terras iniuste nunc Patavi 
potentia detinent Vicentinis, prout inferius declarabo. 

Igitur districtus erat maximus eratque, etiam in qua vis re usui hominis necessaria, fertilis 10 
et abundans: civitasque populosa ornataque magistratis et civibus. Cincta civitas erat, ut 
hodie est; sed burgia populosa et piena protendebantur a Porta burgi sancti Felicis usque 
ad Sanctum Blasium, sicut veterum hodie apparent vestigia fovearum ; a ponte vero Sanctae 
Crucis, burgi Portae Novae, usque ad Sanctum Bartholomeum, burgi Pusterlae extra portam. 
In burgis vero Sancti Petri apparent valles veterum fovearum: hae quoque cinctae erant, 15 
spaldatae et munitae betifredis 6 ac foveis amplissimis undique circumdatae. Intra has vero 
cinctas erant habitationes et domus egregiae. In civitate autem erant turres et potentium 
virorum palatia ; sed in districtu erant tot castella, quot magnates (nam in quasi qualibet villa 
erat castrum aliquod quod custodiebatur per aliquem nobilem seu potentem civem) quae per 
discordias latentiaque odia, inter eos vi'gentia, paulatim ipsis crescenti bus, dirupta et explanata 7 20 
sunt, adeo ut fere sit hodie eorum, quorum fuerunt, ipsis civibus radicitus dissipatis, memoria. 

Audivi praeterea, quod multi ex nobilibus tam Veronensibus, quam Patavinis ex aliquale 
stirpe vicentina processerunt, ut comites de Sancto Bonifacio, Maltraversi de Montebello, 
Carrarienses, domus Monticulorum, quae traxit originem antiquissime a certis nobilibus de 
Monticulo Precalcini 8 . Et si vere cives Vicentini sic commune bonum toto affectu appetis- 25 
sent, ut Veneti fecerunt et faciunt, se adinvicem diligentes et statum suis bonis augmentantes, 
ut debebant, civitas Vicentiae non fuisset impotentior civitatibus Veronae vel Paduae 9 . Prae- 
terire nequeo afflictiones, desolationes, oppressiones, adulteria, incendia et clades, quae Vicen- 
tiae f aerunt temporibus Dominorum de Romano, qui primo posuerunt in iugo servitutis civi- 
tatem et districtum, incendia quoque et derisiones, ultime et stupra, quae passa fuit tempore 30 
saevissimi Federici imperatoris, sed ab ipsis incipere 10 . 



2. Cotolonga AD — 3. Cumella A; Lumellae DE; Lumllla — 4. ex pactis] conditionibus et pactis 
O — 5. incursionibus — 6. Patavis D E - suggestionibus DO- tolerabantur DE — 8. Cartiglanum A; Car- 
tigianum O — io. eratque ut in qua vis re usui hominis necessaria D; et in quavis re homini necessaria — 
11. civibus A — 12. sed magis populosa et piena. Protendebatur - a porta S. Felicis DE — 14. burgi Portae Novae] 
5 parole omesse in DE — 16. spaldatae] spalatae DE - bitefredis DE; benifradis i?; belfredis C — 16-17. Intra has 
vero cinctas] Intra hanc vero civitatem DE — 17. pottentum A — 20. vigentes A - direpta et explanctata — 
22. quod multi] quam multi D — 26. faciunt et fecerunt O — 27. impotentior civitatis A — 27-28. sed nequeo 
praeterire — 28. desolationes adulteria DE — 29. sub iugo — 30. ultimo — 31. sed ab ipsis incipere] in 
mancano queste parole 



IO 



*5 



30 



gettivo antiquissimo usato dal Godi; egli pure credendo 
che il Godi vivesse intorno al 1311, ritenne il Coperio 
anteriore a costui di un secolo per lo meno. Asserisce 
il Calvi che le opere di maestro Coperio sono perdute. 

1 Costalunga e Montecchia, nel distretto di San 
Bonifacio," in provincia di Verona. 

2 Villanova e Ocaria più non sono. 

3 Arcole, luogo noto a Sud di San Bonifacio, di 
qua dal torrente Alpone. 

4 Zimella nel distretto di Cologna (Colonia), in 
provincia di Verona. 

5 Cartigliano, nel distretto di Bassano, In provin- 
cia di Vicenza, 

6 Du Cange, Glossarìum medìae et infimae latini- 



tatis, Parisiis, Didot, 1840: belfredus, berfredus , berefri- 
dus, bilfredtis, bertefredus , bitefredus etc. : machina bellica 25 
lignea in modum turrts excelsioris extructa. 

7 Du Cange : explanare = eruncare , interlucare 
silvas. 

8 Di queste antichissime e nobili famiglie vicen- 
tine trattò con speciale competenza d. Sebastiano Rumor 30 
{Il blasone Vicent. in Misceli, di Storia ve n. per 
cura della R. Dep. ven. di storia patria, se- 
rie 2% tomo V, 1899, p. 213). 

9 Questo brano fu trascritto quasi parola per pa- 
rola nelle sue Storie dal Pagliarini; cf. mss. della Ber- 35 
toliana, segn. 21. io. 4, ce. 94-94/. 

10 L'espressione finale denota in modo chiaro il 



[AA. 1194(I)-1199] 



DI ANTONIO GODI 



De primis novitatibus iiuius codicis. 

Igitur post reditum primi domini Eccelini de Romano, qui propter aliquod impedimen- 

tum linguae balbutiens dicebatur, qui ab imperatore- Federico COntra Saladiiuini Soldanum 

transfretaverat, ubi ab imperatore totoque christianoruin i \n cittì, propter eius itrenuitatem 

5 audaciam et virtutem Dux et Vexillifer totius exercitus dime meruit ordinari, idem electui 

° Ma* vucnlinui 

fuit in potestatem civitatis Vicentiae. Cuius regiminis tempore fifii Gaaaelmì lem Talie 

interfecerunt, qui ante per eundem expulsi de civitate i'uerant domusque eorum el turrrs 
usque ad fundamenta subversae '. 

Post cuius mortem cimi duo facti essent electores potestatis Vicentiae, \ idelicet dominus 

10 Sulimanus iudex prò parte Vivariensiiun et Pilius pater Vincentii de Celsano prò parte co- 
mitis, sugestione elicti Pilii, in potestatem electus fuit quidam Iacobus de Bernardo de Bono- 
nia, anno Domini MCLXXXXIV, qui in secreto promiserat favorabilior esse parti comitis quam " ; 

Vivariensium 2 . 

1 lic in eius regimine lites plantavit et odia, bannirique fecit dominum Ecelinum Secun- 

15 dum, tìlium alterius Ecelini, qui propter eius bonitatem Monadi us dicebatur. Itaque partrs 
ad pugnam venerunt,' quae rune ad invicem guerezantes, incensa et combusta fuit maior pars 
civitatis Vicentiae, die xxi decembris millesimi suprascripti, parte domini Eccelini et Viva- 
riensium succumbente, cum qua tunc exivit dominus Pistor episcopus Vicentinus; post que 
intus extraque oriuntur graves inimicitiae, preda tiones et bella 3 . 

20 Interim Veronenses, amici communis Vicentiae, venerunt Vicentiam brachio potenti eun- L**2f 

a Ci us j'«inc ci 

demque Iacobum in secundo sui regiminis anno removentes de regimine, posuerunt Vicentiae Vl d'piÌ^ 
potestates duos, unum videlicet dominum Ottonellum de Turrisendis prò parte illorum de Vi- "J 
vario, alterum vero Vermilium de Crescentiis prò parte comitis Vicentiae 4 . """ ??**" 

Post quos successit Gonfredotus de Mediolano in regimine; sub quo excitatae fuerunt , ;' ir 

25 contra dominum Eccelinum discordiae et guerrae, et proelio commisso apud Marosticam, quae ° v ° m 

tunc erat dominorum de Romano, Vicentini totum burgum combusserunt 5 . 

Huic in regimine successit dominus Bonapax Faba de Brixia, anno MCLXXXXIX; qui ^Jj^SSar» 
cum exercitum vicentinum ultra Brentam contra Bassianum duxisset, plurimi ex parte utraque 
capti et mortui fuerunt. Post que idem dominus Eccelinus undique amicis collectis, scilicet 

30 Estense (sic) Marchione totoque populo paduano, iterimi apud villam Carmignani cum exer- 
citu vicentino dimicando, Vicentini occubuere; eoque proelio capti fuerunt plures quam duo 



Kob, 

i primum 

- 

Not.itur «le »e- 
•ini moti 



2. primi Domini] Domini — 4. transfretaverat] transitaverat DEO — 5. in DE sempre isdem — 6. Gan- 
■ selmi Gastonem Talie] così anche il Maurisio (RR. II. SS., Vili, col. io a): Ganselini Gottonem Taliae D E — 9. cum 
duo.... potestatis] fuerunt electi tres potestates — io. Pilius] così sempre A e il Maurisio; Pileus DEO - de 
Celsano] Zausano A; Zancano — 10-n. parte comitis] parte comitum D — 15. alteri Eccelini A — 16. vene- 
runt] veniunt - guerezantes] querelantes O — 18. Pistor] Pistorus A; Pastor - post quam E — 19. orieban- 
tur DEO — 20. eundem DE; et eundem — 33. Zeumilium de Chriccriis D - parte comitum — 24. Gun- 
fredotus DO — 27. Bonapax Faha — 29. postquam D — 30. Estense] q-7tasi sempre l'ablativo degli aggettivi della 
terza declinazione, terminanti in -is, -e nei codia A, D, E, non è mai in -i ma in -e - iterum apud] ivit ad 



proposito del Godi di esordire la sua cronaca dal tempo, 

10 in cui Vicenza ebbe a soffrire per opera dei Da Romano: 

è falso quindi che il Godi fosse risalito all'anno 1000. 

1 Come ho promesso, indicherò i brani corrispon- 
denti dell' Ilistoria de rebus gestis Eccelini de Romano di 
Gerardo Maurisio: cf. RR. II. SS., ediz. murat., tomo 
Vili, ce. 9 e e io a. La podesteria di Ezzelino il Balbo 
si svolse in parte anche nell'anno precedente al 1194: 
perciò questa data, come indicazione del tempo, dal 
quale comincia la cronaca, propriamente non è giusta. 

2 Cf. Maurisio, ce. io e e 11 a. Celsano detto an- 



o 



che Zausano, oggi Sossano. 



Cf. le Historie del Paglia- 



rino, p. 160; per comodo del lettore, non essendo pub- 
blicato il testo originale latino di queste Historie, d'ora 
in poi citerò la traduzione letterale italiana, edita a 
Vicenza nel 1663. 

3 Cf. Maurisio, cu b-c. Pistore (Pislor, oris, non 
Pistorus, men che meno Pastor) fu vescovo di Vicenza 
sulla fine del secolo XII. Vedi C. Eubeu Hierarchia 
catholica M. Ae. Monasteriìi, 189S, voi. I, p. 55S: l'i rd. 
Uguelli, Italia Sacra, Venezia, 1720, tomo V, e. 1046, 

n - 35- 

4 Cf. Maurisio, c. ii c-d. 

5 Cf. Ibid., e. 12 d. Merita d'esser rilevalo che in 



3° 



CRONACA [AA. 1199-1209] 



millia ex Vicentinis, Paduamque conducti. Vicentini vero, ad Veronensium praesidium pre- 
currentes, promoverunt eoa contra Patavos exercitum validum ducere cum carrocio, brachio 
potenti paduanum districtum currentes, nemini parcendo, villas et castra sternendo, praedando 
incendiaque ponendo usque prope civitatem Paduae, ita ut scintillae ignis in civitatem caderent. 
Postmodum facta pace, relaxatis captivis vicentinis de paduanis carceribus, Vicentinorum Ve- 5 
ronensiumque exercitus revertitur l . 
Notati» de rj e re laxatione autem Vicentinorum facta praeter scientiam domini Eccelini, idem graviter 

gnorainat 1 o ne x ° 

domua de k,>- j nc lig ml tus, se cum Veronensibus atque Vicentinis et Comite, quamquam guelfo, univit. Qua- 
ì-'oììarH P r0 P ter Paduani indignati valido exercitu invaserunt curiam Onariae, quae antea cognomen 

erat dominorum de Romano usque in diem illum, qui postmodum cognominati et dicti fue- 10 
runt de Romano 2 . 
mur, 75 MCCI. Potestate Vicentiae domino Marchexino de Mainardis de Feraria, confederatis ad 

L). Marchesinus 

jj* p^ri*" 1 ^ invicem Vicentinis, Veronensibus et Tarvisinis, aqua fluminis Bachilionis, quae per potentiam 
testaa vi Paduanorum recte Paduam currebat, facta valida ad Cerum rosta, ablata fuit in totum Pa- 

Notatur de aqua ' 

daani lo,, abi P ta duanis et posita fuit per rectum alveum Riperiae : de cuius fluminis remotione apparet quae- 

td Cerram ^am vetus scriptura in curia ecclesiae sancti Georgii Montis Bericae, quam ego pluries legi \ 

u. l'iiveiius En- Potestate autem domino Uliverio Enselbardo interfectus fuit dominus Andreas de Sera- 

selbardus pote- 

stas vn t j co j n t erra Leonici, proeliando prò illis de castro Vinculo et Monticello contra commune 

Leonici ; MCCIV, die xxx octobris 4 . 
^feTvni^o/e- Succedente post praedictum domino Bernardo Vexillifero de Papia, studium generale 20 

Notatur de studio ^* * n c i v i tate Vicentiae, doctoresque in contrata Sancti Viti manebant, ubi hodie apud prio- 

fui't e vicentiae d rem Sancti Viti apparent privilegia collati studii 5 . 
D Buzacha J r r in d us Potestate vero domino Buzacharino de Mediolano, idem prò suae personae securitate misit 

unus'vim 0611 ' ex c i v i Dus vicentinis Mediolanum obsides Artusium domini Corradi de Vivario, Albertumque 

filium Pilii Vincentii de Celsano pluresque alios ex nobilioribus. Qui cum contra voluntatem 25 
partium Vicentinarum, ipsos sicut obsides retineret, indignati marchio Estensis et comes Bo- 
nifacius de Sancto Bonifacio persuaserunt corniti Guidoni Corrado de Vivario, Pilio Vincentii 
certisque aliis de parte sua, ut eundem dominum Drudum interfìcerent '. 

Qui die in aprilis MCCIX ipsum potestatem ceperunt seque in potestates elligi fecerunt 
C Corrad ( usde vu Prenominati comes Guido et Corradus de Vivario, hortati ex favore Marchionis et comitis 30 
Itas° X P ° te " ^ e Sancto Bonifacio. Tunc vero domos et turres quamplures amicorum multorum domino- 
rum de Romano, ipsis fugatis, sternerunt in terram; cumque grandi exercitu persequerentur 
amicos domini Eccelini et partem suam in Sandrico, forte ab eorum regiminis introitu xx die- 
rum Iadolinus Guidoti et comes Albertus de Tarvisio cum illis de Bragantiis et certis aliis 



I. Patavium que D O — i-3. procurrentes E ; recurrentes O — 3. Paduanorum DO — 7. gravissime DO — 
8. quamquam Guelfo coniunxit D ; tamquam Guelfo coniunxit O — io. erat] fuerat .0 — 15-16. apparet vetus D 
— 16. in curia ecclesiae] in ecclesia — 17. Eliverio Ensebardo DE; Uliverio Engelbardo ; Mauristo, col. 15 b: 
Oliverius Enselbardus de Papia — 18. Castro Unicolo de Monticello DE; Mauristo, ibid., de Castignuncolo — 
5 21. doctoresque] ductoresque A — 22. privilegia collationis studii — 25. Pilii Vincentii de Celsano DE; Pilei 
vicentini de Zancano - voluntates D — 26. partium Vicentiae D - sicut] sic A — 27-28. et Pileo Vicentinis 
ceterisque aliis — 30. hortati ex] hortatu et O — 31. plures D E — 32. straverunt — 33. in Sandricum 
DE - xx diebus D — 34. Sadolinus Guidoti DE 

Maurisio si legge Vifredotus , non Gonfredotus. Ecco un 2 Ibid., e. 14 a-b. 

io passo in cui questa edizione della cronaca del Godi 3 Ibid,, e. 15. a. Il Godi ha omesso tra l'altro 

può giovare alla ricostruzione del testo genuino del- anche la narrazione della morte del vescovo di Vicenza 20 

VHùtoria del Maurisio. Pistore intorno a Belvicino; cf. Maurisio, e. 14 d-e. 

1 Cf. Ibid., e. 12 e sgg. Si noti come a bella posta 4 Ibid., e. 15 b-c. Monticello di Lonigo ancor oggi 

il Godi tace quanto Gerardo Maurisio scrive di se stesso, esiste; ma Castignuncolo o Castro Vinculo no, ch'io 

15 che era procurator cìvìtatts Vicentiae e che con altri vi- sappia. 

centìnì fu fatto prigione dai Padovani in questa guerra 5 Ibid., e. 15 e. 2$ 

e poi rilasciato. fl Ibid. e. 17 a. 



[A. 1209] DI ANTONIO GODI 



expulsis de civitate cum eis, coadunutione et guarnimento cum fest'matione prò tlpllfftram 
subsidio viriliter perveneruat contra exercitum vicentinum, ubi commisso certamim- esercii 
vicentinus succubuit, captique ibi fuerunt, idem cornea et Corradus de Virarlo, nmiliter l'i- 
lius Vincentii et multi alii de complicibus et fautori bus suis et in castro Bragantiarum tur- 
5 piter captivati '. 

Post que statim cucurrit Vicentiam comes Bonifacius ci tO Bonifacio, seque in po- 

testatem Vicentiae decerni fecit. Qui in eius redimine destruxit palatimi) l'etri Morisii cum 
duabus turnbus. Cumque idem comes esset quasi dominus Veronae, Vicentiae et Ferrariae, «■■«■•> 
l'avente sibi Mutina, conspiravit ipse et Marchio Baxiani et Bragantiarum (astra dettrue 

10 et sciente d. Eccelinum aegrotare in Brixia, facto guarnimento Veronensium Vicentinorum 
aliorumque amicorum, cum exercitu valido equitaverunt ultra Brentani, castrametatique sunt 
contra Baxianum, ubi amici domini Ecelini prò tutela confugerant *. 

Dum autem haec notitiae domini Eccelini aegrotantis in Brixia pervenissent, mox ipse 
collectis amicis, quos secum potuit ducere, et facto guarnimento de mille equitibus, ausilio 

15 quoque Tarvisinorum requisito, qui statim cum carrocio et grandi exercitu in auxilium do- 
mini Eccelini et suorum amicorum venientes, dominus Saginguerra de Ferraria partern Mar- 
chionis invasit ipsamque fugatis amicis suis totaliter occupa vit. Haec autem dum ad aurea 
predictorum Marchionis et Comitis pervenissent, iam ad expugnationem Baxiani cum parati 
essent, sine mora ulla cum exercitu toto Vicentiam revertuntur. Dominus quoque Eccelinus 

20 hoc sentiens cum suo exercitu ipsos acriter persequebatur usque ad villam Sandrici 3 , occi- 
dendo, capiendo et depredando, incendio et praede ponendo villas et domos, nemini parcendo. 
Cucurrerunt quoque aliqui de exercitu a persecutione non cessantes usque ad pontem Pu- 
sterlae prope Civitatem. Tantus quoque tunc timor et tremitus fuit Vicentinis, quod nisi tunc 
litere supervenissent domino Eccelino ex parte regis Octonis, qui Romam prò imperiali dia- 

25 demate suscipiendo pergebat, ut ad eum sine induciis festinaret, civitatem Vicentiae expugnas- 
set eamque vi cepisset *. 

Anno Domini MCCIX. Iussuque regio relaxatus fuit de carceribus et de regimine de- 
positus comes Bonifatius et positus fuit Vicentiae prò vicario dominus Guillelmus de Landò 
placentinas 5 . Post cuius regis coronationem rediit Vicentiam dominus Eccelinus prò vicario 

30 et rectore domini Imperatoris. Qui ut regimen sumpsit, occasionibus inventis, bannivit et 
condemnavit quam multos Vicentinos, adiicens eos contra ipsius mandata de civitate Vicentie 
recessisse. Castrum quoque Granconae funditus evertit, ad quod ex eis aliqui confugerant 8 . 
Tunc finaliter civitas et districtus disciplina coepit augmentari guerris, scandalis, discordiis' 
et odiis clam et palam quotidie intus et extra pullulantibus absque medio. Quam ob rem Mm 

35 tractatu et hortatu Marchionis et comitis Sancti Bonifacii venit grandi exercitu viribus totis 



tinus vicanui 
XII 



i. coadunatione, reguarnimento, confestinatione expulsorumque subsidio DE — 2. virili DE — 6. post- 
quam DE; postea — ti. Brentas D — 12. ubi amici.... se receperant D; ubi erant amici D. Eccelini prò tutela 
O — 13. haec ad notitiam — 15. in ausilio DO— 16. venerunt O - Salinguerra D — 23. tremitus] tre- 
mor — 24. domino Eccelino] domino suo D — 27. iussu O — 2S. comes Sancti Bonifacii E — 32. confu- 
5 gerunt — 33. disciplinam coepit argumentari — 34. absque remedio DE. L' Osto propose di emendare così l'espres- 
sione : absque modo D E 

• Ibid. e. i>]b-d. Il testo muratoriano del Mau- tro Morisio, padre dello storiografo Gerardo, senza ac- 

risio dà questa notevole variante sul nome di Iadolinus cennare alla fonte, di cui si servì. 

e sul conte Alberto sopra riferita : .... Iacobimts GtU- 3 II Maurisio nomina invece la località di Bolza- 

lO dotti de Tarvisio cum illis de Baxiano et cum comite Al- no, che insieme con Lisiera forma un distretto della 20 

berto et paucis etc. provincia di Vicenza. 

Il lettore rileverà che le note illustrative del te- 4 Ibid., e. 17 e, e. iS a-d. 

«to sono assai scarse; ma converrà con me che esse do- 5 Ibid., e. 21 d. La data di tempo, come il solito, 

vranno esser fatte sul testo del Maurisio, non su que- manca nel testo muratoriano del Maurisio. 
15 sto del Godi, che da quello è derivato. 6 Ibid., e. 22 b. 25 

2 Ibid. e. 17 d. Si noti come 11 Godi nomini Pie- 



8 CRONACA [AA. 1214-1226] 



doinimis Bartholomeus de Palatio, potestas Verone, ad quorum servitia venerunt Mantua, Re- 
gi uni, Cremona, Brixia et Papia, sed Verona cum carrocio cum exercitu, contra Leonicum 
ipsunn|iu- cxpugnaverunt vi, eoque vieto, omnia predae et rapinae ponentes, equità verunt usque 
Pontaltum prope Vicentiam, ubi commisso proelio cum domino Ecelino et Tarvisinis, qui ad 
presidia Vicentinorum venerant sine mora, pars Marchionis et comitis occidit in conflictu et 5 
ignominiose in fugam conversi et vieti, quammulti ex eis trucidantur, interfìciuntur et ca- 
piuntur, factaque tunc fuit ultra modum mirabilis praeda in illa Victoria l . 

De pace facta cum civibus extrinsecis. 

d. Marinai Co. Tempore regiminis domini Marini Zeni potestatis Vicentiae, MCCXIV, pax et tranquil- 

potesta* xiv ijt ag macma fuit in ci vi tate Vicentiae et districtu, resti tutis omnibus extrinsecis bannitis in domo 10 
Mastica vemii- ac j e0 rum bona. Eodemque tempore dominus Eccelinus vendidit communi Vicentiae Maro- 

ta communi VI" . . ■ 

centiae sticam, pretio quadraginta millium librarum parvorum, pacto adiecto, quod castrum per Vi- 

centinos nullactenus deberet reparari \ 

Potestate Vicentiae domino Lambertino de Bononia 3 , quem in rectorem eligi fecerat do- 
minus Ugutio Pilii, quoniam amici domini Eccelini Tertii, qui ab aliquibus haereticus voci- 15 
tatur, male tractabantur, et ipse quasi privatus erat iurisdictione ponendi potestates et offi- 
ciales in civitate Vicentiae prò tertia parte iuxta conventiones exhibitas praedecessori suo, 
tertiaque pars Vivariensibus pertinebat, reliqua vero Corniti remanebat, indignatus cum plu- 
rima tam equitum, quam peditum quantitate venit de Tarvisio Sanctum Petrum in Gude 4 , 
deinde Bulzanum, omnia predae, rapinae et caedi ponendo. Dum autem Vicentini cum suo 20 
exercitu eidem iuxta villam Braidi Sancti Viti 5 , insidias posuissent, putantes ipsum improvisum 
capere, a quibusdam amicis secreto praemonitus de insidiis, gentibus suis animatis ad bellum, 
quamquam multo adversariorum numero pauciores, adiiciens mortis supplicium, si quis suorum 
terga verteret, magna audacia contra Vicentinos irruit. Quare sua virtute et probitate Vi- 
centinos deduxit in confiictum, ubi capti, caesi et vulnerati fuerunt ex Vicentinis in maxima 25 
mur., 78 quantitate et tota contracta subiecta fuit et posita maximae praedae, stupris et adulte'riis sae- 
vientibus inimicis prò libito contra Vicentinos. Haec autem fuit prima Victoria tertii Ecce- 
lini post mortem patris. Tunc Paduanis interventoribus dominus Eccelinus fit amicus do- 
mini Ugutionis Pilii. Dum autem intestina odia latentesque discordiae iterum pullulassent, 
partes in civitate ad pugna venerunt (erat enim dominus Ugutio Pilii cum domino Eccelino 30 
et parte sua), in qua graviter dominus Lambertinus potestas vulneratur et strages maxima et 
Se di" m^vUau" e ff us i° sanguinis saevissime exercetur, nec non horribundum periculum : tota civitas incendio 
et rapinae subiicitur 6 . 

Potestate postmodum domino Albrigheto de Faventia, omnes turres munitionesque domi- 
norum de Romano tradidit idem potestas prò sua securitate in custodia Paduanorum 7 . Unde 35 



4. Pontemaltum D - ad praesidia Vicentiae — 5. in confiictum D — 7. fuit mirabilis DO — 8. il ti- 
tolo : De pace facta etc. non trova riscontro in BEO — io. in domos ac eorum bona O — 13. praeparari D — 
14. Luzertino O — 15. quoniam] quamobrem D — 17. prò tertia parte] parole ommesse in - in circa conven- 
tiones D; contra conventiones O — 20. caede ADE — 21-22. ut arte ipsos improviso caperent 0; ut ante.... 
5 caperent DE — 23. paucioribus - si qui verum.... D — 26. subiecta et D — 27. prima Victoria] in D 
manca: prima — 28. Paduanorum interventione D; Paduanorum interventu — 32. totaque civitas — 34. 
Aldrigheto D 

1 Ibid., e. 22 c-e. 4 San Pietro in Gu, nel distretto di Cittadella, in 

2 Ibid,, e. 34 a e b. provincia di Vicenza. 15 
io 3 Secondo il testo muratoriano del Maurisio (ibid., 5 Bressanvido, distretto di Vicenza. 

ce. 24 e, 25 a e e); Rambertino de Bononia; secondo il te- 6 Ibid., e. 25 e, e. 26 b. 

sto dello Smereglo (loc. cit., e. 97 £) : Lambertinus de 7 Anche il Maurisio {ibid., e. 27 è) e lo Smereglo 

Lambertinis de Bononia. (e. 98 b) danno : Albrighetus. 



[AA. 1227-1230J DI ANTONIO GODI 






dominus Albericus graviter indignatila, tractatu habito cum fratre suo damino Ei celino, ti. 
potestate Veronae, die quadam tempestive dominus Artusius de Vivario irruit armatus cum 
guarnimento contra custodes suae turris tpeamque recuperava; cucurrerunt et dominus Al- 
bericus, comes Vivariensium, Ugutioque Pilli, dominus quoque Eccelinus cimi praesidio \ 
5 ronensi. Ex alia quoque parte Paduani potentei in ausilio potestatis Vicentiae et partis suae 
venerunt; commissaque pugna in civitate, pars potestatis \ icentiae et Paduana succubuit, 
factaque fuit illa dies caedes maxima, multique ex maioribus Vicentinorum effusioni de ci- 
vitate; MCCXXVII. Episcopus quoque vicentinus cum multis, qui ad arreni Brendularum 
confugerant, contra civitatem preliantur. Idem fecit Yalerianus de Bregantiis cum suis. Do- 

10 minus vero Albericus cum exercitu valido equitavit Granconam castrumqui' cepit, et corruit lK J^ 
similiter et Castrum Valeriani fortissimnm iuxta villani Mansioni! per e uni diu obsessani, ( i- 
vitatemque Vicentiae viginti octo continuis mensibus gubernavit et rexit '. ■■ 

Potestate domino Philippo Iuliano de Venetiis, MvJCWJX, turrezerunt quidam de Ba- 
xiano, qui se liberos appellabant contra masnadas domini Alberici et pattern suam, die entibus 

15 liberis, dominos de Romano nullam habere iurisditionem et comitatum in liaxiano. Quare 
venientes ad arma, pars illorum de Romano superatur. Dominus itaijue Eccelinus hoc sen- 
tiens, gravissime animatus potenti brachio celeriter equitavit Baxianum et cum inimicis dimi- 
cando eos bello superavit et vicit. Sed cum de eo querimonia potestati Vicentiae liei 
hoc idem potestas vocatis ad se praefatis dominis de Romano et adversariis suis prò discor- 

20 dia sedanda, demum maxima diligentia et deliberatione cognitis et auditis iuribus et' allega- un 
tionibus partium, definitiva sententia in publica concione pronuntiatum, sententiatum et de- 
claratmn fuit, iurisdictionem et comitatum predictum de iure praefatis dominis de Romano 
spedare et pertinere s . 

De quadam magna contra civitatem Veronae incursione. 

25 Per idem quoque tempus Padua, Vicenda Mantuaque moverunt contra civitatem Veronae 

exercituxn. Portimi quoque et Leniaticum expugnarunt comburendo et in praedam caedem- 
que totam contratam ponendo. Et cum circum circa civitatem Veronae cuncta depopulassent, 
omnes ad propria praeda maxima remearunt 3 . 

MCCXXX. Dominus Guido de Rode fuit Vicentiae potestas, qui timens potentiam ma- 

30 gnatum quam plures ex nobilioribus vicentinis relegavit in Lombardiam ex parte utraque, in- 
ter quos fuerunt Ugutio Pilii, dominus Petrus comes, Sigonfredus de Arzignano, Panensachus 
de Trissino, Ugolinus Amistadis de Berica, dominus Artusius de Vivario. Interim facta con- 
spiratione omnes de confìnibus recesserunt, domino Artusio dumtaxat excepto, qui infirmus 
cum licentia remeavit ad patriam. De quo potestas turbatus, eos fecit certa die citari co- 



3-4. in A per evidente errore : Albrighetus nota ancora che in A si legge sempre Albricus per Albericus — 4. et 
Dominus DO — 5. in auxilium — 6. pars potestatis Vicentiae paduana D — 7. corregge: illa die - 
aufruglunt D — 9. confugerunt A O - proeliatur O — io. castrumque cepit. Corruit — II. castrum Valeriani 
fortissimum * * * villani Mansionis per eum diu possessam D ; così in E, se non che è integrata la lacuna con: Bre- 
5 gantiarum et; castrum Valeriani fortissimum*** villam Mansionis perdiu obsessum — 15. libere DE — 16. do- 
minus autem — 19. adversariis] adiveriis (?!) A — 34. De quadam.... incursione] questo titolo manca in BEO 
— 25. Vicenda Mantua DO — 36. Portum quoque et Leniacum expugnaverunt DO — 2S. omnes ad propria 
cum praeda maxima remearunt D; omnes ad propria praedia mox remearunt — 31. Panemsacus DE; Panin- 
sacus — 33. Amistadii O — 33-33. conspiratione] coniuratione — 34. de hoc potestas D - citari] in D 
IO E è ommessa la parola 

1 Ibid., e. 37 <-, e. 2S e. Brendola, comune nella * Ibid., ce. 31 031 a. 
provincia e comune di Vicenza: si trova un po' a S. O. 3 Ibid., e. 33*. Porto Legnago, località nel di- 
di Vicenza. Grancona, a S. E. di Vicenza. Mason si stretto di Legnago, in provincia di Verona, 
trova presso Breganze. 



10 CRONACA [AA. U30-1233] 

ram se comparere, qui mandata spernentes, se Monticulum apud Ugutionem Pilii prò eorum 
tutela reduxerunt: furoreque commotus potestas equitavit illuc cum exercitu vicentino et cum 
eo Pad nani; erant enim astricti succurrere Vicentinis, cum opus esset. Qui tandem sine bello 
rebelles induxerunt ad mandatis potestatis obediendum venire, cum piena tamen fiducia ipso- 
Fat.tvK-raiitnua- rum . Habebant ilio tempore Patavii potentiam maximam in civitate Vicentiae, civitatis forti- 5 

si donimi in CI- r l 

vitale vice. i- ij c j a munitionesque eorum arbitrio gubernantes et possidentes \ 

Potestate domino Iulio Sivoloto de Alexandria 2 , MCCXXX, comes Rizardus de Sancto 
Bonifatio equitavit Leonicum et turrim dominorum de Romano destruxit. Post haec Paduani 
exercitum moventes contra Baxianum et Vicentini contra Monticulum Precalcini de parte il- 
lorum de Romano (exosos enim habebant Patavi dominos de Romano), quare gravissima 10 
dampna, praedationes et clades ibidem et etiam in Muxolento sine mensura fecerunt. Tar- 
vixinis quoque magno conamine ad solatia domini Alberici perventis, pugna valida commissa, 
Paduani ceciderunt in conflictu, ubi captis quam multis ex maioribus paduanis, omnibus eorum 
arnesiis et apparatu relictis, cum maximo dedecore et iactura non parva redit Paduam pa- 
mur., so tavius exercitus, similiter' et Vicentini Vicentiam, qui tunc erant quasi sub dominio taliter 15 
subfocati, quod contra Paduanos nullum aliquid contradicere valebant 3 . 
f de te sciedo nn ui Surrexit quoque his diebus quidam frater Ioannes de Scledo, ordinis Praedicatorum, vir 

m'seì^ux v£ ex i m i ae facundiae innocuaeque vitae apparens, mirabiliumque effector operum, qui sua praedi- 
catione reduxit inimicitias graves et odia ad veram concordiam, dilectionem et pacem, et non 
solum in Vicentia, sed etiam Tarvisio et Feltro inter dominos de Camino, illos de Coneglano, 20 
dominos de Romano, Veronenses, Mantuanos, Brixienses et comitem Sancti Bonifacii ; tantae- 
fuit eloquentiae et auctoritatis, quod in dictis civitatibus statuta et ordinamenta eius emendaret 
et confirmaret arbitrio. Captivos quoque civitatem praedictarum omnes libere relaxari fecit; 
et quod mirabilius videtur, quod cum certo die ordinato in civitate Veronae convenissent po- 
puli civitatum et locorum praemissorum, eorumque episcopi et clerus universus cum vexillo 25 
cruciatae, Aquileiensis patriarcha, marchio Estensis et quidam frater Iordanus vir magnae 
famae, quorum numerus vix connumerari pbtuisset, in quadam eius praedicatione in civitate 
Veronae super sedandis inimicitiis et scandalis universis, fere cunctis discalciatis, omnes adsi- 
stentes dare et ad intellectum aperte potuerunt ipsum fratrem praedicantem audire : fìnitaque 
praedicatione omnes, cunctis iniuriis remissis et facta pace, ad eorum patrias revertuntur, Deo 30 
de praedictis gratias plurimas refferentes 4 . 

In tantae postmodum temeritatis prorupit homo hic vesaniam, quod sub specie innocuaeque 
simplicis et sanctae vitae, omnibus vir bonus apparens, praesumptuose in maiori Consilio Vi- 
centiae eligi se fecit in ducem et comitem civitatis, statutaque communis correxit, emendavit, 
et statuit prò libito voluntatis, officialesque, quos voluit, posuit in civitate velut dominus na- 35 
turalis. Rebus quoque hic taliter ordinatis, Veronam accedens, illud idem ibidem fecit, ve- 
runi prò suae securitate personae acceptis quibusdam obsidibus, sumpsit et castrum sancti 



ceotiat; 



3. succurrere Vicentinis] quesf 'ultima parola non si legge in D O — 4. cum piena tamen fiducia] tamen manca 
in D O — 5. Patavii] Patavini D ; Paduani O — 12. proventis D — 14-15' patavinus DO — 15. qui nunc erant .... 
taliter suffocati D ; quae tunc erat. .., taliter infocati O — 16. quod contra Paduanorum D — 17. diebus] temporibus 
D — 18. innocuaeque] innocentiaeque DO- effectus D — 20. in Vicentia, Tarvisio et Feltro A ; Vicentiae, Tarvisii 
5 et Feltrii O — 23. libere relaxare fecit D; liberos relaxare fecit O — 24. convenissent] cum venissent D — 25. eo- 
rumque] eorum O — 26. cruciates A ; civitatis DO — 29. ipsum fratrem] ipsum patrem DO — 30. Deo] de eo D 
— 32. in tantamque. . . . temeritatis prorupit DE — 32-33. innocentlae simplicitatls D — 36. Veronam accessit et O 

1 Ibid. , e. 32 b-e. Scledo), ma semplicemente : civis vlcentinus. 

8 Maurisio (loc. cit., e. 32 e): D. Julius Sivolotus. Anche altrove è scritto : frater Johannes de Vicentia de 15 

IO Smereglo (loc. cit., e. 98 e) : D. Gulielmus de Sonellis. ordine Praedicatorum; cf. ad esempio Cronicon Petrì Can- 

3 Ibid., ce. 32 tf-36 e. tinelli in questa nuova ediz. Carducci-Fiorini, del RR. 

4 Ibid., e. 37 e sg. È degno di nota che nel Mau- //. SS., tomo XXVIII, parte II, fase. 14-15, a cura di 
risio non è scritto che fra Giovanni fosse di Schio (de Francesco Torraca, p. 3, nota 2 (anni 1233 e 1235). 



fAA. 1233-1236] DI ANTONIO GODI 1 1 



Bonifatii, Illamumque, I lostiliamque et munitionei Veronae '. Sed cuna Vicentiae rumor (--.set, 
quod potestas non mutaretur et quod iste Eratei ducatum in dvìtate Vlcentiae tali modo quae» 

8itum obtinere vellet, Ugutio Pilii, illi de Camino, l'ataviqur, tratris [ordani consili.,, per qu 
tane tota Padua regebatur, induxerunt potrstatem Yiccntiar rclu-llarc iratri Ioanni prardicto 
5 et parti dominorum de Romano: et veniente! Patavì Yicentiam, munirrunt lortilicias e i\ itiitis 
ultra solitum. Hoc autem cum audisset, frater Ioannei parva equitum comitiva Yicentiam' \ 
nit, favorem populi prò se putans habere. Dum \ ero iret per civitatem, turrcs munitionesque 
peteret, veniensque ad domum riliorum de Zachanie (?), invenit ibi aliquos sibi contrario* et 
rebelles. Inde autem recedens venit ad domimi Communi*, ubi per turbam suam captui i 

10 potestas, iudices sui et tota eius familia: et laceratis statuì mnunis librisque torbannito- 

rum, deposuit omnes de palatio *. Ilaec vero dum Patavis nota forent, statini Yicentiam cu- 
currerunt guarnimento non parvo, et sic dominus Ugutio Pilii. et insultimi contra ipsum fra- 
trem et partem suam unanimiter facientes in episcopali palatio, tandem ipsum cum eius fa- 
milia ceperunt. Postmodum, sedatis rebus, frater Ioannes Veronam revertitur, non tamen tanto 

15 favore et audacia, ut solebat. Castrimi quoque Calderii et castrimi Pianeti Honifacii restituit 
corniti et obsides relaxavit. Et quoniam huius fratris Ioannis turbo non a Deo, sed ab no- 
mine processerat, ideo hoc modo subito evanuit. Voluit enim quae hominis erant exercerr. 
et rei ad se non spectanti turpiter immisceri, volendo sibi comitatum et ducatum acquirere 
contra debitum rationis 3 . 

20 Resurgentibus hic postmodum intestinis discordiis et scandalis intus et extra saevior et 

asperior guerra committitur. Nani cum novus potestas deberet eligi, non concordantibus ma- 
gnatibus ad invicem, Consilio Ugutionis Pilii electus fuit quidam frater Iordanus sub spe ut non 
eligeret Marchionem estensem in Rectorem: timebatur enim de eo, quia se cum dominis de 
Romano confoederaverat. Ipse frater, tanquam pseudo propheta, commisit electionem liane 

25 fratri Ioanni de Verzario, qui statim elegit Marchionem Azonem potestatem Vicentiae, qui, 
ut infra notabitur, fuit mors et destructio ci\ r itatis. Hic vero potestas cum domino Ugutione 
Pilii et parte Usurariorum, quae potens tunc erat in civitate Vicentiae, gueiram movet sae- 
vissima contra dominos de Romano, comitem Vicentinum et partes suas; interim, rebus se- 
datis, contìrmatus fuit in rectorem civitatis Marchio praefatus per dictum dominum Albericum 

30 et partem suam in MCCXXXVI *. 

De Imperatore Federico Barbarossa 5 . 

Cuius regiminis tempore imperator Federicus in Alemania adhuc existens, per suas im- 
periales literas scripsit potestati et populo Vicentino, ut certo die coram eius maiestate inte- 
resse deberent in Lombardia apud Parmam. Conceptaque ex hoc suspicione, amicos domi- 
35 norum de Romano potestas Vicentiae relegavit in insula Venetiarum, inter quos fuerunt Ol- 
dericus Carnaroli, Thomas Vincentii et Bonifatius de Sancto Ursio, praecepitque tìliis Melio- 
rantiae de Trissino, ne praeter eius licentiam civitate Vicentiae exeant; qui dum spreto 
mandato, civitate exivissent, eosdem bannivit damnaque maxima in terris suis dedit *. 



7-8. et munitiones peteret — S. illorum de Celsanis D; filiorum de Zancanis — 16. turbo] verbum D 

— iS. re ad se non spectante turpiter immiscere D — 21-32. magnatis D — 23. quia] quare D; quod — 27. parie 

Vivariorum DO; Maurisio {loc. cit., e. 40 e): cum Usurariis - guerram movit DE — 28. interim rebus.... in 

MCCXXXVI] in O, furono ommesse tutte qtieste parole forse involontariamente — 31. De imperatore ....]»'» D manca 

5 — 32. huius regiminis — 33. certa die D — 34. in Lombardiam D — 37. civitatem Vicentiae exeant D 

1 Ibid., e. 38 b-d. 3 Ibid., e. 39 b-d. 

2 Ibid., ce. 380390:. Il passo.... "veniensque ad 4 Ibid., e. 40 o<*. 

■ domum filiorum de Zachanie „ trova riscontro nel Mau- 5 E evidente l'errore in cui cadde il cronista, poi- 

risio in tal forma : cum autem venisset ad domum filio- che si tratta di Federico H, non del Barbarossa. 
IO rum quondam domini de Zachame. 6 Ibid., e. 42 b-c. 1 



12 CRONACA [A. 1236J 



De quadam legatione imperiali missa Vicentiam. 

muk Ciim vero imperator venisset Veronam, misit legatos suos, scilicet Ciprianum et iudicem 

Rafredum, quibu9 Marchio noluit audientiam praebere, sed neque imperiales literas audire, 
gravem poenam imponens loquentibu8 cum eis l . 

De oppositione facta imperatori. 5 

Lombardis quoque transitum imperatoris in Lombardia conantibus impedire, pugnaque com- 
missa, Lombardi vincuntur. Cum vero in Lombardiam transivisset, Paduani Vicentinique Pa- 
duanorum inductu, sub quorum quasi erant dominio : Tarvisini etiam maximo apparatu exer- 
citum ducunt contra Veronenses, castrametatique sunt apud castrum Rivaltae * d. Ugutionis 
de Crescentiis, in quorum etiam praesidium venere Mantuani, quampluresque Lombardi, con- 10 
spiratione adversus imperatorem facta. Eisque sic depopulantibus Veronensem districtum, 
undique igne et ferro praeda et caede ponendo. Dominus Eccelinus, tunc Veronae potestas, 
haec Imperatori notifìcat, qui erat Cremonae, subsidium quaerens. Mox imperator, non piger 
in hoc, sed veluti hirundo per aethera volitando, quadam die veneris de Cremona recedens, 
venit ipsa die apud Sanctum Bonifatium prò magna parte combustum 3 . Mox autem ut ad 15 
exercitus Paduanorum aures imperatoris rumor advenit, die statim sequenti totus exercitus 
sine ordine in fugam convertitur relictis tentoriis, spoliis et divitiis multis. Cum autem im- 
perator praedictum recessum scivisset, velociori cursu et per compendia pervenit eos, antequam 
civitatem Vicentiae ingredi potuissent, accedensque ad muros civitatis Imperator, invenit ipsos 
hortatu Marchionis, potestatis Vicentiae, prò defensione munitos. Imperator quoque cogno- 20 
scens, quod haec rebellatio potius a Marchione et a Patavis processerat, noluit statim vi 
civitatem expugnare, sed dulciter admonuit et tentavit colloquiis intrinsecis, ut cum fiducia 
personarum rerumque suarum, absque quaestionibus eidem praebeant introitum civitatis. Qui- 
bus male respondentibus, iussu Imperatoris gentes suae furore processerunt ad murum civi- 
tatis vique ipsum acriter expugnantes, tandem ascendunt murum civitatis, exinde veniunt ad 25 
portam civitatis, ipsam vi aperuerunt. Quod cernens Potestas et Paduani hic existentes, 
nulla defensione facta, statim per quandam Pusterlam versus Camartium civitate desolata re- 
lieta, aufugit. Tunc Imperator, tanquam draco saevissimus, cum Theutonicis et Veronensibus 
civitatem ingressus est. Cucurrerunt tunc stipendiarii et Veronenses ipsam totam incendio 
ponentes, occidentes pariter et praedantes quoslibet, et spoliantes tam viros quam mulieres et 30 
reverentes dominas, per civitatem totam stupra et vituperabilia adulteria et alia saevissima 
mur., 83 opera undique com'mittendo, nulli aetati sexuive parcendo 4 ; arseruntque tunc carceres Civi- 
^miTTncel- tat * s et Communis turris; campanae quoque cecidere tunc de turri et fractae sunt. Custodum 
dium civitatis turris unus videns ipsam intus ardere nec viam salutis proiecit se quanto cautius potuit de 

turri et cecidit super stationes Ovetariorum nec periit : alter vero igne extinctus est. Postea 35 



1. De quadaml anche questa rubrica, come la •precedente, e come la seguente: De oppositione sì legge solo in A 
e nel suo derivato C — 3. Rofredum O — 6. in Lombardiam — 9. castrametati — io. venere DO- quamplures 
Lombardi D — 12. igni et ferro — 18. sine ordine convertitur DO — 19. eos praevenit — 24. personarum 
suarum DO — 25. et inde veniunt D; et inde venientes O — 26. cernentes DO — 28. aufugerunt DO — 29. Ex- 
5 cun-erunt O - ipsam totam] ipsum solum D — 30. expoliantes D — 31. reverendas dominas A; reverendos do- 
minos — 32. sexuique DO - arserunt DO — 33. campaneae quoque cecidere. Tunc*** et facti sunteus todes 
turris. Unus autem videns ipsam intus ardere se vivum proiecit quanto citius DO — 35. et periit D 

1 Ibid., e. 43 e, iudicem Ranifredum. magine quasi simile : Quo audito.... vere quasi 

8 Rivalta, frazione nel comune di Brentino, nel di- per aethera volitando, cum toto suoexer- 

10 stretto di Caprino, nella provincia di Verona. cltu sic celeriter succurrit. 

3 Ibid., e. 44 c-d. In Maurisio s'incontra un'im- 4 Ibid., ce. 44 c-45 a. 15 



[AA. 1236-1239] 



DI ANTONIO GODI 



13 



■M 



elevata fuit turris et factus fuit in ea de muro revoltus prò tutela campananim et turris cu- 
stodum ! . Ilio namque pestifero die audiri potuit por civitatem totani p ln i ' l I lM et ululatus 
multus. Tunc exti rictus fuit honor et decus civitatis: ipsa flammis tradita et patribus caeaìs, 
adulteriis et rapinis undique per civitatem exactis, quod fuisse narratur lo die omnium San- 
5 ctorum millesimi supradicti. 

Recedensque Imperator de civitate reliquit dominum Gulirlmum Vicedominum de ManUi 
in potestatem et vicarium suum*. Ante tamen cuius exitum civitatis volens experiri quen- 
dam suum astrologum, ut, qua egressurus esset via, eidem ediceret, astrologus vero facto 
breve et clauso, in manibus imperatoris tradito, oravit ut eo non aperto, qua parte vellet, ci- 
10 vitatem exiret. Qui per quandam fracturam civitatis muri, quam novam fecit, civitatem exivit, 
apertoque breve ìnvenit repertum : Per fortam novam ex/bit rcx. Exinde vero imperator 
astrologami habuit maiori honore et reverentia sibi cariun *. 

Cum dominus Imperator in manibus domini Eccelini dedisset regimen et dominium civita- 
tis Vicentiae, ignorans ipsum non esse dolosum ad queque 9celera committenda, existentibus 
15 ipsis in viridario episcopatus Vicentiae, dixit domino Eccelino, accepto in marni cultellino: 
tt Volo te docere, quomodo debes dominium et regimen civitatis firmitcr obtinerc „ : cepit de- 
capitari herbas longas. Quo viso ait dominus Eccelinus : •* Mandata domini Fmfcrutoris firma 
mente tcnebo „ 4 . 

Dum postmodum, existente domino Eccelino in exercitu cum Veronensibus, Vicentinis, 
20 Paduanis Tarvisinisque et ad exercitum equitaret dominus Albericus de Romano, Ugutio cum 
suis sequacibus insultum fecit contra eum, MCCXXXVII die Mercurii v augusti, taliter quod 
relictis spoliis vix evasit, quamquam alia die ad dictum exercitum attigerit postea 5 . 

Duodecimo die mensis praedicti ablata fuit Pischeria per Lombardos civitati Veronae 8 . 

MCCXXXVIII fuit dominus Henricus de Ebolo de Apulia, potestas Vicentiae, prò do- 
25 mino Thebaldo francigena, vicario domini Imperatoris in Verona, Vicentia et Padua 7 . 

MCCXXXIX die sabbati xn maii dominus Albericus cum auxilio illorum de' Camino 
abàtulit Tarvisium de dominio imperatoris Federici 8 . 

Die vero veneris x iunii dum Imperator equitaret de Leonico Veronam et secum duceret 
marchionem Estensem, Petrum comitem de Montebello, Ugutionem Pilii pluresque alios Vi- 
30 centinos et Paduanos, cum fuit prope Sanctum Bonifatium, fìngentes se praedicti Marchio, 
Ugutio et Petrus velie visitare comitem, cum licentia tamen domini Imperatoris, intraverunt 
castrum, sed postmodum non sunt reversi cum omnibus suis, qui equitabant cum eis. Eadem 
quoque die abstulit Petrus comes Montebellum de manibus Imperatoris et Ugutio Monticulum. 
Imperator vero Veronam accessit 9 . 



Ma, 84 



3. ipsaque flammis DO — 6. Recedens - Gugelmum de Mantua D; Slgibcrtum de Mantua — 7. cius 

exitum B — 8-9. facto brevi — 9-10. civitate exiret — io. facturam DE — 13. dcdisset] manca in A B C O — 

14. Ignoransque etc. D ; ignoransque ipsum esse tam dolosum 0; ad scelera DO— 16-17. cepit decapitare D; coc- 

pitque decapitare — 33. attingerit ABC— 33. civitatis Veronae A B C O — 35. Theobaldo — 30. praedicti] 

5 perducti DE — 33. Montembellum DE 



1 Questo episodio dell'incendio della torre del 

Comune non trova riscontro nei testo muratoriano del 

Maurisio. Ma il Godi nulla riferisce circa i patimenti 

subiti in questa circostanza dallo stesso Maurisio (ce. 

io 45 e 46). 

* Ibid,, e. 47 e, Guglielmum Vicecomitem de Mantua. 
Smereglo (loc. cit. e. 99 b) : D. Gulielmus de VicedominU 
de Mantua etc. 

3 Questo racconto non si legge nell' Historia del 
15 Maurisio: ne mi fu dato di ritrovarlo in altra cronaca: 
forse il Godi apprese questa storiella da una qualche 
tradizione popolare vicentina. 

* Probabilmente uscito dalla fantasia dell' autore 



è quest'altro racconto, che ricorda assai da vicino un 
simile episodio nella storia di re Tarquinio 11 Superbo. 30 

5 Cf. Maurisio, loc. cit., e. 49 a. 

6 Ibid., e. 50 e. Con la narrazione di questo epi- 
sodio termina la storia di Gerardo Maurisio : qu\ di 
necessità venne a cessare pel Godi si preziosa fonte. 

7 Smereglo (loc. cit., e. 99 *). 35 
• Annales Sanctae lustinae (BB. IL SS., ediz. murat. 

tomo VIU, e. 678 c-d. 

9 Questo fatto e narrato con qualche varietà di 
dettagli dal Rolandino {pp. e loc. cit. e. 330). Forse il 
Godi attinse alla fonte, da cui attinse pure il Rolan- 30 
dino, fonte smarrita che fu comune anche agli autori 



14 CRONACA [AA. 1239-1241] 



Die iovis xxin iunii Gabriel de Leonico, tunc prò Imperatore Leonici potestas, tradidit 
villam et castrum Leonici domino Alberico de Romano, corniti de Sancto Bonifatio et Ugutioni 
Pilii, qui omnes iuraverant contra dominum Imperatorem et dominum Eccelinum de Romano l , 

DE EXECUTIONE FACTA PER DOMINUM ECCELINUM IUXTA MONITIONEM DOMINI IMPERATORIS 

DUM IN V1RIDIARIO EPISCOPATUS INCISIT CUM CULTELLO HERBAS LONGAS. 5 

MCCXL, die xxi aprilis decapitati fuerunt in platea de domo Guglielminus quondam Ze- 

nelli iudex, Vivianus iudex Vincentii, Brutofante et Bona quondam Adae iudices ; et Guido- 

Thebaidui fran- ij nus Rainaldi in tormento vita privatur per dominum Thebaldum francigenam, tunc potesta- 

clgena potestà* ...... . . 

vicentiRe t em Vicentiae mandato domini Eccelini ; fìnxit enim eos proditorie civitatem Vicentiae tradere 

velie domino Albrico de Romano. 10 

Die xvi augusti Vicentini recupera verunt castrum Montis Vitalis ; et die xxvi dicti men- 
sis dominus Eccelinus Ioannem Bosonum de Ostilia et quendam Bonzenum notarium qui vo- 
lebant Ostiliam tradere Mantuanis, decollavit 2 . 

Die vii septembris decapitatus fuit prope palatium communis Paduae advocatus de Car- 
raria de Padua per dominum Thebaldum f rancigenam, prò imperatore potestà tem Paduae 3 . 1 5 

Eodem millesimo circa fìnem mensis octobris, Guido comes Vicentinus dedit castra sancti 
Ursi et Scledi domino Eccelino de Romano, avunculo suo et rediit ad partem cum Vicentinis. 

Die vero sabbati x novembris, dum partes in Poiana ad invicem proeliarentur, dominus 
Eccelinus intravit villam et castrum Poianae et pacifice habuit. Altera vero die sequenti 
quiete habuit castrum Noventae. 20 

Cumque die martis sequentis dominus Eccelinus putaret absque certamine intrare et ha- 
mur., 8 5 bere Leonicum, Leo'nicenses cum comite Sancti Bonifacii, Petro comite Vicentino et Ugutione 
Pilii cum amicis suis se ad defensionem loci viriliter exponentes, non fuit ausus appropin- 
quare castro, sed tamen die xxi eiusdem mensis se tradiderunt et terram cum castro domino 
Eccelino et domino Thebaldo francigenae prò domino Imperatore, et ibidem prò capitaneo 25 
et potestate posuerunt Araldum de Monticulo; Montem vero de Monticello in Poiana et Ior- 
danum Bugolongum de Monticello in Zausano 4 . 
u_ Ri 9 ardus Fi- MCCXLI. Cum dominus Eccelinus, Thebaldus francigena et dominus Ricardus Fibal- 

oalauinus de 7 o > 

stMvfcentiae" duinus, potestas Vicentiae, essent cum exercitu apud Sanctum Bonifatium in quodam con- 



3. iuraverunt AB C — 4. De executione etc] questa rubrica manca solo in O — 5. incidisset D — 6. Gugliel- 
minus] Guttinus D ; Gulìnus — 7. Vivianus iudex, Vincentlus D - et Bona] et Bonus DO — 7-8. Guidoll- 
nus Arnaldi DE — 9. Flnxit] sensit — 11. Montis Vitalis] Montis Medii AB — 12. Bisonum de Hostilia D 
- Bonzenum] Bokenum — 12-13. °l u i nolebant Hostiliam ei tradere — 14. Pandus advocatus ABC — 23. Leo- 
5 nicensibus O — 33. exponentibus O — 34. sed cum die xxi D ; sed cum vlderent se nullo modo posse Eccelino 
resistere die xxi O — 25. qui ibidem O — 36. Araldum de Monticello DO — 36-37. Iordanum de Bugolongo 
D - Zeusano D — 38-39. Fibaldlnus D ; Thibaldlnus 

degli Annales Sanctae lustinae e del Liber Regiminum , II, SS., tomo Vili, e. 632 a) dà la notizia del fatto in 

cf. i citati lavori del Bonardi, del Lenel e del Botteghi questa forma : Et eo anno dominus Icerinus de Romano 

io sulle dette cronistorie. Il Godi per conto proprio ricavò fecit amputari capita loannis Bosii et Bonzenoni notarti de 

forse da quella solo le notizie che a lui sembravano Gavardo, in palatio communis Veronae, quia confessi fue- 

utili per la propria compilazione. runt voltasse tradere castrum Hottiliae domino Philippo epi- 25 

1 II Pagliarini nel libro I delle sue storie riferi- scopo ferrariensi. 

sce la lettera, che Federico II scrisse al podestà Enrico 3 Questo advocatus de Carraria si chiamava Avedu- 

15 da Ebulo, al Consiglio e alla Comunità di Vicenza, af- tus, fratello di Giacomo da Carrara, pure decapitato 

finche volessero indurre all'obbedienza e alla fedeltà i dal podestà Tebaldo. Vedi Rolandino (op. e loc. cit., 

ribelli Alberico da Romano, il conte Vicentino, Ùguc- lib. V, e. 336). 30 

clone Pilio, Ottone da Vivaro e figli, Marcobruno da 4 Monticello, Sossano (Celsano, Zausano) sono lo- 

Vivario e seguaci. Essa ha la data del 15 giugno 1339. calltà del Vicentino poco distanti da Lonigo: Poiana 

30 l Parisio da Cerea nel suo Chronicon Veronense {RR. è quasi a metà della strada tra Padova a Vicenza. 



[AA. 1241-1242] DI ANTONIO GODI 15 



gressu facto die dominico v maii, interfecti fuerunt Ilenricus Luscus, Coradus Uoerini de 
Bregantiis et Trentinus Zignonis de Malado, qui erant in districhi vicentino. Hic dominus 
Ricardus prò domino Imperatore incepit regimen civitatis, MCVXXXIX et duravit uaque 
MCCXLII '. 
5 Die quoque xxx maii facta depopulatione et guasto circa Sanctum Boni lati um, Monti- 

culum, Montebellum, Seraticum, Montursium, Clampum, Granconam, in ipso reditu ceperunt 
castrum Meledi '. 

Die IovÌ9 v septembris equitavit cum exercitu vicentino dominus Rioardus potestas Vi- 
centiae contra Clampum, positìsque insidiis proditoribus, capti fuerunt ex ipsis tres milites et 

10 quinque fuerunt mortui. Facto guasto revertitur exercitus Vicentiam. 

Die i novembris Pilius Ugutionis Pilii fecit amputari manus et pedes nasumque et oculos 
effodi Desiderato; Gazo quoque effodi fecit de capite luminaria, nasum vero et pedes am- 
putari ; quos tamquam proditores ceperat in campanea Monticuli. 

Die sabbati xxiv novembris potestas Vicentiae cum exercitu equitavit contra Sanctum 

15 Ioannem 3 et Clampum et facto guasto et praeda de decem paribus bovum, capris porcisque 
non paucis et captione quam multarum personarum rediit exercitus Vicentiam. 

MCCXLII. Dominus Mattheus de Scledo fuit electus potestas Leonici. "ffìSSSiS 

Die vii exeunte novembri. Dum dominus Thebaldus francigena, vicarius imperatoris, et "'" "* 2 
dominus Eccelinus summo studio ad interitum rebellium domini Imperatoris congregassent in 

20 civitatem Vicentiae exercitum copiosum, dominus Ugutio Pilii et Petrus comes de Montebello 
legatos miserunt Vicentiam ad dominos Thebaldum et Eccelinum de pace tractanda cum eis : 
et taliter processit negotium quod domini Thebaldus et Ecceli'nus cum quibusdam accesse- mh., bó 
runt Altavillam, ubi cum fiducia venere Ugutio Pilii, Petrus eius rilii et comes Petrus et lìlius 
ac milites de Seratico, qui Seraticum detinebant. Et in colloquio Ugutio prò se et compli- 

25 cibus suis exposuit quod omnes, qui secum venerant, pura mente volebant omnia beneplacita 
dominorum Thebaldi et Eccelini tìrmiter obedire, qualibet conditione ommissa. Cui dominus 
Eccelinus respondens ait quod de hoc erat valde contentus : tamen volebat quod honor huius 
compositionis exhiberetur domino Imperatori. Quo dicto omnes praedicti prò se et aliis com- 
plicibus suis iuraverunt in manibus dominorum Thebaldi et Eccelini mandata domini Impe- 

30 ratoris ac ipsorum et communis Vicentiae in personis, rebus, castris et munitionibus suis at- 
tendere et observare 4 : et hoc modo dominus Eccelinus ipsos recepit ad gratiam. 

Die quoque sequenti dominus Eccelinus equitavit Monticulum et habuit castrum, indeque 
recedens ivit Montebellum. Castro quoque cum munitionibus recepto, statim ivit Leonicum, 
dieque sequenti ivit Seraticum et castro munito rediit Vicentiam. 

35 Die xvi iunii, exercitu vicentino existente Sanctum Ioannem in la Rogna ad villae et 

contratae depopulationem parato, dominus Henricus Malacapella timens potentiam et nequi- 
tiam domini Eccelini et volens ad suam gratiam venire, dedit prò obside dominimi Manfre- 
dum Ricium de Lesmanino, potestatem Vicentiae, et sic ipso recepto, de mandatu domini Do ( ^* "*"', 
Eccelini uni versus exercitus ad patriam revertitur 5 . potesus v teen- 



1-3. Coradus Vicentlnus de Bregantiis D; Conradus Vincenti! de Bregantiis — 3. habuit regimen D — 

6. Montursum DO — io. factoque guasto DO — 19. congregassent in civitate — 21. legatos] ommesso in D O — 

22-23. cum quibus dum accessissent D — 23. Altamvillam D — 25. qui secum erant, pura mente volebant bene- 

placitum D ; qui secum erant volebant beneplacito O — 31. eos recepit — 33. Montembellum D — 38. Ricium 

S de Lesmanino] Rizzardi *** D; Rizzardi Ceniario 

1 Cf. Smekeglo, loc. cit., e. 99*-c: .... D. Ria- di Vicenza. 1 S 

aardus Thibaldini de Aptclia. * Chronicon Veronense de Parisio da Cerea (ad an. 

* Le località nominate dal Godi esistono tutte an- 1442) : MCCXLII de mense ianuarii : Ugucio de Pillo 

che al presente, e sono chiamate rispettivamente: San dedit Castrum Monticuli Maioris et omnia eius alia castra , 

!° Bonifazio, Montecchio Maggiore, Montebello, Sarego, et Petrus comes de Montebello dedit Castrum Monttbelli do- 

Montorso, Chiampo, Grancona e Meledo, parte nella mino /cerino de Romano. ao 

provincia di Verona, parte in quella di Vicenza. 3 Rolandino (pp. cit., fase. 33, p. 77): ....et circa 

3 Chiampo e San Giovanni Illarione, sono tutte tempus istud (luglio 12 42) _Manf re dus^Ricus, civis tarvisi- 

e due frazioni del distretto di Arzignano in provincia nus, factus est potestas Vicentiae. 



16 



CRONACA 



[AA. 1242-1256] 



I >ie vero xxiv octobris dominus Galvanus Lancia l iuravit potestariam civitatis Vicentiae 
et in aero fuit hic maximus terraemotus; eodemque die captua fuit dominus Marcabrunua *** 2 
eundo Baxianum per hominem domini Alberici de Romano. 

Cimi autem proditorie die martis iv novembria cornea Sancti Bonifacii clam insidiaa po- 
suiaaet illis de Leonico et aliquoa dolo venire feciaset versus Leonicum, homines minus prò- 5 
vide ad eoa irruentes et eos fugientes persequendo, inciderunt in manus inimicorum, ubi capti 
d. Mstheu* .ie f ue runt dominu8 Paltonua Mondinua, Guizerinus de Montecavagni et multi alii ; et vix evasit 

Scledo polestas ° 

Uooid dominua Matheua, poteatas Leonici. 

Cum vero per Imperatorem cuncta in Verona, Vicentia et Padua ac Tarviaio in manibua 
dominorum Galvani, Thebaldi francigenae et Eccelini de Romano essent posita', Consilio et 10 
hortatu domini Eccelini, aummo voto ad dominium praedictarum anhelantia, qui etiam poten- 
tior aliia duobua videbatur, proaternuntur funditus turres et palatia dominorum de Pilio Sci- 
pioniaque, quorumdam quoque nobilium civium amicorum suorum. Castrum insuper Montursii 
Min., 87 diu obsessum, valde for'tisaimum, captum radicitus subvertitur: id idem de castro Monticuli 

maioris factum est. Tunc in tantam prorupit insaniam et furorem dominus Eccelinus, qui 15 
cuncta regebat, quod summa sagacitate detinuit omnes illorum de Pilio; tam masculos quam 
feminas, qualibet ommisaa reverentia; maaculoa quidem fecit spadari, oculis de capite effossis; 
dominas autem variis tormentis affecit excisis mamillis. Prosterni et dirui fecit castrum, emi- 
nens in civitate Vicentiae, de 1' Isola, quod postea sub dominio paduano reparatur \ 

Duravit afflictio et flagellimi dominationis perversae illorum de Romano usque MCCLVIII, 20 
ut infra notatum est; sed nec huiusmodi pestis saevit tantum contra dominos de Pilio, sed 
contra amicos eorum, et indiferenter contra quoscumque magnates, cives et districtuales civi- 
tatis Vicentiae, sed et Veronae, Paduae et Tarvisii. Sed excessit furoris modum contra Pa- 
tavos: duodecim millia Paduanis, qui secum erant in civitate Veronae quodam guarnimento, 
crudeliter igne extinctis in domo a Mileo, audita Paduae rebellatione ad instantiam venera- 25 
bilis legati domini Philippi ravennatis archiepiscopi, qui ipsam civitatem suo dominio sube- 
git, regnante papa Alexandro summo pontifice, quod fuisse narratur MCCXLVI, (sic) potestate 
Vicentiae domino Antonio Brosima paduano, qui stetit in regimine civitatis Vicentiae per 
fere duos annos prò domino Eccelino E . 

Favente quoque fortuna Patavis, hortatu legati, qui collecto exercitu Paduam equitavit 30 
ad rostam Ceri, pertinentiae tunc Custozae (nam sub vocabulo Custozae comprehendebantur 



i. D. Galvanus * * * A — 2. in sero hoc fuit - Marcobrunus * * * DO — 5. omnes minus DO — 6. ad 
eos] in eos — 7. Mundinus - Guillerinus D ; Guizerinus — 9. Vicentia Padua — 10-14. Scipionumque 
O — 14. et idem DO — 15-16. qui cuncta regebat et D — 19. reparatum fuit — 21. omnes de Pilio DO — 
22. indiferens D — 23. accessit D — 25. extincti DO — 30. Patavi DO- Paduam] Padua — 31. comprehen- 
debantur Longares et Seculae D ; comprehendebant Longaram et Seculam 



io 



15 



20 



1 Racconta Rolandino {op. cìt., pp. 76-79) che 
Galvano Lanza fu podestà in Padova dall'aprile 1442 
al febbraio 1444: che dalla podesteria fu rimosso da 
Ezzelino, perchè s'era appropriato dei beni dell'erario ; 
infine che per odio verso il detto Galvano Ezzelino di- 
vorziò dalla moglie, che era sorella di lui. Neppur lo 
Smereglo (loc. cit., e. 99 e) accenna alla podesteria di 
Galvano Lanza in Vicenza, anzi narra che per poco 
tempo là fu podestà il trevigiano Francesco Rico (Ri- 
cus) * quoniam D. ìmj>erator instituit et elegit d. Eccelinum 
de Romano vicarium in Marchia Tarvisina „. E più avanti 
(e. 100 a): MCCXLII fuit d. Thomasius de Santa Lucia 
de Padua, potestas Vicentiae prò d. Eccelino, qui. . . . stetit 
continue ad dictam potestariam usque ad annum MCCLVI. 

2 L'Osio propone di colmare la lacuna così: Mar- 
cabrunjis de Vivario. 

3 Anche lo Smereglo nel suo Chronicon interrompe 



all'anno 1242 la sua cronaca per riprenderla all'anno 
1256: sì lo Smereglo, come il Godi credettero di col- 
mare in qualche modo questa lacuna nella storia di Vi- '5 
cenza col dire in generale che qui come in altre città 
della Marca trevigiana esercitò un tirannico governo 
Ezzelino da Romano e col descrivere qualche atto di 
crudeltà da lui perpetrato. 

4 II Pagliarinl (lib. Ili, p. 152) lasciò scritto che 30 
il castel dell' Isola era una vecchia costruzione dei Pa- 
dovani, e che delle rovine di esso i signori della Scala 
più tardi fecero un nuovo fabbricato, detto la casa del- 
l' Isola. 

5 Rolandino {pp. e loc. cit., p. 128) ; Annales San- 35 
ctae Justinae (RR. IL SS., tomo Vili, e. 695). Il rac- 
conto fu ricavato forse dalla fonte, che fu comune agli 
Annales e all'opera del Rolandino. La data MCCXLVI 

è errata e deve esser sostituita da quest'altra : MCCLVI. 



[AA. 1258-1259] 



DI ANTONIO GODI 



17 



villae Longaris et Seculae) ' et inito certamino cum exercito vicentino Hibcubuere Vicentini. 
In eodem conilictu dominus Antonius potestas interfectui et per rim i mit rosta pn 

dieta, quam a subversione Paduae per fere unum mensem reciudi fecerat dominus Bccclin 
quam' multis aliis ex melioribus civibus vicentinis etiain in conilictu prmedict 
5 Postmodum absque medio, ubique in civitate Tarvisii, districhi Pedate, Virenti; 

ronae in locisque ubique perversae dominationis ipsius, postposita omni reverenti*, nulli se\ui 
et aetati parcendo, acerbissime insontes puntando, ecelermtoeque et nefarioa sublimami. >, uaque 
dum divina contra eum desuper sententia et ultio processit. Nani idem • mieto 

affectu intentus peiora peioribus cumulare, cum recederet de Brixia copioso exercitu, castra 

10 rixit in campestribus Urceorum, volens ad partes Cremonae transire. Cremonenaea quoque 
undique amicitiis collectis viriliter contra ipsum unanimiter coeuntes iuxta caetruni Soncini 
sua tentoria posuerunt. In quorum auxilium non tarde venere M i ituani et Kerrarienses cum 
marchione Estense (sic), Mediolanensibus quoque magnilìce venicntibus. Cremoneneei celeri- 
ter obviam euntes, nitebantur struere pontem super flumen Olei, per quem exercitus medio* 

15 lanensis pertransiret. Interim tractatu occulto habito cum quibusdam magnatibus populi Mc- 
diolani de arripiendo civitatem Mediolanensem, qui etiam tìlios proprios prò securitate tribue- 
rant, nocte consurgens occulte remisit cunctum populum et exercitum Urixiensium, ipso vero 
cum octo milibus equitibus armatis, in quibus erant tres mille electorum militimi*. Ips<- vero 
avidus ad Mediolani aspirare dominium, nocte consurgens per Palazolum 3 llumen Olei pertran- 

20 sivit, venìensque ad Addam fluvium transvadavit, ubi occurrentibus tractatu Mediolanensibus 
consciis, animo clarissimo, tamquam secum consequuturus praedam Mediolani, velociter per- 
currens cum iis, aliud quam putabant sibi evenit. Nam Martinus de la Turre vir procerus 
et capitaneus civitatis, qui cum mediolanensi exercitu in auxilium Cremonensium ibant, prae- 
monitus a certis Pergamensibus omni tractatu et itinere domini Eccelini, statini retrocedere 

25 cum exercitu suo, celeri cursu praevenit dominum Eccelinum et gentem suam. Qui cum 
tractatu in Mediolano prodidisset, omnes armis civitatem exeuntes irruerunt contra gentes 
domini Eccelini. Qui videns se in cogitatione sua frustratimi, ad invadendum burgum * con- 
versus est; sed burgenses armis se viriliter defenderunt ita ut ad invadendum castrum Tricii 
converteretur ; sed ab ipsius expugnatione armis recedere coactus est, burgo tamen igne et 



• M 



i. et in dicto ccrtamine D - succubuere D — 2. In codem] in quo D — 3. a subreptione — 5. absque 
modo DO — S. ultio DO — 9. cumulante D - recedens O — 11. unanimiter coeuntes] unanimes DO — 13. Mil- 
lanensibus A — 16-17. prò servitute tribuerunt — 17. exercitum Brixienscm O — iS. in quibus erat numero* 
electorum militum DO — 18-19. Ip se vero.... nocte consurgens] parole omesse in — 30. Adam A : Aduam — 
5 21. clarissimo] il Mur. propose di leggere invece: elatissimo - consequti — 21-22. percurrentcs - il Mia*, noia : 
Legendum videtur : percurrcre coepit cum iis: sed aliud quam etc. — 23. in auxilio Cremonensium D; in au- 
xilio Cremonensibus O — 24. assertis Perg. D; accersitis Perg. E - orane tractatu A; de omni tractatu — 
25-26. Qui cum tractatus Mediolano proditus esset — 26. civitate exeuntes 



1 Dopo quest' ultima parola l'Osio aggiunse il se- 
io guente brano, che nei codici invano si cerca: "Die de- 
" cimo exeuntc iulio, in crepuscolo diei aciebus in or- 
" dinem structis ad villani de Longare agri vicentini, 
" cum sono tubarum et clamore hominum venerunt, ut 
" rostam illic a Vicentinis obstrusam rumperent, aquam- 
15 " que per consuetum alveum Paduam labi facercnt. 
" Vicentini igitur magno tumultu et fortiori animo cum 
" multis et militibus et peditibus, gentibus Ecclesiae et 
" Paduano populo obviam iverunt, ne Patavi aquam 
"obstrusam aperirent. Illic igitur ex utraque parte 
30 " pugna est commissa „. L' Osio giustificò così la sua 
aggiunta : visum est haec addere , quae desiderari videban- 
tur, ex Paiarino, qui multa e Godio tra uteri psit. Ma in 
verità il Pagliarini ricavò il passo surriferito dall'opera 



del Rolandino (loc. cit., pp. 129-130). 

2 Come sopra ho dimostrato, quest'ultima parte 25 
fu ricavata dagli Annales Sanctae Jttstinae (loc. cit., 

ce. 702-705). Per questa ragione, come per la prima 
parte della cronaca che il Godi ricavò <\a\V Bistorta dil 
Maurisio, ritengo inutili e inopportune le note illustra- 
tive: tanto più che esse possono vedersi nell'edizione 3° 
degli Annales che il prof. Hottcghi ha preparato per 
questa ristampa muratoriana. 

3 Palazolo, borgata che e posta tra Brescia e Ber- 
gamo, a N-E. di quest'ultima. 

* Non a torio il Muratori propose di ftggiun- 35 
gere : Afodoctiae sire Afontiae, come si ha dagli Annali 
e da altre cronache della Marca trevigiana e di Lom- 
bardia. 



T. Vili, p. 11 — 2. 



1S CRONACA [AA. 1259-1200] 



Min., 8 9 predae consumpto, non' quod Vicum Mercati cum suis gentibus introisset, credens se ibidem 
ficere. Audientos autem haec Cremonenses et Mantuani cum exercitu magno cucurrerunt 
locisnme, ligentes eorum castra iuxta ilumen Addam, custodientes vada fluminis, quia pn- 
tabant dominum Eccelinum posse (lumen transmeare : ex alia quoque parte exercitus Medio- 
lanensrum commotus est contra ipsum ; timensque dominus Eccelinus in castro includi et ad 5 
famem et alia incommoda pervenire, disposuit cremata acie, proelio aut vincere aut per acies 
inimicorum transire. Cum itaque ad expugnationem pontis fluminis pervenisset, inito certa- 
mine, iaculatus sagitta graviter vulneratur dominus Eccelinus; ita ut crescente dolore et ces- 
sans animare suos in proelio, quasi derelictus a suis et a suis inimicis undique circumventus 
captus est exercitusque suus conflictus est. Hoc autem gestum fuisse narratur anno MCCLIX 10 
Demortj^perfidi j n die S ancti Cosme iv exeunte septembri. Quem captum Cremonenses in castrum Soncini 
adducunt, ubi doloribus vulneris conventus, tandem ex hac vita spiravit ad Deum, nullo re- 
lieto iìlio '. 

De morte et fine domini Alberici da Romano. 

Famaque quoque clara de morte domini Eccelini per urbes Marchiae Tarvisinae apertius 15 
ab omnibus divulgata, omnes quasi civitates praedictae erectis cervicibus irruerunt contra te- 
nentes castra, munitiones et bona ipsius. Vicentini namque acceperunt castrum fortissimum, 
quod erat circa turrim portae sancti Felicis bonaque ipsius tam in Baxiano quam in toto Vicen- 
tino districtu in commune civitatis pubblicata suscipiunt, cunctis expulsis et exulibus civitatis 
ad patriam et bona sua integraliter restituunt, crescentibus conspirationibus in civitatibus prae- 20 
libatis ad interitum totius domus de Romano. Dum ad aures domini Albrici de ipsis clarius 
advenisset, idem timore personae cum uxore, sex filiis, duabus filiabus in castrum sancti Ze- 
nonis, valde fortissimum et omnibus necessariis bene munitum, se locat, putans furorem tran- 
sire ; sed factum aliter quam sperabat, evenit. Nam breviter cunctae civitates Marchiae Tar- 
visinae concurrunt cum exercitu contra Sanctum Zenonem, ipsum firmissime circum circa 25 
undique obsidentes per quatuor menses continuos, ita ut nulli esset facultas intrandi vel exeundi 
castrum. Stipendiarii et alii populares castri sive tractatu, sive mortis timore, dominum suum 
mur., 90 cum uxore sua eiusque filiis' et filiabus et castrum Tarvisinis tradiderunt. Quos captos ad 
civitatem conducunt, in foroque publico tractis domino Alberico et filiis, crudelissime carnibus 
laceratis omnes pariter extincti sunt. Uxor quoque cum filiabus suis, summa impietate nasi- 30 
bus et mamillis abscisis interfectae sunt, nulla sobole sibi relieta. Haec quoque gesta dicuntur 
in MCCLX die xxiv augusti 2 . 

De conditionibus et qualitatibus domini Eccelini. 

Dum namque 3 a principio tamquam civis, antequam ad aliquod dominium pervenisset, 
militarem vitam ducens, erat acer contra hostes , blandus et laetus erga amicos : in promissis 35 

1. consumpto] vastato O - non quod victum Mercati D ; qui cum Vicum mercato O - credens eum D; cre- 
dens eos O — 2. Audientes autem haec Veronenses D O ; O tralascia autem — 4. et alia quoque ex parte O — 
5-6. et ad famen] ad flumen O — 6. confirmata acie O — 7. pervenisset] accessisset DO — II. xxvn exeunte 
septembre DO — 12. circumventus O - spiravit ad deum] migravit O — 16. cives praedictarum O — 19. civi- 
5 tatis] omesso in D O - cunctisque expulsis et exules O — 22. pervenisset O — 25. concurrunt] coniuratione 
facta D ; coniuratae O — 26. obsidentes] obsederunt O — 303*« naribus O — 31. abscisis] excisis DO- inter- 
fecta fuit D - quoque] autem O — 32. MCCL A - die xx augusti D O; Rolandino (De factis in Marchia Tarvi- 
sina, lib. XII, RR. IL SS., Vili, col. 358 d) : die vi exeunte augusto — 34. Dum namque] Dum erat O - contra 
amicos D O 

io ' Rolandino (loc. cit., p. 166): Annales (loc. cit., 2 Rolandino (loc. cit., pp. 169-172). Cf. Ann. Sanctae 

e. 704 d). Ezzelino mori il i° d'ottobre; cf. RR. II. Justinae (loc. cit., e. 177; Liber regim., loc. cit., p. 90). 
SS., nuova ediz. in lib. XII, § 9, p. 166, nota 2 della 3 Sono davvero strane queste due congiunzioni 

cronaca del Rolandino edita da A. Bonardi; C. Cipolla, appaiate: si confronti questo testo con quello degli An- 

Antiche cronache veronesi, pubbl. dalla R. Dep. ven. di nales e si capirà facilmente l' incongruenza commessa 20 

15 storia patria, serie 3% parte I, pp. 210-212, dal Godi. 



DI ANTONIO GODI \<) 



exequendia ildelis et cenatane, stabili* in proposito, in Consilio et rerbia providua et diserei 
in tol ctu corporis et geatia Buia milea egregiua apparebat; itatura corporii medi 

Scd postquam ad potentiam et dominium pervenit, in contrarium conversila • m de I 

et Buave (sic) in ellatum et iuperbum converti tur: in locutìone terribili! solo hon ctu 

5 terrebat, in incessa auperbue, valdc auapitioaua, propter quod quammultoa innoxioa aupplicio 

tradidit: crudelis quoque, nullatenus misericors, ad omnia criinina, praeterquam ad luxuriam, 

imper pronus. Ilic quoque super haa dvitatea, sub dominio Imperatori . erbum 

et rìgidum dominium, videlicet Feltro, Cìvidale, Tarvisio, Padua, Vk-entia, Ver Brixia 

et in multis castris tam Cremonensis quam Mediolanensis districtus, tamquam tvramnus. Bine 
10 menaura et moderamine, nemini parcendo, ubicumque saeviendo 1 . 

De SUPREMA CRUDBUTATB domini Albbuci DB Romano. 

Scrìbitur quod inter ceteras crudelitates, que non lacere sed dicere et audiri bum 

horrendumque, llebile videtur; nam dum ipse certos viros nobiles tarvisinos in foro publko 
ad mortis patibulum adduci fecisset, ipse tamquam saevus et peaaimua homicida, antequam ad 
1.) finem vitae ducerentur, intentus ipsis dolorem et poenam acerbiorem praebere, conduci iubet 
ante eorum oculos uxores suas et lìlias, quibus horrendo apectaculo constitutis, viciniti bus 
maritis, depositis vestimentis usque ad camisias, ... {rcliqua dcsidcranlur)*. 



5-41 de blando et suavi — 5. superstitiosus DO — S. Cividato DO — 9. Mediolanensi districtu D — 
12. quae non] quod non DE; quas non - acerbum] omesso in DEO — 13. nam dum] dum O — 15. iussit O 

nnalcs (loc. cit., ce. 707(7-708). "quae facile supplcbuntur ex libro XJX Caroli Sigonii, 
* L'Osio credette di poter colmare in parte la la- * de Regno Italiac, donec Salimbenus de Salimbeni<;. 
e cuna, aggiungendo al testo del Godi il racconto, che " cuius ex fontibus cmanarunt. edatur in lucem „. Neil 
degli avvenimenti politici di Vicenza e della Marca edizioni dell'Osio mancano i seguenti elenchi delle fa- 
ti vvigiana fece Carlo Sigonio " Reliqua desiderantur miglie nobili vicentine. 



20 CRONACA 



IIae sunt nobiles familiae quae in civitate nostra extinctae sunt 

ut de eis vix memoria maneat 1 . 

mup Comes de Arzignano. 

Comites Bregantiarum, ex quibus fuit episcopus Bartholomeus vicentinus de ordine Praedi- 
catorum, qui coronam spineam donatus a rege Francorum portavit Vicentiam 2 . 5 

Comites de Carmignano, quorum sepulcrum adhuc in claustro Sancti Michael is extat. Hos Pa- 
tavini dextruxerunt. 

Comites de Montebello Maltraversi, ex quibus nati sunt nobiles de Lucio, de Castronovo et de 
Carturio, nobiles et potentes cives Patavii 3 . 

Comites Montisgaldae 4 . 10 

vu'r., 92r Comites Monticuli Praecalcini, ex quibus orti' sunt comites de Sancto Bonifacio et domus Mon- 
ticulorum, quae potens fuit in civitate Veronae 5 . 

Comites de Marola 6 . 

Comites de Monticello de Leonico, quos Eccelinus de Romano destruxit 7 . 

Comites de Noventa 8 . 1 5 

Comites de Sancto Ursio 9 . 

Comites de Vicentia, qui dicebantur Beroaldi I0 . 

Comites de Vivario; hi potentes erant in civitate Vicentiae 11 . 



i. in civitate Vicentiae adeo existent ut DE — 2. vix memoria manet DE — 6. quorum sepulcrum.... 
cxtat] in D E mancano queste parole — 6-7. Hos Paduani D E — 9. Patavii] in Padua D E 

1 D. Sebastiano Rumor, // blasone vicentino de- Cf. Pagliarini, op. cit., pp. 72-73. 

scritto ed illustrato in Miscellanea di Storia 3 Cf. Pagliarini, op. cit., lib. V, pp. 192-193. 15 

i, venetaeditaper cura della R. Dep. ven. di * Pagliarini, p. 191. 

storia patria, Venezia 1899, serie 2 a , tomo V, p. 205 5 Id., p. 157. 

Batt. Pagliarini, op. cit., lib. V " Delle famiglie estin- 6 Id., p. 255. 

"te e di quelle delle quali ci e poca memoria,,, pp. 191- 7 Io., p. 162. 

242; lib. VI "Delle nobili famiglie che ora vivono nel- 8 Id., p. 230. 20 

IO " la nostra città „, pp. 243-344. 9 Io., p. 163. 

2 Ricordo che nel codice bertoliano 21. 11. 16, ly Id., p. 194-195. 
ce. 44-75, e trascritta la Historia translationis coronae " Id., p. 193. 
domini de regno Con stani inopolitano ad regem Franciac. 



DI ANTONIO GODI 



21 



Kamii.'ai; potentes in URBE. 



' De Avocaro l 

De Alexio 

De Armis * 
5 De Albertinello s 

De Annasino 

De Bonis 4 . 

De Bogatis 5 

De Burgo a 
10 De Bertholoto de Pusterla 7 

De Brandalino 8 

De Brendulis. Isti Veronae reducti sunt. 

De Bonamicis 

De Bonapace 
15 De Bellotis 

De Bellonibus 

De Bagnolo 

De Bravis, nobilis et antiqua familia: hi expulsi fuere a Cane Grande de la Scala 9 

De Borsetis 10 
20 De Bergolis 

De Cresulis 

De Cadianis 

De Clarello » 

De Cabianca 
25 A Cenglis ll 

De Ciprianis 

De Castelnovo 

De Crudetis 

De Cevoletis 13 
30 De Columbis 

De Christianello 

De Campesanis 14 



Mu», 9J 



7. De Bonis] questa famiglia non è registrata in A ed E — 8. De Bogatis] De Bagotis D; De Begotis E — 

18. De Bravis] De Branis a Digito A - nobilis.... de la Scala] non si leggono queste parole in D solo nobilis — 

19. De Borsetis] De Borceriis D — 23. De Claxcllo A — 39. De Cevoletis] manca in A — 30. De Columbis] non 
si trova in A — 33. De Compensanis A 



io 



1 Pagliarini (p. 301) la chiama Avocati. 
1 Dalle Arme; cf. Pagliarini, p. 333. 
3 Pagliarini, p. 302 : Albertivilo (?). 
* Il Pagliarini non registra altro che la famiglia 
Bottini (p. 333). 

5 Pagliarini, p. 307: Bagoti. 
8 Rumor, op. cit,, pp. 34, 33S. 
7 Pagliarini, p. 303. 



8 Id., p. 307 : Brandolino. 

9 Id., p. 203 : Bravi. 

10 Id., p. 204 : Borseriis. 

11 Id., p. 30S : Clarello. 
11 Id., p. 308: Cinguli. 

13 Pagliarini non nota la famiglia Crudeli, i Ce- 
voli s\ (p. 20S). 

14 Rumor, op. cit,, p. 311, 



22 CRONACA 



De Capello 

A Collo, nobilis et antiqua t'amilia '. 
Do Capitibus-bovis*. 
Do Cignone, antiqua familia. 

De Castelgomberto 5 

De Duabus villis s 
De Drago 

De Digito nobilis et antiqua familia. 
De Donella, familia antiquissima et locupletissima. 

De Facino, nunc Tridenti reducta est et vocatur de Pilotis. 10 

De Figadis 
De Fineto 
De Flordemonte 
De Fossa 

De Fontanellis 4 15 

De Fantino 
De Guarino 
De Gazanis 
De Grimanis 

De Grumolo 20 

De Gallo 
De Iebeto 

De Lanzade, eorum palatia erant ubi sunt domus nobilium De Sesso 5 
A Lignamine, hi Patavium sunt reducti 6 
Mlr., 94 'A Lupo 25 

De Liazario, tempore illorum de la Scala fuit potens familia ' 
De Liocornis 
De Lanfranco 

A Monte, in qua fuit Thebaldus * 

De Magnanis 9 30 

De Manzino 10 

De Malacapellis, hi erant nobiles " 
De Malaflamma, fuit in anno Domini MCC M 
De Magnaferro 

De Melioribus l3 35 

De Manelmis 



IO 



3. nobilis et antiqua familia] mancano queste parole in D — 8. De Digito nobilis et antiqua familia] manca in 
A — io. nunc Tridenti.... de Pillotis] non si legge questo in D — 16. De Fantino] D aggiunge: reducti in Tri- 
dente — 19. De Grimanis] C aggiunge : hi nobiles et potentes in civitate Venetiarum — 22. De Iebeto] De Iabeto 
AD — 23. nobilium de Sesso] illorum de Sesso D — 24. hi Patavium sunt reducti] hi reducti sunt Patavii D — 
29. Thebaldus] C aggiunge: de Moschaia, hi reducti sunt Veronae — 32. De Malacapellis] De Malcapalis A; hi 
erant] qui erant D — 35. De Melioribus manca in A 

1 Colle; cf. Pagliarini, p. 212. nella quale nel 1250 furono Thebaldo e Monte quon- 15 

2 Id., p. 211: Capo di love. dam Thebaldo de Monte; Rumor, p. 121. 

3 Id., p. 214: Dovillì. 9 Id., p. 226: Magnani. 

4 Id., p. 216: Fantinelli. 10 i D ., p . 32 8: Mancini. 

5 Id., p. 223: Lanzè ; Rumor, p. 97. " Id., p. 195; Malacapelli; Rumor, p. 107. 

6 Id., p. 223. 12 lo., p. 194: Malafiamma. 

7 Id., p. 324: Lezario. «3 i D ., p. 235: Meliori. 

8 Id., p. 226: Monte, questa famiglia fu antica, 



30 



DI ANTONIO GODI 23 



De Mazzacavallo l 

De Milani a 

De Mazza 

Della Moschaia: hi Veronae reducti sunt * 
5 De Nanto 

De Paninsacco 

De Panincorpo 

De Papalardis 

De Pandecampi 
10 De Pillio, hi nobiles erant 3 

De Picega 

De Princivallibus * 

De Panincianis 

De Pitocchis, hi nobiles erant 
15 De Protis 

De Pulzatis 

De Parialtis 

De Pusterla 

De Ravixinis 5 
20 De Rusticello 6 

De Rodigio 7 

De Raynone, Sancti Felix et Fortunatus fuere de dieta familia 

De Raxis 9 

De Rubeis 
25 De Ravagnanis, tempore illorum de la Scala 

De Ragnolis 10 

De Rixa » 

De Sancta Crate 12 

De Stalla 
30 De Secula 

De Spagnolis 

De Simolis 

De Sancto Marcello l3 

De Salezolis 
35 De Sabione H 



3. De Milanis] si legge solo in E — 4. Della Moschaia] inanca in C — 7. De Panincorpo] manca in A — 9. De 

Pandeconti D — io. De Pillio] De Pilloti<= D — n. De Picega] manca in A — 13. De Panicianis D — 14. De 

Pitochis] manca in A — 19. De Ravaxinis DE — 30. De Rustichello E — 33. SS. Felicis et Fortunati fuere A: 

S. Felix natus fuit D — 35. de la Scala] de la Scollam A — 36. De Ragnolis] manca in D — 3S. De Sancta Crate] 

5 De Sancta Cruce DEC— 29. De Stalla] De Stella DE'— 33. De Simolis] De Simotis DEC 

1 Pagliarini, p. 237: Muzzacavallo. 9 Id., p. 334: "Raynone, questa famiglia fu ab- 

2 Id., (p. 336): Moschaia.... \ come molti giudica- " bondante di ricchezze e illustre per la sua nobiltà nel 
no, questa famiglia venne da Verona nella nostra città. " tempo, che furon portati a Vicenza li corpi de santi 

3 Id., p. 197: PiUi, già famiglia antichissima; "Felice e Fortunato, nel ino in quel luogo era un 30 
io questi erano Conti di Zossano (Z au sa no - Cel sa n o) "Abbate di questa famiglia „. 

e Signori di Montecchio Maggiore. l0 Id., p. 334 : Raxii. 

* Id., p. 19S: Principali. n Ragnoli e Rixa non s'incontrano in Pagliarini. 

5 Non e registrata dal Pagliarini. n Id., p. 343 : De Sancta Cruce. 

G Id., p. 333: Ravasini. ,3 Id., p. 330. 35 

15 7 Id., p. 301 : Rostichelli. li Pagliarini non annovera ne la famiglia Sabione, 

8 Id., pp. 336-337 : Rodigo. né la famiglia Stravolti. 



24 



CRONACA 



I H- Stravoltis, viguit ista i'amilia tempore illorum de la Scala 

1 1 e Theupolo, tempore illorum de la Scala 

I te Vagentis • 

De VagnolÌ9 

De Zeno, ut fuit dominus Boninus de Zeno unus ex reformatoribus statutorum civitatis Vi- 5 

centiae ■ 
De Zatoalis 3 
De Zago 

De Zuchetis MCCXX « 
De Yzza. 10 



I. ista familia] manca in D — 2. De Theupolo] De Tempore A — 3. De Vagentis] solo in E — 4. De Va- 
gnolis] in A manca; De Vignolis D — 5. Boninus] de Vignolis D Brunorius E; Boninus — 7. De Zatoalis] De 
Zoroalis D ; De Zatoaltis C — 9. De Zuchetis MCCXX] De Zuchesis MCCXXX D — io. de Yzza] manca in A 



1 Vaienti, cf. Rumor, pp. 194, 246. 
5 2 Ibid., p. 241 : " Zeno, antica famiglia, nella quale 

" sono stati molti uomini illustri per ingegno, scien- 
" tia et ricchezze: in questa nel 1310 fu Bonhuomo 



" chiarissimo giurisconsulto et uno delli Reformatori de 
* Statuti di Vicenza „. 

3 Id., p. 241 : Zotoali. io 

4 Id., p. 242: Zuchele nel 1260. 



DI ANTONIO GODI 25 



Familiae quae AXJUNDB Vicentiam habitatlm venerunt. 

De Anzolellis de Bononia ! un 

De Alianis de Lombardia ' 

Ab Armis de Lombardia 3 
5 De Avantiis de Verona 

De Baldanutio de Florentia 4 

De Bonamente de Lombardia 5 

De Bertramino de Lombardia 

De Brusoncino de Padua 6 
10 De Borsellis de Verona 

De Bastianis de Verona 

De Brogia sive de Persico de Bergamo 7 

De Cerratis de Faventìa 8 

De Cavalcabobus de Cremona 9 
15 De Cozza de Verona 

De Campsoribus de Verona 

De Comitibus de Padua 

De Chiapixo de Campagna de Roma l0 

De Castellino de Lombardia 
20 De Camino de Tarvisio venerunt, qui dicti postea fuerunt Magradii quorum primus fuit Co- 
mes Ricardus 

I 

De Domo Modoetia de Lombardia u 
De Fracanzanis de Verona 
De Ferreto de Padua, 1224 
25 A Ferro de Lombardia, illi qui descendunt a ser Ambrosino '* 
De Galino de Bononia anno 1235 13 
De Gardelis de Lombardia 
De Litolfo de Padua 



i. venerunt] revertunt A — 7. De Bonamente de Lombardia] Bonamente de Florentia D — 9. De Bruson- 
cino] Brusomino D; De Bursomino C — io. De Borsellis de Verona] Borsellis de Padua EC; Bonelli D — 12. 
De Brogia] Broia DEC — 16. De Campsoribus] inanca in A — 18. De Chiapixo] Chiappini DE; De Caphino 
C — 20. De Camino] manca in DE — 23. De Fracanzanis de Verona] Francatiani de Verona et de Civitate Ca- 
5 stelli E — 24. De Ferreti] Ferreti de Padoa et de Ancona E — 25. A Ferro] A Fermo C - illi qui.... a ser Am- 
brosino] idest illorum qui descenderunt a Sancto Ambrosio C ; ex Ambrosio E — 36. De Galino] Ghellini DE 
— 28. De Litolfo, de Malclavellis] mancano in A 

1 Rumor, p. 17: Angioletti; Pagliarini, p. 2S7. 9 Id., p. 50: Cavalcato. 

8 Id., p. 14. 10 Id., p. 55: Chiappino. 

io 3 Fu registrata dal Pagliarini nel preced. elenco. u Id., p. 122 : Monza. 

* Rumor, p. 21; Pagliarini, p. 297. l « Id., p. 75: Dal Ferro ; Pagliarini, pp. 313-314: 20 

5 Id., p. 32; Pagliarini, p. 297. "....Vi e un'altra famiglia Dal Ferro, la quale porta 

6 De Brusominis, De Briisanimis, Rumor, p. 38; "per arma tre mazze di ferro, e questa venne da Mila- 
Pagliarini, p. 303. " no, nella quale è stato maestro Ambrosio, padre di 

15 7 Rumor, p. 37; Broglia {Brogia de Persico). "Luca e di Giovanni dal Ferro „. 

8 Id., p. 52 (De Cerati*): Cerato. 13 Pagliarini, p. 296: Ghelina. 






CRONACA DI ANTONIO GODI 



De Malclavellii de Mirtina ' 
De Menati! de Verona 
De Mainentibui de Lombardia * 
mu. ,- De Muzano de Lombardia 

Del Nero, multi dicunt quod fuerunt Romani, alii dicunt de Mediolano 3 5 

De Xogarolis de Verona, et sunt nobiles et antiqui 

De Ovetariis de Padua * 

De Provincialibus de Florentia 5 

De Plegafetis de Florentia 6 

De Poiana vel Poliana de Montesilicet, primus fuit Paganus, dicebatur de Paltineriis et sunt 10 

nobiles 7 
De Polcastris de Padua 
De Paiarinis de Padua 8 
De Roma a Roma 

De Scariotis de Faventia 15 

De Bernabutis de Bergomo 
De Soardis de Bergomo 
De Schitirio de Catelonia 9 
De Ascola de Verona 10 

De Sesso a Sesso, de oppido in agro Rhegii Lepidi illic sunt domini u 20 

De Sarracenis de Senis 
Del Tonso de Imola 



De Tarsignano de Imola 

De Trintinariis de Tridento n 

De Tridento de Tridento 13 

A Tabula de Verona M 

De Verlatis de Baveria, quorum primus dominus Ioannes Verla eques 15 

De Zufatis de Imola 16 

A Zoga de Florentia I7 . 



25 



3. De Mainentibus de Lombardia] Manente de Verona C D E — io. De Poiana vel Poliana] Poiani de Poiana 
DE - primus] quorum primus E - dicebatur....] dicebantur de Pantelibus de Ontalibus D — 18. De Schitirio] 
Schitino de Hispania E — 19. De Ascola] Scola D — 20. De Sesso .... Lepidi] Sessi de Reggio Lepidi ex ori- 
gine Langobardorum D E — 22. Del Tonsi] Tonso D E — 23. De Tarsignano] Tussignano DE — 34. De Trin- 
tinariis] Trentinacii DE — 27. Ioannes Verla] Ioannes eques DE — 29. A Zoga] Roga C 



1 Rumor, p. 107 : Malacapella. 

2 Id., p. 107 {De Maìnente, De Mainentibus) : Mai- 
nenie. 

3 Id., p. 130: Neri. 

IO * Rumor, p. 134 (De Ovetariis): Ovetario ; Paglia- 

rini, p. 309. 

5 Pagliarini, p. 303. 

6 Rumor, p. 144 : a questa famiglia appartengono 
Antonio e Filippo Pigafetta, viaggiatori e scrittori no- 

!- tissimi. 

7 Rumor, p. 147, 244, 296: De Poiana, Poliana 
Pogiana, Poiana de Paltineriis ; Pagliarini, p. 275. 

8 Pagliarini, pp. 304-306. 



9 Rumor, p. 220: Schitino. 

10 Id., pp. 170, 243, 299: Scola. 

11 Id., pp. 173, 243, 296: Sesso ; Pagliarini, p. 255 : 
"Sessa, famiglia nella nostra città antichissima, la 
" cui origine e stata da Sesso, castello del territorio 
" di Reggio Lepido „. 

12 Pagliarini, p. 238 : Trentinacii. 

13 Rumor, p. 189: Trento. 

14 Id., p. 179: Dalla Tavola. 

15 Id., p. 200: Verlato. 

16 Id., p. 209 : Zuffato. 

17 Id., p. 208: Dalla Zoga. 



20 



35 



30 



INDICI 



AVVKRTKNZK PER GLI INDICI 



Le indicazioni In carattere tondo rimandano al testo della cronaca, quelle In carattere cor- 
sivo alle varianti o alle note illustrative, quelle comprese fra virgolette alle prefazioni 
o alle appendici. Le notizie che 11 contesto del discorso permette di riferire a un 
dato personaggio, sebbene questo non sia nominato espressamente, si troveranno sotto 
11 nome del personaggio stesso, ma distinte dalle altre per caratteri spazieggiati. 

Il punto esclamativo (!) indica le lezioni o varianti errate. 

Il numero in carattere più grande indica la pagina, quello in carattere più piccolo la riga. 

Neil' INDICE ALFABETICO DEI NOMI E DELLE MATERIE, accanto a ciascun nome, 
ridotto alla forma italiana più comune nell'uso moderno, sono poste fra parentesi quadre 
tutte le altre forme sotto le quali esso figura nel testo e che per ragioni ortografiche, 
di dialetto o di lingua sono diverse da quella prescelta. Di queste diverse forme figu- 
rano al loro posto alfabetico nell'indice e con richiamo alla forma italiana prescelta 
soltanto quelle nelle cui prime quattro lettere si riscontra qualche differenza dalle pri- 
me quattro lettere della forma prescelta. 

Neil' INDICE CRONOLOGICO si tien conto soltanto dei fatti posteriori alla nascita di Cristo. 
Ciascuna data, qualunque sia Io stile secondo cui è computata nel testo pubblicato, si 
trova ricondotta nell'indice allo stile comune o del Calendario romano; ma accanto ad 
essa fra parentesi rotonde, è registrata anche quale figura nel testo. 

Con asterisco sono segnate le date che si possono desumere dal contesto del discorso, sebbene 
non siano espressamente dichiarate nel testo della cronaca. 

Fra parentesi quadre sono poste le date errate con richiamo alla data vera, la quale a sua 
volta ha un richiamo alla data errata. 



Tavola delle -principali abbreviazioni che s' incontrano negli indici 



a., aa. 


anno, anni 


tns. 


manoscritto 


arciv. 


arcivescovo 


march. 


marchese, marchesi 


e. 


città 


m. 


moglie 


cap. 


capitano, capitani 


or. 


ordine religioso o cavali 


e/. 


confronta 


n., nn. 


nota, note 


eh. 


chiesa, chiese 


A 


padre 


com. 


comune, comuni 


pod. 


podestà 


d. 


del, dello, della^ delle, dei, degli 


fr. 


presso 


el. 


eletto, eletti 


rie. 


ricordato, ricordati 


/• 


fiume, fiumi 


sec. 


secolo 


/r. 


frate 


V. 


vedi, vedasi 


imp. 


impero, imperatore 


vesc. 


vescovo 


leg. 


legato 


t 


morte, morto, muore 



[Abrilottus Armasini| 



INDICE ALFABETICO 



Aiirilottus di: Kaynone v. Arlotto di Raynone. 

Ada v. Adamo, Adda. 

Adamo [.4i/.r] v. Bono fu Adamo, Bruto/ante fu Adamo. 

Adda [Ada, Adda fluvius[ lo traghetta Ezzelino da Ro- 
mano (an. 1259), 17, 20: alla custodia d. guadi di 
esso contro Ezzelino si pongono i Cremonesi e i 
Mantovani (an. 135S), 18, 3; pr. le sue rive Ezze- 
lino combatte l'ultima b., nella quale è vinto, 7. 

Alberico da Romano [Albericus, Albricus de Romano] 
suo carattere crudele, 19, 12-17; d'accordo col fratel- 
lo Ezzelino III va contro il pod. di Vicenza (an. 
1337), 9, 1-5; prende Grancona, Castel Valcriano 
pr. Mason, governa Vicenza per 2S mesi, 10-12; le 
sue milizie son vinte dai Bassancsi, n-16; coi Tre- 
visani sconfìgge Padovani e Vicentini (an. 1330), 
10, 11-15; riconosce Azzo d'Este pod. di Vicenza 
(an. 1336), 11, 29-30; e assalito e disfatto da Uguc- 
cione di Pilio (an. 1337), lo, 20-22; coi Da Camino 
toglie Treviso a Federico II (an. 1339), 26-27; oc- 
cupa Lonigo, 14, 2; cf. nota 1 ; falsa sua complicità 
con cittadini di Vicenza, 9-10; rie, 17; un uomo di 
Alberico cattura sulla via di Passano Marcobruno 
di Vivaro, 16, 2-3 •. Alberico dopo la f d. fratello, 
ripara in San Zenone con la m., sci figli e due 
figliuole, 18, 21-24; dopo quattro mesi d'assedio egli 
e tutti i suoi son consegnati ai Trevisani e crudel- 
mente uccisi (an. 1260), 27-32. 

Albertinello [de Albertinello , Albcrtivilo\ famiglia no- 
bile di Vicenza rie, 21, 5; v. nota 3. 

AlbertIvilo v. Albertinello. 

Alberto v. Godi A. di Fioramonte , Godi A. di Godo, Godi 
Fieramonte di A., Godi Pietro di A, 

Alberto di Pilio Vincenzo di Celsano [Albertus finis 
Pilli Vincentii de Celsano] fu mandato in ostaggio 
a Milano dal pod. Drudo Buzzacarino per propria 
sicurezza (an. 120S!) 6, 24-25. 

Alberto di Treviso (conte) [comes Albertus de Tarvisio] 
fu espulso da Vicenza, 6, 3». 

Albrighetto di Faenza [Albrighetus de Faventia, Al- 
drighetus] pod. in Vicenza, per sua sicurezza con- 
segna i palazzi d. Da Romano e di altri nobili vi- 
centini ai Padovani, 8, 34-35. 

Aldrigiietus v. Albrighetto di Faenza. 



Ali mauxa [Alemania] rie, 11, 32. 

. \drta v. Sivoloto Giulio di A. 

Alessandro IV [papa Alexander[ rie, 16, 

Alessio [de Alexio] famiglia nobile di Vicenza rie, 
21, 4. 

Alexander v. Alessandro. 

Alexio (de) v. Alessio. 

Ai.iani [de Alianis[ famiglia vicentina oriunda di Lom- 
bardia rie, 25, 3. 

Alpone [torrens Alponis] piccolo affluente di sinistra 
dell'Adige rie, 4, 1-2. 

Altavilla [Altavilla] rie, 15, 23. 

Ambrosino v. Ferro (Dal). 

Ambrosio (sani') [sanctus Ambrosius] nome erroneamen- 
te confuso da un copista; v. Ferro (Dal). 

Amistà (di) Ugolino di Berico v. Ugolino di Amistà di B. 

Ancilottus de Raynone v. Arlotto di Rainone. 

Andrea da Sarego [Andreas de Serafico] fu ucciso in 
Lonigo in un combattimento (an. 1304, ottobre 30), 
6, 17-19. 

Angiolelli [de Anzolellis[ famiglia vicentina oriunda 
di Bologna rie, 25, 2. 

Annali padovani di Santa Giustina [Annales Sanctae 
Iustinae Patavini] v. Padova (afinali). 

Antonio v.Brosima Antonio, Godi A., Godi A. fu Tommaso 
fu Pietro, Godi Enrico A., Godi Enrico di A., Godi 
Francesco di A., Godi Scipione di A., Pigafetta Antonio. 

Anzolellis (de) v. Angiolelli. 

Aquileia [Aquileia] rie, 10, 26; v. Bertoldo patriarca di 
Aquileia. 

Araldo di Montecciiio [Araldus de Monticalo] fu ci. 
pod. in Lonigo, 14, 26. 

Arcole [Arcule] apparteneva al territorio vicentino, 4, 3. 

Arcule v. Arcole. 

Arlotto di Rainone [Arlotus, Abrilottus, Ancilottus de 
Raynone] conosceva bene la storia antica e contem- 
poranea di Vicenza, 3, 14-15: avversò i Padoi'ani do- 
minanti in Vicenza, che lo mandarono in esilio e die- 
dero alle fiamme la storia da lui scritta, fu riammes- 
so in patria (an. 1313) e poi nel collegio d. notai (an. 
1316), 17-31. 

Armasini [de Armasino] nobile famiglia vicentina rie, 
21, 6. 






INDICE ALFABETICO 



[Armc-Bonan-.cntc] 



Akmk (DALL') l</<- drmts] nobile famiglia vicentina rie, 
21, 4; v. nota 2; venne di Lombardia, 25, 4. 

Akumo di Corrado da Vivaiio [Arturius démini Cor- 
radi Jt Vivario\ fu mandato in ostaggio a Milano 

(an. iao8?), 6, Mi ricupera la tua torte In Vicenza, 

l) . :-!'. relegato In Lombardia potè tornare a Vicenza 
perche ammalato, 32-31. 

Akzu.n \n>> [Arzignamtm\ località vicentina, da 
cui prendeva cognome e titolo di conti 
ti mi nobile famigli a [comites de Arzignano], 20, 
8; v. Sigonfredo di Arzignano. 
■ i ! , \ [ i ) k) v. Scola. 

Avanzi [de Avantiis] famiglia che venne in Vicenza da 
Verona, 25, s. 

AVRDUTO oi Carrara [Avedulus de Carraria de Padua\ 
padovana fu decapitato in Padova per volere di 
Tebaldo pod. imperiale (an. 1240), 14, 14-15, z«. n. 3. 

Avocaro [de Avocaro] nobile famiglia vicentina rie, 
21, 2. 

Avvocati, famiglia vicentina rie, 21,5. 

[Azzo VI] marchese d' Este [Marchio Estensis] con Ez- 
zelino il Monaco e coi Padovani sconfìgge pr. Car- 
mignano i Vicentini (an. 1199), 5, 29-31: persuade 
alcuni nobili vicentini ad uccidere il pod. Buzza- 
carino, loro nemico (an. 1309!) 6, 26-30; va col 
conte di San Bonifacio all'assedio di Bassano, 7, 
9-1 J ; per la sconfitta inflitta ai suoi da Salinguer- 
ra, abbandona l'assedio e torna a Vicenza, 16-lS ; 
essendo stato fatto Ezzelino il Monaco vicario im- 
periale e signore in Vicenza, Azzo manda contro 
Ezzelino e contro i Vicentini il suo esercito, che 
viene sconfìtto (an. iaio!), 35-8, 5. 

[Azzo VII) marchese d'Este [Marchio Estensis] è el. 
pod. di Vicenza (an. 1235!) 11, 23-26 ; muove guer- 
ra ai Da Romano, 26-28; è confermato poi nella po- 
desteria anche da costoro (an. 1236), 28-30; alla ve- 
nuta di Federico II in Italia relega a Venezia i 
fautori d. Da Romano, non obbedito dà loro il 
bando (an. 1236), 34-38; rifiuta udienza agli amba- 
sciatori di Federico e vieta ai Vicentini qualsiasi 
comunicazione con loro, 12, 2-4; munisce Vicenza 
e la difende dagli assalti degli imperiali (an. 1236), 
20-21 ; mentre i nemici entrano in Vicenza, fugge 
verso Camarzo, 27-29; riconciliatosi coll'Imp. lo 
abbandona improvvisamente (an. 1239), 13, 29-32; 
va in aiuto d. Cremonesi contro Ezzelino l'Ereti- 
co (an. 1259), 17, 14. 

Bacchiglione [flumen Bachilonis] i Vicentini tagliano 
il f. pr. Cerro impedendo che esso scorra attraverso 
Padova (an. 1201), 6, 13-15; con l'aiuto dell'esercito 
d. leg. pontificio i Padovani riacquistano le acque 
d. f. un'altra volta a loro intercettate da Ezzelino 
da Romano e dai Vicentini (an. 1256), 16,30-17,4. 

Bachilonis flumen v. Bacchigliene. 

Bagnolo [de Bagnolo\ nobile famiglia vicentina rie, 
21, 17. 

Bagotis (de) v. Bogati. 

Begotis (de) v. Bogati. 

Balbo (il) v. Ezzelino I. 

Balbutiens v. Ezzelino I. 

Baldanuccio [de Baldanuiio] nobile famiglia vicentina 
venuta da Firenze, 25, 6. 



Bar iì arano v. Godi Giacomo da B., Godo Godi da B. 

BaRTOLOMBA v. Godi. 

BARTOLOMEO DA BrrGANZR [Bartholomens de Bregantiis] 
uscito dalla nobile famiglia d. conti di Breganze, 
fu vesc. di Vicenza, già fr. dell'or, d. Predicatori, 
portò a Vicenza la santa Corona di spine dona- 
tagli dal re di Francia, 20, 4-5. 

Bartholomeus de Palatio v. Palazzo Bartolomeo. 

Passano [Baxianum, Bassianum] terra vicentina occu 
pata dai Padovani, 4, 7-S; fu assalita dai Vicenti- 
ni (an. 1199), 5, 28; fu assediata dal conte Bonifacio 
di San Bonifacio e dai Vicentini, perche era rifu- 
gio degli amici di Ezzelino (an. 1209), 7, 12-13; la 
fazione d. * liberi „ osteggia i Da Romano, ma alla 
fine è soprafatta da Ezzelino (an. 1229), 9, 13-18; 
per una successiva sentenza arbitrale deve ricono- 
scere la signoria d. Da Romano, 18-23; e assalita 
dai Padovani per odio contro i Da Romano (an. 
1230!), 10, 9-10; là aveva molti beni Ezzelino da 
Romano, che dopo la f di costui furono confiscati 
dai Vicentini, 18, 18-19; rie, 16, 3. 

Bastiani [de Bastianis] famiglia vicentina venuta da 
Verona rie, 25, 11. 

Battista v. Pagliarini B. 

Baviera [Baviera] di là venne a Vicenza la famiglia 
Verlati, 26, 27. 

Baxianum v, Bassano. 

Belloni [de Belloniòus] nobile famiglia vicentina rie, 
21, 16. 

Bellotti [de Bellotis] nobile famiglia vicentina rie, 
21, 15. 

Benvenuto v. Campesano B. 

Bergamo [Pergamum, Bergotnum] alcuni di Bergamo in- 
formarono i Milanesi sulla via tenuta da Ezzelino 
da Romano loro nemico (an. 1259), 17, 24; di là pas- 
sarono a Vicenza le famiglie Broglia dal Persico, 
Bernabuti, Soardi, 25, 12; 26, 16-17. 

Bergoli [de Bergolis] nobile famiglia vicentina rie, 
21, 20. 

Berico [Serica] v. Amistà di Ugolino di B. 

Berico (Monte) v. Monte Berico. 

Bernabuti [de Bernabutis] famiglia vicentina venuta 
da Bergamo rie, 26, 16. 

Bernardo v. Confalonieri B., Giacomo di B. da Bologna. 

Beroaldi [Beroaldi] eran detti conti di Vicenza rie, 
20, 17. 

[Bertoldo] patriarca d' Aquileia [patriarca Aquileien- 
sis] rie, 10, 26. 

Bertoliana biblioteca v. Vicenza {biblioteca). 

Bertolotto da Pusterla [de Bertholoto de Pustcrla] 
nobile famiglia vicentina rie, 21, 10. 

Bertramino [de Bertramino] famiglia vicentina venuta 
di Lombardia rie, 25, 8. 

Bisonus v. Bosone Giovanni. 

Bogati [de Bogatis, de Bagotis, de Begotis] nobile fami- 
glia vicentina rie, 21, 8. 

Bologna [Bononia] di là vennero a Vicenza le fami- 
glie Angiolelli e Ghelina, 25, 2, 26; v. Giacomo di 
Bernardo da B.; Lambertini Lambertino da B. 

Bolzano [Bulzanum] là va Ezzelino l'Eretico, 8, 20; 
rie, 7, 19. 

Bona v. Godi. 

Bonamente [de Bonamente] famiglia venuta a Vicenza 



[Bonamici-Campcsani] 



INDICI-: ALFABETI* 






di Lombardia o, secondo altri, da Firenze, rie, 
25, 7. 

BOK amici [de Bonamicis] nobile famiglia vicentina rie, 
21, 13. 

Bonapace [de Bonapace\ nobile famiglia vicentina rie, 
21, U. 

Bonapace Fama v. Faba B. 

Bonelli v. Borselli. 

Boni [de Bonis, Boni/u] nobile famiglia vicentina rie, 
21, 7; v. n. 4. 

Bonini v. Boni. 

BONINO v. Zeno Bonino. 

Bonifacio (castello di san) [castrimi sancii Bonifacio] 
apparteneva al territorio vicentino, 4, 2-3; fu dato 
ai Veronesi in ostaggio a fra Giovanni da Schio 
(an. 1233), 10, 37; 11, 1 ; fu poi restituito, 15: venuta 
di Azzo march. d'Estc, di Pietro conte di Monte- 
bello, di Uguccione di Pilio e d'altri (an. 1239), 

13, 30: gl'imperiali a convegno (an. 1241) 14, 29-15, 
2; subì le scorrerie degl'imperiali (an. 1241), 15, 5. 

Bonifacio conte di San Bonifacio indusse i nobili 
vicentini ad uccidere il pod. Buzzacarino, 6, 26-30; 
pod. di Vicenza perseguitò gli amici di Ezzelino 
(an. 1209), 7, 6-12; va all'assedio di Bassano, ritorna 
poco dopo a Vicenza, 12-18; fu imprigionato; libero, 
per ordine di re Ottono fu privato d. podestaria, 
27-28; mandò i suoi contro Vicenza, 35; che furon 
sconfitti, 8, 5. 

Bonifacio (conti di San) [comites de Sancto Bonifacio, 
domini de Sancto Bonifatió\ nobili veronesi oriundi 
vicentini, 4, 22-23 : v. Bonifacio conte di San Bonifacio. 

Bonifacio di Sant' Orso [Bonifatius de Sancto Ursio] 
fautore d. Da Romano relegato a Venezia (an. 1236 !), 
11, 36-38. 

Bono v. Coperto Bono. 

Bono fu Adamo giudice [Bona q. Adae iudex] fu decapi- 
tato in piazza d. Duomo di Vicenza (an. 1240), 14,7. 

Bononia v. Bologna. 

Bonhuomo v. Zeno Buonomo. 

Bonzeno notaio [Bonzenus, Bonzeno notarius\ fu deca- 
pitato per volere di Ezzelino l'Eretico (an. 1240), 

14, 12-13. 

Borgo [de Burgo] nobile famiglia vicentina rie, 21, 9. 

Borceriis (de) v. Borsetti. 

Borselli [de Borsellis, Bonelli] famiglia vicentina venuta 
da Verona da Padova rie, 25, 10, 2. 

Borsetti [de Borsetis, de Borceriis] nobile famiglia vi- 
centina rie, 21, 19. 

Bosone Giovanni di Ostiglia [Ioannes Bosonus de Osti- 
lio, Bisonus de Ifostilia] fu decapitato per volere di 
Ezzelino l'Eretico (an. 1240), 14, 12. 

Bragantiae v. Breganze. 

Braydum sancti Viti v. Bressanvido. 

Brandolini [de Brandalino] nobile famiglia vicentina 
rie, 21, 11. 

Branis (de) v. Bravi. 

Bravi [de Bravis, de Branis a Digito] furono espulsi da 
Vicenza da Can Grande della Scala, 21, 18. 

Breganze [Bragantiae , Bregantiae] quei di Breganze si 
uniscono con alcuni espulsi da Vicenza nella guerra 
contro i Vicentini (an. 1209), 6, 34; là furon tenuti 
prigioni molti vicentini (an. 1209), 7, 4-5; si man- 
tiene fedele ad Ezzelino il Monaco, 9. 



BUQAXZ 1 di) \iomitet lìregantiarutn] nobil 

miglia vicentina rie, 20, 4; v. Bartolo» /.'., 

Corrado di Uzerino di />'., Valeriana di /.'. 

BrkMDOLA [arit /Irernlularum] fu rifugio di 

tini e d. vesc. di Vicenza (an. 1227) '•, », n. 1. 
ISOLI [de Brendulis] nobile famiglia vicentina che 
passò a Verona, 21, 12. 

i\ {Brenta, Brentae] oltre questo fiun ride- 

va un tempo il territorio vicentino, 4, 7 ; ri 
23: 7, 11. 

Bmwcm [Brixia] aiuta i fuoru<citi vicentini. 8, : • l'i, 
21: di là parte Ezzelino andando verso Cremona 
(an. 1259), 17, 9-10: v. Faba Bonapace di />'. 

Bklssanvido [villa lìraydi Sancti Viti] fu sacchegg. dopo 
la b. fra Vicentini ed Ezzelino l'Eretico, 8, 2 

Brixia v. Brescia. 

Brogia v. Broglia dal Persico. 

Broglia dal Persico [Brogia sivc de Persico, Broglia de 
Persico[ nobile famiglia vicentina, venuta da Ber- 
gamo, 2 \ 12. 

Broglio dal Persico, "copista rie, XIX, 31-32 „. 

Brosima Antonio [Antonius Brosima paduanus[ pado- 
vano fu pod. di Vicenza per due anni (an. 1255« 
1256!) 16, 27-29? fu ucciso in b. coi Padovani, 17, -. 

Brunorius v. Zeno Brunoro. 

Brusaminis (de) v. Brusoncino. 

Brusominis (de) v. Brusoncino. 

Brusoncino [de Brusoncino, de Bursomino, de Brusomi- 
nis, de Brusominis, de Brusaminis] famiglia venula 
a Vicenza da Padova, 25, 9, nota 6. 

Brutofante fu Adamo (giudice) [Brutofans qu. Ada e 
iudex] fu decapitato in piazza d. Duomo di Vicen- 
za (an. 1240), 14, 7. 

Bugolongo Giordano di Moxticello [Iordanus Bugo- 
longus de Montìcello] fu pod. in Sossano (an. 1240), 
14, 26-27. 

Bulzanum v. Bolzano. 

Buonuomo v. Zeno Buonomo. 

Burgo (de) v. Borgo. 

Bursomino (de) v. Brusoncino. 

Buzzacarini Drudo di Milano [Drudus Buwacharinms 
de Mediolano] fu pod. in Vicenza e là fu ucciso (an. 
120S?), 6, 23-:9. 

Cabianca [de Cabianca] famiglia vicentina rie, 21, 24. 

Cadiani [de Cadianis] famiglia vicentina rie, 21, 22. 

Cafino v. Chiappino (de). 

Calderium v. Caldiero. 

Caldiero [Calderium, cast rum Calderii] fu restituito ai 
Veronesi da Fra Giovanni da Schio (an. 1233!), 
11, 15. 

Camartium v. Vicenza (Campo Marzio). 

Camino (da) \de Camino] famiglia vicentina venuta da 
Treviso detta poi Magradii, della quale fu primo 
il conte Riccardo, 25, 23-21. 

Camino (Signori da) [domini de Camino] si ribellano 
a fr. Giovanni da Schio e ai Da Romano, 11, 3; 
con Alberico da Romano tolgono Treviso a Fede- 
rico II (an. 1239), 13, 26, 29; rie, 10, 20. 

Ca' Monza [de Domo Modoetia[ famiglia vicentina ve- 
nuta a Vicenza di Lombardia rie, 25, 22. 

Campesani [de Campesanis, de Compcnsanis] famiglia 
vicentina rie, 21, 32, 






INDK'K ALFABKTICO 



[Campcsano-Crcmona] 



Csm sito [Benvenutus Campesanus] "cro- 

nista vicentino „ rie, VII, 20. 

CakPSOU [de Campsoribus\ famiglia venuta a Vicenza 
da Verona rie, 25, 16. 

C'xriii.Lo [de Capello] famiglia vicentina rie, 22, I. 

CANUTO (he) v. Chiappino. 

CAPITXBU8 BOVX8 (uè) v. Capo di Bove. 

CAPO di 15ove [de Capitibut òovis] famiglia vicentina 
rie, 22, 3. 

CaEMIGKANO [villa Carmignani] là furon sconfitti i Vi- 
centini (an. 1199), 5, 30. 
— (conti di) [comites de Carmignano] il loro sepolcro 
era nel chiostro di San Michele ; furono spenti dai 
Padovani, 20, 6-7. 

CarxAROU Olderico [Oldericus Carnaroli] fu relegato 
a Venezia, perchè era fautore d. Da Romano (an. 
1336), 11, 35-38. 

Carrara v. Aveduto di C, Giacomo di C. 

Carraresi [ Carrarienses] nobili padovani oriundi vi- 
centini, 4, 22-21. 

Cartigliano [Cartiglanum , Cartigttanum] terra vicen- 
tina occupata dai Padovani, 4, 8. 

Carturio [UH de Cartnrio\ nobile e potente famiglia 
padovana derivata dai Maltraversi vicentini, 20, 9. 

Castelgomberto [de Castelgomberlo) famiglia vicentina 
rie, 22, 5. 

Castellino [de Castellino] famiglia venuta a Vicenza 
di Lombardia, 25, 19. 

Castelnuovo [de Castelnovó] famiglia vicentina, rie, 
21, 27. 

Castel Valeriano [castrimi Valeriani] luogo forte che fu 
assediato da Alberico da Romano (an. 1227), 9, 10-11. 

Castignuncolo [Castignuncolum , castrum Vinculum, ca- 
strum Unicolum] rie, 6, 18. 

Castrum Vinculum v. Castignuncolo. 

Castrum Unicolum v. Castignuncolo. 

Castronovo [itti de Castronovo] nobile e potente fami- 
glia in Padova derivata dai Maltraversi vicentini, 

20, 8. 

Catalogna [Catelonid] di là venne a Vicenza la fami- 
glia Schitino, 26, 18. 

Catelonia v. Catalogna. 

Cavalcabò [de Cavalcabobus\ famiglia venuta a Vicenza 
da Cremona rie, 25, 14. 

Cavalcabuoi Giberto " rie, XIX, 31 „. 

Celsani [itti de Celsanis] famiglia vicentina oriunda di 
Celsano rie, 11, 8-9. 

Celsano v. Sossano. 

Cengli v. Cingoli. 

Centrale v. Lucia da Centrale. 

Ceratis (de) v. Cerato. 

Cerato [de Ccrratis, de Ceratis] famiglia venuta a Vi- 
cenza da Bergamo rie, 25, 13. 

Cerratis (de) v. Cerato. 

Cerro [Cerimi] là i Vicentini tagliavano il Bacchiglie- 
ne, per impedire che esso scorresse per Padova (an. 
1201), 6, 13: l'esercito padovano col leg. pontificio 
vince i Vicentini e ridona a Padova le acque d. 
Bacchiglione (an. 1256), 16, 30-17, 1. 

Cerum v. Cerro. 

Cesniario (de) v. Alanfredo Riccio di Lesmanino. 

Cevoleti [de Cevoletis, Cevoli] famiglia vicentina rie, 

21, 29. 



Cevoli v. Cevoleti. 

Chiampo [Clampum] fu posto a sacco dal pod. di Vi- 
cenza (an. 1241), 15, 6, 15-16. 

Chiapixo (de) v. Chiappino. 

Chiappini v. Chiappino. 

Chiappino [de Chiapixo, de Caphino, Chiappini] fami- 
glia venuta a Vicenza dalla Campagna Romana 
rie, 25, 18. 

Cignone [de Cignone] famiglia vicentina rie, 22, 4. 

Cingoli [de Cenglis, Cinguli] famiglia vicentina rie, 
21, 25. 

Cipriani [de Ciprianis] famiglia vicentina rie, 21, 26. 

Cipriano [Ciprianus] ambasciatore di Federico II a Vi- 
cenza (an. 1336!), 12, 2. 

Cismone [Cismone] terra vicentina occupata dai Pado- 
vani, 4, 7. 

Cividale [Cividalis, Cividatuvi] subì il dominio di Ez- 
zelino da Romano, 19, 8. 

Cividatum v. Cividale. 

Clampum v. Chiampo. 

Clarello [de Claretto, de Claxello] famiglia vicentina 
rie, 21, 23. 

Claxello (de) v. Clarello. 

Colle [a Collo] famiglia vicentina rie, 22, 2 ; v. 21, n. /5. 

Collo v. Colle. 

Cologna [Colonia] apparteneva al territorio vicentino, 
4, 3. 

Colombi [de Columbis] famiglia vicentina rie, 21, 30. 

Colonia v. Cologna. 

Columbis (de) v. Colombi. 

Comitibus (de) v. Conti. 

Compensanis (db) v. Campesani. 

Conegliano [Coneglanum] località da cui prese nome 
una nobile famiglia vicentina [domini de Conegla- 
nó] rie, 10, 20. 

Confalonieri Bernardo da Pavia [Bernardus Vexilli- 
fer de Papia] fu pod. in Vicenza (an. 1205!), 6, 20. 

Conradus de Vivario v. Corrado da Vivaro. 

Conti [de Comitibus] famiglia venuta a Vicenza da Pa- 
dova rie, 25, 17. 

Coperio Bono [magister Cuperius Bonus, Bene notarius 
magistrì Cugni Cuperii] " cronista vicentino „, WH, 
19; 3, 16; visse intorno al 1321; v. n. 5. 

Corrado da Vivaro [Conradus de Vivario] uccide il pod. 
Buzzacarino (an. 1209) e insieme col conte Guido 
si fa eleggere pod. in Vicenza, 6, 27-30; imprigio- 
nato in Breganze, 7, 3-5. 

Corrado di Uzerino da Breganze [Coradus Uterini, 
Coradus Vicentinus de Bregantiìs, Conradus Vincentii 
de Bregantiìs] fu uccìso in San Bonifacio per or. 
degl'imperiali (an. 1241), 15, 1-2. 

Corrado Vicentino da Breganze v. Corrado di Uze- 
rino da Breganze. 

Corrado di Vincenzo da Breganze v. Corrado di Uze- 
rino da Breganze. 

Costalunga [ Costalonga, Cotolonga] era nel distretto vi- 
centino, 4, 2. 

Costozza [Custoza] nel suo territorio eran comprese 
Cerro, Longare e Secula, 16, 31-17, !• 

Cotolonga v. Costalunga. 

Cozza [de Cozza] famiglia vicentina venula da Verona 
rie, 25, 15. 

Cremona [Cremona] aiuta i fuorusciti vicentini (an. 



[Crescenzi-EzeI ino] 



INDICE AI.FAIJKTICO 






1309), 8, 2; là vuol ancl.irc ostilmente Ezzelino 
l'Eretico (an. 1259), 17, io: quel di Cremona gli 
vanno incontro e s'accampano a Soncino, lu- 12: poi 
tentano (li costruire un ponte sull'Oglio, 13-15: in 
loro aiuto accorrono i Milanesi, 23; coi Mantovani 
quei di Cremona impediscono il passaggio dell'Ad- 
da ad Ezzelino, 18, 2-3; fanno e tengono prigione 
Ezzelino (an. U59), 10-11; da Cremona renne a sta- 
bilirsi a Vicenza la famiglia Cavalcano, 2.5, 14. 

CbJESCBKZI Uguccione [Ugutio de Crescentiis] signore d. 
castello veronese di Rivalta e fautore di Ezzelino 
l'Eretico, 12, 9-10. 

Crj hi n/i Vermiglio [Vermilius de Crescentiis, Zeumi- 
lius de Chriceriis] fu pod. in Vicenza in nome d. 
fazione d. Conte di Vicenza (an. 1195!), 5, 23. 

Crksuli [de Cresulis] famiglia vicentina rie, 21, 21. 

Chriceriis (de) v. Crescenzi Vermiglio. 

Cristianello [de Christianello] famiglia vicentina, 21, 31. 

Crudeli* (di;) ?>. Crude/i. 

Crudeti [de Crudetis, de Crudelis] famiglia vicentina 
rie, 21, 28. 

Cugnus v. Coperio Bono. 

Cumella v. Zimclla. 

Cuperius v. Coperio Bono. 

Custodia v. Custozia. 

CUSTOZA v. Costozza. 

Custozza v. PuUce da C. 

Da Camino v. Camino (da). 

Dal Ferro v. Ferro (dal). 

Dall'Armi v. Armi (dall'). 

Dalla Scola v. Scola (dalla). 

Dalla Tavola v. Tavola (dalla). 

Dalla Zoga v. Zoga (dalla). 

Da Romano v. Romano (da). 

Del Nero v. Nero (del). 

Della Torre v. Torre (del). 

Desiderato [Desideratus] traditore d. nobili Pilli fu 
preso in Montecchio da Pilio di Uguccione di Pi- 
lio e crudelmente mutilato (an. 1241), 15, 11-12. 

Digito (de) v. Dito, Bravi. 

Dito [de Digito] famiglia vicentina rie, 22, s. 

Domenico v. Godi D. 

Domo Modoetia (de) v. Ca' Monza. 

Donella [de Donella] famiglia vicentina rie, 22, 9. 

Dovilli v. Dueville. 

Drago [de Drago] famiglia vicentina rie, 22, 7. 

Drudo Buzzacarini v. Buzzacarini Drtcdo. 

Duabus VILLIS (de) v. Dueville. 

Dueville [de Duabus villis, Dovilli] famiglia vicentina 
rie, 22, 6. 

Ebolo di Puglia v. Enrico da Ebulo di Puglia. 

Eccelinus v. Ezzelino. 

Eliverius Ensebardus v. Enselbardo Oliviero. 

Enrico v. Godi E. Antonio, Godi E. di Antonio, Godi E. 

di Antonio, Lusco E., Malacapella E. 
Enrico da Ebolo di Puglia [Henricus de Ebolo de Apu- 

lià] fu pod. di Vicenza (an. 123S), 13, 24. 
Ensebardus v. Enselbardo. 
Enselbardo Oliviero [Enselbardus UUverius, Eliverius 

Ensebardus, Oliverius de Papia] fu pod, in Vicenza 

(an. 1204), 6, 17. 



Ercoli, v. Fortezza !.. 

ino III. 
1/) v. Azza VI d'I.'., Azza VII ./". 
Rox aio ni. rado) [SectUmm 

tiens\ partecipò .illa ter/a crociata coni' 1 

illifcro dell' rbarosM 

iioo), 5, 2-5: fu e mori pod. di Vicenza (an. in 

6 : ef« ti. 1. 

Ezzelino [II] da RoKAKO (il MOVACO) [Eccelin:: 

cundus qui. . . . monadi ut dicsbatur] ino 

il balbo, fu bandito dal pod. Giacomo di Bcmar. 
14-15, 17-18: ebbe incendiata la sua terra di Marosti- 
ea per opera dei Vicentini, 25-26: co' suoi, col man h. 
d' Este e eoi Padovani affrontò i Vicentini pr. I 
mignano (an. 1199), 29-31; Ezzelino si unisce con i 
Veronesi e coi Ghibellini di Vicenza, 6. 7-8: perde 
la terra di Onera, 9: ammalato in Brescia, 7. 10-13: 
coi Trevisani e con Salingucrra di Ferrara scon- 
figge quei d. march. d'Elte, 13-17: C ins< I iti 
e il conte di San Bonifacio tino a Sandrigo, 18-20: 
fu invitato da Re Ottone ad accompagnarlo per 
l'incoronazione a Roma, 24-25: e designato vica- 
rio e rettore imperiale in Vicenza (an. 1209), 29-30: 
dà il bando a molti Vicentini, 30-32: atterra Gran- 
cona loro rifugio, 32: Ezzelino a Pontalto vince i 
fuorusciti vicentini e quelli d. march, d' Estc e d. 
conte di San Bonifacio, 8, 4-7 ; vende Marostica ai 
Vicentini, 10-12. 

Ezzelino [ILI] da Romano (l'eretico) [Eccelinus ter- 
tius qui.... haereticus vocitatur] suo tcmpcramcn'o 
e carattere, 18, 34-19, lo; va contro i Vicentini, che 
gli negavano di partecipare come il suo predeces- 
sore alla nomina d. pod.; riporta su di loro la 
prima vittoria, 8, 15-27: fa pace con Uguccione Pi- 
lio e continua con lui la guerra contro i Vicenti- 
ni, 28-30: essendo pod. di Verona d'accordo col fra- 
tello Alberico va contro il pod. di Vicenza Albri- 
ghetto (an. 1217), 9, 1-5; vince i Bassanesi, 16-18: 
pod. di Verona invoca soccorso da Federico II con- 
tro i suoi nemici, 12, 11-13: riceve in dominio da 
Federico II la città di Vicenza, 13, 13-lS: 14. 4. 
punizioni ordinate da lui, 11-13 • d. conte Vicentino 
gli son consegnati Sant'Orso e Schio (an. 1240), 
16-17: occupa Poiana e Novcnta Vicentina. 13-20: non 
osa assalire Lonigo, l'ha per dedizione, 21-25: con- 
danne decretate a San Bonifacio. 29-31: con Tebal- 
do franco si prepara ad andare contro i ribelli al- 
l'imperatore, 15, 18-20 : ricevute proposte di pace, 
ottiene la loro sottomissione in Altavilla (an. 1242), 
21-30, v. n. 4; occupa tosto Montecchio, Montcbcl- 
lo, Lonigo, Sarego, 32-31 : riceve in ostaggio il pod. 
di Vicenza e risparmia il saccheggio a San Giovanni 
Illarione, 35-39: in nome dell' Imp. esercita il do- 
minio su Feltre, Cividalc, Treviso. Padova, Vicen- 
za, Verona, Brescia ed in molte terre d. Cremonese 
e d. Milanese, 19, 7-10: fa atterrare le case d. Pilii, 
d. Seipioni e di altri nobili vicentini, 16, 10-13: in- 
crudelisce contro i Pilii, 15-18: con la rotta di Cer- 
ro toglie ai Padovani l'acqua d. Bacchigliene. 17. 
3- parte da Brescia e s'accampa agli Orzinovi. 8-10- 
tratta segreto accordo con alcuni nobili milanesi, 
15-16: rinuncia all'aiuto dei Bresciani e co' suoi va 
verso Milano, oltrepassa l' Oglio e l'Adda, l7--'0: 



T. VIII, p. 11 — 



34 



indici: alfabetico 



[Faba-Giacomo] 



fallitegli l'occupazione di Milano va contro Mon- 
za, m.i M e respinto e ripara a Vicomcrcate, 25; 
13, 1-2; affronta i nemici, e gravemente ferito e fat- 
to prigioniero, 5-10; tradotto a Soncino muore, 
10-12. 

F.Mt.v BOXAPACE di Brescia [Bonapax Faba de Brixia] 
fu pod. di Vicenza (an. 1199), condusse i Vicentini 
contro lassano, terra d. Da Romano, con avversa 
fortuna, 5, 27-6, 6. 

Facino [de Facino] famiglia vicentina passata a Trento 
e detta Pilloti (!) rie, 22, 10. 

Faenza [Faventia] di là si stabilirono a Vicenza i Cer- 
niti, 25, 13; e i Scarioti, 26, 15; v. Albrighetto di 
Faenza. 

Fantinelli v. Fontanelle. 

Fantino [de Fantino] famiglia vicentina passata a Tren- 
to rie, 22, 16. 

Faventia v. Faenza. 

[FEDERICO I Barb arossa] [Ìmperator Federicus, Frederi- 
cus] concesse un privilegio alla catte- 
drale di Vicenza (an. 1 158), XXII, 28-29 ; rie, 
5, 3; erroneamente invece di Federico II, 11, 31. 

[Federico II] [ìmperator Federicus, Fredericus] erronea- 
mente gli si attribuisce il privilegio concesso alla 
cattedrale di Vicenza (an. 115S), invece che a Fe- 
derico Barbarossa, XXII, 28-29 ; al suo tempo Vi- 
cenza molto sofferse, 4, 30-31 ; invita per lettera i 
Vicentini e il loro pod. ad una dieta in Parma (an. 
1236), 11, 32-34; da Cremona manda ambasciatori 
ad Azzo VII march, d' Este pod. di Vicenza, 12, 
1-3; da Cremona va prestamente verso San Boni- 
facio, 15-16; giunge improvviso dinanzi a Vicenza 
e invita i cittadini alla resa, 18-21 ; occupa la e per 
forza e la lascia saccheggiare, 21-27 : pone pod. e 
suo vicario in Vicenza Guglielmo Vicedomini di 
Mantova, 13, 6-7; assegna quindi la e. in dominio 
ad Ezzelino l'Eretico, 13-18; nomina suo vicario in 
Verona, Padova e Vicenza (an. 1238), Tebaldo fran- 
co, 25: è tradito da Alberico da Romano che gli 
toglie Treviso (an. 1239), 26-27; nel viaggio da Lo- 
nigo a Verona è abbandonato dal march. d'Este e 
da altri che gli avevano giurato obbedienza (an. 
1239), 2S-34; scrive al pod. e alla comunità di Vicen- 
za affinchè inducano i ribelli ad essergli ossequenti (an. 
1239), 13-20; 16, 9. 

Felice, cittadino di Vicenza che fu in discordia con 
la fazione di Mario (!) (an. 1000?), 3, 10-12. 

Feltre [Feltrum] là predicò fra Giovanni da Schio, 
10, 20 ; di essa fu signore Ezzelino P Eretico, 19, 8. 

Fermo (a) v. Ferro (dal). 

Ferrara [Ferrarla] rie, 7, 8; i Ferraresi aiutano i 
Cremonesi nella guerra contro Ezzelino l'Eretico 
(an. 1259), 17, 12 ; v. Mainardi Marchesino di F., Sa- 
linguerra di F. 

Ferreti [de Ferreto, Ferreti] famiglia venuta a Vicenza 
da Padova (an. 1244), rie, 20, 24. 

[Ferreti] Ferreto [Ferretus vicentinus] " storiografo vi- 
centino „, VII, 20; X, 14, n. 2; XVI, 13-15; XVUI, 18. 

Ferro (dal) [a Ferro, a Fermo] famiglia venuta a Vi- 
cenza di Lombardia, discendente da Ser Ambro- 
sino (?), 25, 25: v. n. 12. 

Fibalduixo Rizzardo [Ricardus Fibalduinus, Fìbaldinus, 



Thibaldinus] fu pod. in Vicenza (an. 1240), 14, 29- 
15, 4; v. n. 1 ; andò due volte contro Chiampo e 
una contro San Giovanni Illarlone, 8-10, 14-16. 

FlKKAMoNTE V. Godi F. 

FlOADI [de Figadis] famiglia vicentina rie, 22, 10. 

Filippo v. Fontana F., Pigafetta F., Zuliani F. 

Fineto [de Fineto] famiglia vicentina, rie, 22, 11. 

Fiordimonte [de Flordemonte] famiglia vicentina rie, 
22, 12. 

Fioramonte v. Godi Alberto di F., Godi F. dì Tommaso. 

Firenze [Florentia] di là passarono a Vicenza le fami- 
glie Baldanuccio, Provinciali, Pigafetta, Zoga ri- 
spettivamente, 25, 6; 26, 8, 9, 29. 

Flordemonte (de) v. Fiordimonte. 

Florentia v. Firenze. 

[Fontana] Filippo [Philippus * * *] arciv. di Raven- 
na, leg. pontificio nella guerra contro Ezzelino (an. 
1256-1359), 16, 26; va in aiuto d. Padovani, 30-31. 

Fontanelle [de Fontanellis] famiglia vicentina rie, 
22, 15; v. nota j. 

Fontaniva [Fontaniva] terra vicentina occupata dai Pa- 
dovani, 4, 8. 

Fortezza Ercole rie, XXI, 15. 

Fosse [de Fossis] famiglia vicentina rie, 22, 14. 

Fracanzani [de Fracanzanis , Fracantiani] famiglia vi- 
centina venuta da Verona, 25, 23. 

Fracanzani Giovanni Battista " rie, XIX, 6 „. 

Francesco v. Godi F., Godi F. canonico, Tommasini F. 

Francia v. Luigi IX. 

Francorum rex v. Luigi IX. 

Fratta [Frata] terra vicentina occupata dai Padovani, 

4, 8. 
Fredericus v. Federico. 

Gabriele di Lonigo [Gabriel de Lonigo] pod. di Loni- 
go, consegnò la terra ai nemici dell' imp. (an. 1239), 
14, 1-3. 

Galino (de) v. Ghelina. 

Gallo [de Gallo] famiglia vicentina rie, 22, 21. 

Galvano v. Lancia G. 

Ganselmo [Ganselmus, Ganselinus] vicentino, i cui figli 
uccisero Gastone di Talia per vendetta (an. 1193!), 

5, 6-8. 

Gardelli [de Gardelis] famiglia vicentina venuta di 
Lombardia rie, 25, 27. 

Gastone di Talia [Gaston Taliae, Gotto Taliaé] autore 
d. rovina d. figli di Ganselmo vicentino, fu da 
costoro violentemente ucciso, 5, 6-7. 

Gazani [de Gazanis] famiglia vicentina rie, 22, 18. 

Gazo [Gazus] fu preso in Montecchio da Pilio di Uguc- 
cione Pilio e crudelmente punito come traditore 
(an. 1241), 15, 12-13. 

Gerardazzo v. Godi Giacomo di G., Godi G. di Pietro, 
Godi G. di Tommaso, Godi Pietro di G. 

Gerardo v. Godi G. di Godi, Godi Mar coardo di G., Mau- 
rizio G., Morisio G. 

Ghelina [de Galino, Ghellini] famiglia vicentina ve- 
nuta da Bologna (an. 1235), 25, 26. 

Ghellini v, Ghelina. 

Giacomino v. Guidotti G. 

Giacomo v. Godi G. di Bartolomeo , Godi G. di Pietro, 
Godi G. di Pietro mercatore. 

Giacomo di Bernardo di Bologna [lacobus de Bcrnar- 



[Giacomo-Godi] 



INDICE ALFABETO 



35 



do de Bononia\ fu pod. in Vicenza fan, 1194). 5, 
11-12; bandì Kz/.clino II il Monaco, U-1S. 

Giacomo di Carrara [Itvobua de Carraria] padova- 
na fu fratello di Avcduto decapitalo dal pod. di 
Padova Tebaldo fan. 1240), 14, U-15. 

Gian Vincenzo v. Pinellì e/. /'. 

Giberto v. Cavalcabili </. 

Gilberto {(.Uberto, Siierfut] rese, di Vicenza si mise 
in lotta coi Vicentini (an. 1227), 9, 8-9. 

GIORDANO FRATE [fra ter lordanus] fu in Verona pre- 
sente alla predicazione di Giovanni da Scbio, 1(1. 
26: rettore di Padova, consigliò i Padovani a fa- 
vorire in Vicenza la ribellione a Fra Giovanni da 
Schio, 11, 3-4; designato dai Vicentini ad eiegg 
il podestà di Vicenza commette la scelta a fra 
Giovanni di Verzario e fa eleggere Azzo VII marcii. 
d'Este 22-26. 

Giordano v. Bugolongo G. di Afonticcllo. 

GIOVANNI Battista v. Fracanzani G. /.'. 

Giovanni uà Vicenza v. Giovanni da Sekio. 

Giovanni DA SCHIO [Ioannes de Scledo, Ioannes de Vi- 
centia] fr. dell'or, d. Predicatori con le sue predi- 
ebe mette la pace in molte e. e fra molte potenti 
famiglie rivali (an. 1233!), 10, 17-21; v. n. 4; al suo 
arbitrio si rimette il governo di Verona, di Vicen- 
za e di altre e, 21-23; sua celebre predicazione in 
Verona, 24-31 ; in Vicenza fra Giovanni si fa eleg- 
gere capo d. e. e in tale ufììcio tutto riforma a suo 
talento, 32-36; così fa in Verona, 36-37 : provocala 
ribellione d. Vicentini aiutati dai Padovani, 11, 
1-6: invano tenta di ricuperare il potere, 6-14: an- 
che a Verona perdette ogni prestigio, 14-19. 

Giovanni v. Bosone G., Godi G. di Guido, Feria G. 

Giovanni da Verzario (frate) [frater Ioannes de Ver- 
zario] elegge in nome d. comunità vicentina il pod. 
nella persona di Azzo VII, march. d'Este (an. 1236), 
11, 24-25. 

Giulio v. Sivoloto Giulio. 

Giustina (Santa) v. Santa Giustina. 

" Godi famiglia [UH de Gudis, de Godis] suo albero 
genealogico, XI, 13 „. 

— Alberto di Fioramonte [Albertus Floratnontis de 
Godis] notaio vicentino, X, n. 6. 

— Alberto di Godo [Albertus Guài de Godis] rie, XI, 15. 

— Antonio [Antonius de Godis] " autore d. cronaca 
vicentina „, VII, 21; "secondo il Pagliarini visse in- 
torno al 1344 „, Vili, 6-7: era figlio di Tom- 
maso, pure notaio, X, 20; n. 6 ; aveva tre fra- 
telli: Fieramontc, Gerardazzo canonico e Pietro, 
XI, 23: la m. di nome Bartolomea la madre di 
nome Bona; aveva parecchi figlioli, tre femmine: 
Tommasina, Maddalena, Caterina, e sette maschi: 
Pietro Giovanni, Pietro, Domenico, Francesco, Tom- 
maso, Scipione, Enrico, XII, 2-9 : " apparteneva al 
collegio d. notai,,, IX, 28: fu gastaldo d. fraglia d. 
notai, XI, n. 2; fu deputato con sette colleghi al- 
l'esame di proposte fatte nella seduta generale d- 
Collegio d. 15 gennaio 1436, 21-24: fu deputato ad 
utilia in Vicenza (an. 1414), XII, 1: "abitò nel 
quartiere di San Pietro in Vicenza „, XI, 21 ; fece 
il testamento il 3 settembre 1414, XII, 1: " morì il 
10 settembre 1438 „, XI, 14-15: lasciò molte scritture 



rogate dal i 4 i 2 al 1 n M, „. , . somma- 

rio d. sua crea \mi-.\i\ : questa non 

è e b e una par te d. 1 avo r r a p r o- 

poato il Godi e anche < che 

un magro sunto di note cronache d. Mar- 
ca trevigiana, XIV.WII. 

Gow no 11 Tommaso il- Potrò {Antonius qu. 

Thomasii ai/. Petri] " discendente di Gerardaz/o „ 
e perciò da non confondersi col croni- 
sta omonimo, XI1\ 13-17. 

— Bartolomi \ ■ m. d. cronista Antonio „. XII, 2-3. 

— BONA "madre d. cronista Antonio „. \II. 
figlia di Viviano Pesce da Barbarano „, XI, 26. 

— Caterina "figlia d. cronista Antonio. MI. 3 „. 

— DOMENICO "notaio vicentino figlio d. cronista An- 
tonio, XI, 19; XII, 8„. 

— Enrico Antonio "avvocato celebre, XI, il 
Godi Enrico di Antonio. 

— Enrico di ANTONIO {Ilenricus Antonii de Godis] 
notaio vicentino, X, 29-30; figlio d. cronista, XI. ! I : 
XII, 4: "da cui venne Cristoforo, che da Lucia 
Centrale ebbe tre figli, Francesco Canonico, Enri- 
co Antonio avvocato celebre e Vincenzo, 9-12. 

— Enrico di Godo [Henricus Gudi de Godis] " cano- 
nico r , XI, 15. 

— Fieramonte di Alberto (an. 1307), XI, 16. 

— Fioramonte di TOMMASO {Floramons Thomasii de 
Godis] notaio vicentino, già f nel 1388, X, 21-22 ; 
era fratello d. cronista Antonio,, XI, 27. 

— Francesco di Antonio " figlio d. cronista „, XII, 8. 

— Francesco canonico v. s. Enrico di Antonio. 

— Gerardazzo di Pietro [Gerardacius Petri ] proge- 
nitore d. Godini, XI, 28. 

— Gerardazzo di Tommaso " canonico „, fratello 
d. cronista Antonio, XI, 29. 

— Gerardo "di Godo „ ]Gerardus Gudi { rie, XI, 15 

— Giacomo da Baruaraxo [Iacobus de Gudis de Bar- 
barano] notaio vicentino rie, X, 17; n. 4. 

— Giacomo di Pietro [Iacobus Petri de Gudis] notaio 
vicentino, X, 19: " giureconsulto „ XI, 18. 

— Giacomo di Pietro mercatore, rie., XII, n. 2. 

— Giovanni di Guido [Ioannes Guidonis de Gudis] 
notaio vicentino, X, 23-24 : XII, 5-6. 

— Godo di Pietro [Gudus Petri de Gudis] notaio vi- 
centino, X, 22-23: "dottore e propagatore d. Godi 
padovani e alcuni vicentini „, XI, 18-21. 

— Godo "da Baruarano, cav. (an. nSo)„, X, 14. 

— Maddalena " figlia d. cronista Antonio „, XII, 3. 

— Marcoardo di Gerardo, XI, 16. 

— Marco di Godo [Marcus Gudi de Godis] notaio vi- 
centino, X, 20 : XII, 4-5. 

— Pier Giovanni [Petrus Ioannes Antonii de Godis] 
notaio vicentino, figlio di Antonio, XI, 15 • XII, 4. 

— Pietro " figlio di Antonio cronista, fu dottore di 
Collegio (an. 144S) „, XII, 8. 

— Pietro di Alberto [Petrus Alberti de Gudis] "no- 
taio vicentino (an. 130S) „, X, 15; XI, 16: n. 4. 

— Pietro di Gerardazzo [Petrus Gerardacii de Gu- 
dis] notaio vicentino, X, 18-19; era detto Pietro Mer- 
catore, XII, n. 2. 

— Pietro di Giacomo [Petrus Iacobi de Gudis] " notaio 
vicentino (an. 1312) „, X, 15; n. 3. 






INDIU-: ALFABETICO 



|Godi-Liocoruis] 



(inni l'ii.iKo ni Godo, rie, \I, 15. 

— Punto di Tommaso " fratello d. cronista Anto- 
nio „, XI, 28. 

SCIPIONE di ANTONIO [Scipio Anthonii de Gudis] 

notaio vicentino, X, 21; figlio di Antonio cronista, 
\1, 18-19; p. di Guglielmo (an. 1463), XII, 9. 

SILVESTRO "giudice, figlio di Guido fu Godo Go- 
di „, XII, 3-5. 

— Tommasina "figlia d. cronista Antonio „, XII, 3. 

— Tommaso "figlio d. cronista Antonio „, XII, 9. 
Tommaso di Pietro [Thomasius Peti-i de Gudis] 

notaio vicentino (an. 1369), p. d. cronista Antonio, 
7 1405, X, 20; XI, 35; 3, 13; "da lui derivano li 
Godi più grandi „, XI, 18 ; " marito di Bona figlia 
di Viviano Pesce da Barbarano „, XI, 26. 

— Tommaso di Pietro mercatore, discendente di Ge- 
rardazzo, XII, n. 2. 

— Vincenzo v. s. Enrico di Antonio. 

Godini, ramo d. famiglia Godi, di cui fu progenitore 
Gerardaccio, zio d. cronista Antonio, XI, 18-20 ; XII, 
n. 2. 

Godo v. Godi G. di Pietro, Godi G. da Barbarano , Godi 
Alberto di G., Godi Enrico di G., Godi Gerardo di 
G., Godi Marco di 67., Godi Pietro di 67. 

Gonfredoto di Milano [Gonfredotus, Gunfredotus de 
Mediolano] fu pod. in Vicenza (an. 1197!), 5, 24. 

Gonzati (libreria) nella Bertoliana di Vicen- 
za, che annovera alcuni codici d. Cro- 
nache d. Pagliarini e d. Godi e molti 
statuti, Vili, n. I; XI, n. 2; 18, 34; 19, l e 3. 

Gonzati Vincenzo rie, XXII, 24-26. 

Gotto Taliae v. Gastone di Talia. 

Grancona \castrum Granconae] fu distrutta da Ezzelino 
perche era ricetto d. banditi fiorentini [intendi però 
Bolzano, non Grancona] (an. 1209!) 7, 32; fu presa 
da Alberico da Romano (an. 1227), 9, 10; fu posta 
a sacco dagli imperiali (an. 1241), 15, 6. 

Grimani [de Grimanis] fu nob. e potente famiglia in 
Venezia, 22, 19. 

Grumolo [de Grumolo] famiglia vicentina rie, 22, 20. 

Gu (San Pietro in) v. San Pietro in Gu. 

Guarino [de Guarino] famiglia vicentina rie, 22, 17. 

Gudis (de) v. Godi. 

Gugelmus v. Vicedomini Guglielmo. 

Guglielmino FU Zenello (giudice) [Guglielmi wis gu. 
Zenelli index] fu decapitato in piazza d. Duomo di 
Vicenza (an. 1241), 14, 6-7. 

Guglielmo di Landò piacentino [Guillelmus de Landò 
placentinus] fu fatto vicario regio in Vicenza (an. 
1209), 7, 28-29. 

Guglielmo v. Sonelli G., Vicedomini G. 

Guido v. Godi Giovanni di G., Maltraversi G. 

Guido di Rho [Guido de Rode] pod. in Vicenza relegò 
in Lombardia molti nobili vicentini, 9, 29-32 : non 
obbedito li assalì in Montecchio, dove s'eran rifu- 
giati e li vinse, 32-34 ; 10, 1-4. 

Guido conte di Vivaro [comes Guido, Comes Vivaricn- 
sium] uccide il pod. Buzzaccarino (an. 1209) e si fa 
eleggere pod. di Vicenza, 6, 27-30; fu imprigionato 
in Breganze, 7, 3-5 ; prende parte alla guerra contro 
il pod. di Vicenza Albrighetto, 9, 4-5. 

Guidolino di Rinaldo [Guidolinus Rainaldi] fu ucciso 
con torture dal pod. di Vicenza (an. 1240), 14, 7-9. 



[Gì edotti Giacomino] [laeobinus Guidoni] fu espulso 
da Vicenza (an. 1209), 6, 34. 

Guillerixus v. Guizerino di Montecavagno. 

Gì i/i.rino di MiiNTir.w.u.vi) \Guizerinus, Guizzerinus, 
Guillerinus de Montecavagno] insieme con altri fu 
preso in Lonigo dai nemici (an. 1242), 16, 5-7. 

G l nfredotus v. Gonfredoto di Milano. 

HakreticuS v. Ezzelino l'Eretico. 
HeNRICUB v. Enrico. 
I lisi" A NI A V. Spagna. 
ÌIostIlia v. Ostiglia. 

Illasi [Illasium] terra veronese presa in ostaggio da 
fra Giovanni da Schio, 11, l. 

Imola [Imola] di là si stabilirono a Vicenza le famiglie 
Tonso, Tarsignano e Zuftati, 26, 22, 23, 28. 

Imperatori v. Federico Barbarossa, Ottone IV, Federi- 
co II. 

Isola [cast min de V Isola] v. Vicenza (castello). 

Jabeto v. Jebeto. 

Jacobinus v. Giacomino. 

Jacobus v. Giacomo. 

[adolino Guidotti [Jadolinu.% Guidoti, ma Jacobinus] 
fu espulso da Vicenza (an. 1209), 6, 34. 

Jebeto [de Jebeto , de Jabeto] famiglia vicentina rie, 22, 22. 

Joannes v. Giovanni. 

Joannes in la Rogna (Sanctus) v. San Giovanni Illa- 
rione. 

Jordanus v. Giordano. 

Julianus Philippus v. Zuliani Filippo. 

Julius v. Giulio. 

Justina (Sancta) v. Santa Giustina. 

Lambertini Lambertino di Bologna [Lambert inus de 
Bononia, Lambertinus de Lambertinis de Bononia, Ram- 
bertinus de Bononia, Luzertinus de Bononia] fu pod. 
di Vicenza (an. 1220!), 8, 14; fu gravemente ferito 
in b. tra le fazioni cittadine, 31. 

Lancia Galvano [Galvanus Lancia] fu pod. in Vicen- 
za (?) a Padova (an. 1242-1244!), 16, 1, 10. 

Landò v. Guglielmo di Landò. 

Lanfranco [de Lanfranco] famiglia vicentina rie, 22, 18. 

Lanzi; [de Lanzade] famiglia vicentina che aveva il pa- 
lazzo poi abitato dai Sesso, 22, 23. 

Legnago [Leniatìcum, Leniacum] luogo d. Veronese espu- 
gnato e incendiato dai nemici d. Veronesi (an. 
1229!), 9, 26. 

Leniacum v. Legnago. 

Leniatìcum v. Legnago. 

Leocorni [de Liocornis] famiglia vicentina rie, 22, 27- 

Leonicum v. Lonigo. 

Leonino di Porta San Pietro [magister Leoninus de 
Porta sancii Petri] "cronista vicentino,, VII, I. 

Lesmanino v. Manfredo Riccio di Lesmanino. 

Lezario [de Liaziario] famiglia potente al tempo d. do- 
minio scaligero in Vicenza, rie, 22, 26. 

Liazario (de) v. Lezario. 

LlBER REGIMINUM PADUAE rie, XVII, 23, 14, 8, 18, 17. 

Ligname [de Lignamine] famiglia vicentina stabilitasi 

a Padova, 22, 24. 
Liocornis (de) v. Leocorni. 



iLilolfo-Martino] 



INDICE ALFAIil. I ICO 



; 



Litolfo [de Litolfu\ famiglia vicentina venuta b Vicen- 
za da Padova, 25, 28. 

Lombardi [Lombardi] son vinti da Federico II, 1 2, &-7 : 
tolgono Peschiera al Verone»! (an. 1236), 13, 33, 

Lombardia [Lombardia] là furori relegati da Guido di 
K ho, podestà di Vicenza, molli nobili vicentini (an. 
1330), 9, 33; rie, II, 34: 12, o-7 : di là vennero a 
Vicenza le famìglie Aiiani, Armi, Bonamente, Ber- 
tramino, Castellino, Ca 1 Monca, Dal Ferro, Gar- 
delii, 25, 3, 4, 7, 8, 19, 22, 25, 27; Mainente Musa- 
no, 2ò, 3, 4. 

LONG IRE [Longara, Longares, villa Longaris] era nel ter- 
ritorio di Costozza, 17, 1. 

Lonigo [terra, commune Leonicì] nelle lotte tra le fa- 
zioni è ucciso Andrea da Sarego (an. 1204), 6, 18- 
19; espugnata e saccheggiata da fuorusciti vicentini 
(an. 1209!), 8, 2-3- la torre d. Da Romano e distrutta 
dal conte Rizzardo di San Bonifacio (an. 1230), 10, 
8; passaggio di Federico (an. 1239), 13, 28: e con- 
segnata ai nemici dell'imperatore (an. 1239), 14, 
1-3; resiste ad Ezzelino, poi a lui si arrende e ac- 
cetta come pod. impostole da Ezzelino Araldo di 
Monte-echio (an. 1240), 21-26; ebbe poi pod. Matteo 
di Schio (an. 1242), 15, 17; accoglie Ezzelino, 33; 
e assalita da milizie d. conte di San Bonifacio, 
16, 5-9: v. Gabriele di Lonigo. 

Lucia da Ckntrale v. Godi Enrico di Antonio. 

Lucio [nobiles de Lucio] nob. e potente famiglia in Pa- 
dova derivata d. Maltraversi vicentini, 20, 8. 

[Luigi IX] [* * * rex Francorum] donò la Sacra Corona 
di Spine al vesc. Bartolomeo Breganze di Vicenza, 
20, 5. 

Lumellae v. Zimella. 

Euro [de Lupo] famiglia vicentina rie, 22, 25. 

Lusco Enrico [Henricus Luscus] fu ucciso in San Bo- 
nifacio (an. 1241), 15, l. 

Luzertinus v, Lambertini Lambertino. 

M \gnaferro [de Magna/erro] famiglia vicentina rie, 
22, 34. 

Magnani [de Magnanis] famiglia vicentina rie., 22, 30. 

Magradii [Magradii] così furon detti i Da Camino, 
25, 20. 

Mainardi Marciiesino di FERRARA [Marchesinus de 
Mainar dis de Ferraria] fu pod. in Vicenza (an. 1201), 
6. 12. 

Mainente [de Mainente, de Manente, de Mainentibus] fa- 
miglia venuta a Vicenza da Verona, 26, 3. 

Malacapella [de Malacapellis, de Malcapalis] famiglia 
vicentina rie, 22, 3:. 

Malacapella Enrico [Henricus Malacapella] per impedire 
il saccheggio di San Giovanni Illarione consegna 
in ostaggio ad Ezzelino il pod. di Vicenza (an. 
1242), 15, 35-39. 

MALATO v. Trentino di Zignone da Malado. 

Malafiamma [de Malafiamma] famiglia vicentina fu cir- 
ca il 1200, 22, 33. 

Malcapalis (de) v. Malacapella. 

Malcla velli [de Malclavellis] famiglia venuta a Vicenza 
da Modena, 26, 1. 

Maltraversi di Montebello \ Maltraversi de Montebcllo] 
nobili conti vicentini, dai quali derivarono i Lu- 
cio, i Castronovo, i Carturio, nobili e potenti in 



Padoi orsno potenti in Vi . itorno 

al loro capo si era formata una forti- fazione detta 
appunto fa/ione d. conte (pars corniti^ il- 

vano in parte diritto di nomina d. pod. in VI- 
asa, 't-l.i: 8, I0-I8: erano rivali d. \: 
stituenti l'altra fazione dominante, 5, 9-U>. 

elessero pod. Vermiglio de' Creacenzl (an. in/ 

23; furono alleati di Ezzelino il Monaco nella gì 
ra eontro i Padovani (ari. IIOD I) 6, 8. 

MaLTRAVKRSJ (jIIIjd [(/nido comes licentinus] consegna 
Sant'Orso e Silvio ad Ezzelino (an. 1240). 11. lo- 17. 

Maltkavkrm PlRTRO [Petrus comes, comes Vicentinus , Co- 
mes de Montebello] relegato in Lombardia, non ob- 
bedisce al bando d. pod. di Vicenza (an. 1230. 
30-34; 10, 1-2; si allea coi Da Romano nella giuria 
contro A/.zo YJJ marcii, d' od. di Vicenza 

(an. 1236), 11, 26-30: lascia l'imperatore e va a S 
Bonifacio (an. 1236), 13, 29-32: toglie Montebello 
agli imperiali (an, 1236), 32-33: insieme con quel 
di Lonigo lotta contro Ezzelino l'Eretico (an. 1240), 

14, 22; con tutti i suoi e con altri amici si sotto- 
mette ai vicarii imperiali (an. 1242), 15, 20-31. 

Mancini \de Marnino] famiglia vicentina rie, 22, 31. 

Manelmi [de Manelmis] famiglia vicentina rie, 22, 36. 

M \xente (de) v. Manente. 

Manfredo Riccio di Lesmanino [Manfredus Ricius de 
Lesmanino, Manfredus Rizzardus de Cesniario, Man- 
fredus Ricus, civis tarvisinus] fu pod. di Vicenza e 
consegnato in ostaggio ad Ezzelino HI, 15, 37-39. 

Mansionis villa v. Mason. 

Mantova [Manina] aiuta i fuorusciti vicentini (an. 1209), 
8, 1; aiuta Padovani e Vicentini a danno d. Vero- 
nesi (an. 1229), 9, 25-28; soccorre i Trevisani nel- 
l'assedio di Rivalta (an. 1236), 12, 9-10: tenta di 
occupare Ostilia (an. 1240), 14, 13; soccorre i Cre- 
monesi contro Ezzelino l'Eretico, 17, 12 e gì' impe- 
disce il passaggio dell'Adda (an. 1259), 18, 2-4: rie, 
10, 21 

Mantua v. Mantova. 

Manzino (de) v. Mancini. 

Marca trevigiana [Marchia tarvisina] f Ezzelino 1' E- 
retico infierisce contro i parenti e i fautori di lui 
(an. 1256-1260), 18, 15, 25. 

Marcello (San) [de sancto Marcello] famiglia vicentina 
rie, 23, 33. 

Marchesi d' Este v. Este ( marchesi). 

Marciiesino v. Mainardi M. 

Marchia tarvisina v. Marca Trevigiana. 

Marco v. Godi M. di Godo. 

Marcoardo v. Godi M. di Gerardo. 

Marcabruno da Vivaro [Marcobrunus de Vivario] ribelle 
all' imp. Federico II (an. 1239), 17, 1S-19: fu preso 
sulla via di Bassano (an. 1242), 16, 2-3. 

Marcobrunus v. Marcabruno. 

Marino v. Zeno M. 

Mario, cittadino di Vicenza che fu in discordia con 
Felice (?) (an. 1000!), 3, 11-12, n. 3- 

Marola [de Marola] nobili conti vicentini rie, 20, 13. 

Marostica [Marostica] là si combatte fra Vicentini ed 
Ezzelino il Monaco, a cui apparteneva la terra (an. 
1197) e fu incendiata, 5, 25-26; fu venduta dal det- 
to Ezzelino ai Vicentini (an. 1214), 8, 10-12. 

Martino DELLA Torre v. Torre {Martino della). 






INDk'i; ALFABETICO 



| Mason -No venta] 



,n [«Ala Jfansionis] terra assediala a lungo da Al- 
berilo da Romano (an. 1327), 9, 10-11. 

MàTTSO di SCHIO [Mattheus de Scledo] fu el. pod. di 
Vicenza (an. 1242), 15, 17 ; scappò alla cattura da 
parte di uomini d. Conte di San Bonifacio, 10, 7-8. 

M u UBXO G«H m<i><> [G«rard$U Maurisius, Morisius] " au- 
tore dell'I Ustoria de rebus gestis Eccelini de Ro- 
mano „ XV, 1-:; da questa è derivata qua- 
si interamente la prima parte dell'ope- 
ra d. G odi, W, 5-7, 10-12. 

Mazza [de Mazza\ famiglia vicentina rie., 23, 3. 

Mazzacavallo \de Mazzacavallo] famiglia vicentina rie, 
23, 1 ; v. nota I. 

Mi nioLANUM v. Milano. 

Mi i.i.ini; vn/a di Trissino [Meliorantia de Trissino] ai 
tìgli di lui, fautori d. Da Romano, il pod. di Vi- 
cenza vieta di uscire da Vicenza senza speciale li- 
cenza (an. 1236), 11, 36-37. 

Meledo [Meledum, castrum Meledi] fu occupato dagli 
imperiali (an. 1241), 15, 6-7. 

Meliorantia v. Meglioranza di Trissino. 

Memori [de Melioribus[ famiglia vicentina rie, 22, 35. 

Mknwti [de Menalis] famiglia venuta a Vicenza da Ve- 
rona, 26, 2. 

Michele (San) v. Vicenza {chiese). 

Miglio [domus a Mileo] famiglia veronese rie, 16, 25. 

Milani [de Milanis] famiglia vicentina rie, 23, 2. 

Milano [Mediolanum\ " di là si stabilirono a Vicenza, 
pare, se non da Roma, i Del Nero, 26, 5 „. 

— (biblioteche) " Ambrosiana possiede due codici d. 
cronaca d. Godi „, XVIIT, 2. 

— (città) [civitas Mediolanemis] soccorre largamente i 
Cremonesi nella lotta contro Ezzelino l' Eretico 
(an. 1259), 17, U; alcuni nobili trattano con Ez- 
zelino per consegnarli la città, 15-16; i Milanesi col 
loro cap. Martino della Torre vanno contro Ez- 
zelino, 17-25; v. Buzzacarini Drudo di M., Gonfre- 
doto di M. 

Mileo (a) v. Miglio. 

Modena [Mutino] di là si stabilì a Vicenza la famiglia 
Malclavelli, 26, l ; rie, 7, 8. 

Modoetia v. Monza. 

Monachus v. Ezzelino II. 

Mondino Paltono [Mondinus, Mundinus Paltonus] fu 
preso in Lonigo dai nemici (an. 1242), 16, 7. 

Mons de Monitcello v. Monte di Monticello. 

Mons Vitalis v. Monte Vitale. 

Monselice [Monlesilice] di là si stabilirono a Vicenza 
i Poiana, già detti Paltinieri, 26, 10. 

Monte [de Monte] famiglia vicentina d. quale fu Te- 
baldo, 22, 29. 

Montebello [Monteòellum] è tolto a Federigo II dal 
conte Pietro (an. 1239), 13,32-33; fu posto a sacco 
dagl'imperiali (an. 1241), 15, 5-6; occupato da Ez- 
zelino (an. 1242), 15, 33; v. Maltr aversi di M. 

Monte Berico v. Vicenza {chiesa San Giorgio). 

Montecavagno v. Guizerino dì M. 

Montecchia [Montecleda, Monteceleda] apparteneva al 
territorio vicentino; 4, 2. 

Montecchio Maggiore [Monticulum, castrum Monticuli 
Maioris] pr. Uguccione di Pilio si rifugiarono i no- 
bili banditi da Vicenza (an. 1230), 10, 1-2; fu sac- 
cheggiato dagli imperiali (an. 1242), 15, 5-6; occu- 



pato da Ezzelino (an. 1242), 15, 32: fu distrutto 
per volere d'Ezzelino, 16, 14, 15; rie, 15, 13; v. 
Araldo di M. 

Montecchio PuCALCUTO \Monticulum Precalcini \ ( 

vicentina, da cui derivano i Monticoli, 4, 24-25; ed 
i Sambonifacio, 20, 11 ; assediata dai Vicentini (an. 
1230), 10, 9. 

Monteceleda v. Monteccliia. 

Montecleda v. Montecchia. 

Monte di Monticello [Mons de Monticello] fu pod. in 
Poiana (an. 1240), 14, 26. 

Montegalda [Montegaldae comites] località da cui prese 
nome una nobile famiglia vicentina (conti Monte- 
galda, 20, 10. 

Montesilice v. Monselice. 

Monte Vitale [Mons Vitalis] ricuperato dai Vicentini 
(an. 1240), 14, 11. 

Montia v. Monza. 

Monticello [Monticellum] rie, 6, 18: v. Bugolongo Gior- 
dano di M., Monte di M. 
— (conti di) [comites de Monticello] furono disfatti da 
Ezzelino, 20, 14. 

Monticolo [domus Monticulorum] famiglia veronese an- 
tichissima, oriunda di Montecchio Precalcino, in 
territorio di Vicenza, 4, 24-25 ì fu potente in Vero- 
na, 20, 11-12. 

Monticulum v. Montecchio Maggiore. 

Monticulum Precalcini v. Montecchio Precalcino. 

Montorso [Montursium, Montursum, castrum Montursii] 
forte castello posto a sacco dagli imperiali (an. 
1241), 15, 6; assediato e distrutto, 16, 13-14. 

Monza v. Cà Monza. 

Monza [Montia, Modoetia, l/urgum Modoetiae] Ezzelino 
l' Eretico, fallitagli l'occupazione di Milano, la in- 
vade, la pone a sacco e la incendia, ma non può 
occuparla (an. 1259), 17, 27; 18, 1. 

Morisio Gerardo [Gerardus Maurisius] procuratore di 
Vicenza fatto prigione dai Padovani (an. 1199), 6, 
15-17. 

Morisio Pietro [Petrus Morisius] vicentino, fautore di 
Ezzelino, e perciò perseguitato dai nemici di lui 
(an. 1209), 7, 7. 

Moscaia [de Moscaio] famiglia vicentina ridottasi a 
Verona, alla quale appartenne Tebaldo, 23, 4 ; v. 
nota 2. 

Mundinus Paltonus v. Mondino Paltono. 

Mussolente [Muxolentum] rie, 10, 11. 

Mutina v. Modena, 

Muxolentum v. Mussolente. 

Muzano [de Muzano] famiglia venuta a Vicenza di Lom- 
bardia, 26, 4. 

Nanto [de Nanto] famiglia vicentina rie, 23, 5. 

Neri [del Nero] famiglia venuta a Vicenza da Roma o 
da Milano, 26, 5. 

Nero (del) v. Neri. 

Niccolò v. Smereglo Niccolò. 

Nogarola [de Nogarolis] nobile e antica famiglia ve- 
nuta da Verona, 26, 6. 

Noventa Vicentina [Castrum Noventae] e occupato da 
Ezzelino III (an. 1240), 14, 19-20. 

Noventa (conti di) [comites de Noventa] nobile fami- 
glia vicentina rie, 20, 15. 



[Ocaria-Pando] 



INDICE ALFAKKTICO 



39 



Oi vki\ [Oc/iaria, Otaria] apparteneva ;il territorio 
centino; 4, 2. 

Otto rex v. Ottone II . 

Oi.Llo | /lumen OUi] rie, 17, 14, 19. 
>i RICO v. Carnaroli 0. 
M p, Oglio. 

Oliverius v. Enselbardo Oliviero. 

OXARIA [Onaria] terra cicali Ezzelini, dalla quale 'ri- 
storo prima proserò il cognome: fu invasa dai Pa- 
dovani (an. 1200), 6, 9-11. 

Ontai.ihls (db) v. Paltinieri. 

ORSO (< OSTELLO DI sant') [castrum sancii Unii] fu con- 
segnato ad Ezzelino III dal conte vicentino, 14, 17. 

Orso (Sani') (CONTI ui) [comites de Sancto Ursio] nobili- 
famiglia vicentina, rie., 20, 16; v. Bonifacio di San- 
f Orso. 

Orzinovi \Urcei] là si accampò Ezzelino (an. 1258), 
17. 10. 

OsTIGLIA [Jlostilia, Ostilio] fu presa in ostaggio da fra 
Giovanni da Schio (an. 1233), 11, 1: timore di Ez- 
zelino che fosse consegnata ai Mantovani (an. 1239), 
1 4, 12, 13 ; v. Bosone Giovanni di O. 

Ottone (IV) [Otto rex] invita Ezzelino II ad accom- 
pagnarlo a Roma per assistere alla sua incorona- 
zione (an. 1209), 7, 25-26, 29. 

Ottone da Vivaro [Otho de Vivano] ribelle all' imp. 
Federico II (an. 1239), 14, ls. 

Ottonello v. Turrisendi 0. 

Ovetari [Ovetarii, de Ovetariis] famiglia vicentina che 
venne da Padova, 26, 7 : aveva i suoi fondachi (sta- 
tiones) pr. la Torre del Comune, 12, 36. 

Padova [Padua, Patavium], 

— (annali) [annales Sanctae Iustinae Patavini] fonte 
storica di cui si servì il Godi per la sua 
cronaca rie, XVII. 4, 6, 17; n. I ; 13, nn. 8 e p; 

16, n. 5; 17, n. 2. 

— (città) [civitas Paduae] v. (quei di). 

— (cronache) [chronicon Monachi Paduani] e la me- 
desima opera sopra ricordata falsamen- 
te attribuita a un monaco padovano, 
WLT, 27-2S; n. 1. 

— (distretto) [Paduanus discrictus] fu messo a ferro 
e a fuoco dai Veronesi e dai Vicentini (an. 1199), 
6, 3-4; rie, 4, 6. 

— (famiglie) provennero dal contado vicen- 
tino i Lucio, i Castronovo, i Cartura, 20, 8; e i 
Legname, 22, 24 ; si stabilirono a Vicenza le fami- 
glie: Brusoncino, Conti, Ferreto, Litolfo, Ovetarii, 
Polcastri, Pagliarini rispettivamente, 25, 9, 

17, 24, 28; 26, 7, 12, 13. 

— (libro dei reggimenti) [liber regiminum] rie, XVII. 

— (palazzo del comune) [palatinm communis] vicino 
ad esso fu decapitato Aveduto di Carrara per vo- 
lere di Tebaldo pod. imperiale (an. 1240), 14, 
14-15. 

— (quei di) [Paduani, Patavini] favoriti dai guelfi vi- 
centini invadevano il contado vicentino, 4, 5-6 ; in- 
debitamente occuparono parecchie terre d. Vicen- 
tini, 7-9: con Ezzelino il Monaco e col march. d'Este 
sconfissero i Vicentini pr. Carmignano (an. 1199), 
5. 29-31 : e duemila prigioni vicentini rinchiusero 
nelle loro carceri, 6, 1; li restituirono, fatta la pa- 



oco dopo, tensa il consenso di Ezzelino, 5: 

per do tenuti i> discordi <>stui gli dlstrus- 

• la terra di Onera (an. 121x1), 7-10: furori pri- 
vati dai Vicentini dell'acqua (!. Bacchigli* 
1201), 13-15; fecero amico UgU Es- 

zelino da Pomario (an. i22f>), 8, 28-29: ri 
in custodia dal pod. di Vicenza le torri d. d 
mano (an. 1226!), 34-35; mandarono loro genti in 
aiuto d. pod. di Vicenza e d. suoi fautori, in 
cattivo esito (an. 1227), ( ), 5-6: coi Mantovani 
Vicentini fecero guerra a Verona e W AH 1 - 1 ' 

rono il contado (an. 12291 iutarono il pod. 

di Vicenza nella lotta contro gli esiliati e con buon 
esito (an. 1230), 10, 2-5: assalirono Passano in odio 
ai Da Romano, ma furon soprafatti da costoro con 
grave danno (an. 1230), 8-15: per consiglio di fra 
Giordano, rettore d. e aiutarono i Vicentini a ri- 
bellarsi a fra Giovanni da Schio e ai Da Romano 
(an. 1233!), 11, 3-6; assalirono coi ribelli vicentini 
fra Giovanni nel vescovado di Vicenza, ll-W: man- 
darono loro genti in Lombardia contro gli impe- 
riali, 12, 7; fuggirono verso Vicenza e di là . 
Padova all'avvicinarsi dell'esercito imperiale 16-20, 
27-29; subirono la podesteria di Tebaldo, vicario 
imperiale e il dominio d. Da Romano (an. 1238- 
1256!) 13,25: 16, 9-23; 17, 5; essendosi ribellati al 
dominio di Ezzelino, questi a Verona mise a f do- 
dicimila padovani (an. 1256), 16, 23-29; padovano 
era il pod. di Vicenza Antonio Brosima (an. 1256); 
coll'aiuto d. leg. pontificio riacquistarono le acque 
d. Bacchigliene, a loro tolte da Ezzelino, 30-32; 17, 
2-4; spensero la famiglia Carmignano, 20, 6-7; eb- 
bero grande potenza e poi effettivo dominio in Vi- 
cenza fino al 13H5 3, 4-5; 10, 5-6 e 15-16. 

Padua v. Padova. 

Paduani v. Padova (quei di). 

Pagano Poiana v. Poiana (famiglia). 

Pagliarini [de Paiarìnis] famiglia venuta a Vicenza 
da Padova, 26, 13. 

Pagliarini Battista [Battista Paiarint] u nel 14S0 ave- 
va già scritto le cronache di Vicenza, povero raf- 
fazzonamento di cronache anteriori „, VII, 5-13; " no- 
tizie date da lui su Antonio Godi e sulla sua fa- 
miglia „, Vili, 1-9; i manoscritti d. sue cronache si 
conservano nella Bertoliana di Vicenza, Vili, n. 1 
e 2. 

Paiarìnis (de) v. Paglierini. 

Palatio (Bartholomeus de) v. Palazzo Bartolomeo. 

Pai.azolo [Palazolum] là Ezzelino l' Eretico traghettò 
l'Oglio (an. 1259), 17, 19. 

Palazzo Bartolomeo [Bartholomeus de Palatio] fu pod. 
di Verona e aiutò i fuorusciti di Vicenza contro i 
Vicentini ed Ezzelino da Romano (an. 1209), 8, 1. 

Paltinieri [de Paltineriis, de Pantelibus] famiglia vi- 
centina, che poi si denominò Poiana, 26, 10. 

Paltono Mondino v. Mondino Paltono. 

Pandecampi [de Pandecampis, de Pandecontis] famiglia 
vicentina rie, 23, 9. 

Pandeconti (de) v. Pandecampi. 

Pando (avvocato) [Pandus advocatus, ma Avedltls] no- 
me tramandato erroneamente pare, di uno da Car- 
rara padovana, che fu decapitato in Padova (an. 
1240), 14, 14-15. 



40 



INDICE ALFABETICO 



[Panensacco-Pusterla] 



PanbnsACCO di Tiiiv.ino [Panensachus, Panensacus , Pa- 
ninsaaus de Trissino] fu relegato in Lombardia con 
altri nobili vicentini, 9, 31-32. 

PaOTCXANIB (in:) V. Panìncìani. 

PANUTCIAHI [de Panincianis, de Panicianis] famiglia vi- 
centina rie, 23, 13. 

I'a ni.vcorpo [de Panicorpo] famiglia vicentina rie, 23, 7. 

P vMNsAceu \de Paninsacco\ famiglia vicentina rie, 23, 6. 

I'wixsacus DI TRISSINO ». Panensacco di Trissino. 

I'an i ki.ibus (de) ». Paltinicri. 

PapalARDI [de Papalardis] famiglia vicentina rie., 23, 8. 

PAPI ». Alessandro IV. 

PaPIA ». Pavia. 

Pari alti [de Parialtis[ famiglia vicentina rie, 23, 17. 

PARMA [Parma[ convegno indetto da Federico II per 
una dieta (an. 1236), 11, 34. 

I'astor v. Pistore. 

Patavium v. Padova. 

PATAVINI ». Padova {quei di). 

Patriarca d'Aquileia v. Bertoldo patriarca. 

Pavia [Papia] aiuta i fuorusciti vicentini, 8, 2; v. Con- 
falonieri Bernardo, Ensclbardo Oliviero. 

Pergamum v. Bergamo. 

Persico (Broglio dal) v. Broglio dal Persico. 

Peschiera [Pischeria[ e tolta dai Lombardi ai Verone- 
si (an. 1237), 13, 23. 

Phillippus v. Filippo. 

Piacenza v. Guglielmo di Landò di P. 

Picega [de Picega] famiglia vicentina rie, 23, 11. 

Pier Giovanni v. Godi P. G. 

Pietro conte [Petrus comes] v. Maltraversi. 

Pietro v. Godi P., Godi P. di Alberto, Godi P. di Gè- 
rardazzo, Godi P. di Giacomo, Godi P. di Godo, Godi 
P. di Tommaso, Godi Antonio fu Tommaso fu P., Godi 
Gerardazzo di P., Godi Giacomo di P., Godi Giacomo 
di P. mercatore, Godi Godo di P., Godi Tommaso di 
P., Godi Tommaso di P. mercatore, Morisio P. 

Pigafetta [De Plegafetis] famiglia venuta a Vicenza 
da Firenze rie, 26, 9. 

Pilei v. PUH. 

Pilii [PUH, Pilei, domini de Pilio, de Pileo] nobile e po- 
tente famiglia vicentina, alla quale apparteneva la 
contea di Sossano o Celsano e la terra di Moll- 
icchio Maggiore, 23, 10 : per consiglio di Ezzelino 
l'Eretico si atterrano le loro torri e palazzi; in 
Vicenza stessa vien distrutto il loro castello del- 
l'Isola, 16, 12-13, 15-19, 21; ». Alberto dì Pilio Vin- 
cenzo di Celsano, Pilio di Uguccione Pilio, Pilio di 
Vincenzo di Celsano, Ugticcione di Pilio. 

Pilio di Uguccione Pino [Pilius Ugutionis Pilii] in- 
fligge crudele supplizio a due suoi traditori (an. 
1241), 15, 11-13. 

Pilio di Vincenzo di Celsano [Pilius Vincentii de 
Celsano] fu elettore d. pod. in nome d. Ghibel- 
lini di Vicenza (an. 1194), 5, 10; fu indotto ad uc- 
cidere il pod. Drudo Buzzacarino (an. 1209), 6, 
27-28; fu imprigionato in Breganze (an. 1209), 7, 3-5. 

Pilloti v. Facino. 

Pinelli Gian Vincenzo rie, XXI, lo, 13 ; XXII, 14. 

Pischeria v. Peschiera. 

Pistore [Pistor, Pistorus, Pastor] vese di Vicenza, fu 
esiliato (an. 1194!), 5, 18. 

Pitocchi [de Pitocchis] famiglia vicentina rie, 23, 14. 



Placentia v. Piacenza. 

Plegafetis (de) v. Pigafetta. 

Podestà di Lonigo v. Gabriele di Lonigo (an. 1239), 

Araldo di Montecchio (an. 1240), Matteo di Schio (an. 

1242). 

— di Padova v. Tebaldo franco (an. 1238). 

— di Poiana v. Monte di Monticello (an. 1240). 

— di Sossano v. Bugolongo Giordano di Monticello (an. 
1240). 

— di Verona v. Palazzo Bartolomeo (an. 12 io!), Ezze- 
lino l'Eretico (an. 1236). 

— DI Vicenza v. Ezzelino il Balbo (an. 1193), Giacomo 
di Bernardo di Bologna (an. 1194), Ottonello de' Tur- 
sendi e Vermiglio de' Crescenzi (an. 1196), Gonfre- 
doto di Milano (an. 1197), Bonapace Faba (an. 1199), 
Marchesino Mainardì (an. 1201), Oliviero Enselbardo 
(an. 1204), Bernardo Confalonicrì di Pavia (an. 120^ !), 
Drudo Buzzacarini dì Milano (an. 1208!), Guido con- 
te e Corrado da Vivaro (an. 1209), Bonifacio conte di 
San Bonifacio (an. 1209), Guglielmo Landò piacentino 
(an. 1209), Ezzelino il Monaco (an. 1210!), Marino 
Zeno (an. 12 14), Lambertino Lambertinì di Bologna 
(an. 1220!), Albrighetto di Faenza (an. 1226!), Albe- 
rico da Romano (an. 1227-1229), Filippo Zuliani (an. 
1229), Guido di Rho (an. 1230), Azzo VII marchese 
d' Este (an. 1236), Guglielmo Vicedomini di Mantova 
(an. 1237), Enrico di Ebolo di Puglia (an. 1238-1239), 
Riccardo Fibalduino (an. 1239- 1242), Manfredo Riccio 
(an. 1242), Galvano Lancia (an. 1242 !), Antonio Bro- 
sima (an. 1254-1256). 

Poiana [Poiana, Poliana] è occupata da Ezzelino III 
(an. 1240), 14, 18-19; ebbe per pod. Monte di Mon- 
ticello (an. 1240), 26. 

Poiana (famiglia) [de Poiana vel Poliana, Poiani] fa- 
miglia venuta nel Vicentino da Monselice; ebbe per 
capostipite Pagano e fu detta già Paltinieri, 26, 
10-11. 

Polcastri [de Polcastris] famiglia vicentina venuta da 
Padova, 26, 12. 

Poliana v. Poiana. 

Pontalto [Ponsaltus, Pontaltum] là si combattè fra i fuo- 
rusciti vicentini ed Ezzelino il Monaco (an. 1210!), 
8, 2. 

Portum v. Porto Legnavo. 

Porto Legnago [Portum] località d. Veronese assedia- 
ta ed incendiata dai Padovani e dai Vicentini (an. 
1229), 9, 26, n. 3. 

Precalcino v. Montecchio Precalcino. 

Predicatori [ordo Praedicatorum] di questi era fra Gio- 
vanni da Schio, 10, 17. 

Principali v. Princivalli. 

Princivalli [de Princivallibus , Principali] famiglia vi- 
centina rie, 23, 12 ; v. nota 4. 

Proti [de Protis] famiglia vicentina rie, 23, 15. 

Provinciali [de Provincialibus] famiglia venuta a Vi- 
cenza da Firenze, 26, 8. 

Puglia v. Enrico da Ebolo di P. 

Pulice di Custozza [Pulice de Custodia] " storiografo 
vicentino „ , VII, 21. 

Pulzati [de Pulzatis] famiglia vicentina rie, 23, 16. 

Pusterla [Pusterla] luogo in Vicenza rie, 12, 28. 

Pusterla (famiglia) [de Pusterla] famiglia vicentina 
rie, 28, 8. 



[Pusterla-Scala] 



INDICE ALFABKTU 



41 



Pusterla (ponti:) [pons Pusterlae] v. Vicenza {ponti). 
Pusterla v. Bertolotto di P. 

RaFRJ DU8 v. Ranifredo. 

Kv.voli [de Ragnolis] nobile famiglia vicentina rie, 
23, 26. 

RaxNOHB [de Raynone\ famiglia vicentina a cui appar- 
tennero i santi Felice e Fortunato, 23, 22; v. Ar- 
lotto di R. 

Ramiskrtinus de Bononia -•. Lambertini Lambertino. 

Ranifredo (giudice) [Rafredus, Ro/redus, Ranifredus in- 
dex] messo imperiale a Vicenza (an. 1236), 12, 2-3. 

Kam [de Raxis, Raxii ] famiglia vicentina rie, 23, 23. 

Rais aldi Guiuounls v. Guidolino di Rinaldo. 

R\\\i.n\xi [de Ravagnanis] nobile famiglia vicentina 
che fu al tempo degli Scaligeri, 24, 25. 

R \v \sin-i [de Ravixìnis, Raroasini, de Ravaxinis\ famiglia 
vicentina rie., 23, 19. 

R ayaxinis (de) v. Ravisini. 

R wenna v. Fontana Filippo. 

Ravixìnis (de) v. Ravasini. 

Raxis (de) v. Rasi. 

Raynone (de) v. Rainone. 

Reggio Emilia [Regìum, Rhegìum Lepidi] aiuta i fuo- 
rusciti vicentini, 8, 1-2: di là si stabilì a Vicenza 
la famiglia Sesso, 26, 20. 

Regìum v. Reggio Emilia. 

Rhkgium Lepidi v. Reggio Emilia. 

Ri io (Guido de) v. Guido da R. 

Riccardo di Sax Bonifacio rie., XXIV, 13. 

Riccardo v. Fibalduino R. 

Riccio v. Manfredo R. dì Lesmanino. 

Rinaldo v. Guidolino di R. 

Rissa [de Rixa] famiglia vicentina rie, 23, 27. 

Rivalta [Rivolta, castnem Rivaltae] castello veronese as- 
sediato dai Trevisani (an. 1237), 12, 8-9. 

Rixa (de) v. Rissa. 

Rizzardo conte di San Bonifacio [comes Rizardiis de 
Sancto Bonifatio] distrusse la torre dei Da Romano 
in Lonigo (an. 1230), 10, 7-8; rie, 21; a lui vengono 
in San Bonifacio il march, d' Este, Pietro conte di 
Montebello, Uguccione di Pilio ed altri, 13, 27-30; 
occupa Lonigo, 14, 2; alleato con quei di Lonigo 
si dà agli imperiali (an. 1340), 22; manda i suoi 
uomini a molestare quei di Lonigo (an. 1242), 16, 
4-5. 

Rizzardus (Manfredus de Cesniario) v. Man/redo Ric- 
cio. 

Rodigio (de) v. Rovigo. 

Rofredus v. Ranifredo. 

Roma [de Roma] famiglia venuta a Vicenza da Roma, 
26, 14. 

— [Roma] rie, 7, 24; di là si stabilirono a Vicenza 
le famiglie Del Nero e Roma, 26, 5, 14. 

— (Campagna di) [Campagna de Roma] di là si stabili 
a Vicenza la famiglia Chiappino, 25, 1$. 

Romano (Signori da) [domini de Romano] furon causa 
di grandi sciagure per Vicenza, 4, 28-29 ; le loro 
torri e case furono atterrate in Vicenza (an. 1209), 
6, 31-32; ed essi cacciati dalla città ed inseguiti fino 
a Sandrigo, 32-33; le loro torri di Vicenza conse- 
gnate in custodia ai Padovani, 8, 34-35: i Bassa- 
ncsi rifiutano di riconoscere la signoria dei Da Ro- 



mano, ma una sentenza dà a questi ragione, 9, 13- 
24; la loro torre in Lonigo fu dlltrutta dal COI 
Ri/.zardo di San Bonifacio (an. 1 in- 

neggiano i Padoranl a Mussolente, Il : fan guerra 
con Az/.o d' Kstc pod. di Vicenza IJ :'.-30: i loro 
fautori relegati a la, 34-38: loro crudele do- 

minio sulla Marca trevigiana contro i nobili, ami- 
ci e nemici, 16, »-33; -■ . Alberico da R , Ettelino I 
da R., Ette-lino li da R., Buttino 111 da R. 

Rosa [Rosana, Roxana] terra vicentina, occupata 
Padovani, 5, 7. 

Rosana v. Rosa. 

Rossi [de Rubcis] famiglia vicentina rie, 2,3. 24. 

RosTicin.i.r.i ;•. RuHicello. 

ROVIGO [de Rodigio] famiglia vicentina rie, 23, -I' 9. 
no ta S. 

Roxana v. Row. 

Rumici s (db) v. Rossi. 

ìiciiELLo (DB) v. Rustìcello. 

Rustìcello [de Ruslicello, de Rustichcllo, Roslichelli ] fa- 
miglia vicentina rie, 23, 20. 

Sabbione [de Sabione] famiglia vicentina rie, 23, 35. 

Sadolinus Guidotti v. Iacobino (? indotti. 

Saginguerra DB Ferrari a 7'. Salirigurrra di Ferrara. 

Saladinus [Saladinics Soldanus] sultano d. Turchi rie, 
5, 3. 

Salezoli [de Salezolis] famiglia vicentina rie, 23, 34. 

Salinguerra di Ferrara [Saginguerra de Ferraria, Sa- 
linguerra] con Ezzelino LI sconfisse il march. d'Estc, 
7, 16-17. 

Sambonifacio v. San Bonifacio {conte di S.). 

San Bonifacio v. Bonifacio {castello di S.). 

Sandricum 7'. Sandrigo. 

Sandrigo [Sandrictun] rie, 6, 33: 7, 20. 

San Giovanni Illarione [Sanctus foannes in la Rogna] 
fu posto a sacco da Riccardo pod. di Vicenza (an. 
1343), 15, 14-15; soggiorno dell'esercito vicentino 
(an. 1343), 15, 35. 

San Marcello v. Marcello {San). 

San Michele v. Michele {San), Vicenza {chiese). 

San Pietro v. Vicenza {porte). 

San Pietro in Gu. [Sanctus Petrus in Gude] qui venne 
Ezzelino ILI, 8, 19. 

Santa Crate (de) v. Santa Croce. 

Santa Croce [de Sancta Cruce, de Sancia Crate] fami- 
glia vicentina rie, 23, 23. 

"Santa Giustina v. Padova {annali). 

Santa Lucia [Sancta Lucia] terra vicentina occupata 
dai Padovani, 4, 8. 

Sant'Ambrosio v. Ambrosio {San). 

Sant'Orso v. Orso {castello di Sant'), {conte di Sani'). 
Bonifacio conte di Sanf 0. 

San Vito v. Bressanvido. 

San Zenone v. Zenone {San). 

Saraceni [de Sarraccnis] famiglia venuta a Vicenza da 
Siena, 26, 21. 

Sarego ]Seraticum] rie, 6, 18; fu posto a sacco dagl'im- 
periali (an. 1241), 15, 6: i soldati che occupavano 
la terra si sottomettono ai Vicari! imperiali (an. 
1343), 24; fu occupato da Ezzelino l'Eretico (an. 
1343), 34 : v. Andrea da S. 

Scala (illi de la) v. Scaligeri. 






INDICE ALFABETICO 



[Scaligeri-Treviso] 



ti [ili/ </V lu Scnla, de la Scolla] famiglia vicen- 
tina ri.-., 22, 26: 23, 25: 24. 1-:. 
SCAJUOTl [de Scariotis] famiglia venuta B Vicenza (la 

aia, 26, 15. 

SCHIO [SeUdnm] fu consegnato ad Ezzelino III dal con- 
te Guido vicentino, 14, 17. 

SCHIO r. Giovanni da Schio, Matteo di Schio. 

Si illuso [de S;hitirio, de Schifino de Hispania] venne 
dalla Spagna. 26, 18. 

SCHITHUO (uk) v. Schifino. 

Scipioni [domini Scipionis, Scipiones] nobile famiglia 
vicentina, che ebbe atterrate le sue case turrite per 
volere di Ezzelino, 16, 12. 

SCIPIONE v. Godi S. di Antonio. 

Scl.EDUM V. Schio. 

SCOLA (dalla) [de Ascola, Scola] famiglia venuta a Vi- 
cenza da Verona, 26, 19. 

Scolla (de la) v. Scaligeri. 

Si » li.v [de Stenla] famiglia vicentina rie., 23, 30. 

r.A [Secula, Seculae, villa Seculae] era nel territorio 
di Costozza, 17, 1. 

Si \ae ?'. Siena. 

SeraticUM v. Sarego. 

Stesso [Sessum] paese di Reggio Emilia, donde derivò 
la famiglia Sesso stabilitasi a Vicenza, 26, 20. 

Sesso [de Sesso] nobile famiglia vicentina ebbe casa in 
Verona, rie., 22, 23. 

Sesso [de Sesso] famiglia yenuta a Vicenza da Sesso di 
Reggio Emilia, di cui eran signori, 26, 20. 

Sibertus v. Gilberto. 

Siena [Senae] di là si stabili a Vicenza la famiglia Sa- 
raceni, 26, 21. 

Sigibertus de Mantua v. Guglielmo Vicedomini di Man- 
tova. 

Sigonfredo DI Arzignano [Sigon/redus de Arzignanó] 
fu relegato in Lombardia con altri nobili vicen- 
tini, 9, 31. 

Silvestro Godi (giudice) v. Godi {famiglia). 

Simoli [de Simolis, de Simotis] famiglia vicentina rie. 
23, 32. 

Simotis (de) v. Simoli. 

Sivoloto Giulio di Alessandria [Iulhis Sivolotus de. 
Alexandria] fu pod. in Vicenza (an. 1230), 10, 7. 

Smereglo Niccolò notaio e cronista vicentino, X, 13- 
14; n. i; autore d. Chronicon Vicentinum, XV, 2; 
rie, XVI, 12. 

Soardi [de Soardis] famiglia venuta a Vicenza da Ber- 
gamo, 26, 17. 

Solagna [Solagna] apparteneva al territorio vicentino) 
ma era sotto il dominio Padovano, 4, 7. 

Soldanus v. Saladino. 

Soncino [castrum Soncini] là si accamparono i Cremo- 
nesi, 17, 11: là fu tenuto prigioniero e morì Ez- 
zelino III (an. 1259), 18, ll " 12 ' 

Sonelli Guglielmo [Guglielmus de Sonellis] fu pod. in 
Vicenza (an. 1230), 10, 10. 

Sossano [Celsanitm, Zausanum, Zancanum] ebbe pod. 
Giordano Bugolongo di Monticello (an. 1240), 14, 
26-27 ; rie, 5, 10. 

Spagna [Hispania] di là venne a Vicenza la famiglia 
Schitino, 26, 18. 

Sr agnoli [de Spagnolis] famiglia vicentina rie, 23,31. 

Stalla [de Stalla, de Stella] famiglia vicentina rie, 23, 29. 



Stella (de) v. Stalla. 

STRAVOLTI [de Stravolti 1 ;] famiglia vicentina che fu al 
tempo degli Scaligeri, 24, 1. 

Sulima.vo (giudici:) [Stili manus judex] fu un elettore d. 
pod. di Vicenza, in nome d. Vivaresi (Guelfi vi- 
centini) (an. 1194), 5, 9-10. 

Talia v. Gastone di Talla. 

Tarsignano [de Tarsignano , de Tussignano] famiglia ve- 
nuta a Vicenza da Imola, 26, 23. 

Tarvisina Marchia v. Marca trevigiana. 

Ta& VISIUlf v. Treviso. 

Tavola (Dalla) [a Tabula] famiglia venuta a Vicenza 
da Verona, 26, 26. 

Tebaldo franco [Thebaldus , Theobaldus francigend] vi- 
cario imperiale in Verona, Vicenza e Padova (an. 
1238), 13, 24-25; mette a f parecchi cittadini sotto 
accusa di ribellione, 14, 8-10; pod. in Padova (an. 
1239), 14-15; con Ezzelino prende possesso di Lo- 
nigo, 14-25; si prepara ad andare contro i ribelli 
all'imp., 15, 18-20; ricevute proposte di pace, ottiene 
la loro sottomissione in Altavilla (an. 1242), 21-30; 
rie, 16, 10. 

Tempore (de) v. Tiepolo. 

Teutonici [Theutonìci] occupano e saccheggiano Vi- 
cenza (an. 1236), 12, 29; 13, 5. 

Thebaldus v. Tebaldo. 

Theobaldus v. Tebaldo. 

Theupolo (de) v. Tiepolo. 

Theutonìci v. Teutonici. 

Thibaldinus Rizzardus v. Fibaldino nizzardo. 

Thomasius v. Tommaso. 

Tiepolo [de Theupolo, de Tempore] famiglia vicentina 
che fu al tempo degli Scaligeri, 24, 2. 

Tommasini Francesco v. Vicenza {genealogie). 

Tommaso v. Godi Tommaso, Godi T. di Pietro, Godi T. 
di Pietro mercatore, Godi Antonio dì T., Godi Antonio 
fu Tommaso, Godi Fioramonte di T., Godi Gerardazzo 
di T., Godi Pietro di T. 

Tommaso di Vincenzo [Thomas Vincentii] fautore dei 
Da Romano relegato a Venezia, 11, 36-38. 

Tonso [de Tonso] famiglia venuta a Vicenza da Imola, 
26, 22. 

Torre (Martino della) [Martinus de la Turre] nobile 
cap. d. pop. di Milano, che andò contro Ezzelino 
(an. 1258), 17, 22-25. 

Tpentinaci [de Trintinariis , Trent inacii] famiglia ve- 
nuta a Vicenza da Trento, 26, 24. 

Trentino di Zignone di Malado [Trentinus Zignonis 
de Malado] fu ucciso in San Bonifacio per ord. degli 
imperiali, 14, 2. 

Trento [Tridentum] qui si stabilì la famiglia vicentina 
Facino, 22, 10; di là passarono invece a Vicenza le 
famiglie Trentinaci, Trento, 26, 24-25. 
— [de Tridento] famiglia venuta a Vicenza da Trento, 
26, 25. 

Trevigiana Marca v. Marca Trevigiana. 

Treviso [civitas Tarvisii] alleata coi Vicentini e "coi 
Veronesi contro i Padovani, 6, 12 ; aiuta Ezzelino II 
7, 15 : aiuta Ezzelino II ed i Vicentini contro i fuo- 
rusciti, 8, 4-5 ; con Ezzelino III va contro Vicenza, 
19 ; aiuta Alberico da Romano e con lui sconfigge 
Padovani e Vicentini (an. 1230), 10, 12-15; predica- 



[Trezzo-Vicenza] 



indiai-: alr\i;ì;tico 



43 



zioni di fra Giovanni da Schio, 20: va contro i 

Veronesi all'assedio di Rivalla, 12, 8-9: è sottratta 
al dominio di Federico II per opera dei Da Camino 
e di Alberico da Romano (an. 1239), 13, 26-27 : pei - 
verso dominio dei Da Romano, 16, 9-23: 17, 5: 19, 8. 
Di là si stabilirono a Vicenza i Da Camino. 25, -'" • 
v. Alberto di Treviso {conte). 

Trkzzo [castrum Tricii] quei di Monza invadono T rez- 
zo per rappresaglia contro Ezzelino da Romano, 
27. 28-29. 

Tricii castrum v. Trezzo. 

Tridkn-tum v. Trento. 

Trinti.nariis (dki v. Trentinaci. 

Trissjno v. Meglioranza di T. , Pane macco di T. 

TURRE (DB LA) V. Torre. 

Turrisi.ndi Ottonello [Ottonellus de Turrisendis] fu 
pod. in Vicenza in nome d. Vivarcsi, 5, 22. 

Tussignano (DE) v. Tarsignano. 

UGOLINO i»i Amistà >>\ Merico [Ugolinus Amistadis de 
Serica] fu relegato in Lombardia con altri nobili 
vicentini (an. 1230), 9, 32. 

Uguccione v. Crescenti U. 

I QUCCIUNK di Pilio [Ugutio Pilii] fa eleggere un pod. 
in Vicenza in odio ad Ezzelino III l'Eretico, 8, 
14-16: fa poi con costui amicizia e insieme muove 
guerra ai Vicentini, 28-30; va coi Da Romano e coi 
Vivarcsi contro il pod. di Vicenza Albrighetto, 9, 
4-5 ; relegato in Lombardia non obbedisce al bando 
d. pod. e raduna nella sua Montecchio tutti gli 
espulsi da Vicenza (an. 1230), 30: 10, 1-2: e uno d. 
ribelli alla Signoria di fra Giovanni da Schio in 
Vicenza (an. 1233!), 11, 3: assale coi suoi seguaci 
fra Giovanni e i fautori di lui, 12-14: consiglia di 
affidare l'elezione d. nuovo pod. a frate Giordano 
(an. 1236), 22: muove guerra col pod. di Vicenza 
ai Da Romano e loro amici, 26-28; assale e scon- 
figge Alberico da Romano (an. 1237), 13, 20-22: la- 
scia l'imperatore e va a San Bonifacio, 29-32 ; to- 
glie Montecchio a Federico II (an. 1239), 33: oc- 
cupa Lonigo (an. 1239), 14, 2, v. n. t ; alleato con 
quei di Lonigo si dà ad Ezzelino III (an. 1240), 
22-23; chiesta pace a Tebaldo e ad Ezzelino, vica- 
ri! imperiali, a loro si sottomette con tutti i suoi 
(an. 1242), 15, 20-31, n. 4. 

Uliverius Enselbardus v. Enselbardo Oliviero. 

Unicolum castrum v. Casti gnuncolo. 

Urcei v. Orzinovi. 

Usurari [Usurarti, pars Usurariorum] col pod. di Vi- 
cenza muovon guerra ai Da Romano, 11, 25-28. 

Ursius (Sanctus) v. Orso (Sani'). 

Uzeriko v. Corrado di U. di Breganze. 

Vagentis (de) v. Vaienti. 

V agnoli [de Vagnolis, de Vignolis] famiglia vicentina 
rie., 24, 4. 
— Bonino [Bcninus bagnoli, ma Zeno] riformatore de- 
gli statuti vicentini, 24, 4-5. 

Vaienti [de Vagentis] famiglia vicentina, rie, 24, 3. 

Valeriani castrum ?'. Castel Valeriano. 

Valeriano di Breganze [Valerianus de Bregantiis] ave- 
va un forte castello (v. Castel Valeriano) ; coi suoi 
andò contro i Vicentini, 9, 9. 



M\ [FìtnctÙU, .'ri :i'<: V'ert': unni] là furono rel< 
alcuni vicentini fautori 1 .11. .»5 : là 

si stabilirono da Vicenza e divennero nobili e po- 
tenti i (irimani. 22. 19: 9. Zeno Marino di V. 
Viri. a Giovanni | Verta /oannet] fu primo d. fami 

Verlato, 26, 

Vi 1:1. \ 1. riatti] famiglia venuta a Vicenza di 

riera, d. quale fu primo Giovanni \ 

Vi KMici.lo v. Crescenti V. 

Vi ROM \ [Verona, cr.itas Veronae] difese i Vicentini dal- 
le scorrerie d. Padovani, perciò cb!> Mia 
alcune terre vicentine, 4, 4-5: •cacciò ^-^ Yiecnza 
il pod. e lo fece sostituire con altri due (an. 1x95)1 

5, 20-23: aiutò i Vicentini contro i Padovani, 0, 

1-5: si unisce con Ezzelino il Monaco e coi Vicen- 
tini contro i Padovani, 7-8, 12-13: aiuta il conte di 
San Bonifacio contro i fautori di Ezzelino (an. 
1209), 7, 10-12; il pod. di Verona Bartolomeo Pa- 
lazzo coi carrodo e con le milizie cittadine 
contro Ezzelino, vicario imperiale lo Vicenza, 8, 
1-2: Ezzelino l'Eretico pod. di Verona fa guerra 
al pod. di Vicenza, 9, 4-5: subisce danni nel con- 
tado per ostilità d. Padovani, Vicentini e Manto- 
vani, 25-28: celebre predicazione di fra Giovanni 
da Schio, alla quale furono presenti anche Bertol- 
do patriarca d'Aquilcia e Azzo d' Estc, 10, 24-31; 
a detto frate commette il governo d. e, 36-37 e in 
segno di fedeltà gli consegna alcuni luoghi forti, 
11, 1; perde ogni fiducia nel governo d. frate e si 
fa riconsegnare i luoghi forti, 14-16: là arriva Fe- 
derico II, 12, 2; Ezzelino l'Eretico pod. invoca 
l'aiuto di Federico II contro i suoi nemici, 8-13; 
con gl'imperiali i Veronesi occupano e saccheg- 
giano Vicenza (an. 1236), 29-13, 5; perdono Pe- 
schiera (an. 1237), 23: Tebaldo franco vicario im- 
periale (an. 1238), 25: Federico II entra in Verona 
(an. 1239), 28-34; perverso dominio dei Da Roma- 
no, 16, 9-23: 17, 5-6: in casa Da Miglio Ezzelino 
mette a morte dodicimila padovani (an. 1256), 16, 24. 

— (famiglie) provennero dal contado vicentino v. 
Monticolo, i Brendoli e i Sambonifacio ; si stabiliro- 
no a Vicenza v. Avanzi, Bastiani, Borselli, Campso- 
ri, Cozza, Fracanzani , Menati, A'ogarola, Dalla Scola, 
Dalla Tavola. 

— (podestà) v. Bartolomeo Palazzo (an. 12 10). 
Verzario (Ioannes de) v. Gio-eanni da Verzario. 
Vexillifer v. Confalonieri Bernardo. 

Vici-domini Guglielmo di Mantova [Gulielmus Vìe*' 
dominus de Mantua, Gugelmus de Manina, Guglicl- 
mus Vicecomes de Mantua, Guglielmus de l'icedomi- 
nis de Mantua, Sìgibertus de Mantua] fu pod. e vi- 
cario imperiale in Vicenza (an. 1237), 13, 6-7. 

Vicentia v. Vicenza. 

Vicentinus de Bregantiis (Corradus) v. Corrado di 
Uzerino da Breganze. 

Vicenza [Vicentia, Vincentìa], 

— (archivi) notarile " contiene oltre gli atti d. no- 
taio e cronista Antonio Godi anche parecchi vo- 
lumi di statuti d. fraglia d. notai „, IX, 28, n. 1. 

— — di Torre " in esso erano conservati i libri d. 
coni., carte varie, documenti e cronache cittadine : 
fu quasi interamente distrutto da un incendio (an. 
1509) „ VII, 15-20; XXII, 31. 



-I I 



INDICE ALFABETICO 



[ViccnzaJ 



VICENZA (BIBLIOTECHE) BbRTOUAHA ''possiede quattro 

codici il. cronaca d. Godi, wm. 33 e parecchi d. 
cronache d. Pagliai-ini .. , \II-\III. 

— (borghi) dj san Sarto [òmrgwn sancii Bar- 
tholomci\ rie., 4, Mi 

— io [ù argani sancti Blasii] rie., 4, 1J. 

— — DI SAX FELICE [ùiirgum sancti l'è lìcis\ pr. la tor- 
re d. porta di questo borgo era il castello turrito 
ilei Da Romano occupato dai Vicentini (;m, 1259), 

I -, 17-13 -, rie, 4, 13. 

— — di sax PIETRO [ù argani sancii Petri\ 4, 15. 

— — di Porta Nona [burgum Portae Novae\ rie., 4, 14. 

— — l'i v [bargum Btisterlae] rie., 4, 14; 12, 28. 

— (BOTTEGHE) DEGLI OVETARII [stationes 0%<etarioriim\ 
erano pr. la Torre d. Coni., 12, 36. 

— Campo Marzio [Camartium] rie., 12, 27. 

i:in [carceres] furono incendiate (an. 1236), 12, 
33-34. 

— CATTEDRALE [ecclesia catheiiralis] " privilegio con- 
cessole da Federico Barbarossa imp. (an. 1158) „, 
XXII, 23-29. 

— (chiese) Sax Giorgio di Monte Berico [ecclesia 
sancti Gcorgii Montis Berice\ rie, 6, 16. 

— — Sax Vito rie., 6, 21-22. 

— (città e comune) [civitas, commune Vicentiae, Vin- 
centiae] soffri per le discordie tra le fazioni d. vi- 
centini Mario e Felice (an. 1000!), 3, 10-12, v. n. 3 ; 
consegnò ai Veronesi alcune sue terre per esser di- 
fesa dalle ostilità d. Padovani, 4, 4-5 : elegge suo 
pod. Ezzelino il Balbo (an. 1193!), 5, 5-6; la fa- 
zione d. Vivarcsi e quella d. conte designano due 
elettori d. pod., e questi eleggono Giacomo di Ber- 
nardo di Bologna (an. 1194), 9-13; per opera di 
costui si accrescono le discordie tra le fazioni, si 
perseguita Ezzelino il Monaco e si costringono mol- 
ti cittadini e lo stesso vescovo Pistorc ad uscire 
dalla e, 14-19; i Vicentini coll'aiuto dei Veronesi 
cacciano, depongono il pod. e lo sostituiscono con 
altri due, uno per i Vivaresi, l'altro per quelli d. 
Conte (an. 1196!), 20-23; sotto la podestaria di Gon- 
fredoto, si hanno nuove discordie e lotte, per cui i 
Vicentini incendiano Marostica, terra dei Da Roma- 
no, 14-26 ; col loro pod. Bonapace Faba i Vicentini 
vanno contro Bassano (an. 1199), 27-29; pr. Carmi- 
gnano sono sconfitti da Ezzelino il Monaco, dal 
march. d'Este e dai Padovani insieme alleati, 29-6, 1 ; 
uniti coi Veronesi invadono e depredano il Padova- 
no e ottengono con la pace la restituzione d. prigio- 
nieri vicentini, 1-6; si uniscono con Ezzelino il Mo- 
naco, coi Veronesi e coi Trevigiani contro i Pa- 
dovani, ai quali riescono a torre le acque d. Bac- 
chigliene, 8-15; ebbero pod. Marchesino Mainardi 
(an. 1201), 12; Oliviero Enselbardo (an. 1204), 17; 
Bernardo Confalonieri di Pavia (an. 1205), 20; eb- 
bero l'università degli studi (an. 1205), 20-22; Drudo 
Buzzacarini pod. (an. 1208!) mandò in ostaggio a 
Milano per sua personale sicurezza alcuni nobili 
vicentini e questi lo uccisero (an. 1209), 23-28; i 
conti Guido e Corrado di Vivaro, autori dell'uc- 
cisione, si fecero eleggere pod. e perseguitarono i 
Da Romano e i loro fautori, 29-33 ; ma i Vicentini 
furono da questi sconfitti e i Vivaresi imprigionati 
coi loro seguaci, 33-7, 5; Bonifacio, conte di San 



Bonifacio, fautore d. Vivaresi, potè occupare in 
loro vece la podesteria e continuare la lotta, 6-9; 
con costui e col march. d'Este i Vicentini vanno 
ad assalire gli amici di Ezzelino il Monaco in Bas- 
sano (an. 1209), 10-12- ma di là devono ritirarsi, 
perche Ezzelino coi Trevisani sta per occupare Vi- 
cenza dopo averne devastato il contado, 13-26; do- 
po il breve governo di Guglielmo di Landò, i Vi- 
centini subiscono il governo di Ezzelino il Monaco, 
vicario imperiale, 27-30; da costui molti Vicentini 
sono esiliati e privali d. beni, 30-32; i fuorusciti 
vicentini fanno guerra ai Vicentini sostenitori di 
Ezzelino, 33-8, 7: sotto il pod. Marino Zeno (an. 
1214) i Vicentini ebbero pace e quiete, 9-10; com- 
prano Marostica da Ezzelino col patto di non rie- 
dificare la fortezza, 11-13; sotto il pod. Lambcrtino di 
Bologna si mettono in discordia con Ezzelino l'Ere- 
tico (an. 1220!) e a Bressanvido sono interamente 
sconfitti, 14-27 : per nuove discordie in una b. den- 
tro le mura d. e. si sparge molto sangue, lo stesso 
pod. e gravemente ferito, 28-31 ; la e. è totalmente 
incendiata è depredata, 32-33 ; il pod. Albrighetto 
suscita nuova guerra civile : i fautori di lui sono 
soprafatti, 9, 5-6; molti nobili cittadini fuggono, 
tra i quali il vesc. Giberto, 7-10; i Vicentini son 
governati per ventotto mesi da Alberico da Roma- 
no (an. 1227-1229), 10-12; fu loro pod. Filippo Zu- 
liani veneziano, 13; coi Padovani e coi Mantovani 
i Vicentini danneggiano il Veronese, 24-28; il pod. 
Guido di Rho, non obbedito dai Vicentini, che ave- 
va relegati in Lombardia, li assale e li vince in 
Montecchio (ai.. 1230), 32-10, 4; i Vicentini asse- 
diano Montecchio Precalcino in odio ai Da Roma- 
no, ma sono vinti (an. 1230), 9-15; entusiasti per 
la predicazione di fra Giovanni da Schio, a lui 
commettono temporaneamente il governo d. e., 20- 
35; accortisi che il Fr. aspirava alla Signoria per- 
petua sulla e. gli si ribellano e lo cacciano, 11, 
1-14; dopo lunghe controversie accettano come loro 
pod. Azzo VII march. d'Este, 21-26; per ord. di lui 
si rifiutano di ricevere le lettere e i messi imperiali, 
12, 1-4 ; per consiglio d. Padovani mandano loro 
genti in Lombardia, 7 ; all'avanzarsi degli imperiali 
si ritirano per difender la città, dietro le esorta- 
zioni e i consigli del march. d'Este, 16-21; sono so- 
prafatti dagl' imperiali, che occupano la e., la met- 
tono ad orrendo sacco e la incendiano (an. 1236), 
29-13, 5; Federico II lascia suo pod. e suo vicario 
Guglielmo Vieedomini di Mantova, 6-7 ; esce per 
Porta Nova, 7-12; commette ad Ezzelino l'Eretico 
il governo e il dominio d. e, 13-18; i Vicentini eb- 
bero poi quale pod. Enrico da Ebulo di Puglia e 
Tebaldo vicario imperiale (an. 1238), 24-25; ricu- 
perano Monte Vitale (an. 1240), 14, 11; col pod. 
Riccardo Fibalduino danno il guasto a Chiampo 
(an. 1241), 15, 8-10; aiutano i vicarii imperiali a 
sottomettere i ribelli a Federico II (an. 1241), 13-21; 
i ribelli giurano fedeltà anche al com. di Vicenza, 
30; l'esercito vicentino d'ord. di Ezzelino ritorna 
in patria, 38-39 ; pod. imperiali furono successiva- 
mente Manfredo Riccio trevisano, 38 ; Galvano Lan- 
cia, 16, 1; i palazzi e le torri d. potenti nobili 
vicentini sono atterrati per volere di Ezzelino, 10- 



[Vicenza-Zeno] 



[NDICE \ 






23; sotto il pod. Antonio Brosima padovano i Vi- 
centini sono sconfìtti pr. Cerro dai Padovani e dal 
lcg. pontificio, 27-17, I; morto Ezzelino, occupano 
la torre di lui pr. porta San Felice, ne confiscano 
i beni e concorrono all'csterminio dei Da Romano 
(an. 1259), 18, 17-21: molto soffersero al tempo dei 
Da Romano e di Federico II, 4, 28-32: 16, 9-23; 17, 
5; subirono assai spesso la potenza d. Padovani e 
poi anche il dominio: dal quale si liberarono nel 
I31I, 10, 5-6, 15-16: 3, 4-5, V. n. I. 
Vicenza (contado) [districtum] felici condizioni nei 
tempi passati, 4, 1-31. 

— (contrade) [contratae] in contrada San Vito era lo 
studio vicentino, 6, 10; risiedeva un priore d. eh. 
omonima, 21-::. 

— (conti) v. famiglie. 

— ini OMO) ■• cattedrale, piazza del duomo. 

— (FAMIGLIE CON TITOLO DI CONTI) : [comites] Arzigua- 

no, Beroaldì, Breganze, Carmignano, Maltravrsi, Jfa- 
rola, Montegalda , Monticolo, Monticello, Xovcnta, San- 
t'Orso, Vivant. 

— (famiglie nobili) Albertinello, Alessio, Aliarti, An- 
gioletti, Armasini, Arme (dall'), Avanzi, Avocaro, Av- 
vocati, Bagnolo, Baldanuccio , Bastiani, Bclloni , Bei- 
lotti, Bergoli, Bernabuti, Bertolotto, Bertramino, Bo- 
gati, Bonamente , Bonamici, Bonapace, Boni, Borgo, 
Borselli, Borsetti, Bravi , Brandolini, Brcndoli, Bro- 
glia, Brusoncino, Cabianca, Cadiani, Da Camino, Carn- 
pesani, Campsori, Cappello, Capo di Bove, Castelgom- 
berto, Castellino, Castelnovo, Cavalcabò , Cingoli, Ce- 
rato, Cevoletì, Chiappino , Cignone, Cipriani, Clarello, 
Colle, Colombi, Conti, Cozza, Cresuli, Cristianello, 
Crudeti, Dito, Donella , Drago, Dueville, Facino, Fan- 
tino, Ferreti, Ferro (dal), Figadi, Fiordimonte , Fineto, 
Fontanelle , Fosse, Fracanzani , Gallo, Gardelli, Gaza- 
ni, Ghelina, Grimani , Grumolo, Guarino, Iebeto, Lan- 
franco, Lanzi, Leocorni, Lezario, Ligname, Litolfo, 

Lupo, Magnaferro , Magnani, Mainente , Malacapella, 
Malafiamma, Malclavelli, Mancini, Manclmi , Mazza, 
Mazzacavallo , Meliori , Menati, Milani , Monte , Monza, 
Moscaia, Muzano, Nanto, Neri, Nogarola, Chvetarii , 
Pagliarini , Paltinieri, Pandecampi , Paninciani , Pa- 
nincorpo, Paninsacco, Papalardi, Parialti, Persico, Pi- 
cega, Pigafetta, Pilloti, Pitocchi, Poiana, Polcastri, 
PrincivaUì ' , Proti, Provinciali, Pulzati, Pusterla, Ba- 
gnoli, Basi, Ravagnani, Ravasini, Raynone, Rissa, 
Roma, Rossi , Rovigo, Rusticello, Sabbione, Salezoli , San 
Marcello, Santa Croce, Saraceni, Scarioti, Schifino, Scola 
(dalla), Scada, Sesso, Si moli, Soardi, Spagnoli, Stalla, 
Strai'olti, Tarsignano , Tavola (dalla), Tiepolo, Tonso, 
Trentinaci, Trento, Vaienti, Vagnoli, Verlato, Zago, 
Zatoali, Zeno, Zoga (dalla), Zuchetti, Zufato, Yzza. 

— (fosse) [foveae] loro vestigia, 4, 15. 

— (genealogie) ■ d. famiglie vicentine compilate da 
Francesco Tommasini „, XI, 9-10. 

— (Ghibellini) [gibellini cives] rie, 4, 4-5. 

— (Guelfi) [Guelfi] rie, 4, 6. 

— (incendi) [incendia] rie, 5, 16-17: 8, 32: 12, 30-13, 5. 

— (libri dei bandi) [libri forbannitorum] distrutti du- 
rante una sollevazione popolare. 11, 10-11. 

— (palazzi): comunale [palatium communis] rie. 11.0. 

— — vescovile [episcopale palatium] rie, 11, 13: 13. 15. 

— (piazze) del Duomo [platea de domo] rie, 14, 6. 



' (PODERI \ IHI .'à (di Vice,: 

— (' ■ \ (.'non. [foniSamClU* Crucis] 
1. 13-14. 

1' Pusterla-] r 

— | Porta Nova ma origine, 13, M 

— — Sur Felici [ porta \ 1 . 1 . 

— (SCUOLE [studium reneraU] era in contrada San Vito 
(an. 1305), fi, :o-. 

— (statuti) comi rituta communi*] lacerati du- 
rante la sollevazione d. Vicentini contro fra dio- 
vanni da Schio, 1 1, IO. 

— — Di.i N..1U [itatuta frataleae notariorum] ri.. V 
nn. 1-6; XI, ;;. a. 

— (TERREMOTO) [terrae motu s] fori. 1 ono 
(an. 134;), 16. :. 

— (TORSI) ihmiwi.i: [turris Comir.wi ] "coni ■ 

libri d. Com. documenti e cronache di ,.. VII, 

15: fu incendiata (an. 1336), 12. 34; e poi ricostrui- 
ta, 12. 3»-13. 1-:. 

— (vescovi) ?•. /'. 1 to. 

Vicum Mercati :■■ VicowurcaU. 

Vicomercate [Vicum Mercati, Vicum Mercatum] là ri- 
parò Ezzelino Da Romano (an. I3^S), 1S, 1-2. 
Vigna Francesco Fortunato ri.-.. \I1I, 10-lL 

VlGNOLLS (de") v. Vagnoli. 

Villanova [Villano-co] apparteneva al territorio vicen- 
tino, 4, 2. 

VincentIA v. Vicenza. 

Vincenzo v. Godi V., Pilio di V., Godi Tommaso di V., 
Viviano di V. 

Vitale Monte v. Monte Vitale. 

Vinculum CASTRUM V. Castignuncolo. 

Vivaresi [pars Vivariensium, UH de Vivario] Guelfi di 
Vicenza partigiani della nobile famiglia Vivarr-, 
10-13; banditi da Vicenza, 17- 1 s t ebbero loro pod. 
in Vicenza Ottonello de' Turriscndi, 22-23: avevano 
in parte diritto di porre pod. in Vicenza. S, 16-18. 

Vivaro (da) v. Artusio di Corrado da V., Corrado da /"., 
Guido conte di Vivaro, Marcobruno da Vivaro. 

Yzza [de Yzza] famiglia vicentina rie, 24, 10. 

Zacame [domini de Zachame, Zachanic, UH de Celsanis, 
filii de Zancanis] vicentini ribelli a fra Giovanni 
da Schio, 11, S-9. 

Zachame (de) v. Zacame. 

Zachanie (de) v. Zacame. 

Zago [de Zago] famiglia vicentina rie. 24, 8. 

Zancanis (de) v. Zacame. 

Zancanum v. Sossano. 

Zatoali [de Zatoalis, de Zoroalis, de Zatoaltis] famiglia 
vicentina rie, 24, 7. 

Zatoaltis (de) v. Zatoali. 

Zausaxum v. Sossano. 

Zenello (fu) Guglielmo v. Guglielmo fu Zenello. 

Zeno [de Zeno] famiglia vicentina, alla quale apparten- 
ne Bonino o Buonuomo o Brunoro, uno d. rifor- 
matori degli statuti vicentini. 24, 2-6. 

Zeno Bonino [Boninus] v. Zeno (famiglia). 

Zeno Blonomo [Bonhuomo] v. Zeno (famiglia). 

Zeno Brunoro [ Brunorius] v. Zeno {famiglia). 

Zeno Marino di Venezia [Marinus Zeno de VeneHis] pod. 
di Vicenza (an. 1314) governò pacificamente, S, 9-10. 



h, 



INDICE ALFABETICO 



[Zenone-Zurm : 



(SAN) [castrimi saniti Zerwms] ivi rip;ira con 
tutti i suoi AJberlco da Romano (an. 1250)» 18, 
:i-:4^ dopo quattro mesi d'assedio la terra si ar- 
rende ai nemici dei Da Romano (an. 1260), 24-28. 
\in tui DI ChUCSRIM 9. Crescenzi Vermiglio. 

ZaUSAVO f. Sossano. 

Zìi; Non e r. Trentino di Ugnane . 

Zi.MKi.i.A [{'umetta, Lumellae , Lumilla, Zumclla] appar- 
teneva al territorio vicentino, 4, 3. 
I ( dalia) [A Zoga] famiglia venuta a Vicenza da 
Firenze, 26, 29. 



Zokoalis (uè) v. Zatoalì. 

ZVCHKLB (oe) I». Zuchetti. 

ZUCHXTTI [a"<? Zttchetis, de Zuckele] famiglia vicentina 
rie, 24, 9 : v. «o/a 4. 

Zuffato [«*<? Zufatis\ famiglia venuta a Vicenza da Imo- 
la, 26, 28. 

Zuliani Filippo di Venezia [Philippiis Zulianus Iu- 
lianus de Vcnetiis] fu pod. di Vicenza (an. 1229), 9, 
13; pronuncia sentenza arbitrale nella controversia 
tra i Bassancsi e i Da Romano, 18-20. 

ZUMELLA v. Zimella. 



[AA. 1000-1220] 



INDICE CRONOLOGICO 



1000 (!) - Vicenza fu sconvolta dalle lotte d. fazioni 
cittadine di Mario e di Felice, 3, 10-12. 

1193 (!) - Ezzelino il Balbo fu pod. di Vicenza, 5,5-6, 

v. n. I. 
*1194 - I figli di Gansclmo uccidono Gastone di Ta- 
Ua autore d. loro espulsione da Vicenza e d. 
loro sciagure, 5, 6-8. 

1194 - Giacomo di Bernardo di Bologna è ci. pod. di 

Vicenza per accordo d. fazioni, 5, 9-13. 

*1194 - Ezzelino il Monaco e bandito da Vicenza, 5, 
14-15. 

1194 dicembre 21 - Vicenza è in gran parte incen- 
diata, 5, 15-17. 

1194 - Pistore vesc. di Vicenza e alcuni cittadini esu- 
lano da Vicenza, 5, 17-18. 

* 1196 (!) - Deposto Giacomo di Bernardo, sono el. pod. 

in Vicenza Ottonello de' Turrisendi e Vermi- 
glio de' Crescenzi, 5, 20-23. 

*1197(!) - E el. pod. in Vicenza Gonfredoto di Mi- 
lano, 5, 24. 

*1197(!) - I Vicentini incendiano Marostica terra di 
Ezzelino da Romano, 5, 24-26. 

1199 - Bonapace Faba di Brescia pod. di Vicenza, 5, 27. 

* 1199-1200 (!) - Lotte tra i Vicentini ed Ezzelino da 

Romano, 5, 27-6, 6. 

1200 - In Vicenza era la famiglia Malafiamma, 22, 34. 

* 1200 (!) - I Padovani, inimicatisi con Ezzelino, gli 

distruggono Onara, terra da cui prendeva no- 
me la famiglia, 6, 7-11. 

1201 - Pod. in Vicenza, Marchesino de' Mainardi di 

Ferrara, i Vicentini tagliano a Cerro il Bac- 
chigliene per torre ai Padovani l'acqua di quel 
f., 6, 12-16. 

1204 - Pod. in Vicenza Oliviero Enselbardo, 6, 17. 

1204 ottobre 30 - In Lonigo viene ucciso Andrea da 
Sarego, 6, 17-19. 

* 1205 (!) - Bernardo Confalonieri di Pavia pod. in 

Vicenza, 6, 20. 

* 1205 (!) - Lo Studio degli Scolari fu istituito ih Vi- 

cenza nella contrada di San Vito, 6, 20-22. 

*1208(!) - Pod. in Vicenza Drudo Buzzacarini di Mi- 
lano, 6, 23. 

1209 aprile 3 - Detto pod. è preso dai nobili faziosi 
di Vicenza e messo in prigione; in sua vece 



sono ci. pod. il conte Guido e Corrado di Yi- 
varo, i quali perseguitano i fautori di E/./ 
da Romano, 6, 29-32. 
1209 aprile - I fautori di Ezzelino con quei di Brc- 
ganze vanno contro i loro persecutori e li trag- 
gono prigionieri in Brcganzc, 6, 32-7, 5. 

* 1209 - Il conte Bonifacio di San Bonifacio si fa eleg- 

gere pod. in Vicenza, 7, 6-7. 

* 1209 - Detto pod. perseguita gli amici di Ezzelino 

da Romano e va ad assalirli in Bassano, loro 
rifugio, 7, 6-12. 

* 1209 - Ezzelino con l'aiuto d. Trevisani e di Sa- 

linguerra di Ferrara scaccia alla sua volta i ne- 
mici da Bassano e li inscguc fino a Sandrigo, 
vendicando severamente le oftese ricevute, 7, 
13-23. 

* 1209 - Re Ottone va a Roma per essere incoronato 

imp. : invita Ezzelino ad accompagnarlo, 7, 24-25. 

1209 - Per ord. di detto re, Drudo Buzzacarino e scar- 
cerato e deposto dall' ufficio di pod., 7, 28-28. 

1209 - Vie. regio in Vicenza e posto Guglielmo Lan- 
dò piacentino, 7, 28-29. 

* 1209 - Reduce da Roma Ezzelino ritorna a Vicenza 

quale vicario imperiale: bandisce molti Vicen- 
tini e rinnova le civili discordie, 7, 29-34. 

* 1210 I nemici di Ezzelino, il march, d' Estc, il conte 

di San Bonifacio e altri, ottenuto l'aiuto di 
Bartolomeo Palazzo, pod. di Verona, d. Man- 
tovani, d. Reggiani, d. Cremonesi, d. Bresciani, 
d. Pavesi e d. Veronesi, vanno contro Ezzeli- 
no, i Vicentini e i Trevisani, ma sono piena- 
mente sconfitti a Pontalto pr. Vicenza, 7, 34-8,7. 
1214 - Durante la podesteria di Marino Zeno vene- 
ziano, in Vicenza si ebbe grande pace e tran- 
quillità, essendo stati revocati i bandi contro 
gli esuli, 8, 9-11. 

* 1214 - Ezzelino vende per quaranta mila lire piccole 

Marostica a Vicenza, a patto che la rocca di 
quel sito non si ristaurasse, 8, 11-13. 
1220 - In Vicenza era la famiglia Zuchctti, 24. 9. 

* 1220 (!) - Uguccionc di Pilio, nobile vicentino, fa 

eleggere pod. di Vicenza Lambertino Lambcr- 
tini di Bologna, in odio ad Ezzelino detto^l'e- 
retico, 8, 14-16. 






INDILI'. CRONOLOGICO 



IAA. 1220-1237] 



*1220(') io per vendetta mette a sacco San 

Pietro in Gu, Bolzano e altri paesi d. Vicen- 
tino, e sconfigge a Brcssanvido i Vicentini 8, 
15-J7. * 1233 

* 1230(1) - Per intervento d. Padovani Uguccionc di 

l'ilio fa pace con Ezzelino e insieme lottano 
contro le fazioni avverse in Vicenza, dove per 
ciò si sparge molto sangue e lo stesso pod. 
Lamberti no e ferito gravemente, 8, 28-33. 

*1220(!) - Vicenza subisce per la seconda volta un 
generale incendio, 8, 32-33. 

1224 - In Vicenza venne a stabilirsi da Padova la fa- 
miglia Ferrcto, 25, 24. 

* 1226 (I) - Albrighctto di Faenza, pod. in Vicenza, per 1235 - 

sua sicurezza consegna ai Padovani tutti i pa- 
lazzi turriti d. Da Romano, 8, 34-35. * 1235 

* 1227 (!) - I fratelli Alberico ed Ezzelino da Romano, 

Artusio di Vi varo, Uguccionc di Pilio ricupe- 
rano le proprie torri, 9, 1-5. 

1227 - I Padovani aiutano il pod. di Vicenza, ma so- 
no sconfitti: fuggono di là molti Vicentini, ai 
quali si uniscono il vesc. d. e. e Valeriano di 
Breganze, 9, 5-9. 

1227 - Alberico da Romano prende Grancona, il ca- 1236 - 
stello di Valeriano pr. Mason, occupa e tiene 
soggetta Vicenza per ventotto mesi, 9, 10-12. 

1229 - Fu pod. in Vicenza Filippo Zuliani di Vene- * 1236 

zia, 9, 13. 

* 1229 - In Bassano la fazione d. " liberi „ insorge con- 

tro i Da Romano, ma son vinti: il pod. di Vi- * 1236 
cenza sentenzia dopo lunga controversia che i 
Da Romano hanno piena giurisdizione su Bas- 
sano, 9, 13-23. 

* 1229 - I Padovani, i Vicentini e i Mantovani muo- 

vono ostilità ai Veronesi, incendiano e saccheg- 
giano Porto e Legnago, e arrecano danni gravi 
al territorio circostante a Verona, 9, 25-28. * 1236 

1230 - Guido di Rho, pod. in Vicenza, per timore di 

nuove prepotenze da parte d. nobili, molti ne 
relega in Lombardia: fra questi sono Uguccio- 
ne di Pilio, il conte Pietro, Sigonfredo di Ar- 
zignano, Panensacco di Trissino, Ugolino Ami- 
stadi di Berico e Artusio di Vivaro : ma poiché 
gli esiliati contravvennero al bando, eccetto 
l' ultimo che ammalato, avuto il permesso, fece 
ritorno in patria, con l'aiuto d. Padovani detto 
pod. li assalì in Montecchio Maggiore, dove 
s'erano rifugiati pr. Uguccione di Pilio e li ri- 
dusse all'obbedienza, 9, 29-10, 5. 

1230 - Grande potenza d. Padovani in Vicenza, 10, 5-6. 

1230 - Giulio Sivoloto di Alessandria pod. in Vicen- 
za, 10, 7. 

1230 - Rizzardo conte di San Bonifacio distrugge in 
Lonigo la torre dei Da Romano. I Padovani 
vanno contro Bassano e i Vicentini contro 
Montecchio Precalcino, terra dei Da Romano: * 1237 
contro di loro accorre coi Trevisani Alberico 
da Romano e li sconfigge, 10, 7-16. 

*1233(!) - Fra Giovanni da Schio, dell'ord. d. Predi- * 1237 
catori, predica la pace e la concordia nelle e. 
d. Marca trevigiana, a Mantova, a Brescia, a * 1237 
Bologna e in altre e. con molto profitto. Ma 
abusa d. venerazione che gli tributano Vicen- 



*1237 
*1237 



*1237 



tini e Veronesi, perche nelle loro e. vuol es- 
sere el. capo supremo e introdurre riforme a 
suo talento, 10, 17-11, 1. 

(!) - Uguccionc di Pilio, i Camincsi e i Pado- 
vani, per consiglio di fra Giordano che tutto 
poteva in Padova, favoriscono in Vicenza la 
ribellione contro fra Giovanni e i Da Romano. 
Fra Giovanni commette violenze contro alcuni 
ribelli; ma accorsi i Padovani, egli perde ogni 
favore d. pop. ed è fatto prigioniero con tutti 
i suoi nel palazzo vescovile. Rilasciato ritor- 
na in Verona, dove governa assai più mite- 
mente, 11, 1-9. 

In Vicenza venne a stabilirsi da Bologna la 
famiglia Galino, 25, 26. 

(!) - Discordie tra le fazioni in Vicenza per la 
nomina d. pod. ; la scelta è commessa a fra 
Giovanni di Verzario : questi elegge il march. 
d'Este Azzo con grave dispiacere d. molti Vi- 
centini, che sapevano che il march, era divenu- 
to amico dei da Romano: invece costui si uni- 
sce con Uguccione di Pilio, con gli Usurai e fa 
guerra ai Da Romano, 11, 20-28. 
Azzo, march, d' Estc, è riconfermato pod. in 
Vicenza anche da Alberico da Romano e dai 
suoi seguaci, 11, 28-30. 

- Federico II imp. per lettera invita il pod. e 
il pop. vicentino a presentarsi a lui in Parma, 
11, 32-34. 

- Il pod. di Vicenza per sospetto relega in Ve- 
nezia Olderico Carnaroli, Tommaso di Vin- 
cenzo e Bonifacio di Sant' Orso e altri amici 
dei Da Romano e ordina ai figli di Meglioran- 
za di Trissino di esulare da Vicenza; non aven- 
do essi osservato il bando, egli confiscò i loro 
beni, 11, 34-38. 

- Il march. d'Este, pod. in Vicenza, nega udien- 
za a Cipriano e al giudice Ranifredo, messi che 
Federico II gli aveva inviati da Verona e sta- 
bilisce gravi pene a coloro che con quelli aves- 
sero parlato, 12, 2-4. 

- I Lombardi sono vinti dall' imp., 12, 6-7. 

- I Padovani e per loro incitamento i Vicentini 
e i Trevisani aiutati dai Mantovani e da mol- 
ti Lombardi vanno con le loro milizie contro 
i Veronesi e ne devastano il contado, 12, 6-13. 

- L' imper., che era a Cremona per preghiera di 
Ezzelino, pod. di Verona, di là parte e corre 
a San Bonifacio, terra dai nemici incendiata: 
e avendo appreso che i Padovani si ritiravano 
fuggendo verso Vicenza, vuol prevenirli, perciò 
a marce forzate giunge prima dinanzi a questa 
e. Falliti i tentativi di accordo per opera d. 
march. d'Este e d. Padovani, egli prende per 
forza la e. e la pone ad orrendo sacco, 12, 12-33. 

novembre 1 - (die omnium Sanctorum). Nuovo 
terribile incendio, rovine e calamità di Vicen- 
za per opera d. soldati imperiali, 12, 23-13, 5. 

- A Guglielmo Victdomini di Mantova è affidata 
da Federico II la podesteria di Vicenza, 13,6-7. 

- Ad Ezzelino da Romano Federico II commet- 
te il reggimento e il dominio di Vicenza, 13, 
13-16. 



[AA. 1237-1243) 



INDICE CRONOLOGI 



49 



1239 



1239 



1237 agosto 5 - Uguccione di Pillo assale i Da Ro- 
mano e il loro esercito in modo tilt- Alberico 
si salva a mala pena, 13, 19-22. 

1237 agosto 12 - I Lombardi tolgono Peschiera :ii 

Veronesi, 13. 23. 

1238 - Enrico di Ebolo di Paglia è fallo pod. di Vi- 

cenza e Tebaldo franco ricario imperiale in 
Verona, Vicenza e Padova, 13, 21-25. 

1239 maggio 12 sabbato - Alberico da Romano con 

quei di C'amino sottrae Trevi»© al dominio im- 
periale. 13, 26-27. 

1239 giugno 10 venerdì - Federico ir da Lonigo va 
a Verona. Il march, d' Este. Pietro conte di 
Montebello, Ugucclone di Pillo, i quali con 
molti altri Vicentini e Padovani accompagna- 
vano l'imp., giunti pr. San Bonifacio, col pre- 
testo di voler salutare il conte di quel luogo, 
chiedono licenza di andarvi, ma entrati in San 
Bonifacio non fan piìi ritorno all'imp., 13, 28-34. 

giugno 10 - Il conte Pietro toglie Montebcllo al- 
l'imp. e Ugucclone occupa Montccchio Mag- 
giore. 13, 32-33. 

giugno 15 - Federico li ordina al pod. Enrico da 
Ebolo, al Consiglio e alla Comunità di Vicenza 
d'indurr,- all'obbedienza e alla fedeltà i ribelli A l~ 
berico da Romano, il conte Vicentino, Uguccione 
Pillo, Ottone da Vivant e figli e. Marcobruno da 
l'ivaro e seguati, 14, 14-19. 

1239 giugno 23 giovedì - Gabriele di Lonigo, pod. 

imperiale in Lonigo, consegna Lonigo ai ne- 
mici dell' imp. e di Ezzelino da Romano cioè 
ad Alberico da Romano, al conte di San Bo- 
nifacio e ad Uguccione di Pilio, 14, 1-3. 
1239-1242 - Riccardo Fibalduino di Puglia pod. im- 
periale in Vicenza, 14, 28-29-15, 2-4. 

1240 aprile 21 - Furono decapitati in piazza d. Duo- 

mo Guglielmino fu Zenelli, Viviano di Vincen- 
zo, Brutofante e Bona fu Adamo giudici e Gui- 
dolino di Rinaldo per opera di Tebaldo fran- 
cigena pod. imperiale di Vicenza, dietro ord. 
di Ezzelino, che tìnse di sospettare che essi vo- 
lessero consegnare Vicenza ad Alberico da Ro- 
mano, 14, 6-10. 

1240 agosto 16-1 Vicentini ricuperarono il castello 
di Monte Vitale. 14, 11. 

1240 agosto 26 - Ezzelino fece decapitare Giovanni 
Bosone di Ostiglia e il notaio Bonzeno che vo- 
levano consegnare Ostiglia ai Mantovani, 14, 11. 

1240 settembre 7 - In Padova pr. il Palazzo d. Com. 
fu decapitato Aveduto avvocato di Carrara pa- 
dovana per volere di detto Tebaldo, pod. im- 
periale in Padova, 14, 14-15. 

1240 ottobre - Guido conte Vicentino consegna ad Ez- 
zelino da Romano i castelli di sant'Orso e di 
Schio, 14, 16-17. 

1240 novembre 10 sabato - Ezzelino occupa Poia- 
na, 14, 18-19. 

1240 novembre .1 - Ezzelino occupa Xoventa Vicen- 
tina, 14, 19-20. 

1240 novembre 13 martedi - Quei di Lonigo aiutati 
dal conte di San Bonifacio, da Pietro conte 
Vicentino e da Uguccione di Pilio tengono lon- 
tano Ezzelino dalla loro terra, 14, 21-24. 



1240 novembre 21 - Quel di 

Ezzelino i I tldo, 1 1. .4-25. 

1240 novembre - Ezzelino 

pltanl -• pod. in Lonigo Araldo 'li Me 

e, i:i P< 

S01 lano ( .ioni mo Bugo • 

1 I. 25-27. 

1241 maggio 5 domenica - Ezzelino, Tebaldo e 

cardo Fibalduino, che con I" 1 mo pr. 

Bonlfs nrlt Li 

rado di | -mino di 

: Malado, 11... 
1241 ma^io 30 - I suddetti danno il v 

Bonifacio, a Montccchio Monte- 

bello 1 Mon't hianrpo, 

■ 

15, 5-7. 

1241 settembre 5 - Riccardo, pod. di \ 

l'esercito vicentino danneggia Chlampo 1 
ritorna a Vicenza, 15. 8-10. 

1241 novembre 1 - l'ilio di Uguccione di Pilio 

nisce crudelmente I ' /o. suoi tra- 

ditori. 15, 11-13. 

1241 novembre 24 - Il pod. di Vicenza cavalca 

tro San Giovanni e Chlampo e posti i due parsi 
a sacco ritorna a Vicenza, 15, 14-10. 

1242 - Matteo da Schio è ci. pod. in Lonigo, 15, 17. 
1242 aprile-1244 febbraio (!i - Galvano Lancia pod. 

imperiale in Padova 16, l. in. 

1242 - Manfredo Riccio tre'sisano è fatto pod. in Vicen- 
za, 15, 21-22. 

1242 (!) giugno 16 - Enrico Malacapella consegna in 
ostaggio Manfredo Riccio, pod. di Vicenza, ai 
capi dell'esercito vicentino, che minacciavano 
la distruzione di San Ci io vanni Illarione e 
chiede grazia: per ord. di Ezzelino e accettato 
in grazia. 15, 35-39. 

1242 (!) ottobre 24 - Galvano Lancia giura la pode- 
steria di Vicenza, 16, 1. 

1242 (!) ottobre 24 - Grande terremoto in Vicenza, 
10. 2. 

1242 Ottobre 24 - Marcabruno da Vivaro è preso in 
Bassano da un uomo di Alberico da Romano, 

16, 2-3. 

1242 (!) novembre 4 martedì - Il conte di San Boni- 
facio muove ostilità a quei di Lonigo e pren- 
de alcuni uomini di quella terra: a mala pena 
il pod. di Lonigo, Matteo da Schio potè scap- 
pare, 16, 4-8. 

1242 (!) novembre 24 - Uguccione di Pilio. Pietro 
conte di Montebello e seguaci fanno atto di 
sottomissione ad Ezzelino e a Tebaldo, che in 
nome dell' imp. si preparavano a far loro guer- 
ra, 15, 18-31. 

1242 (!) novembre 25 - Ezzelino occupa Monlecclùo 
Maggiore, Montebello, Lonigo, Sarego e fa ri- 
torno a Vicenza, 15, 32-34. 

* 1243 (!) - Ezzelino da Romano perseguita le famiglie 
Pilio e Scipione, rovina le loro case e le loro 
torri, distrugge Montorso, Montecchio Maggio- 
re, incrudelisce contro tutti i Pilii, uomini e 
donne, atterra il loro castello dell' isola in Vi- 
cenza, 16. 9-19. 



T. VIII, p. h 



50 



INDICE CRONOLOGICO 



[AA. 1242-1311J 



1242-1258 - Tirannia di Ezzelino da Romano nella 
NI uva trevigiana, 16, Ju. 

1256 (!) - Ezzelino alla notizia che Padova gli si e ri- 
bellata per volere d. leg. pontificio, mette a f 
dodicimila padovani che erano con lui in Ve- 
rona, 16, 20-27. 

* 1256 (!) - Il leg. pontificio Eilippo Fontana va a Cerro 

nel Padovano, sconfigge i Vicentini e ridona ai 
Padovani l'acqua d. Bacchigliene: lo stesso An- 
tonio Brosima, già da due anni pod. in Vicen- 
za, e ucciso, 16, 27-17, 4. 

* 1259 - Ezzelino da Brescia vuol passare nel Cremo- 

nese s'accampa ad Orzinovi: i Cremonesi gli 
si oppongono e s'accampano pr. Soncino ; in 
loro aiuto vengono i Mantovani, i Ferraresi 
col march. d'Este e i Milanesi, 17, 8-13. 

* 1259 - Ezzelino s'accordi con alcuni Milanesi per 

un' improvvisa occupazione di Milano, passa 
l'Oglio a Palazzolo e poi l'Adda. Martino del- 
la Torre, cap. d. pop. milanese, con l'esercito, 
che stava per venire in aiuto d. Cremonesi, a 
tale notizia gli impedisce l' impresa contro Mi- 
lano, 17, 15-25. 

* 1259 - Ezzelino assale allora Monza e poi Trezzo e, 

quindi s'accampa a Vicecomercate, 17, 25-18, 2. 



* 1259 - I Mantovani e i Cremonesi gli chiudono i 

passi attraverso l'Adda: i Milanesi gli vanno 
incontro. 18, 2-5. 
1259 settembre 27 - Ezzelino arditamente li affronta 
sull'Adda, ma e sconfitto, ferito e fatto pri- 
gioniero, 18, 5-10. 

1259 Ottobre 1 - Ezzelino f in Soncino prigioniero d. 

Cremonesi, 18, 11-13. 

* 1259 - Le popolazioni d. Marca trevigiana perse- 

guitano gli ufficiali e i fautori dei Da Roma- 
no: i Vicentini confiscano i loro beni nella e. 
e nel contado, 18, 15-31. 

* 1259 - Alberico da Romano con la m., sei figli e 

due figlie si chiude nel forte castello di San 
Zenone, 18, 21-24. 

* 1250 - Le e. d. Marca trevigiana senza alcun pro- 

fitto per quattro mesi assediano San Zenone, 
18, 24-27. 

* 1250 - Alcuni soldati e popolani di quel castello o 

per viltà o per accordo consegnano con la cit- 
tadella Alberico e i suoi parenti ai Trevisani, 
che li menano a Treviso, 18,?27-29. 

1260 agosto 24 - In Treviso Alberico e tutti i suoi 

sono crudelmente uccisi, 18, 28-32. 
1311 - Vicenza si sottrae al dominio padovano, 3, 4-5. 




INDICE GENERALE 



PREFAZIONI: 

Prefazione w Giovassi Soraxzu pag. vii 

Prefazione di L. A. Muratori „ xxvn 

CRONACA DI ANTONIO GODI „ i 



INDICI: 



■ 



Indice alfabetico „ 39 

Indice cronologico „ 47 



RERUM ITALICARUM SCRIPTORES 



RACCOLTA 



DEGLI 



STORICI ITALIANI 



dal cinquecento al millecinquecento 



ORDINATA 



DA 



L. A. MURATORI 

+ + + 

NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA AMPLIATA E CORRETTA 

CON LA DIREZIONE 
DI 

GIOSUÈ CARDUCCI e VITTORIO FIORINI 

* * 

TOMO Vili - Parte III 

(CHRONICON MARCHTAE TARVISINAE ET LOMBARDIA^) 






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CITTA DI CASTELLO 

COI TIPI DELLA CASA EDITRICE S. LAPI 



CHRONICON 
MARCHIAE TARVISINAE 



ET LOMBARDIAE 



[AA. 1207-1270] 



A CURA 

DI 



L. A. BOTTEGHI 



Edito dal Muratori col titolo: Monachi P 

TAVINI Ckrotticon de rebus gestis in Lombardia f>r 
cipi/e et Marchia 'J'arvisina ab anno MCI VII itsque 
ad ami uni Mi '( I .XX > v idi/inni Felici* Osii nuuc viro 
ape manuscripli codici* /iibliollucae Ambrosiana, emrtt- 
datum et auctum 



¥ 



CITTÀ DI CASTELLO 

COI TIPI DELLA CASA EDITRICE ò - . LA/'/ 



PROPRIETÀ LETTERARIA 



PREFAZIONE 



T. Vili, p. ui - A. 






La cronaca, attribuita dall'Urstisio che primo la pubblicò, ad un monaco 
Padovano 1 è senza dubbio opera di un contemporaneo agli avvenimenti 
in essa narrati. Tale si rivela sin dal proemio, dove l'autore manifesta il 
proposito di raccogliere in un breve libro tt quaedam que nostris temporibus facta sunt 
5 u in partibus Marcine, vel Lumbardie seu etiam extra fìnes Italie „ 2 . Altrove, nar- 
rando le lotte tra Guelfi e Ghibellini, esce in questo commento: u horret animus omnes 
1 temporum nostrorum calamitates et ruinas persequi seriatim „ 3 ; e a proposito degli 
effetti del furioso governo di Eccelino rileva che " quasi ortus voluptatis erat Marchia 
u trivixiana priusquam eius tirannidi subderetur, sed postquam fuit ab eo arflicta.... 
10 " vi de tur esse quasi heremi solitudo. Testantur hoc ruine civitatum villarum pariter 
tf et castrorum „ 4 . 

L'operetta che fu attribuita ad un monaco padovano, ebbe dall'editore dei Jl/.V. 
GG* UH. il titolo di Aìinalcs Sauctae Justinae patavini, perchè già al Muratori, per 
ragioni addotte dal Sassi e sue, parve scritta da due autori, il primo dei quali si sa- 
15 rebbe arrestato al 1260. 

li Sassi aveva notato che tra la prima e seconda parte sono differenze di stile. 
Tali differenze in un lavoro come questo, e come molte cronache medioevali, com- 
posto a guisa di mosaico con periodi e capitoli copiati ad litteram dalle fonti, non 
avrebbero peso: intere pagine, con lievi differenze, trovano riscontro in Martino Op- 
20 paviense, nel Liber regimìnum Paduae, nelle cronache del Giordano, del Dandolo, 
di Lorenzo De' Monaci, di Antonio Godi, di Galvaneo Fiamma e nella nostra cronaca. 
Del resto a chi esamini attentamente quest'operetta, apparirà nelle varie parti, 
prima e dopo il 1260, lo stesso ricorrere a frasi della sacra scrittura 5 , a citazioni di 



1 C. Urstisius, Germantat historicorum illmtrium.. .. ' P. 33, 11. 31-32. 

ab Henrico IV usque ad a. Chr. 1400, Francofurdi, 15S5. * P. 35, 11. 31-33« 

P- 5»0- 5 Pp- 33> 33- 34. 35. 3^, 37- 1 R - 4°> «1 44- 4=;, 4 6 . 

1 P. 3i u - 6 "7- 47. 49. 56, 1. 34; 5 8 . *• «« 



IV PREFAZIONE 



classici '. Così Le espressioni in manu valida -, pcccatis exigentiòus* ricorrono nelle varie 
parti che si vorrebbero attribuire a due autori diversi. Di eclissi, come foriere di 
iagure, si fa menzione al 1222 ed al 1264 4 ; Alberico e presentato eolPepitcto di 
lubricus* e Salinguerra con quelli di callidus et astutus 6 , sì prima che dopo il 1260; 
il legato pontificio si accinge alla crociata contro Ezzelino septiformis spiritus gratta j 
illustratus (all'anno 1256) 7 e Beatrice d'Estc si fa suora septifonnis spiritus gratta 
illustrata (all'anno 1263) 8 ; la frase nimio terrore perterriti si legge a proposito dei 
Montecchi all'anno 1207 9 , a proposito dei Padovani all'anno 1236 10 dei Fiorentini 
all'anno 1260 u , e della crociata del 1270 12 . 

La cronaca è inspirata agli stessi sentimenti religiosi ed alla stessa tendenza di 10 
guelrismo nelle prime e nelle ultime pagine; uno appare evidentissimo lo scopo di 
tutta l'opera dal principio alla fine: la glorificazione della Casa d'Este. Le prime 
parole sono per Azo VI che, vincendo i Montecchi, si fa signore di Verona; la 
narrazione delle gesta di Azo VII costituisce il nucleo dell'opera; le vicende di Rinaldo 
Obizo, di Beatrice I e Beatrice II; di Stefano, figlio di Beatrice d'Este e di Andrea 15 
d'Ungheria; i casi d'Ungheria (per la parentela fra le due case) sono esposti con 
larghezza che invano ricercheresti nelle cronache padovane, le quali pur hanno con 
la nostra rapporti di dipendenza se non tra loro con altre fonti; e con sì manifesta 
affezione che il Muratori potè dire: u Res autem principum Estensium eo studio per- 
" sequitur, ut celeberrimam familiam non parum illustret et prae oculis sempèr habere 20 
u videatur „ 13 . 

Che la cronaca tratti principalmente della Casa d'Este è prova il fatto che l'autore 
del Chron. Estense, nella prima parte del suo lavoro inserisce quasi tal quale l'opera 
in discorso u . 

Il Muratori alle ragioni del Sassi consentiva perchè il codice ambrosiano finisce 25 
col 1260, e il Ckroìu Estense che contiene la presente cronaca, dopo il 1260 è più 
compendioso e scarso di notizie. 

La coincidenza dell'anno è fortuita, tanto vero che nel Chron, Estense, questa 
cronaca compare sino alle parole simul campestria et montana della p. 44, 1. 23, e nel 
codice ambrosiano giunge oltre sino alle parole super fluvium memoratimi della p. 46, 30 
11. 14-15. E poi non è verosimile che un primo autore, trattando dei casi d'Unghe- 
ria e di Boemia abbia terminato il suo lavoro con un discorso che resta in sospeso: 
" Allora il re di Boemia .... andò contro a Bela re d' Ungheria e pose il campo vi- 



1 Pp. 3, 11. 10-12; 49, 1. 31. 9 P. 4, 1. 2. io 

2 Pp. 6, 1. 11; p. 32, 1. 28; 55, 11. 25-26; 59, I.35. 10 P. 11, 1. 16 e varianti, 1. 8. 

3 Pp. 45, 1. 30; 48, 1. 29. 11 P. 45, 1. 21. 

4 Pp. 7, 11. 7-9: 53, 11. 26-31. 1 2 P. 61, 1. 13 e varianti, 1. 3. 

s Pp. 43, 1. 38; 50, 1. 41. _ 13 Muratori, p. xxiii, 11. 18-19 di questa edizione. 

6 Pp. 7, 1. 16; 50, 1. 28. l * Il Lenel, in Studien sur Geschichte Paduas und 15 

7 P. 27, 1. 16. Veronas, Strassburg, 1893, p. 51, a ragione annovera tra 

8 P. 51, 1. 20. La stessa frase ricorre all'anno 1261, i codici della presente cronaca anche il Chronicon Estense 
p. 47, 1. 5. sino al 1260, 



PREFAZIONE 



"ciao al (lume. Deo gratias 9 l e che un continuatore senza un nesso che 
mantenendo Io stesso stile, colore politico, spirito religioso, abbia proseguito : " Mul- 

u timi tamen minoris numeri erat militia Boemionmi 

La terza argomentazione, addotta questa dal Sa ,si, era: lo scrittore nella prima 
5 parte si rivela per monaco di Santa Giustina, in fine ignora che nel 1269 morì ti: 
eamente l'abate del suo monastero. 

Il Sassi, seguendo lo Smerego, ammetteva che Ialine dell'abate [ai 
venuta nel 1269, mentre avvenne realmente nel 1271, e quindi non poteva < 
ricordata nella nostra cronaca che si arresta al 127" 

Ma poi: il cronista è veramente padovano? È veramente un monaco di Santa Giu- 
stina? Se potesse dimostrarsi l'ipotesi del Jalle che cioè il nostro autore avrebbe 
scritto dopo Rolandino appunto per emularne la gloria, non vi sarebbe più dubbi* 
Ma gli studi del Lcnel * e del Bonardi "' hanno invece escluso la dipendenza della 
1 i cronaca da Rolandino e il fatto è tale da giustificare il dubbio che il cosiddetto mo- 
naco e Rolandino siano concittadini 6 . 

Inoltre: un cronista padovano, narrando i tatti del suo secolo, non poteva ignora 
per esempio: 

• 1" Che Ezzelino nel 1208 fu fatto prigioniero del marchese d'Kste 7 ; 
20 2" Che nel 1210 fu costruita la porta delle Torricelle, celebre per l'ingresso 

trionfale di Ezzelino in Padova nel 12.37; e che furono rialzate le mura della città 
tino a San Michele 8 ; 

3" La deliberazione di fare un leone ricordante una sconfitta del marchese Azo 9 ; 
4° Che i Padovani mossero contro i Vicentini i quali volevano invadere 
25 Bassano l0 ; 



1 P. 46, 1. 15. * sentore (egli scrive) ch'el ci possa appartener dai io 

2 Lenet., op. cit., p. 3 e L. BOTTBGHI, La fine di "carattere dello storico, il quale, il parlando più fi' una 
Jacopo abate di Santa Giustina di Padova (anno 1.171). "volta eli questa città, vi usa celta quasi filiale n 

In Atti dell'Accademia veneto-trentino- " renza, non tanto in riguardo a ciò che dice, .pianto 

^ istriana. 1905, fase. i°. "all'animo che in dirlo vi mostra.... Merita di più 

3 MM. GG . HH., tomo XIX, p. 148. Il Jaffe ab- "osservazione che Lorenzo de' Monaci, trattando di 25 

bandone il titolo dato dall' Urstisio e mantenuto dal " Eccelino, si appoggi unicamente all'autorità dello sto- 

Muratori, accettando di questo il dubbio di un solo * rico mentovato, e ne produca i luoghi interi, chi 

autore e pose alla cronaca il titolo di Annales Sanctae " mandolo scrittore di incorrotta fede, quasi non essendo 

10 Justinae patavini. Perche allora nella prefazione parla " lui padovano, fussc più libero da passione 

di un solo autore che avrebbe imitato il Rolandino sin- nota debbo alla cortesia del professor. \ l.a/./arini in- 
diandosi di cambiarne le parole? della regia Università di Padova. 

4 Lenee, op. cit., passim. '• Rolandino, In Mik \ tori, RI*. II. SS., tomo \ MI. 

5 Bonardi, Pref azio ne del Liber regiminomi Po- p. 23 di questa edizione: e Liber rtgimimtm, tomo \ III. 
15 due, in US. II. SS., di questa edizione, tomo Vili, parte 1, p. 300, di questa edizione. 

p. 27S. 8 Rolandino, p. »3, li. 15-17 e nota \: Liber re- 

c Già Marco Foscarini {Della letteratura veneziana giminum, p. 301. 
Padova, 1752, pp. 122-123, note 46, 47, 48) dubitò che " l-iber regiminum, p. 301. 

il monaco padovano potesse essere di Veneeia. "Qualche ,J Rolandino, p. 33; Liber regiminum, p. 301. 



VI 



PREFAZIONE 



5" 11 Nostro ricorda la morte del marchese d'Este Azo VI e del conte di 
San Bonifacio; Rolandino aggiunge immediatamente la fine di Alberto da Baone, nobile- 
padovano. Questa notizia non poteva essere trascurata da un autore che scriveva in 
Padova, se, come Rolandino asserisce, la Marca trivigiana e Padova per lui furono 
famose u usque in parti bus transmarinis „'. 5 

6" Nel 1212 fu fatta la via da Ponte Corvo a Piove di Sacco, e nel 1216 
quella di Bovolenta' 2 ; 

7" Nel 1218 fu incominciato il Palazzo del Comune 3 ; 
8° Nel 1222 fu trasferita da Bologna a Padova l'Università*; 
9" Nel 1233 fu concluso un trattato di alleanza fra Padova, Verona, Treviso, 10 
Ezzelino ed Alberico da Romano 5 ; 

10° Nel 1235 fu conclusa la pace fra Padova e Treviso 6 ; 
1 1° La conquista di Padova per opera di Ezzelino, che è tanto ampiamente 
narrata da Rolandino, è presentata dal Nostro con pochi particolari ; 

12" Nel 1262 gran parte della citta fu distrutta da un incendio 7 ; 15 

13° Vicenza nel 1266 cade sotto il dominio di Padova 8 ; 
14° Uccisione di Guglielmo del Salza 9 ; 
15° I Padovani nel 1266 conquistano Lonigo l0 . 
Ci sembra che dalle omissioni citate sia giustificato il dubbio della patavinità 
dell'autore, il quale — si rilevi anche questo — nella terza ed ultima parte, per il 20 
decennio 1260-1270 più vicino al tempo in cui scriveva non dà più alcuna notizia 
di Padova u . 

E il dubbio è reso ancora più forte dal fatto che sono trascurati dal Nostro molti 
altri avvenimenti, relativi alla storia ecclesiastica, che un monaco padovano avrebbe 
dovuto conoscere meglio di ogni altro: 25 

1° Nel 1218 il beato Giordano, priore di San Benedetto, intromessosi tra 
Ezzelino e i Vicentini, ottiene che Ezzelino si rimetta al suo arbitrato l2 ; 
2° Costruzione della chiesa di Santa Maria di Porciglia 13 ; 
3° Il patriarca di Aquileia e il vescovo di Feltre ottengono la cittadinanza 
padovana u ; 30 

4° I Trevigiani muovono guerra al patriarca di Aquileia, i Padovani ne pren- 
dono le difese l5 ; 



Rolandino, p. 23. Anche l'autore del Liber re- 
fin " di Alberto da Baone. 



gimìnum, p. 302 

- Liber regiminum , pp. 302 e 303 
3 Rolandino, p 



10 



1 r j 

ricorda la fine 
- Liber regiminum, pp. 302 e 303. 

3 Rolandino, p. 37: Liber regiminum, p. 304. 

4 Liber regiminum, p. 305. 

5 Rolandino, p. 45 e nota 3; Liber regiminum, 
. 310; Verci, Codice ecceliniano, p. 112, doc. 43. 

6 Rolandino, p. 47, 11. 1-3 ; Liber regiminum, p. 310. 

7 Liber regiminum, p. 326. 

8 Liber regiminum, p. 327, 11. 19-30. 
• Liber regiminum, p. 337, 1. * 



12. 



10 Liber regiminum, p. 327, 11. 18-19. 

11 I Padovani sono ricordati per l'ultima volta a 
p. 42, 1. 36. Se a p. 47 è riferita la nomina a cardinale 

di Simone Paltanieri, canonico padovano nativo di 15 
Monselice, e per ricordare un fatto che torna a decoro 
di Monselice, terra degli Estensi. 

12 Dondi, Dissertaz. Vili sopra V istoria ecclesiastica 
padovana, Padova, 1813, doc. II. 

13 Liber regiminum, p. 304, 11. 14-15. *° 

14 Liber regiminum, p. 304, 11. 30-24. 

15 Liber regiminum, pp. 304, 1. 25, p. 305, 1. 1. 



PREFAZIONI-. VII 



5" Costruzione del monastero di San Giovanni di Viridaria 1 ; 
6° Costruzione del monastero di Santa Chiara dì Cella per iniziativa del beato 
Francesco che pose la prima pietra 2 ; 
7° Muore il beato Francesco 3 ; 
5 8° Sant'Antonio viene a Padova*; 

9° Sant'Antonio viene a predicare nella Marca 5 ; 
10° Sant'Antonio muore nel monastero di Cella presso Lodai ung; 
11° Sant'Antonio fu canonizzato nel 1231 7 ; 

12° Frate Giovanni da Vicenza, che a Padova studiò teologia e ricevette gli 
10 ordini sacri, preparò nel Prato della Valle, presso il monastero di Santa Giu- 
stina il convegno di Paquara, suscitando, con la predicazione durata alcuni giorni, 
il più grande entusiasmo non solo nella città, ma nei paesi vicirr 

13° 11 beato Giordano, fatto prigioniero da Ezzelino, è consegnato al patriarca 

di Venezia 9 ; 
15 14° Quando Federico II pose sua sede nel monastero di Santa Giustina multa 

et magna tunc fieòant secreta Consilia a pud monastcnum sane te fatine siugulis noeti- 
bus et ilieòus 10 ', 

15° Nel 1243 ebbe luogo nel Prato della Valle la rappresentazione della pas- 
sione del Signore con grande solennità 11 ; 
20 16" Riguardo alla sepoltura di Arnaldo, abate di Santa Giustina, il Liber re- 

giminum dà particolari più minuti e precisi del Nostro 1 ' 2 ; 

17° Nel 1272 avvenne la traslazione del corpo di sant'Antonio 19 ; 
18° Nel 1266 muore il beato Antonio Pellegrino 14 . 
Tali notizie potevano esser taciute da un monaco di Padova? 
25 L'opera nei codici è anonima; l'Urstisio subodorò (il termine è del Muratori) che 

potesse appartenere ad un monaco di Santa Giustina per l'espressione che ricorre all'anno 
1236: ■ honorabilis Arnaldus fecit fieri dormitorium nostrum „. La frase potrebbe es- 
sere decisiva se potesse accordarsi con le lacune che abbiamo rilevato e se potessimo 
provare che appartiene all'originale; ma nel codice più antico tra quelli che ci restano» 
30 tale menzione invece manca; nel codice parigino si ha la designazione d, ' dormi- 
" torium Sancte Justine „ che a differenza dell'altra - dormitorium nostrum , potrebbe 
essere stata dettata anche da chi col detto monastero non abbia mai avuto rapporti. 



■ ,., . j „~. ii _ o e nel Chron. Estense. 

1 Li ber rtgiminum, p. 305, 11. 7-8. 

, , , * . I-j; 11 ,q , n " Rolaxdino, p. 65, 11. 14-15" 

Liber return, p. 306, U. 28.3°. ^ ^ j^ n . ^ 

* Liber regiminum, p. 30,, . 9- „ z ,, ,„,,,„„, P re fa z i o n e. p. =»79- »• S^- «5 

r. Liber regiminum. p 30S. L IO- „ ^ W/< a6> U . w . ia . L. cronac. 

S « RoLANDiNo, p. 43. 1- 23 sg. ., fatto Incidental- 

1 Rouk DIN o. p. 44. -cito diamente, e Liber ^^^««do .autor' scriver. dell, morte di 

regiminum, p. 39. .. ... .,,, 

s Ro J™So, p. 44: Liber regiminum. p. 309. Sant'Antonio, a. anno ..3«. 

r " IS Liber regiminum, p. 320, 11. »-4. 

' Rolandino, p. 45- . , Kìl d al chron _ Estense, che nella sua prima 

io '» La notizia compare solo nel codice parigino; -^ ua ° mterarn la oresente ope- 

manca nei codici ambrosiano, padovano, nelle edizioni parte contiene, riportata ad htteram la presente p 



Vili 



PRKFAZIONE 



Noi riteniamo che la presente sia invece una cronaca estense alla quale di mano 
in mano alcuni inesperti trascrittori inserirono altre notizie, tra cui quelle riferentisi al 
monastero di Santa Giustina, tratte esclusivamente da una leggenda dell'abate Arnaldo, 
famosissimo in tutta la Marca per la persecuzione di Ezzelino l . 

Il successivo innesto di una leggenda dell'abate con la cronaca appare evidente 
da questi fatti: 1" che le notizie riguardanti il cenobio di Santa Giustina si riferiscono 
sempre e solo alla vita di Arnaldo, se si fa eccezione per il ricordo di Stefano suo 
predecessore e di Jacopo suo successore; accenni che non dovevano mancare nella 
vita dell'abate; 2" che cronologicamente alcune di queste notizie appaiono a spropo- 
sito incastonate nella cronaca 2 ; 3" che le notizie d'indole speciale del monastero man- 
cano nel Cliron. Estense, e talvolta nei codici e nelle edizioni della cronaca che va col 
nome di Amia/es Sanctae Justinae 8 . 

Per la corrispondenza spesso letterale che riguardo alle notizie di Santa Giustina 
si riscontra nell'Annalista e nel Liber, fu pensato dapprima che questo dipendesse da 
quello. Ma gli studi del Lenel dimostrarono che Annalista e autore del Liber attin- 
sero invece a più fonti comuni, tra le quali, secondo il Bonardi, sarebbe stata una 
cronaca del convento 4 . Io per gli argomenti addotti, determinerei meglio questa 
fonte comune in una leggenda di Arnaldo, la quale non doveva essere ancora scritta 
nel 1260, quando Rolandino stendeva l'opera sua. 

Difatti quando i due autori, Annalista e Rolandino, trattano di Arnaldo non una 
parola tradisce qualsiasi rapporto diretto tra loro; anzi la sostanza dei fatti è diversa 
nell'uno e nell'altro. 

Secondo l'Annalista " Arnaldo fuggì a Ferrara, poi a Monselice dove stette fino 



10 



15 



20 



retta (vedi p. iv, nota 14). Il codice più antico del Chron. 
Estense e quello della biblioteca di Modena a H 3. 13, 
anteriore al 1383 (Archivio Muratoriano, n. 1, p. 17); gli 
altri codici contenenti la cronaca sono del secolo XV. 
5 ' A tal genere di fonti ricorse anche Rolandino, 

the a proposito di Sant'Antonio riferì quanto si con- 
teneva in legenda ipsius (p. 44, 1. 4). Innesti alla cronaca 
originale sono qua e là evidenti (si vedano le varianti). 
Qui citeremo un esempio: i codici ambrosiano e pado- 

10 vane, le edizioni e il Chron. Estense hanno di frate Gior- 
dano Forzate : Domnum etiam Jordanum , quem Paduani 
patretn Padue appellàbant, perfiditi Ecelinus in carcere alli- 
$avit. Nel codice parigino v' e aggiunto quanto si legge 
a p. 12, 11. 16-24 della nostra edizione. Di Arnaldo ab- 

15 biarno trovato una leggenda in un codice ms. dell'Ar- 
chivio del Museo civico di Padova, segnato II, 320. 
Questa leggenda dapprima non differisce da quanto di 
Arnaldo è scritto nella presente cronaca, poi aggiunge 
il ricordo dei miracoli di guarigione di mal di reni, 

20 che i devoti di Arnaldo ottenevano. Quivi pure si 
trova il nobis retulerunt che si legge nella cronaca (p. 24, 
11. 27-28) e nel Chron. Estense (p. 35, 1. 14). Egual va- 
lore parmi si debba dare al nobis retulerunt che ricorre 
alla p. 51, 1. 38. 



2 Difatti: la prima notizia relativa a Santa Gui- 25 
stina (il ritiro di Stefano e la successione di Arnaldo) 

è del maggio 1209 e segue alla scomunica di Ottone 
avvenuta nel novembre 1210; la seconda notizia (esca- 
vazione di un canale presso il convento e costruzione 
dei mulini) è posta al 1228, mentre il privilegio di 30 
concessione di acque, fatto dal Comune ad Arnaldo, e 
pubblicato da A. Gloria in Statuti del Comune di Pa- > 
dova, Padova, 1873, pp. 424-425, è dal 27 giugno 1230 ; 
la terza notizia (i doni di Arnaldo fatti a Federico II 
mentre dimorava in Santa Giustina) che manca nel 35 
Chron. Estense, avrebbe dovuto seguire (e così e nel 
Liber regìminutn, p. 313, 1. 24) alle parole post pascha 
(vedi p. 13, nota, 1. 9) segue invece alla parola innodavit 
(p. 13, 1. 25) contro la logica e la cronologia, perche 
e assurdo asserire che i doni sieno stati fatti dal frate 4° 
a Federico dopo la scomunica; la quarta notizia (no- 
mina di Jacopo ad abate) è dell'agosto ed e posta dopo 
gli avvenimenti del 5 settembre. 

3 La nomina di Jacopo ad abate manca nel Chron. 
Estense, nel codice padovano, nelle edizioni dell' Ursti- 45 
sio e del Burmann; appare, ma fuori dell'ordine cro- 
nologico, nei codici ambrosiano e parigino. 

4 Liber regiminum , Prefazione, p. 278,11.23-26. 



prefazioni; IX 



u 



u 

a 



"alla venuta dell'imperatore; nel settembre Federico giunse in Lombardia e l'abal 

gli andò incontro a Verona dove tu festeggiato e aggiunto al eguito dell'in 

per due mesi 1 . Nell'anno successivo 123S il conte Gerardo di Sassonia qua! ; 
"imperiale viene a Padova e mosso a pietà, rimette nel monastero l'abate, rimuovendo 

5 u le guardie che vi aveva posto kzzclino „-. 

Rolandino narra ben diversamente: "Arnaldo fugge da Monselice (Ferrara non 
" è ricordata). L'imperatore da Cremona va a Vicen/.a (hi fermata a Verona noi; 
" detta) e di Ih a Padova; va a salutare il vescovo e prende alloggio nel mona 
"di Santa Giustina, dove rimane per circa due mesi. Da Padova L'imperatore so- 
lo u leva recarsi cavalcando a Noventa, e una volta andò anche a Monselice, dov'ebbi 
un convegno col marchese d'Este. Ad Este gli si presenta Arnaldo della tanaglia 
de' Catani di Limena; gli racconta che per timore di Ezzelino è t'uggito dal mo- 
nastero che ora è dell'imperatore "et eius erit donec vixerit idem abbai Pochi 
u giorni dopo, tornando a Padova, conduce con sé l'abate, che con lui prende allo 
15 tt gio nel monastero 3 „ 

Le differenze sono grandi: 1" per l'Annalista Arnaldo va a Verona e si aggiunge 
alla corte di Federico; per Rolandino va a Monselice e vi resta sino alla venuta 
dell'imperatore; 2° per l'Annalista è il conte di Sassonia, che mosso a pieth, ricon- 
duce al monastero l'abate; per Rolandino è Federico che ve lo riconduce da Mon- 
20 selice; 3° secondo l'Annalista il monastero era occupato da guardie di Ezzelino; 
Rolandino dicendo che Federico " hospitatus est in monasterio Sanctae Justinae „ dopo 
essere andato a far atto di omaggio al vescovo, fa supporre che nel monastero ci 
fossero i soliti frati; 4° per l'Annalista l'abate è restituito al monastero nel 1238, e, 
dunque, v'è già alla venuta di Federico nel 1239. Rolandino ha che Federico aveva 
25 già fissato la sua corte a Santa Giustina, quando, andato a Monselice, vide Arnaldo 
che con le sue preghiere lo indusse a rimetterlo nel monastero di Padova. 

Come si vede le differenze sono tutt'altro che lievi. A chi dare la preferenza? 
Esclusivamente all'Annalista, parrebbe, trattandosi di notizie del suo monastero. Ep- 
pure non v'ha dubbio alcuno che la narrazione di Rolandino sia vera, verissima 4 . 
30 Rolandino nel prologo dell'opera ci fa sapere che l'anno della sua nascita fu il 1200; 

che nel 1223 {cum iam annus etatis mec XXIII decurrebaf) il padre suo, notaro di Pa- 
dova, avendo scritto una cronaca della Marca trivigiana, gli dette i suoi appunti, ordinan- 
dogli di continuare l'opera iniziata. Egli cominciò da quel tempo a notare ciò che aveva 
udito sino allora (et que post eius iussa prò magna parte indisse me profiteor et scripsissi | 
35 Dunque dopo il comando del padre prese appunti di ciò che vide, appunti che ser- 
virono alla stesura della cronaca cui attese dal 1255 al 1262°. 



1 p, I35 u # ay.^i. nell'opera del Rolandino non manchino qua e là irrori, 5 

i p. I3 , 11. i 4 -i6. "'ino prova il Lene! (op. ci/., p. 24, nota i, e p. 43). 

3 Rolandino, pp. 57, 11. 35-37: 63, 1. 13-64, 1. 16. 5 Rolandino, Prefazione, p. ix, 11. 20-25; p. 7, 

4 Questo si può affermare pur ammettendo che 11. 12-18. 



X PREFAZIONE 



Ora: quando avvengono le peripezie di Arnaldo, Rolandino è nel fiore degli anni 
(ha >}$ anni) vive a Padova e, con intenzione di scrivere una storia, nota quello che 
vede. Quando muore Arnaldo (1255) Rolandino comincia a scrivere l'opera sua. 
Se dunque egli non dice che alla morie dell'abate " multi viderunt manifeste ignea 
u signa ab aethere descendisse „, e che, apertasi la cassa di lui cinquanta giorni dopo 5 
la morte, non furono trovati u putredinis et corruptionis... . vestigia „, ciò è perchè 
mentre egli scriveva, queste cose non erano ancora state inventate dalla pietà dei 
confratelli. 

Anche il Liber regiminum talora è meglio informato dell'Annalista: aggiunge che 
la concessione dei molini fu data dal comune di Padova, e, come osservò il Bonardi *, 10 
riguardo alla tomba di Arnaldo offre particolari minuti e precisi invece delle vaghe 
parole dell' Annalista. 

Concludendo: per la importanza delle vicende cui Arnaldo ebbe parte e per la 
duplice aureola di santità e di martirio di che lo circonfusero i suoi confratelli 9 , non 
potevano lasciare sotto silenzio i suoi casi coloro che trattarono di Ezzelino, anche 15 
senza esser monaci di Santa Giustina. 

* * 

L'autore è della Marca trivigiana: tale si appalesa sin dal proemio, dove espone 
il proposito di narrare i fatti accaduti u in partibus Marcine vel Lumbardie seu etiam 
" extra iìnes Italie „ . 20 

Egli inoltre prende le mosse da Verona, con la conquista della quale gli Estensi 
cominciano ad avere un posto considerevole fra i signori del tempo. 

Verona è per il Nostro degna di essere per prima rammentata fra tutte le città 
della Marca: " tam in Verona, quam in Padua et Vicenda „ 3 , per i cronisti patavini 
invece è, naturalmente, Padova ; così il Liber allo stesso proposito ha " Paduanorum 25 
" Vicentinorum et Veronensium „ 4 . 

Nella enumerazione delle città tenute da Ezzelino così si esprime l'Annalista: " Iste 

fuerunt civitates Veronam, Paduam, Vicentiam „ 5 , mentre Rolandino tiene questo 

altro ordine: " scilicet in Padua, in Verona, in Ferraria, in Vicentia „ 6 . Dal 1253 
al 1259 Ezzelino, scrive l'Annalista, fece conoscere la durezza del suo cuore "tam 30 
u in Verona quam in Marchia universa „ 7 . E Rolandino allo stesso proposito si 
esprime così : " non solum in Padua sed in tota Marchia „ " in tota Marchia et pre- 
" cipue in Padua „ " in tota Marchia et maxime in Padua „ 8 . Così mentre l'Anna- 



1 Liber regiminum , Prefazione, p. 279, 11. 33-36. nus III, in Muratori, RR. II. SS., tomo Vili, col. 148 

• Nella basilica di Santa Giustina, proprio nella della vecchia edizione, 
parete cui era appoggiata la tomba di Arnaldo fu di- * Liber regiminum, p. 323, 11. 14-15. io 

pinto Eceelino in mezzo ai suoi satelliti {Liber regimi- 5 p. 39, ], 10i- 

5 num, pp. 323, 1. 34-323, 1. 1). 6 Rolandino, p. 71, 11. 3-4. 

3 P. 37, varianti, 1. 6, così i codici ambrosiano 7 P. 33, 11. 18-19. 

e padovano; così anche Lorenzo De Monaci, Ezeri- 8 Rolandino, p. 85, 1. 35 e 38; p. 87, 1. 15. 



PREFAZIONE 



lista rileva che nel l-os "tota Lombardia pretei Veronara et Papiam ,' stava pei 
Carlo contro Corradino, l'autore del Liòer, che pur tratta di quelle vicende, non fa 
il nome di Verona; e il nome di questa citta tacciono il Li Rolandino a pi 

posilo dell'incontro di Arnaldo con l' imperatori 
5 Ben altro è il modo di far figurare Padova tenuto dagli scrittori padovani. 
1224 u Azo, marchio et Rizardus comes Sancti Bonifacii, cura Veronensibus et 
" Mantuanis Salinguerram in Ferrariam obsiderunt „. Così l'Annalista •. L'autore del 
Liòer, al contrario, vede nelle prime file i suoi concittadini che l'Annalista neppure 
nomina: "et Azo marchio tic Este, cum Paduanis, Veronensibus „*, d'ac- 

10 cordo con Rolandino: " l'arato igitur guarnimento magno de araicis sui- omnibus 
u de Padua de Mantua de Verona et aliunde /'. E così, dal punto eli vista di un pa- 
dovano, l'anonimo del Liòer narra che nel 1213 a Paduanus exercitus obsedit Rochara 

u de Este et eam violenter accepit, Aldrovandino marchione resistente obedire velie 
u comuni Paduae „ 6 , mentre l'Annalista ha subito prae oculis il nobilis man . Qui 

15 lo stile tradisce l'uomo che si rivela anche allorquando in tono di rimprovero ricorda 
ai Veronesi che per non aver voluto la signoria di Azo, si lasciarono condurre in 
bocca del leone 8 . 

Quando il Nostro descrive la orribile vita dei condannati al carcere nel periodo 
ezzeliniano non si sofferma a dir della torre, che mesto avanzo di nefanda tirannide 9 

20 sorge anche oggi a Padova presso il ponte dei Molini, o delle carceri non meno fa- 
mose della vicina Cittadella " qui dicebantur La Malta, in quibus erant validae poe- 
a nae, sicut inferni n 10 , bensì specialmente delle carceri di Verona n , e nel conchiudere 
la narrazione de' casi di Ezzelino, fatto un breve accenno alla parte avuta dal popolo 
e dalla milizia padovana nel fiaccare la potenza del signore Da Romano, ripete che 

25 ben miseri furono i Veronesi sotto di lui, qitem ipsi exaltaverunt supra modnm v2 . 

Ad ogni inasprimento della efferatezza di Ezzelino il Nostro non tralascia di 
notare che della u prima audacia contra nobiles et potentes „ l8 è vittima qualche 
veronese, o Carnarolo u milite verone usi, quem coniurationis principem asserebat tara 
u in Verona quam in Padua „ u e il conte di Panigo u civis veronensis „ l5 . A propo- 

30 sito del conte di Panigo e dei suoi compagni di cospirazione che il Nostro chiama 
a viri nobiles et preclari ^ non è senza valore il rilevare che Rolandino li taccia invece 
di traditori e afferma che il Conte, il quale era " multum familiaris „ di Ezzelino aveva 
ricevuto denaro dai Lombardi per favorire il loro ingresso in Verona 17 . Inoltre Ro- 



» p, --, i # 2o » Così si legge nelle epigrafe apposta alla torre, io 

1 Liber rtgiminum, p. 3x2, 11. 27-39 e Rotondino, 10 Liòer regiminum, all'anno 12-52. 

p. 64, 11. 4-7. u P. 33, 11. 18-20. 

3 P. 7, 11. 14-15. " P. 4°. L 4°- 

4 Liber regiminum, p. 306, 1. 9. 13 P. 16, varianti, 1. 6. 

5 Rounuino, p. 31, 11. 9-10. ' 4 P. 23, 11. 9-10. 15 

6 Liber regiminum, p. 302. 11. 15-17. ' 5 P. 16, 11. 24-36. 
l P. 5, varianti, 11. 9-10. w P. 16, 11. 24-25. 

8 P. 40, 11. 37-39. 17 Rolandino. p. 78, 11. 3-6. 



MI 



PREFAZIONE 



Landino, ehe dì questo episodio offre maggiori particolari, non mira a mettere in vista 
ona ebbe la prima parte nelle cospirazioni contro il tiranno. 

Ancora: Rolandino 1 , Annalista 9 e Liber 9 narrano con varietà di dati che Giovanni 
Scanai ola, arrestato e condotto legato dinanzi ad Enrico d' Egna nipote di Ezzelino 
e podestà di Verona, riuscì a ferire il triste insultatore che sopravvisse pochi giorni. 5 
Ebbene: in questo punto l'Annalista ha meno parole e più particolari. Non solo; ma 
dinanzi a quest'eroe veronese sente il bisogno di esclamare : " O mira stupendaque 
a audatia et ore omnium divulganda .... „. Così si commuove u quod non sine 
" dolore dicimus vehementi „ quando ricorda che alla battaglia dell' Oglio fu fatto pri- 
gioniero insieme col Legato pontificio il vescovo di Verona e il podestà di Mantova 4 , 10 
mentre Rolandino sine dolore accenna a questo fatto che l'autore del Liber tace. 

Per Verona anche altrove il Nostro ha espressioni di affetto e di lode specialis- 
sime, quali non si rinvengono nell'opera sua per nessuna altra città: " nobilissima 
" civitas „ dilecta civitas „ u natali dulcedine soli B " tante civitatis potentia exaltatus „ 6 . 

Nessun cronista padovano ha, come il Nostro, parole per il conte veronese Loisio 15 
di San Bonifazio, che giovinetto ancora si distingue per valore con le schiere mantovane 7 
nò sa che il nunzio che ad Ezzelino reduce dal saccheggio di Mantova dette la no- 
tizia della presa di Padova veniva da Verona 8 : né, dicendo dei nobili veronesi Al- 
berto e Nicolò da Lendinara vittime di Ezzelino, si esprime con le parole oltremodo 
laudative che si leggono in questa cronaca: a nobilissimi et potentes et sicut rose inter 20 
" milites Marchie fulgentes „ 9 . 

A render ancor più probabile che la prima redazione di questa opera appartenga ad 
un veronese o a chi, quando scriveva, si trovava a Verona, si può addurre il fatto 
che il codice parigino che contiene gli Annales è una silloge di storia veronese 10 . E 
per converso non è senza valore il constatare che i codici contenenti sillogi di storia 25 
padovana hanno sempre Rolandino, il Liber, i Cortusii e varie manti ssae n ma giammai 



IO 



1 Rolandino, p. 83, 11. 16-2S. 

2 Pp. 18-19. 

3 Liber regiminum, p. 317, 11. 17-23. 

4 P. 34, 11. 20-21. 

5 Pp. 40, 1. 40 e varianti 1. 8-p. 41, 11. 1-2, 8-9. 

6 P. 39> U- 22 " 2 3- 

7 C. Cipolla, R conte Loisio di San Bonifacio , in 
Atti del regio Istituto veneto di scienze, 
lettere e arti, tomo LXIV, parte 11, p. 2S7. 

8 P. 39, 1. 11. 

9 P. i8, 11. 26-27 e °f- Liber regiminum, p. 317, 
11. 8-10. 

lc Vedi p. xix di questa Prefazione. — Il dott. Ro- 
berto Cessi (in Archivio Muratoriano, n. 15, pp. 218-219) 

15 riconosce nel compilatore del codice " l'evidente inten- 
" zione di formare un corpo di storia veronese „ e rileva 
" fra gli Annales Sanctae Iustinae e la cronachetta vero- 
" nese seguente.. .. la connessione immediata „. Infatti. 
e gl' aggiunge, l'autore, a proposito del matrimonio del 

20 Salinguerra avvenuto in Ferrara nel 1285 annotò: Hoc 



non consocia/ ad ilud, quod superius dictum est, cioè non 
si accorda con la precedente affermazione del Nostro 
all'anno 1240: che il Salinguerra mori in carcere a Ve- 
nezia. Il dott. Cessi però non doveva vedere " contra- 
" dizione fra le due fonti, di cui l'autore si serviva „ ne 25 
derivarne il dubbio " che gli Annales non siano d'originr 
" veronese, rappresentando una tradizione opposta a 
" quella accolta dagli annalisti di Verona „. Poiché lc 
due tradizioni opposte non esistono adatto : era piuttosto 
il caso di rilevare la ignoranza del compilatore, che con- 30 
fonde in uno i due Salinguerra: il primo che veramente, 
come il Nostro afferma, morì a Venezia prigioniero 
(anno 1245) (vedi p. 15, 11. 11-12, e nota, 11. 18-20) il se- 
condo che nel 1285 sposò Giovanna Pallavicino. 

11 li codice della Marciana segnato: Latini, clas- 35 
se X, lxix ha: Rolandino, Liber; Cortusii, da nono 
(vedi Valicntinelli, Biblioth. manuscripta ad Sancti Marci 
Venetiarum, tomo VI, p. 231); così il codice padova- 
no BP, n. 753 del secolo XV contiene: Rolandino, 
Liber, Cortusii. 40 



PREFAZIONE XIII 



comprendono i cosiddetti \nnales patavini, clic non dovrebbero mani, 
stati veramente scrìtti e conosciuti a Padova '. 

Se in questi Verona ha parte considerevolissima non men< ole l'ha 

dova: l'autore si è proposto di esporre i casi di tutta la Marca, e nei primi libri 
5 narra l'origine, lo svolgimento e la fine della lotta fra i Da Romano e gli I. 

lotta che ebbe per teatro la Marca tutta, Padova e Verona in particolare. Ma e di 
Padova, come abbiamo rilevato, il Nostro non dà più alcuna notizia negli ultimi dieci 
anni trattati nell'opera sua, il nome di Verona compare ancora: rinvilo de' Veron 
a Corradino perchè venga in Italia, l'arrivo, la dimora di tre mesi, la partenza, culto 
10 e particolarmente narrato-. Segue la disfatta dei campi l'alentini; Carlo d'Angiò in- 
da relazione u potcstati, Consilio et comuni Paduano „ ; la relazione è letta u in pa- 
" lacio communis Paduae in pieno populo „ :1 . Tutto questo sanno i cronisti pado- 
vani: la nostra cronaca tace. 



« 
* * 



15 (-ili argomenti addotti ci tanno propendere a credere sia da escludere nell'autore 

il proposito di scrivere annali patavini. L'autore, che aveva presente Verona più che 
ogni altra città della Marca, si propone la lode della Casa d'Este. Ciò spiega l'ac- 
coglienza della nostra cronaca in un corpo di storie veronesi e nel Chron. Estensi . 
Tutti gli Estensi da Azo ad Obizo II ebbero il diritto di giudicare delle appella - 

20 zioni nella Marca veronese 4 ; nel 1281 Obizo II ne fu investito dall'imperatore Rodolfo 
"per totani Marchiani tarvisinam sivc Veronae „ r> . E questa investitura s' ha ila con- 
siderare, almeno nella intenzione della famiglia, come un resto dei domimi di un tempo, 
dacché nel 1271 l'ultimo tentativo di occupare Verona era fallito, provocando da parte 
degli Scaligeri, appunto fra il 1271 e il 1284 severissime disposizioni contro la parte 

25 del Conte di San Bonifazio e del Marchese d' Este 6 . 

Venne però l'anno della pace: il 1289. La famiglia scaligera, diventata ormai 
principesca, ma di nobiltà recente, non paga della signoria sancita da un plebiscito, 
né del titolo di capitano del popolo dato al suo capo, vuole acquistare anche il de- 
coro di parentadi famosi per illustre sangue; e nel 1289 Costanza, figlia di Alberto 

30 della Scaia va sposa ad Obizo II d' Este, rimasto vedovo, due anni prima, di Iaco- 
pina Fieschi nipote di Innocenzo IV. In questo matrimonio — osserva il prof. Ci- 



1 II prof. Lazzarini, ini ofirì una copia di un an- Cortusii, non conosceva gli Annales. I Cortusli i 

tico elenco di fonti storiche padovane, del quale poi guono, e lo citano. Rotondino, mostrando di non averr 

dette relazione nell'Archivio Mura toriano, n. 6, pp. 336- a loro disposizione l'opera del Nostro. 
335, esortandomi a vedere se vi fossero accenni all'opera - P. 57, 11. 8-30. 

5 in discorso. L'esame portò ad un resultato negativo: ' liber regiminum, p. 329, 11. 15 

l'accenno che vi si trova ad Arnaldo di Santa Giustina • Muratori, Delle antichità esterni, Modena, 1 

deriva da Rolandino e non dagli Annales. Sicché non Parie I. 

saremo molto lontani dal vero affermando che lo scrit- ' Muratori, op. cit., part. II. p, 
torc padovano del secolo XV (la compilazione è prò 6 C. CIPOLLA, Compendio delUi storia politica di Ir- 
lo cisamente del 1424) mentre conosceva Rolandino e i rona, Verona. 1S99, pp. 1S5 e 196. 20 



XIV 



PREFAZIONE 



polla — non è difficile riconoscere un avvenimento politico tanto più notevole in 
quanto che la stirpe ghibellina degli Scaligeri collegavasi per quelle nozze all'antica 
Casa guelfa, che tino ad allora era stata decisa avversaria di Verona ghibellina '. Ciò 
non sfuggì all'anonimo autore del Liber che a proposito di questo matrimonio com- 
menta che Obizo con Alberto della Scala a magnam concordiam et ligam fecit „ 2 . 5 

Ora l'opera nostra, che senza precisa determinazione fu giudicata sempre di un 
contemporaneo di Federico II e di Ezzelino, fu composta tra il 1270 e il 1343 3 . Con 
maggiore determinazione si può supporre scritta tra il 1289 (anno del matrimonio 
di Obizo II) e il 1293 (anno della morte di Obizo stesso) cioè nel periodo in cui 
l'autore sapeva di accarezzare opportunamente in Verona Estensi e Scaligeri allora 10 
finalmente e per allora soltanto in pace. 

Che l'autore avesse sempre presenti alla mente gli Estensi abbiamo già dimostrato; 
che con l'opera sua volesse far cosa grata in particolare ad Obizo II, a noi appare 
evidente dalla insistenza con la quale rileva la rassomiglianza tra l'orfano Obizo ed 
il padre suo Rinaldo " qui patris imaginem tam in colore quam in membrorum di- 15 
a spositione manifestissime representat „ 4 u puer Obizo Rainaldum querentibus exhibe- 
" bat. Tam enim in moribus, quam in facie relucebat in ipso sui nobilissimi genitoris 
8 imago, sic oculos, sic ille manus, sic ora ferebat „ 5 u cum eius expressam cerneret 
"imaginem in nepote „ 8 tt oculi quippe marchionis grato spectaculo dilecte imaginis 
" pascebantur, ita ut amore presentis, absentis fìlii desiderium temperaret „ 7 quasi de 20 
" paterno pulvere suscitatu n, speculimi sue gratissime faciei marchionis vultu sepissime 
tt representans „ 8 u Respice in faciem nepotis tui, et inde utrumque sit in nepote aut 
u non fìlii tui expressa imago „ 9 . 

Perchè tanta insistenza ? 

Rinaldo, unico figlio di Azo VII, marito di Adelaide da Romano, nel 1239 fu 25 
da Federico II mandato come ostaggio in Puglia, dove da una nobile donzella ebbe 
un figlio, Obizo, e più figlie 10 . Morto Rinaldo, il bambino fu portato a Ferrara; e 
fra' Salinibene che lo vide arrivare " de Apulia super asinum vel sumarium „ sentì dire 
ch'era veramente figlio di Rinaldo, ma " si fuit res ficticia, malitiose composita an 
verità^ ignoro „ u . Obizo per 1' amore del nonno ebbe la signoria di Ferrara a 30 
danno del pretendente Stefano, che non gli avrà certo risparmiato l'appellativo di 



1 C. Cipolla, op. cit., pp. 204-205. 

2 Liber regiminwn, ad anno 1289. 

3 Nel testo, non tenendo conto della variante del 
codice ambrosiano all'anno 1249, che si riferisce al 1272 

5 (p. 20. varianti, 11. 3-5) né di quella del codice padovano 
che reca la data 1355, (p. io, varianti, 1. 5) il termine 
ante quem e i'ad presens tempus della p. 52, 1. 9 che è da 
riferire innanzi al 1378, nel quale anno i resti di Bea- 
trice furon trasportati a Padova (vedi la nota 1 a p. 51). 
io Galvano Fiamma ripete nel Manipulus Florum scritto 
non prima uè forse dopo il 1343, pagine del Nostro: 
e l'opera intera appare sino al 1260 nel Chron. Estense, 
completimi.. . . anno 1368 {Archivio Muratoriano, n. 1, p. 17). 



15 



4 P. 21, 11. 19-20. Il presente representat e buon 
indizio della tesi da noi sostenuta, che l'autore scri- 
vesse vivendo Obizo. Il codice più tardo, il padovano, e 
la edizione dell'Urstisio, quella di Venezia (1636) e le al- 
tre che ne dipendono sostituiscono a representat : txibebat. 

5 P. 49> H. 3°-3i- 

6 P. 49, 1. 32. 

7 P. 49, 11. 33-34. 
* P. 50, 11. 3-4. 

9 P. S 0, 11. 32-23. 

10 P. 31, 11. I4-3O. 

11 MM. GG. HH., Scriptores, tomo XXXI, pars pHor, 25 
pp. 167-168, 



»0 



PREFAZIONE 



XV 



bastardo '. Certo il dubbio delia legittimità doveva essere noto anche all'avo, se gli 
raccomandava: ■ Attestatone operis " comprobabis te ver* processisse de geiM 
nobili estensium Marchionum „'-'. 

E qui giova di nuovo proporci la domanda: è lecito supporre che fotte padovano 
5 un sì fervido laudatore di Obizo? Tra il 1289 e il 1293 Le relazioni tra Padovani ed 
Estensi erano tutt'altro che cordiali, dacché i Padovani, come si sa, conquistarono ai 
danni del Marchese tanto decantato nella cronaca, Badia, Lusia, Castel di Venezie, 
Barbuglio, Lendinara, Rovigo 8 ; e, ridotto il rivale in condizione da non poterlo 
più temere nell'avvenire, costruirono " contra voluntatem March ionis de Est e et do- 
10 minorum de la Scala., la fortezza di Castelbaldo sull'Adige (1292)*. 

Non si può supporre che in queste circostanze un padovano attendesse a tessere 
le lodi di Casa d'Este con una cura che non ha riscontro in altri cronisti e poi ta- 
cesse i più importanti avvenimenti della sua citth 6 . 



LE FONTI. 



L'Anonimo non attinse al vario materiale che gli scrittori patavini sfruttano lar- 
gamente: registri del Comune, cronache, iscrizioni, documenti, monumenti, antiche 
redazioni di Annali. Gli Annales patavini 6 sono stati largamente usati dal Rolan- 
dino, più ancora dall'Anonimo autore del Liber regiminum, nessuna traccia se ne 
trova nel Chronicon Marchiae Tarvisinae. 

Il codice padovano del Chronicon all'anno 1227 riporta dagli Annales soltanto la 
menzione del u Dominus Bonifacius Vidonis de Vizardo de Bononia potestas Padue „ 7 . 



1 Vedasi a questo proposito B. Vkratti. Di alcuni 
documenti relativi ad Obito II, Modena, 1S64. 
* P. S 3, 11. 3 6-37- 

3 Gennari, Annali di Padova, Bassano, 1804 ; ed 
\ ampiamente B. Cessi, Venezia e Padova e il Polesine di 

Rovigo, Città di Castello, Lapi, 1904, pp. 30-33. 

4 Liber regiminum, p. 340, 11. 14-15. 

s In mezzo alle innumerevoli lodi date al mar- 
chese Azo, a p. 13. 1. 13 è una frase che e impossibile 

io accordare con il contesto di tutta l'opera: "Marchio 
"etiam estensis impcratoris nunciis vilissi/ne se subiceil... 
Il Liber regiminum, fedele alla fonte, ha " Imperatoris 
" nunciis se subiecit (p. 312, 1. 24) „. Il Chron. Estense 
e gli Annales stessi nella redazione del codice padovano, 

i- nelle edizioni urstisiana e burmaniana, al posto ci i vi* 
lissime hanno amicorum destitutus auxilio, parole che sono 
in perfetta armonia con il resto della cronaca e con la 
verità. Infatti i Padovani avevano accolto nella città 
Ezzelino: i Trevigiani Alberico da Romano {Chronicon, 

20 p- 12, Ih 9-1 1 e Liber regiminum, p. 313, 1. 23-24). La va- 
riante si deve al copista che in ciò appunto e soltanto 
mostrasi padovano. Un'altra variante è pure significa- 
tiva : i codici ambrosiano e parigino hanno all'anno 1336 



(vedi p. Il, 11. 15-16 e varianti. 1. 8): ■ Paduani vero 
* terrore perterriti ad propria sunt reversi „ : il codicr 
padovano, le edizioni e il Chron. Estense hanno " Pa- 
" duani vero nimio terrore etc. „. Il nimio doveva tro- 
varsi nella redazione originale e la frase intera appare 
coniata fuori di Padova: gli autori che conosci.-imo per 
Padovani, accennando a questo stesso fatto, tengono 30 
altro linguaggio: "Paduani vero Paduam cum toto 
" exercitu et carrocio salubri reditu sunt reversi „ dice 
Rolandino (p. 4S) : e l'autore del Liber regiminum, " Pa- 
■ duani et Tarvisini cum essent Rivoltam cum Mar- 
" chione et suis carrociis, timore imperatoris, redierunt 35 
"Paduam (p. 311). Queste due varianti ci rive- 
lano anche l'animo dell'autore ostile ai Padovani, che 
a' suoi giorni erano in lotta con gli Estensi, dei quali 
celebra continuamente le gesta. Tutte le ragioni ad- 
dotte ci hanno fatto preferire ai titoli di Chronicon 40 
monaci paduani e di Annales Sanctae Justinae patavini 
quello che ricorre nel proemio dell'opera ste<*a: Chro- 
nicon Marchiae tantsinae et Lombardiae. 

« RR. II, SS., tomo Vili, p. 183 gg«< di questa 
edizione. 45 

7 P. 8, varianti, 11. 3-4. 



XVI 



PREFAZIONE 



Si tratti! evidentemente dì una 'arda interpolazione, che manca nei codici contenenti 
le [>iù antiche redazioni dell'originale e cioè nell'Ambrosiano, nel Parigino e nel Chronicon 
MS*. L'unica volta che il Nostro fa menzione del podestà al modo annalistico tenuto 
dal Rolandino, dal Liber regiminum e degli Annales, mostra di non conoscere o non 
cura di mettere in rilievo la qualità di podestà di Padova: Galvano Lancia è presentato 5 

me vicario della Marca a Anno Domini 1243 Galvano Lancea vicario in Marchia 
* existente „'. 

Un passo riavvicina il Chronicon ad una delle redazioni degli Aunales, la più 
recente: tf Montagnana est divino iudicio concremata „ 2 . a Per divino giudizio si abbruciò 
" Montagnana n 3 . Nessuna relazione intercede però fra il Chronicon e questa tardiva 10 
compilazione : il Chronicon, gli Annales, il Liber regiminuni, attingono ad una fonte 
comune, diversa da quella usata da Rolandino, che attribuì l'incendio di Montagnana 
ad Ezzelino '. 

Il Chronicon talora tace di un fatto che è fermato da tutte le scritture di storia 
padovana; ne abbiamo citati molti esempi: qui ricorderemo lo sfregio fatto al vessillo 15 
di San Marco dai Padovani, provocati durante una festa a Treviso. Ne tratta in un 
lungo capitolo il Rolandino B , più compendiosamente il Liber regiminum 6 e tutte le 
redazioni degli Annales patavini 7 . 

Il Chronicon, dunque, non presenta rapporto alcuno con la annalistica padovana 
anteriore che ci sia pervenuta, escludendo, per ora, Rolandino. 20 

Gli Annales nella redazione dei codici Papafavio e Corradino 8 fanno menzione di 
una cronaca che doveva giungere al 1270 portata via da Padova dal podestà del 1271. 
Neppure questa, certo, il Nostro conobbe; perchè, come pensa il Bonardi, non poteva 
essere altro che una collezione di documenti riguardanti i diritti del Comune, forse 
preceduta da elenchi di magistrati e accompagnata da brevi note storiche 9 . La trama 25 
era dunque diversa e diverso era anche l'argomento, perchè l'antica cronaca trattava 
a de omnibus scripturis negotiorum factorum in Marchia tarvisina 10 „ mentre il Chro- 
nicon segue gli avvenimenti svoltisi " tam in Marchia quam in Lombardia quam in 
aliis mundi partibus „ u . 

Le tracce più sicure di una cronaca adoperata dal Nostro si trovano nel Liber 30 
regiminum; a questa fonte comune si debbono alcune delle coincidenze che si notano 
fra il Chronicon ed il Liber regimimim. 

Si confrontino i due passi a pagina seguente: 



1 P. 16, 11. 22-33. 
1 P. 16, 1. 20. 

3 Annales patavini, p. 226, 1. 33. 

4 Rulwdino, p. 75, 1. 29. 

5 Rolandino, pp. 24-25. 

6 Liber regiminum, pp. 302, 1. 24-303. 1. 4. 



7 Annales patavini, pp. 200, 11. 38-39 ; 224, 11. 6-9. 

8 Annales patavini, p. 203, 11. 36-38. 

9 Bonardi, Avvertenza al Liber regiminum, 
274, 11. 19-25. io 

10 Annahs patavini, p. 203, 11. 37-3S. 

11 Chronicon Marchiae tarvisinae, p. 3, 11. 1-2 e 6-8. 



PREFAZIONE 



XVII 



C/ironicon, p. 9. 

Anno Domini 1230 circa festum sancii Petri RI- 
zardus conies saniti Bonifici I cuna omnibus maiorilnis 
sue pnrtis est raptus a suis ■drenarli* in Verona. 
5 Quod audiens Ezellnua, fìliw. lite lini Eretici ,/■ Ro- 
mano, conciti perrexit Wronam ut adderei ignmmt cumino 
et inexot abilis discordie fomitem ministrarti. Communlter 
vero Paduanl miserimi legatoi Veronam rogando Eie- 
Unum et pattern suam ut Comltem et alioi carcerato! 

10 a vinculis relaxarct. Sed ipsi hoc facon- noluerunt. 
Unde Paduanl el Azo marchio estensis, qui tuper hoc 
ne gotìo ferventi ssimus existebat , confederati curi Man- 
tuanis cum exercitu magno super Veroncnscs equita- 
verunt, et in mense novembri vcl setembri, ut mellus 

15 dicitur. Portum et Liniac-um dextruxerunt. 



Uber regiminomi pp, .^08-309. 

U^o.,.. Eo tempore Comes Kizardus raptus full 

la v.-ron.i .1 suii adversarlis. Qm.il sudleni Esellnui 
Urtimi ivit Veronam. Paduanl mmunlter 

runl legalo^ Veronam, rogando Beellnum et suoi umico* 
ut Comltem d alloi capto* dlmltterent, quod f 
noluerunt. I nde Paduanl el mar. hio rie Ette confoede- 
r;iti cum Mantuanla mayno .uni exercitu equltarunt 
tuper Veronenses de mense setembrls <-t Portum Lign»- 

guin dextruxerunt et muttos nobile; de Verona i a ptoi l'«- 
(Inani eonduxerunt. 



Questo passo nella più antica redazione del Ldber regiminum non esisteva ', ma 
vale egualmente a provare la esistenza di una fonte comune al Ckronicon e ad 
una delle redazioni del Liber. In questa fonte doveva essere la data u circa festum 
* sancì/ Petri , che manca al Uòer\ e il ricordo della cattura dei nobili veronesi, che 
20 invece è omessa nel Ckronicon, forse non senza intenzione. La frase a qui super hoc 
" negotio etc, „ è dovuta al desiderio dell'autore di mettere in rilievo la personalità 
di Azo. 11 Ckronicon inoltre ha delle amplificazioni {conci te ; ut adderei igne ni) che 
sono una delle caratteristiche del nostro autore. 
Ancora : 



25 



Ckronicon, p. 11. 



Uber regiminum, p. 311. 

Tunc Beatrix regina, cum esset gracida, timore sui Tunc Beatrix regina pregnans, timore crudeli* j>ri- 

crudelis privigni, iniunxit se in revertione in societatc vigni, qui faciebat cani cum stimma diligentia custodiri 

imperialium legatorum induta veste virili; et sic deluso in habitu virili et in societate dietorum legatorum, la- 

rege, qui faciebat cani cum summa diligentia custodiri. tenter In Alemannlam ad terroni Columbae confugit ; de- 

30 in Alcmanniam latcntcr confugit. peperitque ibi Silura inde ad civitatem Ve 'de de ducatu Xiapi ; Iblque filium 

quem Stephanum appellavit. peperit quem nomine Stephanum appellavi:. 

Il Lìber copia integralmente la fonte comune. 

Meno frequenti sono i passi del Ckronicon che abbiano somiglianze con altri del 
Rolandino; i periodi che appaiono nel Ckronicon per essere tolti dall'opera dello serit- 
J5 tore padovano, sono interpolazioni che non appartengono all'originale del Ckronicon 8 . 
vSi ponga mente ai due passi seguenti: 



Rolandino, p. 41, 1. lo sg. 

.... Anno 1230 .... Dompnus Rizardus conies Sancti 
Bonifacii .... cum maioribus suae partii a suis inimicis 
10 in ipso palacio captus. 

1 Lìber, p. 309. nota 1. 

2 Altrove invece il fÀber dà una più esatta indi- 
cazione cronologica in confronto del Ckronicon: "Anno 
" D. 1332 Federlcua imperator in mense martio „ ( Ckro- 



Chronicon, p. 9, 11. 1 1 sg. 

Anno Uomini 1230 circa festum S'indi Petri Rlcar 
dus comes sancti Bonifacii cum omnibus maioribus sue 
partis est captus a suis adversariis in Verona. 



nicon, p. io): " 1 . 

- tii , (Uber, p. 300). 

' Vedi Ckronicon, p 
rianti. 1. a-3 e passim. 



Federici!] imperator die xi mar- 
.. varianti. 11. 3-5 : p. 39. va- 



T. Vili, p. 111 - li. 



XVIII 



l'i; REAZIONE 



Il Chronìcon riferisce il giorno dell'avvenimento: dunque dipende eon Rolandino 
da una fonte comune. 



Ancora : 

Rolandino, p. 91, 1. 19-23. 

[Eccelimis] equitavit ad Kste et illic fult circa me- 
dietatem noctis scilicet in vigilia sancti Mathtì. Et in vil- 
lani ipsam, eadem hora, prodicione facta per quendam, 
qui multa receperat a Marchione beneficia et honorcs 
intra vit per portam . . . . que scilicet ab hora illa in an- 
tea usque in hodiernum diem porta Vitaliana vocatur. 



Chronìcon, p. 20, 11. 14-1"». 

Decimo vero die exeunte septembri burgus estensi s 
traditus est ci per quendam sccleratum virum et a l)c<> 
malcdictum nomine Vitalianwn de Arclda. 



10 



La corrispondenza della data è perfetta: sulla mezzanotte della vigilia di san Mat- 
teo, Ezelino giunge ad Kste e vi entra il giorno seguente, che è il decimo exeunte se- 
ptembris : ma la forma della designazione esclude la dipendenza del Chronìcon dal Ro- 
landino. Rolandino ci fa sapere che il traditore era stato beneficato dal Marchese, 
e spiega così l'invettiva dell'Anonimo contro Vitaliano: il nostro autore non usa altret- 15 
tanto fiere parole per i traditori di Padova, perchè Vitaliano aveva offeso il Marchese 
d'Este a lui tanto caro. Rolandino completa e spiega quanto e scritto nel Chronicon; 
d altra parte il Chronicon, fermando il nome di Vitaliano di Arelda spiega perchè, 
come Rolandino afferma, la porta d'Este fu detta Vitaliana. 

La indicazione del giorno potrebbe metterci nella traccia di due fonti : una prò- 20 
pria del Rolandino, l'altra del Chronicon. Potrebbe anche darsi che i due autori ab- 
biano attinto ad una fonte comune che corrisponderebbe meglio alla versione data da 
Rolandino, ma che in luogo di " per quendam qui „ forse aveva: u per quendam Vitalia- 
uum de Arelda qui „. Comunque sia è assolutamenie da escludere che il Chronicon 
dipenda da Rolandino 1 . 25 

Rolandino, il Chronicon, il Liber regiminum hanno dunque alcune fonti comuni. 
Ed è naturale, poiché trattano delle gesta di Ezzelino. Queste fonti comuni Rolan- 
dino elaborò così da renderle il più delle volte irriconoscibili.; il Nostro le riportò 
nella sua opera con assai maggiore fedeltà. Sebbene per esattezza ed obbiettività l'au- 
tore del Chronicon sia superato dall'Anonimo del Liber, pure si può con sicurezza 30 
affermare che molte volte una asserzione del Rolandino può essere corretta con il 
confronto del Chronicon: in ciò il suo valore. L'opera scarsamente originale (tenuto 
conto della deferenza che l'autore ha per la casa d'Este 2 e in generale per il partito 



1 II Jaffé, in MM. GG. HH., SS., tomo XIX, p. 148, 
affermò che il Cronista studiandosi, senza riuscirvi, di 
cambiare le parole per non palesare la fonte, aveva at- 
tinto a Rolandino. Il Lenel e il Bonardi hanno soste- 
nuto che tra i due non è rapporto di dipendenza. 

2 All'affetto per gli Estensi è dovuta forse la omis- 
sione del tentativo fatto da Azo per riprendere Padova 
nel 123S. Tutti gli scrittori padovani ricordano questo 
insuccesso. La più antica redazione degli Annales Pa- 



tavini: "....venit Marchio armata manu in Pratum Val- io 
" lis, sed inordinate est reversus (p. 185) „. Le altre re- 
dazioni degli Annales e il Liber regiminum si esprimono 
quasi con le stesse parole. Se il Nostro non conobbe Ro- 
landino, il quale tratta diffusamente questo argomento 
(pp. 58-60), ne gli altri scrittori padovani che breve- *5 
mente ne trattano, non è a credere che anche altrove, 
tra le fonti di cui disponeva, non trovasse un fatto di 
tanta importanza. 



PREFAZIONI l\ 



guelfo) ii tramanda con assai fedeltà partì di antiche cronache ch< crebbero altri- 
menti del tutto perdute '. 

I CODICI. 

1" Ambrosiano, G t 111: cartaceo del secolo XV. Fol. 1 a - 84 b. Il Chronicon è conte- 

5 nuto nei fogli 1 a - 18« col titolo: Chronaca tis in Italia : termina o>n le par 

dell'anno 12oO: super ftuvium memorata»;. Deo gratias*. »no due fogli e mezzo senza 

scritto: quindi: Albcrtim Mussata tragoaìia, quae tnsrribttur Ezerinus (fol. - 1 - a 35 a): Alla- 
: expositio in frimos VI Acncidos libros l'ir gì Hi (fol. Zia - 50 a) : Iti hbrum sextum 
Aenei los Virgilii commentarti (fol. 53a-66 6); H ertoli ni de Vavassoribus carmina de lìgi' 
10 (leoni m. Item de tisdem soluta orationc explicationes (fol. 6? a - 72 a); Probac Faiconiaé t SU» 
tones (fol. 75 a - 84 /;). 

2' ] Della Biblioteca dell'Arsenale di Parigi, n. SI. Consta di 41 fol. perg., piò due car- 
tacei. Secolo XV. Il primo foglio non è numerato: testo in due colonne, con iniziali rosse e 
bleu, titoli rossi 3 . 
15 Contiene: 1', Depositio Eugcnii pape FI IT per concilium generale Basilicnssis (sic) 

MCCCXL fol. 1): 2° il Chronicon (fol. 2 Bg.); 3°, Domini Verone de la Scala (foL 33 *); 
Chronicon l'eronensc, 1260-1+05 (fol. 34-.">9) : 5°, I Ustoria Alboini etc. (fol. 10); 6 , De Sex sinodis 
primis (fol. 41): 7", De Gambata da < ognadello ; De sibillis ; Yativilas eomitisse Mata di- 

ficatio Mediolani et terrarum Lombardie (fol. 403- 41 b). Ila una variante al \ 23] relativi a 
irate Giordano per la quale il Jaffè pensò che il ms. potesse appartenere al monastero di 
San Benedetto di Padova 4 . La variante * S. Justinae „ invece di "nostrum „ può far pensare 
che il codice non sia appartenuto al monastero di Santa Giustina. 

3° Codice della P. Biblioteca di Padova, n. 28. Consta di fol. 56. Titoli in rosso. Co- 
mincia : Incipit //istoria etc. ''. 
26 TI Chron. Estense contiene di quest'opera la parte che giunge al 1200 e precisamente 

sino alle parole camfestria et montana \ 

Nessuno dei tre codici è copia fedele dell'originale. 11 codice Ambrosiano al- 
l'anno 1249, aggiunge il ricordo della morte di Enzo (1272)". 11 codice Parigino 
innesta all'originale vari passi di Rolandino. Il codice Padovano si presenta come 
30 pio tarda manipolazione per l'aggiunta della notizia dei rigori invernali del 1355 e 
della venuta in Italia di Carlo IV di Boemia s . 



1 Provi della fedeltà allo fonti è il limpro. • Chronicon, p. 40, 11. i )-i 5 <■ varianti 1.6. Debbo 
rivolto ai Milanesi porche non seguono la politica di alla CO lei chiarissimo prof. A. Sepulcrl la itili- 
Federico II e la lode concessa all'imperatore (p. 8, 11. 1-7) gentissima collazione di questo codi 

che altrove (p. 21,11. 1-2) è destinato invoco all' inferno. s II codice e dosi ritto in Archiv der Gesellscha/t 

5 — Abbiamo studiato le relazioni della cronaca con la fiir altere deutsche Geschichtslur: !• , VII!, p. 358,0. 81 

annalistica anteriore. Degli scrittori che alla loro volta IIi.nry Mvriix. Catalogne des ms. de la Bioliot'-.de l'At- 

attinsero dal Nostro, lasciando agli editori dello loro senal, tomo lì -|. n. ini. 

opere tali ricerche, ricorderemo che secondo il Lene! 4 Chronicon, p. 12, 11. U*-2j. e varianti 11. 4 

(op. cit., p. 52, nota 2) dopo il Chronicon estense, il quale MM. C,'(,'. ////., òS, XIX, p. 1 |<). 11. S-10. 

io a sua volta fu baso alla Historia miscella Bonontcnsis, strano che l'editore di Afonummta noi 

copiarono del \ Paolo Minorità (nei cosiddetti abbia avuto notisi 1. Il codi S 

Excerpta ex Iordani Chronicon) dal quale il Dandolo trasse relli di cui Archiv, XII, p. 04S, non più, 

pagine interi Lorenzo de Monaci s, Gal vaneo Piamn ■ Chronicon, p. 44, 1. 23 e not. 

Antonio Godi, Benvenuto de Rambaldi da Imola. I ' Chronicon, p. 20, varianti, 11. 3-5. 

15 Malvezzi e Giovanni de Mussis. ' Chronicon, p. io. varianti. 11. 5-8. 30 



XX PREFAZIONE 



1 codici Ambrosiano e Parigino si attengono alla più antica redazione nel passo 
" qui |ObizusJ pò tris ui/aglnem.. . .. representat „ mentre il Padovano ha exibehat, come 
il Chron. Estense e le edizioni. 

Tutti e tre differiscono fra loro per successivi ritocchi: 

Ambr. : u Anno Domini 1231 in mense iunio migravit beatus Antonius „ . 5 

Parig. : "Anno Domini 1231 in mense iunio ex hoc 9eculo migravit beatus Antonius de 

" ordine fratrum minorum die xiii intrante eodem mense „. 

Padov. : u Anno Domini 1231 in mense iunio migravit beatus Antonius de ordine fratrum 

"minorum cuius sanctitas totam Italiani illustrava „. 

Completi sono i codici Parigino e Padovano; questo presenta una redazione più IO 
recente; perciò il primo è base di questa edizione. 

Caratteristiche grafiche comuni ai tre codici sono: lo scambio delle doppie: elll- 
gencia, Monticullornm, relligione ; e viceversa: ape la tur, rebelibus, Scilinguerà, e terre- 
motto; l'uso dell' « per m in tenpus, inperator, Lonbardia ; l'uso di x per s in copioxo, 
labori 'oxam e viceversa iunsit per iunxit. 15 

Ancora: u quassacio, compostelo, per quassatio e compostilo. I codici Ambrosiano 
e Parigino scrivono: circha; l'Ambrosiano: vachavit, Henricho, e rotonchis, mondi, se- 
condus ; lungius per longius. 

Le edizioni sono: 

a) Edizione principe dell' Urstisius (60 1585. 20 

b) Osio, Venezia (O) 1636. 

e) Burmann, Thesaurus antiquitatum et historiarum Italiae (B) Tomo VI. 

d) Muratori, RR. II. SS. (Mur.) tomo VIII. 

e) Jaffè in MAI. GG. HH., SS., (/) tomo XIX. 

Le prime due edizioni (£/ 0) provengono da codici perduti, che erano in stretta 25 
relazione di dipendenza col Chronicon Estense (Chr. estl) e col codice padovano (P) 1 . 

L'ultima edizione, (7) curata dal famoso professore delle Università di Berlino 
e di Jena è anch'essa per molti rispetti — come altre ; pur celebrate ed universal- 
mente accettate per indiscutibili — inferiore alla fama dei Monumenta. 

1° Non v'ha pagina senza che la trascrizione dei codici di Milano e di Parigi 30 
non sia errata una o più volte. Valgano a provarlo alcuni esempi: 

Pag. 149 (la prima della cronaca) linea 34 : Non è rilevato che il cod. Ambrosiano ha est 
evitanda invece di vitanda. 



1 Di queste edizioni abbiamo riferito le varianti forma e di scrittura, poiché, dati i criteri con i quali 
solamente quando in esse si contengono aggiunte od quelle edizioni furono condotte, non rappresentano i 5 
omissioni. Non era il caso di riferire le varianti di rispettivi codici. 



PREFAZIONI XXI 



n 



Pag. 150, I. 12: et in invece di in 

18: autem invece di vero 
30: de hac vita invece di de hac luce 
„ et in invece di in 
5 „ „ „57: Adroandinus invece di Aldroandinus 

Pag. 151 „35: Homnius papa terti/ts invece di /fonorius trrtins 
Pag. 152 „ 5: Alcmannia invece di A/emania 
„ „ ,29: Filiam Johannis regi* invece di Jìliam regis 

„ a » 30: Accepit uxorem invece di acce pi t in uxorent 



10 Gli stessi rilievi si possono ripetere rispetto all'uso del codice parigino. Addu- 
ciamo alcuni esempi tolti alle stesse prime pagine: 

Pag. 149 1. 31: in heretica pravitate invece di in hereticam pravitaiem 

Pag. 150 1. 18: autem invece di vero 

„ „ „ 30: de hac vita invece di de hac luce 

15 „ „ „53: Bstensis Azonis invece di Estensi* 

Pag. 151 „ 40: viriliter obsidcrunt invece di obsidernnt 

„ » « 41-42: instantissime invece di constanti&sime 

„ „ „51: marchionis Estensis invece di viarchionis 

Pag. 152 1. 5: Aleviannia invece di Alemania 

20 „ „ „11: nec procedere invece di procedere 

„ „ „ 12: super omnes urbes invece di super ttrbes 

„ „ „ 24: obsederunt invece di obsiderunt 

„ „ „25: specie invece di spem 

„ „ „33: adherentem invece di adherentes 

25 „ „ „40: augusios invece di augustus 

„ „ „ 41-42: venti in Lumbardiam invece di venti Lombardiam 

Errori di questo genere ricorrono in tutte le altre pagine. A p. 155, 11. 4-6 
non è rilevato che le parole Tunc-pertransivit nel cod. Ambr. seguono la parola re- 
stauravi della linea 9 ; una svista dà per mancanti nel cod. Ambr. le parole Rex-de- 
30 voluta invece di Rex-proponebat a p. 180, 1. 54. A p. 184, 1. 30 si legge facto 
clava che non dà senso e nelle varianti ricorre come scritto nel cod. Parig. /fica 
senza notare che è parola inesistente. L'editore doveva leggere ferea (= ferrea per 
lo scambio delle doppie da noi rilevato a p. XX) ed in ferrea clava avrebbe tro- 
vato il senso ofiusto. 



» 



35 2" Altra menda è il non aver fatto cenno della grafìa dei codici (v. p. XX 

11. 12-18. Noi l'abbiamo anche mantenuta nel breve proemio tolto dal cod. Ambr.). 

3° Fa meraviglia che il Jaffè, persuaso di attendere alla edizione di una cro- 
naca padovana, non abbia fatto ricerche a Padova, dove avrebbe trovato il codice 
Universitario 28 (vedi p. XIX n. 5). 

40 4° Non si spiega come il JarTe che è pur anche l'editore del Rolandino non 

abbia veduto che fra gli Annales e Rolandòw non è rapporto di dipendenza, ed ab- 



XXII PREFAZIONE 



Ina anzi potuto affermare che il Nostro si accinse a scrivere l'opera sua per emu- 
lare il notaio padovano (vedi p. V, 11. 11-16; e pp. XV11-XVI1I). 

I codici Ambrosiano (A) e Parigino (corf.) si riconnettono con la più antica reda- 
zione dell'opera; sicché si può fissare il seguente albero genealogico 1 : 

X 



A cod. Y 



Ckr. est. P O U 

l'isu, ottobre 1916. 

L. A. BOTTEGHI, 



1 Vedi Lenì.i., op. cit., pp. 50-56. Noi aggiungiamo anche il codice padovano. 









IN 

MONACHI PATAVINI 

C h rolli con 

PRAEFATIO LUDOVICI ANTONI! Mi RATORI1 




i rstisius in Ci vitate Basìleenai Math Professor anno 1585 typis W inls 

Inter Teteres Gennanlae Historicos et hunc Italum primus edendum curavi! A >< Chro- 

nici istius ezemplar :i nobili viro Gotfrldo ■ Ramlng, Germani carum Antlquitatum indagatore 
diligentissimo. Unde autem is accepisset, Bilentio tegitur. Quum vero Felix Osius. \ir ninmi 
eruditione conspicuus, Scriptores colligeret de vetusti* Marchiae Tarvisinae rebus agentes, ipse quoque, Urstislana 

io editione, et insuper ICSto Codice Patavino usus, alteram bulua Historiae editionem meditatus est, quae post elus 
morteni dumtaxat, Anno Beili cet 1636. una CUBO Mussati Historia Augusta prodiit Veneti! 8, addita in fine Man- 
tissa ex vetusto Codi' MSto. Anno tandem 1670. Francofurti ad Moenum Jacobus Godefridus Scyler Typo- 
graphus, eiusden Historiae, et reliquorum Seriptorum ab L'rstisio collectorum cxemplar nova editione multiplicavit. 
Prodit nune et in Sylloge nostra hoc Opus, dignum sane quod in omnium manibus versetur. Si Rolandinum 
cipias nen\o luculentius ac nitidius facta erudelissinii Eccelini, cujus aevo et hic Scriptor vixit, literis commen- 
davit. Praeterea debemus illi hrevem quoque eorum narrationem, quae per universam fere Marchiani et Lom- 
bardiam, immo et extra Italiani, iis contlgere temporibus ab anno 1207. ad 1270. et singula SUÌS Annis alligata. 
[ngens autem in Hlstorico candor, pietas, judicium. Res autem Principum Ksteusium co studio persequitur. ut 
celeberrimam Familiam non parum illustret. et prae ocùlis semper habere videatur. Ac proinde Auctor Chronici 

;o Ferrariensis. si ve ut olini appellabatur Chronirac ì'clrris, quod Opus in Collectione nostra legitur, non solum 
Patavino hoc Scriptore est usus, sed complura ex co. ne mutatis quidem verbis. in smini Chronicon intullt. 
Quis vero llistoriam hanc posteritati concinnarit, incertum, nullo Codice cius noinen praeferente. Quod so- 
limi l'rstisius subodoratus est, et ure merito sentiendum scripsit, fuit is Monachus Bcnedictinus in praeclaris- 
simo monasterlo Sanctae Justinac Patavino. Nani cuni in aliis loeis de Coenobii Abbatibus agat, timi potlssimum 

.25 ad Anniim 1236. haec habet : Per idem iempus honorabilis Aòòas (Sanctae Justinae) Arnaldus J Kit /ieri Por mi tori uni 

ISTRUII Cam Capita lo et Carne ris infra positi* et adjarentibus, simulane Camcras Palatii rum Aula ferit optime re- 

staurari. llinc factum, ut Monackus Paduaxus appellctur hic Scriptor, cetera nobis ignotus. Fuit autem olla 

in more Monachis Bencdictinis non paucis, propterea quod llumilitati studerent, in Libris a se compositis suum 

reticere nomen. Quamquam et hoc contlgere nostro potuerit ex injuria temporum, aliisque fortuitis easibus. 

Et haec quidem ego scripseram. quum (Jlarissimus et Doctissimus N'ir Joseph Antonina Saxius, Ambro- 
sianac Bibliothecae Pracfectus. qui de me, et de Collectione ista bene mereri pergit, prò sua singulari humani- 
tate, ac impenso publicae utilitatis studio, in animum indù zi t inquirere, num ex ditissimo MStorum prointuario, 
cui is praeest, aliquid educi posset, unde ornamentimi slmili atque praesidium ad novam hanc editionem a 
deret. Ncque frustra quaesivit. Nani quum celeberrlmus Ambrosianae Bibliothecae parens Fridericus Bonro- 
maeus. S. R. E. Cardi nalis, et Archiepiscopus Mediolanensis olim sibi conquisiisset egregiam syllogen MStorum 
Codicum, quam Johannes Vincentius PineUus \". CI. Patavii morlena dereliquerat, nihil fere est ad Patavinam 
llistoriam spectans. quod Ambrosiana non servat. tllic ergo solertissimus Saxlus Manuscriptum Codicem de- 
prehendit, ubi hoc idem Chronicon sine Auctoria nomine legitur, quem cum Osii editione ope Philippi Argelati 
nostri diligenter contulit, mihique quid de eo ilio sentiat suis literis patefecit, qua de causa, prout ab eo didici, 

40 nionitum heic Lectorem volo. Codex ante annos trecentos exaratua videtur : praefixus est ei tltulua Ckromica /tali 
complectitur autem rea ;;estas ab anno 1:07. ad annum 1260. qua one absoluta Ubrum claudlt subjects 

formula Dea grtttias. Proinde Saxio accuratissimo hujusmodi rerum aestimatorl oborta suspicio est, duplicecn 



XXIV IN MONACHr PATAVINI CHRONICON PRAEFATIO ETC. 



ipiorem sub imius Moniti hi Patavini nomini- latere. Jam vitles post annum 1260. in edltis plura haberi, quam 
In Ambrosiano MSto. Ad haec, instituta collatione editorum rum eodem MSto, occurrunt lille interdum periodi, 
quae heic desideranti^ -, et aliruhi aliter quam in Codice exarato res ipsae enarrantur. Praeterea non idem stilus 
Sazio ublqtlfl est visus : quae enim preeeedunt, slmplici potius oratione et sententiis ac phrasibus e Sacra Scrip- 
tum delibati! descripta videas: quae vero subsequuntur, maiorem praeferunt elegantiam, et vix Scriptorem redolent 5 
in Sacrarum Scripturarum palaestra diis exercitatum. In hac autem Historia interseritur non semel mentio 
Monasteri! Sanctae Justinae: at nullum de eo verbum in postrerais Historiae annis. Immo quum ad annum 1369. 
nulla liat mentio Jacob! Abbatis Sanctae Justinae, quem sui Monasterii jura prò munere suo tuentem Vicentini 
Cives barbarica crudelitate interfecere; et ne uno quidem verbo memoriae proditum fuerit, Jacobo eidem succes- 
sisse in illius Coenobii regimine Odoricum, nepotem videlicet Arnaldi Abbatis, cujus singulares virtutes. mor- 10 
temque, et miracula subsequuta Monachus Patavinus ad annum 1256. descripserat : utique alium ab eodem Mo- 
nacho Scriptorem exeogitare fas est, qui post annum 1260. Chronicon Patavinum usque ad hnem, hoc est usque 
Annum 1270. conti nuarit. 

Haec ad me non minori perspicacia quam benivolentia Clarissimus Saxius : cuius conjecturas et suspiciones 
(ita enim loqui amat vir modestissimus) nullus dubito, quin bene excipiat quilibet Criticae Artis peritus et pò- 15 
tissimum quod Ambrosianus Codex ad annum 1260. consistat. Addo ego, Chronici veteris Ferrariensis supra me- 
morati auctorem Anonymum qui circiter annum 1390. Estensium ac Ferrarensium res literis consignabat. expilasse 
Chronicon ipsum Patavinum, de quo mine agimus. Verum et ipse, ubi Annum 1260, narratione sua descripsit, 
jejunus subinde ac sterilis procedens, neque amplius eodem Chronico usus, satis prodit, ex spirasse sibi ad illuni 
Annum praesidium Monachi Patavini, et nihil ex ejus Chronico sibi superfuisse, quo suum infarciret. Quare 20 
liceat in postcrum opinari, duplicem Scriptorem haberi sub uno Monachi Patavini nomine, quamquam mihi et 
reliquia liberimi adhuc futurum sit, consuetum unum adhibcre nomen, quum eius Chronici laudandi occasio se 
se obtulerit. 



CHRONICON 

MARCHIAE TARVISINAE ET LOMBARDIAE 



Muratori, Rer. It. Script,, Tomo Vili, parte in, foglio z. 



ABBREVIAZIONI 



cod. — Bibl. dell' Arsenale dì Parigi, ms. 81. 

A = Bibl. Ambrosiana di Milano, ms. G. ili. 

P = Bibl. della R, Università dì Padova, ms. 28. 

Chr. est. = ediz. della Raccolta muratoriana, diretta da G. Carducci e V. Fiorini, 

(tomo XV, parte III) a cura di Giulio Bertoni ed Emilio Paolo Vicini, Città 

di Castello, S. Lapi 1908. 
Mur. = RR. II. SS., tomo Vili, coli. 665-734. 



[A. 12071 



Incipit kistoria quorundam notabxlium i ictorum qjjr tam in Marchia quam in Lom- ira 

BARDIA QUAW IN ALlis mimh i- arti BUS BUMT perpetrata. 




[orum que ab inicio mondi facto, sunt usque mine, noticiam minime haberemus, nisi Or. n/.,3, *» 
proborum virorum diligcntia istorias descripsisseui in quibus vieta et scelera ma- 
lorum hominum orguuntur, virttttcs vero honorum et opera laudabilia commen- 
dantur. Fstoriogrofforum itaque vestigia fra nostro moduìlo ituitantcs, quedam 
que nostris temporibus facta sunt in fartibus Marcine, vel Lumbardic scu ctiam extra fines 
Italie in presenti opusculo decernimus sub compendio litieris declorare ; ut posteri /ice legentes, 
preteritomi!! memoria instruantur quid circa prcsentia vel futura cìligerc debeant vel vitate. 
10 Set, cu»! sii omnibus mani festa tu , quod concordia parve res crcscunt, discordia vero maxime 
dillabuutur, potei igitur quod concordia est totis viribus clligcnda et discordia modis omnibus 
est evitanda. 

Qualiter Azo Marchio estensis in Verona suos adversarios superavit. — Anno Or. **., 7, t-t 
itaque Domini 1207, cum ■ vir illustris Azo marchio estensis 2 de voluntate partium, comitis 

15 videlicet Sancti Bonifacii et Monticulorum civitatis Verone regimen suscepisset et prudenter 
in suo regimine se haberet, Monticuli, favore Ezelini de Romano qui vitam terminavit in 
hcreticam pravitatem, facta coniuratione contra eum, de Verona ipsum subito eiecerunt. At 
ille ut potè vir magnanimus et astutus tantum dedecus vindicare intendens, amicis suis un- 
dique congregatis 3 , in manu valida ivit Ve'ronam, parte comitis prebente sibi auxilium et »'a- Mua., 666 

20 vorem. Ecelinus e contra, collecta multitudine bellatorum, in subsidium Monticulorum per- 
rezit Veronam. Et factum est prelium equestre maximum in Braida Veronensi 4 , in quo pars 
marchionis et comitis adversarios strenue superavit. Mantuani vero, conducti pecunia, co- 



1-3. il titolo Incipit.... perpetrata è solo in P — 3-12. H proemio Eorum.... evitanda om. cod. ; è in A, di cut 

diamo qui ^ 1 lezione, in P, nel Chronicon Estense e nelle edis. — 4. istorias om. P — S. posteriores /' — 

io-n. quod.... igitur om. P — 17. heretica pravitate A - eumj Azonem agg. P — 19. comitis] Sancti Bonifacii 
agg. P — 21. magnum A 

5 x Tra questa parola e il proemio, nel Chronicon che nel palazzo di città corse pericolo di vita, espone 

Estense (di questa nuova edizione muratoriana, tomo XV. questi avvenimenti che si riferiscono al iS settembre- i§ 

parte in, p. 7, 1. 1 1 ; p. 3, 1. 6) seguono varie e brevi 11 novembre 1207. 

notizie dall'anno 33S [" Sancta Ursalina. .. .] al 1:07 ' Cf. RoLAOTMHO, RR. II. SS., nuova Raccolta 

* [Eodem millesimo cum. ...] „. muratoriana, ediz. Carducci- Fiorini, tomo Vili, 

io ' Azo VI. V. Joppi, in A r eh. Veneto, tomo X. parte J. p. li: congregatis amicis suis de Verona, Vicenda 

pp. 155-150. pubblica ed illustra una Lettera inedita di et undecunque potuit aliunde.... 20 

Atto marchese d'Esle al Patriarca di Aquileia sopra alcuni * Piazza Bra. 
avvenimenti successi in Verona nel 1207, nella quale Azo, 



CHRONICON fAA. 1207-1211] 



muniter rum carotio venerunt in auxilium Marchionis. Unde Monticuli cum omnibus suis 
adherentibus, nimio terrore perterriti, octavo die intrante septembri ', nocte civitate dimissa, 
fugerunt, salvare personas solummodo cupientes. Hoc fuit initium malorum, non solimi pre- 
diate civitatis, set et Marchie et Lombardie. Ex tunc Marchio et comes Bonifacius toto 
tempore vite sue Verone dominium habuerunt. Monticuli autem arcem Garde 2 inexpugna- 5 
bilem capientes, eam fortiter munierunt ". 

mur., 667 Qualiter Monticuli capti fuerunt. — Anno Domini 1208. Monticuli viriliter burgum 

Piscarie intraverunt, et per districtum Verone frequentissime discurrentes, incendiis et rapinis 
omnia devastabant. Tunc Marchio et Comes cum exercitu magno Piscariam undique obse- 
derunt, et tandem captos Monticulos in compedibus posuerunt. 10 






chr.est.,i, 27-35 De Octone imperatore. — Anno Domini 1209. Circa hec tempora Octo dux Sansonie 

in regem Alemanie electus descendit de Alemania et venit in Lombardiam cum exercitu co- 
pioso. In cuius adventu terribili tremuit Italia nimio pavore percussa. De mandato itaque 
ìstius, Monticuli sunt a vinculis absoluti. Iste in omnibus utebatur Consilio Ezelini et Sa- 
linguerre ; Marchionem vero et eius amicos habebat exosos. Perrexit igitur Romam et apud 15 
Sanctum Petrum est a papa Innocentio coronatus. Quo facto exaltatum est cor eius, et sprevit 
summi pontificis admonitionem pariter et mandatimi. Papa vero Innocentius statini eum pu- 
blice anathematis vinculo imodavit ; et ab iila ora superbia eius cepit ìnclinari, donec paulatim 
ad nichilum est redactus. Et quanto fuit gradus altior, tanto casus eius gravior est secutus. 

Denuntiatio abatis Sancte Iustine, qui se dedit in heremiticam vitam. — Et eodem 20 
anno dominus Stephanus abbas Sancte Iustine in mense madio desiderio arctioris vite resignavit 
abbatiam et in Verida 4 vitam herimiticam duxit, ibique in pace quievit. Cui successor fuit 
abbas Araldus, religione laudabilis et discretione compositus et in universa morum honestate 
preclarus. 
chi. est., s, i-io Anno Domini 1210 re versus et Octo imperator in Alemaniam excommunicationis vinculo 25 

innodatus. Et congregato exercitu maximo perrexit adversus Philipum regem Francie; cui 
associati sunt quidam principes, regis Francie proditores. Set Francigene, sue antique me- 
mores probitatis, unanimiter contra inimicos impetum facientes, incredibilem de imperatoris 
exercitu vìctoriam habuerunt. Causa vero huius prelii dicitur hec fuisse, quia imperator di- 
cebat, regem Francie liberaliter promisisse sibi Parisius civitatem se daturum, si Octo unquam 30 
Romanum imperium optineret. Rex vero considerans, se incaute illam promissionem fecisse, 
decrevit potius tam arduam questionem belli esse iudicio terminandam 5 . 

chr. est.,?,, 13-19 De ascensu Federici in Alemaniam. — Anno Domini 1211. Istis temporibus Federicus 

mur., 668 adolescens rex Sicilie, fìlius' quondam Henrici imperatoris et regine Constantie, que fuit filia 



i. // secondo cum om. P — 4. Marchie] Tarvisine agg. P - il terzo et otti. P — 5. autem] vero P — 11. impe- 
ratore] coronato confestim excommunicato a papa Innocentio tertio 'agg, P — 12. regnum A — 13. il cod. ha per- 
disi — 14. dissoluti P — 16. il primo est om. P — 17. Innocentius om. A — 17-18. plublce cod. — 18. vinculis 
P; analhematicis vinculis A — 22. in Verida] inventam A — 23. Artialdus cod. - compunctus P ; il secondo et 
5 om. A — 28. imperii A — 32. traddendam P — 33. Alemaniam] et de eius electione in imperatorem futurum et re- 
gem Alemannie agg. P — 34. imperatoris om. A 

1 Deve leggersi octobri ; vedi Annales Sanctae Justi- * Il monte Venda che è al centro degli Euganei, 
nae patavini, in MM. GG. HH., tomo XIX, p. 149, nota 7. dei quali è il più alto. Questa notizia, 11. 20-24 manca 15 

2 Borgata della provincia di Verona, distretto di nel Chron. Estense. 

io Bardolino sul lago di Garda. 5 La battaglia ebbe luogo a Ponte Bovino il 27 lu- 

3 Nel Chron. Estense seguono a queste, p. 7, 11. 21- glio 1204; non nel 1210. Vedi Chron. Estense, p. 8, 
26, altre notìzie relative a Ferrara ed è omessa quella nota 2. Nel Chron. Estense segue a questa notizia, p. 8, 
della presa di Peschiera, che qui si legge alle 11. 7-10. 11. 12-13, l'espulsione di Sallnguerra da Ferrara. 20 



[AA, 1211 12151 MARCIIIAE TARYISIXAE Et LOMBARDIA^ 5 

Rogerii regis Sicilie de mandato magnifici pape [nnocentii per Lombardiam cuna auxilio 
Marchionis estensi* aacendit Aiemaniam confidente^ Quem ita gratiaaime prelati et prìncip 
AJemanie suscepemnt, iiuocl pauci remanaerunt de principibua cum Octom . I indem ipaum 
in regem AJemanie et in futurum imperatorem elegerunt 

5 De morti: Marchionis i s. Anno Domini 1212, sirut placuit ei qui auleti spi- 

ritimi principimi, Azo marchio eatenaii et cornea Sancti Bonifatii de hac luce in mente no- 
vembri et in Verone civitate sub paucorum dierum spacio sunt suturarti. Unde potuil lu- 
dici de ipsis: Gloriosi principei terre, quoniam in vita sua se dulciter dile-.erunt, ita et in 
morte sunt minime separati. Relinquit autem Marchio duce filioa, AJdrevandinum iam ad 

10 lescentem et Azonem ' intantulum cum propia genitrice. Similiter Comes reliquit duos, Ri- 
cardum maiorem et minorem nomine Guielinum *. 

Rbvbrsio Monticulorim in Verona. — Per idem tempuà, cum Monticuli sex annia el - sto 

duobus mensibus extra Veronam fuissent, potestas Padue Marinila Geno 3 et Paduani com- 

muniter compositionem inter ipsos et partem Comitis tractaverunt et circa festum beati Martini 
15 introduxerunt pacitìce in Veronam. 

!',: RBPENSIONE ET TEMPESTIVE AUDÀCIE MoNTICUEORUM. - Anno Domini 1211. Moli 
ticuli non considerantes, quia in omni negotio temporis est opportunitas observanda, intem- 
pestive ceperunt contra partem Comitis calcitrare. Pars vero Comitis expulsa potestate com- 
muni, Pecorarium * suum civem in potestatem protinu9 elegerunt, virimi utique sapiente-m et 
20 politica scientia decoratimi. Monticuli autem impares viribus se videntes, tunc temporis sub 
adversariis humiliter quieverunt. 

De obsidione turris Baibe \ — - Anno Domini 1215, in mense octobris Paduani turrem e 
lìaibe obsederunt, sed superveniente inundatione nimia pluviarum, obsidionem dimittere sunt 
compulsi, ibique iacturam in rebus et cum personis non modicum sunt perpessi. 

25 Db morte Aldrevaniunt marchionis. — Eodem tempore cum marchio Aldrevandinus i 

de comitibus Celarie qui partem Octonis favebat in Marchia anchonitana, nobiliter trium- 

-, et otri. A - dierum otn. P — S. quomodo P - se otti. P — 9. Marchio] cstensis agg. P- Aldreuandinum A; 
Aldrenandinum P — io. Comes] Sancti Bonlfacil agg. P — 10-11. Rizardum P — 11. Guielinum] Verilicllnura A. 

. P. e nelle edizioni segue : Qualiter Mediolanonses a Cremoncnsibus sunt devicti. Anno Domini 1313 Medio- 
lanenses, qui partem Octonis fovebanf. cum exercitu infimo (nelle edis. si legge infinito) super districtum Cremo- 
5 nensium irruerunt. Quibus Cremonenscs, qui exaltatione principis Friderici summo desiderio afiectabant, apnd 
castrimi Leonis 8 viriliter occurrorunt, inceptoque bello in die pentecostes Mediolanenses terga vertentes militimi et 
peditum non modicam quanlitatem simul cum carotio amiserunt. Ex ilio itaque tempore fama Cremonensium 
per populos divulgata, virtus etiam eorum et audacia tanti triumphi est preconio plurimum RUgmentata. A 
z. e nel cod. P segue : De obsidione arcis estensis. Eodem anno cum nobilis etc. : il cod. A : Anno Domini 1 . 
10 cum nobilis marchio Aldeoaldrinus nollet communitati Padue subiaccrc, Paduani arlem (sic fer arcem) estenuili 
cum machinis obsederunt. Videns autem marchio Aldroandinus se non posse amicos suos qui obsidebantur comi 
adiuvare, pariterque sciens, quia durum est contra stimulum calcitrare, coactus iuravit, sicut civis communi Padue 
i:i omnibus obedire 7 : et sic exercitus ad propria remeavit. — 13. et] ex P — 13. Zeno AP — 15. introduxerunt 
eos pacifico A P - in Veronam otti. P — 19. elegit A P — 34. ibique in rebus et personis non modicum sunt per- 
15 pensi P — 25. marchio] estensis agg. le edis. — 36. Celiale A; Cellanie P; Celane le edis. - fovebant A /' 

1 Azo VII. il fortunato avversario di Ezzelino. * Pecoraro de' Pccorari resse Verona nel 1 2 1 5 . 

° Dopo Guielinum nel Chron. Estense seguono (p. S, Vedi Chron. Estense, p. 9, nota 4. 
11. 17-33, e P- 9> '*• I_ ") 1° notizie che qui appaiono 5 Bebba a sud di Chioggia. 2- 

nclle varianti, 11. 3-13. 6 Castellcone in provincia di Cremo 

30 ■ Marino Zeno fu autore di un accordo tra Pa- 7 Per l'intromissione di Innocenzo III tra Al- 

dova, Verona e Vicenza per la tutela della pace nella drovandino e i Padovani, vedi Chron. Estense, p. o. 

Marca. Vedi Chron. Estense, p. 9, nota 9. nota 1. 



CIIRONICON [AA. 1215-1220] 



phaaset, in ipso fervore iuventutis nature satisfecit '. Iste fuit ita magnanimus, quod subisset 
omne periculnm prò gloria et potentia obtinenda. Tunc remansit in honorabili domo estensi 
Azo frater eius, puer parvulus, multis debitis et angustiis honeratus. 

Cb.«/.,9,»i Eodem tempore in mense novembri factum est Rome concilium generale sub papa In- 

nocentio tertio, viro magnifico et prudenti, cuius magnanimitas et constantia super omnes alios 5 
excellebat 2 . 

\i,r., 670 De morte pape Innocentii. — Anno Domini 1216 obiit Innocentius papa tertius 3 apud 

t/,,.,/ ,K>,/«.// Perussium, cui successit Ilonorius tertius 4 . 

Chr.est.,io,/ì-ts De obsidione Damiate. — Anno Domini 1217. In istis temporibus transivit mare maxima 

Christianorum multitudo in subsidium terre sancte; et habito prudentium Consilio, Christiani 10 
cum navibus iniinitis in manu valida intraverunt Egiptum et Damiatam munitissimam civitatem 
malto tempore obsiderunt. 

o». est. ,10, 16-22 De collectione exercitui Saracenorum contra Christianos. — Anno Domini 1218 

cum vidisset Soldanus Babilonis, christianos Damiatam constantissime obsidere protinus reges 
Saracenos de Syria et Arabia et aliis provinciis in suum auxilium convoca vit et exercitus 15 
Christianorum cepit undique viriliter impugnare; excepto quod iter fluminis eis non potuit 
prohibere. Regebat tunc Christianos Iohannes 5 rex Ieroxolimitanus, vir strenuus et forma pre 
llliis hominum speciosus, et magister Pelagius sancte romane Ecclesie cardinalis. 

ckr. «/.,io, iMj De obsidione Damiate. — Anno Domini 1219. Istis temporibus post longam et labo- 

riosam obsidionem exercitus Christianorum obtinuit Damiatam 6 que est in Egypto super fiumen 20 
Nyli, qui a Moyse Geon in Genesi appellatur. 

chr.est.,\o,37-32 De Federico imperatore coronato. — Anno Domini 1220. Federicus secundus rex 

Scicilie et Apulie dux Suavie descendens de Alemania ivit Romam, et ibi accepit coronam 
a papa Honorio in die beate Cecilie 7 ; deinde regnum Apulie intravit, et interfectis et expulsis 
rebellibus, ipsum sibi feliciter subiugavit. Ipse de montibus Scicilie per gravia bellorum pe- 25 
ricula deposuit Saracenos, et transferens ipsos in Apuliam, fecit ipsos in civitate Nuceria 
habitare communiter. 



1. nature legibus satisfecit P A — 2. Tunc] Itaque A — 4. Eodem] etiam agg. P — 5-6. super alios ho- 
mincs excellebat A P. Il cod. P e le ediz. aggiungono: De origine fratrum Predicatorum et Minorum. Circa hec 
C)n. ed., 9, 28; tempora divina' providcntia produxit ad ortum de misericordie sue thesauris duo magna luminaria, ordinem vi- 
delicet Predicatorum et fratrum Minorum, quos Deus in firmamento ecclesie stabilivit et per ipsorum doctrinam 
5 lucidam et apcrtam et honeste conversationis splendorem totum mundum errorum tenebris involutum mirabiliter 
illustra vit. llorum ordinum preceptores fuerunt viri probatissimi et multiplici decore virtutum plurimum insi- 
gniti, Dominicus scilicet et Franciscus : quasi due tube Moysi dormicntem mundum in vitiis et peccatis terribili 
prcdicationis clangore ad pugnam contra hostem triplicem excitarunt. In omnem quippe terram exivit sonus 
eorum et usquc ad fines orbis eorum verenda religio est brevi tempore dilatata. Unde tum consideratione vite 

io sanctissime, multis miraculis approbatis, tum intuitu doctrine celestis, qua corda hominum rigaverunt, merito tam 
ab ecclesia quam triumphante quam a militante sunt in sanctorum numero computati. — ■ 7. papa om. A. — 
ir. munitissimam] invictissimam A — 12. tempore] virilliter agg. AP — 14. instantissime A P — 16. poterat AP 
— 17. Regebat] autem tunc A P - strenuissimus A — 18. filiis] aliis A - hominum otti. A - Pelagius cardinalis 
ecclesie A — 23. Apulie et dux A P - Svevie P — 23-24. coronam imperii a A P — 24. Cicilie A - deinde in 

15 regnum P — 25. fideliter A — 26. fecit eos in AP - Nuzeria P 

1 A detta di Rolandino fu avvelenato per opera * Il 7 luglio, 
dei Conti di Celano. Vedi Chron. Estense, p. 9, nota 6. 5 Giovanni di Brienne. 

2 Nel Chron. Estense segue, pp. 9-10, quanto in G II 5 novembre. Nel Chron. Estense, p. io, 1. 26, 
questa pagina e nelle varianti (11. 3-1 1). segue la morte di Ottone. 

20 3 II 6 luglio. 7 Cioè il 23 novembre. 35 



[AA. 1221-1225] MARCIIIAE TARVISIXAE ET LOMBARDIAE 7 



Qualiter amissa est DAMATA. Anno Domini 1221 ( imi rxercitus Oiristianurum ad Cb t* ■.,,,.« 

9iiperiores partes Egypti expugna nd«l transisset immdatione Nili est subito ( ire unii usus. Cum- 
que Christian] procedere possent nec redire valerent, aquii et ezercitu Saracenorum imdiquc 

circumsepti, coacti sunt prò redemptione sua reddere Damiatam 1 : dimissiqur a Sarac cnis, ad 
5 propria cum tristitia maxima sunt reversi. Porro Egypti i letali sunt de protectioiu- curimi, 
quia timor eorum incubuerat super eos. 

De Lodovico rege Frantie. — Anno Domini 1222 appanni cometa in mense leptem- , , Ml ". 

bris. Tempore subsequenti obiit Ludovicus * rex Frantie qui multimi prò ecclesia laborabat 
contra Comitem tolexanum fatorem hereticorum et audacissimum defensorem. Cui successit 
10 in regno eius lilius Ludovicus \ 

De terre motu MAGNO. — Anno Domini 1223 in die natali! Domini, Inter sextam et Or.«K,n 
nonam horam per totam Italiani factus est maximus terremotus 4 ; sed super urbes Italie civitaa 
brixiensis incredibiliter conquassata maximum dampnum sustinuit in rebus, domibus et personis. 

De obsidione Ferrarie. — Anno Domini 1224. Azo marchio et Ricardus comes Sancti Or.nt.,x\ 
15 Bonifacii cum Veronensibus et Mantuanis Salinguerram in Ferariam obsiderunt. Sed ille cum 
multum esset callidua et astutus, Corniti sub compositionis spem intrare Ferariam persuasit: 
capiensque ipsum et omnes qui secum erant ingressi, ab obsidione Ferariam liberavit Post 
modicum vere temporis, facta compositione, comes fuit a vinculis absolutus. 

Qualiter Federicus habuit regnum jeroxolimitanum. — Eodem anno circa hec tem- ckr.*$t*njr-jt 
20 pora, mortua Beatrice 5 imperatrice, filia regis Aragonum, de qua regem Alemanie Henricum 
habuit imperator, ipse Isabellam, iìliam Iohannis regis jeroxolimitani accepit in uxorem; de 
qua genuit Corradum G quem dilexit tenerrime super omnes. Et sic regnum jeroxolimitanum 
occasione huius matrimonii est adeptus. 



De proditoribus Verone. — Anno Domini 1225 7 multi viri nobiles et potentes ex parte 



Chi . est., ||, si- 

li, i 



Ili comitis Sancti Bonifacii, corrupti pecunia Salinguerre, Monticulis adherentes, virum claris- 
simum, comitem scilicet Rizardum, cum sua parte subito de Verona expulerunt. Et tunc 
primo pessimus Ezelinus adiungens se predictis, incepit habere dominium in Verona. Man- 
tuani vero Comitem cum amicis suis sub protectione alarum suarum amicabiliter receperunt, 
ipsumque in preliis et modis omnibus ad'iuvabant. Tandem post malorum perpetrationem iena., 672 

30 facta fuit compositio inter Comitem et adversarios, mediantibus rectoribus Lombardie. 



1. 1211 P — 2. mansissct A — 3. Christiani] ncc procedere A P — 5. profectione A P — S. laboravit A — 
9. fautorem AP - audactissimum A — IX. natali A — 12-13. clv itas Brisia A - domibus om. A — 14. De capti- 
vitatc comitis Rizardi Sancti Bonifacii per Salinguerram et relaxatione eius si legge nel margine di A - marchio] 
adolesccns agg. A — 15. Salinigucrram P - Fcrraram A - obsederunt AP — 16. spem] specie AP — 1S. tempus 
5 A P — 20. Beatrice] Constantia P — 21. Iohannis om. A - in om. P; V ha anche A — 22. tencrissimum P — 24. De 
cxpulsione comitis Sancti Bonifacii de Verona et pacificationc in margine di A - viri om. A — 25. adhc rentcìn 
A — 28. Comitem] communiter A - suarum ipsum amicabiliter A — 29. et 0»». AP - post multorum malorum,^/ 1 

1 L'S settembre. Dopo eos nel Chron. Estense [p. 11, 1. 24), dopo absolutus e aggiunta la notizia che secca- 
li. 7-10] seguono altre notizie relative alla cacciata di rono le piante dal gelo. 
IO S.ilinguerra da Ferrara, alla morte di san Domenico 5 È un errore; leggasi: Costanza, la quale mori 20 
(p. 11, 11. 7-10). il 23 giugno 1222; del 9 novembre 1225 è il matrimo- 
- E un errore: leggasi Filippo II Augusto, morto nio di Iolanda (non Isabella) di cui si fa menzione 
il 14 luglio 1223: e si noti l'inesattezza della esprcs- dopo. Vedi Chron. Estense, p. n. nota 8, e AnnaUs 
sionc tempore subsequenti. Sanctae Justinae , in MM. GG. HH. t tomo XIX. p. 152, 
15 3 Ludovico Vili il Leone, padre di san Luigi. nota 13. 35 
* lì terremoto avvenne nel Natale del 1222. Vedi 6 Nato l'aprile del 1228. 
Chron. Estense, p. n, nota 4. Nel Chron. stesso (p. 11, 7 Correggasi: 1226. 



8 



CI1RONICON 



[AA. 122ò-l228| 



th,. <■>!., ii, 3.9 Db primo adventu Federici imperatoris in Lombardiam, postquam fuit coronatus. 

— Anno Domini 1226, cum Federicus imperator esset magnifìcatus divitiis et gloria, et cla- 
rissima copia filiorum, super omnes augustus a Carulo citra, qui fuerant ante eum, aspirare 
cepit modis omnibus ad dominium Lombardie. Et paciiice de Apulia venit Lombardiam, et 
tam Cremone quam etiam Ravenne colloquium habuit cum amicis, volens amicabiliter Lom- 
bardorum animos mitigare. Sed Mediolanenses cum aliis civitatibus in sua duricia perman- 
serunt, eius verba prò nihilo reputantes. 



Chr. est. ,\2, io-io 



Chr. est. , 12, 16-21 



Mur., 673 



IO 



De papa Gregorio et Federico imperatore discordibus inter se. — Anno Domini 
1227 obiit papa Honorius quartus '; cui successit Gregorius nonus episcopus Hostiensis *. Iste 
sub pena excommunicationis imperatori precepit prò recuperatione Terre sancte mare tran- 10 
siret secundum magnificentiam regie maiestatis. Imperator autem de hoc negotio intromittere 
se nolebat. Veruntamen, ne preceptum apostolicum omnino spernere videretur, cum exercitu 
galearum in Syriam navigavit et taliter cum Soldano pepigit Babilonis, quod ipse Ieroxolimam 
et quasdam alias civitates reddidit Christianis. 

Audiens itaque papa Gregorius, quod tam potentissimus imperator admodum pirate mare 15 
transisset, in quo tremendum nomen romani imperii apud barbaras nationes minari et de- 
primi videbatur, eum excommunicationis vinculo innodavit 3 ; et mox misit exercitum in Apu- 
liam, ut eam ecclesie subiugaret. Quod audiens imperator, velociter in Apuliam est reversus. 
Tandem facta est concordia inter eos, et cessavit quassatio preliorum 4 . 

De 5 venerabili Arnaldo abbate Sancte Iustine. — Anno Domini 1228. Venerabilis 20 
abbas Arnaldus fecit fieri fossatum et induxit aquas fluvii, qui est iuxta monasterium beate 
Iustine ibique fecit optima molendina. Hoc fuit opus egregium et a fratribus monasterii di- 
licfenter memorie commendandum 6 . 

Eodem anno circa festum beati Prosdocimi 7 obiit dopnus Iordanus episcopus paduanus ; 
cui successit 8 dopnus Iacobus, archipresbiter ecclesie maioris. Vacavit autem episcopatus ali- 
quot diebus. 

Per idem tempus mortuus est Iacobus Dalesmani 9 de cuius calliditate malicioxa timebant 
plurimum Paduani ne statum Padue perturbaret; sed eius defectum fratres ipsius et filli stu- 
diosissime suppleverunt cum Ezelino lupo rapacissimo Paduam tradiderunt. 



1 18 marzo 1227. 

2 21 marzo 1227. 

3 29 settembre 1227. 

4 Dopo preliorum nel Chron. Estense , seguono 
(p. 12, 11. 22-23), alcune notizie relative alla Spagna 
che si leggono nelle varianti della pagina seguente, 
11. 1-9. 

5 Le notizie di storia padovana, da De venerabili 
15 a tradiderunt (11. 20-29) mancano nel Chron. Estense. 

6 II testo della concessione fatta dal Comune al 
monastero per la costruzione dei mulini qui ricordati, 
e pubblicato da A. Gloria in Statuti di Padova, Padova, 
1S72, p. 424. Poiché la concessione fu deliberata il 1230, 

20 i mulini non potevano esser costruiti nel 1229 come 
afferma il cronista. Bonifazio di Guido de' Guizzardo 
(vedi varianti, 11. 3-4) fu podestà nel 1227. 

7 II 5 novembre, come si ha nel necrologio di 



25 



2. magnificus A - il secondo et om. A — 2-3. inclitissima A — 3. augustos A P — 4. venit in Lombardiam 
AP — 6. cum multis aliis AP — 9. quartus] tertius A P — io. precepit ut prò A — 11. regie] imperatorie A — 
16. minari] minui A P — 19. preliorum] Eodem anno dominus Bonifacius Vidonis de Vizardo de Bononia po- 
testas Padue. Et eo tempore fuit nix maxima per totum mundum agg. P — 21. beate] sancte P — 22. et a om. 
A — 23. memoria A — 24. sancti P - Prodochuni A - dopnus om. AP — 26. mensibus A — 27. Iacobus filius Dali- 
smanini A P — 29. cum postmodum Ezelino AP — 29-p. 9, 1. 1. tradiderunt] Anno Domini 1213 suprascripto 



Santa Maria ad Carceres in Mittareixi, Annales Ca- 
rnaio., IV, p. 306. Vedi Annales Sanctae Justinae, in MAI. 2 5 
GG. UH., XIX, p. 153, nota 15. 

8 II 4 aprile. Dondi Orologio, Dissertazione Vili, 

P- 39« 

9 La famiglia Dalesmanini fu una delle più an- 
tiche e potenti a Padova per ricchezze, vassalli, ade- 3° 
renze (Rolandino, in RR. II. SS., tomo Vili, parte II, 

p. 88). La storia di Padova ha occasione di ricordarla 
sempre, nei momenti più salienti. I Dalesmanini, vas- 
salli dei vescovi di Aquileia e di Padova (Gennari, 
Annali di Padova, Bassano, 1S04, parte II, p. 198) ave- 35 
vano il possesso di castelli a Camponogaria, a Noventa 
(Lazzarini, Un antico elenco di fonti storiche padovane, 
in Arch. Muratoriano, voi. I, n. 6, p. 331), ad 
Arquà (Brunacci, Cod. dipi. Pad., ms. del Seminario 
vescovile di Padova, p. 1962), a Piove (Gennari, op, 40 



[AA. 1229-1231] MARCHIAI-; TARVISINAE ET LOMBARDIA^ 



Db castro GoGn 1 . Anno Domini 122') Paduani in mense tnadli castrum G 

struxerunt et aliquantulum humiliaverunt superbiam K/.elini. 

Qu.VLiTEt comics Sancti BONXFACH il it CAPTI . Ann.» Domini 1230 circa feftum J> 

sancti Petri * Ricardus comcs Sancti Bonifacii cum omnibus maioribus sue partii est captai 
5 sui9 adversariis in Verona. Quod audiens ESzelinus, filiua Bzelini eretici de Romano, concite 
perrezit Yeronam, ut adderet ignem camino et inexorabilis discordie fomitem ministrarci. 
Communiter vero Paduani miserunt legatos Veronam, rogando Ecelinum et partem suam. ut 
Comitem et alios carcerato* a vinculis rclaxarent. Sed ipsi hoc tacere oolnerunt l'ude I 
diurni et A/.o marchio estensis, qui super hoc negocio fe rv e nliss imna existebat, coniedei 
li) cum Mantuanis, cum exercitu magno super Veronenses equhaverunt, et ìa mense novenbri 
vel setenbri, ut melius dicitur, Portum * et Liniacum destruxerunt. Tnnc Salingnerra el I ■ e- 
linus et comes de Tiralilo ' cum populo veronensi, qui ad deiensionem locorum predictonnn 
venerant, fugam arripientes Veronam quam citius redierunt 



De liberatione comitis et transiti; sancti Antonie -- Anno Domini 1 231 in mena 
15 iunii ex hoc seculo migravit beatus Antonius de ordine fratrum Minorimi die 13 infrante 
eodem mense 5 . 

Eodem anno in setenbri, mediantibus rectoribus Lombardie, comes cum sua parte est a a ... ■ .,,.,.. 
vinculis et de inimicorum manibus liberatus. 



20 



3° 



clarissimi reges Ilispanie per diversa bellortim pericula et infmitos laborcs Saracenos de- Ilispanie lìnihus expule- a 
runt. Nani fortissimus rex Castello 6 obtinuit Svbillam, nobilissimam civitatem, quam Iulius Cesar dicitur con- 
didisse et Hispallra nominasse, et Cordubam, de qua Seneca moralis philosophus. et insignis poeta Lucanusori- 
ginem habuerunt. Inclytus vero rex Aragonum "• Valentiam et Maioricam iure prelii acquisivit. Saraceni autem 
5 de antiquis sedibus diligati, navigio in Africani transierunt. Tunc temporis potentia regis Africo, qui dicitur 
Mamolinus, non solum est per reges Ilispanie diminuta, sed etiam per vasallum ipsius, regem scillcet Tunldi 
juxta unam paludem contra cum viriliter rebcllavit. Civitas autem Tunicium juxta imam palludem de rulnia 
famosissime Carthaginis circa decem militarla longe a Cartilagine, que mari adiacct, est constructa. Anno Do- 
mini 1239 P e le ediz. — 8. incarceratos P — io. maximo P - super campos ver. P — 10-11. in mense novembri 
io vcl setenbri, ut melius dicitur] in mense setenbris AP — 11. Elcgniacum P — 12. Tiratilo P — 14. De morte 
beati Antonii confessoris et liberatione comitis Sancti Bonifacii et commotionc regis llenrici de Lombardia P 
— 15-16. de.... mense om. A — 17. in mense setenbri A 



cit,, parte II, pp. 19S-199). Abitavano a Padova in un 
palazzo presso il ponte Altinate e possedevano quasi 
tutte le case del quartiere che prende nome da questo 
ponte, compreso l'anfiteatro romano che nel 1300 passò 
agli Scrovegni (Tolomei, La Chiesa di Giotto, Padova, 
iSSo, p. 39). Il nome di Speronella Daiesmanini, ma- 
dre di Iacopo da Sant'Andrea (Dante, In/., XIII, v. 133) 
e legato al ricordo della rivolta padovana contro il 
Rarbarossa, rivolta che die origine alla lega veronese 
(Gloria, Speronella e la riscossa dei Padovani contro Bar- 
barossa, Padova, 1SS0: e Rolandino, p. 16, nota 2). 
Reggitori della città furono : Dalesmanino, console ri- 
cordato con lode nel 11S3 (Liber regiminum, in RR. II. 
SS., nuova ediz., tomo Vili, parte I, p. 394) e podestà 
nel 1204 (Liber regiminum, p. 299, nota 1) : Uberto, ret- 
tore del castello di Monterosso per parte del comune di 
Padova nel 123S (Rolandino, p. 61). Questo Uberto fu 
tra i xvi che nel 1237 misero Padova nelle mani di 
Ezzelino (Rolandino, p. 50). Il tiranno nel 1250, fece 
imprigionare e poi decapitare i tre figli di Uberto ai 
quali accenna in questo passo il N., e che furono: Iacopo, 
Artusinello e Ubertello (Rolandino, pp. SS e 93). Nel 
131S, ultimo anno della repubblica, per un trattato fra 
Cangrande e Iacopo da Carrara, Traverso Daiesmanini 
è riammesso, insieme ad altri fuorusciti, in città (Gen- 



nari, op. cit.. Ili, p. 210). Questa famiglia, decaduta 
ai tempi del Da Nono, al dire del Gennari (op. cit., 
III. p. 12S) si sarebbe estinta nel 1440. Ma un Piatine- 40 
ciò Daiesmanini, figlio di Andrea, nel 144S riceveva in 
feudo dalla repubblica di Venezia il luogo di Sopoto 
nel distretto di Lepanto. Questa famiglia nel 1407 fu 
accolta tra le originarie di Venezia- ma Pictruccio da 
vecchio, colto da malattia, volle finire la vita i:i Padova, 4; 
dove il Consiglio gli assegnò un vitalizio di :o lire 
al mese (Vittorio Lazzarint, L'acquisto di Lepanto, in 
Are li. Veneto, tomo XV, parte II, p. 14). 

1 Godego a sud-est di Passano, detto da Rolan- 
dino : speciale castrum et camera Ecelini (p. 39), fu in ^o 
quest'anno 1229 il dì i° di maggio radicitus extirpatum 
(Rolandino, p. 40). 

2 29 giugno. 

3 Porto è un borgo sull'Adige di faccia a Legnago, 
in provincia di Verona. 

4 Alberto IV conte di Tirolo. 

5 II 13 di giugno. 

c Ferdinando III il Santo, re di Castiglia. che ol- 
tre Cordova e Siviglia, ricordate dal Nostro, tolse ai 
Saraceni Badajoz e Murcia. (,o 

7 (Jiacomo I il Conquistatore occupò oltre Maior- 
ca tutte le Balcari. 



33 



10 



CIIRONICON 



[AA. 1231-1235] 



»st.,is,i*t4 Kodem etiam unno ad petitionem regìa Henrici, III i i Federici imperatoria, Mediolanenses 

et alii odientes imperium, legatos in Alemaniam direxerunt et cum eo contra imperatorem 
societatem iìrmissimam statuerunt. Concepit enim rex dolorem et peperit iniquitatem contra 
propri um genitorem ideo, quia videbat quod imperator plus eo puerum Conradum diligeret 
et foveret. 5 

c*r.*st.,i3,rr-t4 Qualiter imperator Federicus incarceravit filium suum. — Anno Domini 1232. 

Federicus imperator in mense martio, dum de Apulia vellet in Jstriam navigare, impulsus vi 
ventorum venit Venetias \ et inde in Forum Iulii transmeavit; ibique facta compositio inter 
ipsum et Ecelinum in detrimentum Marchionis estensis et comitis Sancti Bonifacii et totius 
Marchie et etiam Lombardie, sicut postea patuit per effectum. Ascendit autem in Alema- 10 
niam imperator et capto filio suo proprio, rege scilicet Henrico, misit eum in Apuliam, ibique 
fecit ipsum usque ad diem mortis sicut proditorem in carcerem custodiri, ideo quia confe- 
deratus fuerat cum Lombardis \ 



Chr.est.,x3,»s-3i 



Chr.es/. ,13. 13-33 



De mirabili exaltatione fratris Iohannis fratrum Predicatorum \ — Anno Do- 
mini 1233. Frater Iohannes de ordine Predicatorum in tanta reverentia est habitus ab homi- 
nibus Marchie et etiam Lombardie, quod eius iussione Paduani Veronenses Brixienses et 
Mantuani cum carrociis et aliarum civitatum maxima multitudo in campanea veronensi insi- 
mul convenerunt. Et ibidem in die sancti Augustini 4 sententias super quasdam questiones 
coram omnibus populis auctorizabiliter promulgavit. Sed cito eius potentia expiravit; nam 
quasi post unum mensem, quicquid ordinaverat ad nichilum est redactum. 

Anno Domini 1234. Fuit hiems asperrima et vinee ac ficus et oliveta pre nimio f rigore 
sunt extincta 5 . • 



MUR., 675 



De regina Ungarie. — Anno 1235 Beatrix, filia quondam Aldevrandini marchionis 
estensis, Andree G regi Ungarie est matrimoniali federe copulata ; quin Azo marchio patruus 
suus cum decenti apparatu et honorabili societate ad tanti regis potentiam destinavit 7 . 25 



4. ideo] eo A - puerum om. P — 8. facta] est agg. A - facta compositione P — ■ n. suo om. P — 13. mortis] 
veneris, e soprascritto mortis A — 13. Lombardis] constituitque in locum eius Conradum, quem tenerrime dili- 
gebat agg. P e le ediz. — 14. fratrum] ordinis P — 16. et.... Lumbardie om. P — 17. carocio A - Campania A P 
— 17-18. insimul pacifice convenerunt AP — 18. quibusdam questionibus A — 21. De hieme asperrima. Anno 
5 dom. P — 22. extinctaj Idem fuit in 1355 indictione octava, quo tempore dominus Carolus, natus olim regis 
Iohannis de Boemia imperator ellectus venit in Lombardiam et in Marchiana tervixinam primo, demum in 
Lombardiam et deinde in Tusciam et postea Romam venit et accepit coronam. Et in festivitate pasqualis resu- 
rectionis domini nostri Iehsus Christi dicti millesimi, agg. P — 23. Aldroandini A; Aldrenandlni P — 24. quin] 
quam A P — 25. suus] eius AP - diligenti A - presentiam A P - destinavit.] Hoc autem matrimonium filiis 
10 regis, Bele 8 scilicet et Colomanno 9 , displicuit vehementer : timebant enim, ne pater senex, fillios de iuvencula 
generaret agg. P 



l S 



20 



1 II giorno dell'arrivo di Federico è fissato dal- 
l'autore del Liber regiminum (vedi ad an. 1232) al dì 
11 marzo. Veramente Federico non arrivò direttamente 
dalla Puglia nell'Istria, ma dopo una breve sosta a Ra- 
venna, dove giunse il 7 : a Loreo, situato ad oriente 
di Adria, ebbe un colloquio con gli ambasciatori di 
Venezia, dove sbarcò 1' 11 (Lenel, Studien zur Geschichte 
Paduas und Veronas, Strassburg, 1893, p. io, nota). 

2 Nel Chron. Estense a Lombardis segue (p. 13, 1. 24) 
la linea, che qui leggesi nelle varianti (/. 2). 

3 Frate Giovanni da Vicenza. 

4 II 28 agosto nella campagna di Paquara a sud 
di Verona sulla destra dell'Adige fra Tomba e San Gio- 



vanni Lupatoto (Sutter, Johann von Vicenza und die 
italienische Friedensbewegung im Jahre 1233, Freiburg, 
1891, p. 122 e nota 1). 

5 Rolandino dice lo stesso quasi con le stesse pa- 
role (p. 46). 

6 Andrea II detto il Gerosolimitano morì il 7 mar- 
zo 1235. Beatrice Estense era divenuta sua sposa l'anno 
precedente (Lenel, op. ctt., p. 18, nota). 

7 Nel Chron. Estense dopo destinavit leggonsi le al- 
tre due righe (p. 14, 11. 4-5) che qui sono nelle varianti 
(//. 9-10). Vi manca invece la seguente notizia di Tlso. 

8 Bela IV d'Ungheria. 

* Colomanno re di Galizia. 



[A. 1236] MARCI IIAE TARVISINAi: ET LOMBARDJAE 11 



Eodem anno magnanimufl Ciao de Campo sancti Petri obiit, amicus interimua Marchionii 

et inimicu9 constantissimns Eccelini '. 

Db morte episcopi manti ani. Anno Domini 1236 vir nobilia et venerabili! Vidotui 
episcopio Mantuanus" in monasterio sancti Andree in diebua rogatioiumi ah Advecatil I 
5 crudeliter interfectus. Contra quos insurrexerunt communitcr Mantuani, et destrnctis eorum 
domibus et turribus, ipsos de Mantua cani fautoribus snis expulerunt 

Per idem tempus honorabilis Arnaldus fecit (ieri dormitorinm Sancte [listine ( uni capitulo • 
cameris infra positis et adiacentibua aimulque cameraa palacil cum aula fecit optime restaurari. 
TunC Federicus imperator in augnato mense persuasione Cremonensiuin et lù clini de- 
10 scendit de Alamania cum exercitu et venit Veronam : et vaatatil Mantuanis in Lombardiam 
tranaivit 

Qualiter imperator Federicus cepit VlCBNTlAM. -- Eodem anno cum marchio et Pa- Ckr.m ■>. 
duani communitcr Rivaltam, que est super Atexin obsiderent, Ecelinus et Veronenses mieerunt 
prò Federico imperatore, qui tane erat in partibus Lombardie. Qui subito veniens cimi militia 

15 Theotonicorum et Ecelinus cum populo veronensi impetuose Vicentiam invaserunt. Pad nani 
vero, timore perterriti, ad propria sunt reversi. Adepta itaque hac Victoria, imperator statini 
in Alemaniam est reversus, sed ante suum recessum ex Vicentia in die omnium sanctorum 
crudeliter eam fecit comburi, relinquens in Marchia prò negotiis imperii pertractandis comitc 
Contoiclo de Sansonia 3 et comite Simone Teastensi V Ilis temporibus, mortuo rege Ungane 3 ifim., 6:6 

20 et regnante Bela lìlio eius prò eo, imperator legatum ad regem Ungarie destinavit. Tunc 
Beatrix regina, cum esset gravida, timore sui crudelis privigni, iunxit se in reversione in so- 
cietate imperialium legatorum, induta veste virili : et sic deluso rege, qui faciebat eam cum 



i. Tiso A ; Tixo P - intimus A P — 3. Guidotus P — 4. rogationis A - avocatis e sopra, dalla stessa mano, illis 

i-ivibus A — 6. expulerunt] At 111 i confugere Veronam ad Ecelinum qui erat refugium omnium pessimorum. Coims 

autem Sancti Bonifacii toto tempore guerre Mantuam viriliter gubernavit contra impcratorem et coni ra perfiduni 

! ellnum et strenue se gessit in omnibus constanter. agg. P e le ediz. — 7. honorabilis abbas Arnaldus AP - Sanile 

5 Instine] nostrum A P — 8. cum aula] aulam et A — 9. mense augusti A P — io. Alemania P - exercitu copioso et A /' 

— il. pertransivit AP. In P e nelle ediz. Per idem.... restaurari (//. 7-8) è messo dopo Tunc. .. pertransivit (//. 9-11) — 
13. Anno Domini 1236 predicto cum P — 13. Adesim A — 15. invaserunt] eamque capientes in fcslo omnium 
sanctorum crudeliter combusserunt agg. P — 16. vero terrore A; vero nimio terrore P — 17. regressus AP — 
17-1S. sed.... comburi om. AP — 18. relictis AP - tractandis P — 19. Contoiclo] Geverardo A; Gcveardo /' - 

io Teastensi] Theatino P - De fuga illustris Beatricis, regine Ungarie. Ilis temporibus P - mortuo Andrea rege A P 

— 20. legatum] suos legatos AP — 31-22. in socictate] societati P 

1 La famiglia Camposampiero, a detta di Rolan- de campo s. petri || quinus ni ASSBXTXEMTXBUB |] a. D. 

dino (p. 15), fu con gli Estensi i Da Camino e i Da 1763 || dirutum fuit. 
Romano, tra le più illustri d'Italia. Secondo alcuni ebbe 2 Guidotto da Correggio fu ucciso il 14 maggio 35 

15 origine tedesca, secondo altri francese. Capostipite è 1235. Vedi C/iron. Estense, p. 14, nota 5. Ivi, dopo la 

ritenuto Tiso venuto in Italia nel 1000, e ricordato in parola expulserunt (p. 14, 1. io), seguono tre righe che 

un documento del 1335 (Brunacci, De re nummaria, qui sono nelle varianti (//. 2-4) e manca la notizia di 

p. 13). Nel 110S Tisone Novello fu console di Padova; Arnaldo che qui si legge alle 11. 7-8. 
Tisolino il Nobile fu tra i promotori della cacciata dei 3 Gcbeardo A\rnstein, che il 25 febbraio 1237, oc- 40 

30 vicari imperiali dalla Marca (an. 1164). Ghcrardino, cupata Padova da Ezzelino, ebbe il governo della città 

figlio del precedente e di Cunizza da Romano (non come vicario imperiale, sebbene vero signore ne fosse 

quella ricordata da Dante) attentò alla vita di Ezzelino Ezzelino (Rolaxdino, p. 53). 

nel 1209 per assicurare il trionfo de' Guelfi. Tisone III, * Simone Teatino di Puglia, amico drll' impera- 

che e qui ricordato, detto Novello I ed anche il Mag- torc, si trovò all'ingresso degli imperiali in Padova. 45 

jj giorc, fu capitano del Marchese d' Estc, poi suo vi- E quando, sotto la direzione dcll'Arnstein si venne alla 

cario nella Marca d'Ancona. Ristabilitosi a Padova nomina del podestà, mentre tutti facevano il nome di 

abitò nelle case del Ponte Molini, che Ezzelino per odio Ezzelino, Ezzelino stesso rifiutò, e pregato di designare 

di parte fece abbattere nel 1251 (vedi A. De Marchi, almeno la persona degna dell'ufficio, additò Simone che 

Storia dei Camposampiero, Padova, 1S48). Sulla facciata fu acclamato ad unanimità il 26 febbraio 1237 (Rolan- 50 

30 della basilica di sant'Antonio, sul sinistro lato della dino, p. 55 e nota 1). 

porta destra, guardando la chiesa, leggesi : situm erat 5 Andrea mori nel 1235. 

BIG II MARMOREUMANTiqUISSIMUMSEPULCRUM || NOBILIUM 



12 



cIIIUAkON 



|AA. 1236-1237] 



Bumma dilìgentia custodiri, in Alemaniam latenter confugit, peperitque ibi iìlium, quem Stepha- 
num appella vìt; quo natii, ad paternam domum protinus est reversa cum dulcissima sua prole. 



QuAUTER proditores TRADiDERUNT Paduam Ecelino. — Anno Domini 1237, cum ci- 
vitas paduana pacifico statu gauderet et copia populi et militia strenui, divitiis etiam et gloria 
esset quam plurimum decorata, pater proditionum et scelerum, humani scilicet generis [ini/ni- 5 
cus misii\ in corda quorundam magnatorimi l , ut traderent eam Ecelino, nunciis imperatoris et 
Ecelino de Romano, quem paduani solebant detestari et persequi veluti lupum. Malum ergo 
quod corde conceperant, opere perpetrarunt, de lupo pastorem ovium subito facientes in suam 
et patrie perniciem et gravamen. Nam Ecelinum Padue inimicum in mense februario 2 edu- 
xerunt et civitatem et populum in eius manus crudelissime tradiderunt. Tervixini videntes 10 
autem se quasi solos in Marchia remansisse, coacti se ac sua Ecelini dominio subdiderunt. 
Marchio etiam estensis imperatoris nunciis vilissime 3 se subiecit. Postquam Ecelinus sub oc- 
casione imperii obtinuit Padue dominatum et statum, optimates civitatis cum filiis in exilium 
destinavit. Quos omnes postea tradidit nequissimo principi Federico; qui mittens eos in 
Apuliam fecit ipsos in duris caveis subterraneis custodiri, ubi ex magna parte miserabiliter pe- 15 
rierunt. Domnum etiam Iordanum 4 que Paduani patrem Padue appellabant, propter honesta- 
tem et morum probitatem atque scientiam, qui fundator monasteri Sancti Benedicti atque 
tocius ordinis Alborum Paduane diocesis fuit et pater, perfidus Ecelinus et crudelissimus 
tirannus in carcere alliga vit et tradidit eum Saracenis ad custodiendum ; sed postea Federicus 
imperator victus peccunia et multorum religiosorum et bonorum hominum precibus, traens 20 
illuni de carceribus et de manibus Saracenorum dedit in custodiam domini patriarche Aqui- 
liensis, qui honorifice fecit eum in quodam monasterio cum monachis abitare. Sed postea 
traens eum Dominus, inde venit Venetiis et ibi honeste et religiose vivens, quando Domino 
placuit, ei redidit spiritum. 

otr. «/.,-i5, 7- io Sequenti vero tempore tirannus videns abbatem Sancte Iustine tam nobilitate originis 25 

quam potentia dignitatis suffultum, scientia et moribus decoratum, Deo et hominibus gratio- 
sum, conatus est de ipsius captione tractare. Quod precognoscens abbas Ferrariam primo 
fugit, postmodum in Monte Silice 5 latuit usque ad adventum augusti. 

air. est., 15, // In mense itaque septembris imperator cum exercitu de Alemania in Lombardiam descen- 

dit; cui occurrit venerabilis abbas apud Veronam, et ab ipso est alacri vultu receptus et 30 
duobus mensibus cum decenti societate castra Cesaris est sequtus 6 . 



4. strenua A P - cum etiam A — 5. quam om. A P — 5-6. [inimicus misit] A P — 6. magnatum A P - Ecelino 

om. AP — 7. ergo] igitur A P — 9-10. adduxerum A; veniere fecerunt P — io. crudelissimas AP - Travisini A; 

Tarvisini P — 11. ac] et A — 12. vilissime] amicorum destitutus auxilio P — 13. filiis suis in AP — 15. ipsos] 

eos AP - cavernis A — 16. Iordanum] Iardumi ordinavit cancellato con una riga A - quam A ; quem P — 16-18. pro- 

5 pter.... pater om. AP — 18. perfidus om. A — 18-19. e * crudelissimus tirannus om. AP — 19. carcerem A - ele- 

gavit ma avit tagliato con una linea A — 19-24. et tradidit.... spiritum om. in A Pe nelle ediz. — 25. Sequenti vero] 

Eodem etiam P - nobili origine A — 26. potentia et dignitate AP — 28. Montis Scilice A; Scicilie P — 29. im- 

Mur., 677 peratores P - Elamania A — 31. sequutus] ad cuius presentiam omnes barones Marchie convenerunt. Et de ipso- 

rum Consilio cepit imperator tractare de pace cum Mantuanis, ut ipsis subactis, facilius alios adversarios imperii 

io subiugaret. agg. P e le ediz. 



1 I nomi di due di costoro sono dati da Rolan- 
dino (p. 50). Vedi nota 4 di questa pagina. 

2 II 25. 

3 Notevole la variante del codice della regia Uni- 
15 versità di Padova, che leggesi nelle varianti (1. 3) e che 

e pure nel Chron. Estense (p. 15, 1. 1). 

4 Nella grande minaccia che sovrastava a Padova, 
Giordano Forzate o dei Transalgardi, priore di San Be- 
nedetto ch'era considerato come rettore della città, tenne 

20 consiglio tra i più autorevoli cittadini per addive- 
nire alla nomina di sedici podestà, quattro per quar- 
tiere. Alcuni, i più, si misero segretamente d'accordo 



con Ezzelino. Rolandino di costoro ricorda solo Schi- 
nella e Artusino Dalcsmanini (Rolandino, p. 50) ; cono- 
sciamo gli altri per l'autore del Liber regimimim {RR. 
II. SS., nuova ediz., tomo Vili, parte I, p. 311). Il Chron. 
Estense, a p. 15, 1. 6, dopo appellabant (1. 16), aggiunge : 
perfidtis Eqelinus in carcere aligavit, e tralascia il resto 
fino a spirittem (1. 24). 

5 Monselice a sud-ovest di Padova. 

6 Nel Chron. Estense, p. 15, 1. 12 alle parole cui.... 
scqtmtus (11. 30-31) sono sostituite le altre ad cuius su- 
biugaret (11. 12-13) che qui leggonsi nelle varianti 
(11. 8-10). 



■\o 



fAA. 1237-12391 MARCHIAR T.\ K\'!S1N A !•; ET LOMBARDIAE 



13 



QuALITER IMPERATOR VTNCIT MeDIOLANENSES. l'atta igitur pace intrr impiT.itoP ■■>< 

et Mantuanos et comitem Sancti Bonifacii, qui Mantuam obtinebant, obaidio longa castri San- 
cti Bonifacii est soluta. Tunc imperator cum ezercitu oaaadmo intravit diatrìctum B 

destruendo omnia incendiis et rapinis. Tunc ctiam Montern Claroni l nobilissimum locuni 
5 subvertit. Mediolaneniea vero, amicis undique congregala, cum ezercitu infinito in auxilium 
Brixiensium venientes, castra sua non Longe ab ezercitu romani principi* potuerunt. Sed 
quodam lutoso fluviolo mediante bellum COmmittere minime potuerunt. Cum autcm Medio- 
lanenses reverterentur, niellili mali penitufl auspicante!, imperator subito cum militia pervenit 
ad eos apud Curtem Novam; et facto impetu contra ipsos, multos ex eis ceph et plurcs corjr 
10 cidit. Carotium quoque eorum et potestatem, scilicet tilium ducis Vcncciarum "\ similitcr ap- 
prehendit. Circa festum igitur beati Andree imperator precHctum triumphum de Mediolanen- 
sibus est adeptus. Tunc temporis imperator in exercitu habuit elefantini, ad (pieni videndum 
confluebant populi Lombardie. 

De obsidione Brixie. — Anno Domini 123S comes Gevehardus de Sansonia nuncius 
15 imperatoris venit Paduam et pietate commotus super iu.xtas querelas abbatis Sancte Instine, 
suum monasterium restituit, removens inde custodes et procuratorcs quofl ibi posuerat 10t:rliiiu 

Eodem anno imperator obsedit Brixiam a medio iulio usque ad festum Sancti Michaelis; i 
et civibus viriliter se defendentibus, confusus inde recessit. 

Istis temporibus Ecelinus, fugato de tini bus Marcine, obsedit Montagnanam 4 , quam nullo t ',/-j 

20 modo potuit obtinere et paulo post Marchio, resumptis viribus, recupcravit Kstem et eam 
fortiter communivit.' 

De adventu Federici in civitate Padue. — Anno Domini 1239 circa 5 conversionem tàv*.,&jt 
Sancti Pauli venit Paduam imperator fecitque residentiam in monaste'rio Sancte Instine duobus e 
mensibus 6 . Tunc temporis, admonitione premissa, papa Gregorius in dominica Olivarum pu- 
25 blice 7 ipsum Rome exeommunicationis vinculo innodavit. Interea dum imperator in predicto 



i. Qualiter imperator de Mediolanensibus triumphavit P - imperatores P — 2. obtinebat A P — 3. mazlmo] 
magno P — 4. locum om. P — 5. subvertens fuit A — 6-7. Sed .... potuerunt om. P — 7. lutuoso A — 9. anche 
dopo plurcs agg. A ex eis — 9-10. occidit A P — io. ipsorum P — 14. Gcverardus A; Gevoardus P— 15. abbaiai 
A; abbati ma dopo monasterium P — 16. Ecelinusl Cum et Mediolanenses pacem habere rum imperatore condi- 
5 tionaliter postularent, imperator noluit eos recipere nisi omni conditione remota; et hac de causa in contumacia 
permanserunt. Unde imperator ad dcbellandum eos exercitum validum prcparavit, sed primo disposuit amlcoa 
eorum aggredì Brixienscs. Et ita eodem anno P e le edit. - obscedit A — 18. etl sed P — 19. fugatus A ; fugato 
marehione P e le ediz. — 20. il primo et om. A P - Estcm om. A — 23. Paduam] Padue P — 24. mensibus] ab initio 
quinquagesime usque ad quindecim dies post pasca P e le ediz. — 25. innodavit] Summus namque pontifex per expe- 

10 rientiam cognoscebat, animum imperatoris esse proclivem ad opprimendi-ni ecclesiam, si possct sibi subicere Lom- 
bardiam. Unde statini post exeommunicationem, virum prudentissimum et constantem, Gregorium scilicet sedia 
apostolico tunc notarium, legatum Italie ordinavit. Qui veniens Mediolanum populi trepidantia corda refovit, 
et amicos dissolutos Mediolanensium exbortatione vivifica roborans, ad pugnandum prò libertate viriliter inllam- 
mavit; et ne viderctur verbotenus tantum alios ad pericula invitare, ipse personaliter, quousque vertebat se im- 

15 pcrator ad fideles ecclesie impugnandos, se ipsum strenue opponebat agg. Pe le ediz. 



1 Montichiari a sud-est di Brescia. 

J Pietro Tiepolo figlio del doge Iacopo. 

3 Mancano nel Chron. Estense le 11. 14-16. Alle 

parole eodem anno precedono alla p. 15, 11. 27-30 del 

20 Chron. Estense le 11. 4-7 delle varianti di questa pagina. 

* Montagnana ad ovest di Este. 

5 Non circa; ma propriamente il giorno della con- 
versione di san Paolo (25 gennaio) venne l'imperatore 
a Padova, come ci attcstano Rolandino : die septimo 
exeunte ianuario versus Paduam eqititabat (p. 63), e il Li- 
ter regimimtm: in die conversionis sancti Pauli (p. 313). 
Il giorno stesso giunse da Vicenza e fu ospite del ve- 



2; 



scovo (ROLANDINO, ivi): il giorno dopo 26 si recò al 
monastero, dove rimase per circa due mesi. L'espres- 
sione degli Annalcs e dunque inesatta. 

6 Nel Chron. Estense , p. 16, 11. 6-7 seguono k p 1- 
rolc a dominica quinquagesime usqtte ad quindecim dies 
post pasca (cf. varianti di questa pagina, 11. S-9): e dopo 
innondava (1. 25) seguono le parole Summus. ... oppotubat 
(cf. varianti di questa pagina. 11. 9- 15) • vi mancano le 
parole da Interea a honoravit (1. 25-p. 14, 1. 6). 

7 Public e no: perebe il 20 di marzo, domenica 
d'ulivo, fu deliberata la scomunica, clic fu resa pub- 
blica il 24 (vedi Chron. Estense, p. 16, nota 6). 



3° 



JS 



14 CHRONICON [A. 1239] 

monasterio resideret et imperatrix Mia regia Anglie decentem ' mansionem haberet, memoratus 
abbaa, curialitatis et largitala amator, Angustimi donis gratihcis honoravit. Obtulit itaque ei 

duo tapetia preciosa et solium cum suo apparatu et scabelo abpedaneo artificiosissime insi- 
gnito, duo plaustra ita pretiosissimi vini ac si esset de vineis Engadi, xxx modia ordei et 
wxiv plaustra feni. Sturiones etiam maximos ei dedit, quos fecit de partibus Ferarie por- 5 
tari. 1 Iis et aliis donis et eximiis tam Augustum quam curiales frequentissime honoravit. 

ar.*si.,i6,t4-*s Post hec in mense maii 2 Becilus de Camino 3 et Albricus de Romano frater Ecelini con- 

federati viriliter Tarvisium intraverunt, fugatoque Iacobo de Mora * qui tunc ibi prò imperio 
presidebat, rebelles contra tam metuendum principem extiterunt. Sequebatur namque impe- 
rator in omnibus consilium Ecelini, Marchioni et aliis principibus bona promittendo et semper 10 
eis mala de Consilio nequissimi Ecelini inferendo. Cuius etiam malicioxa suggestione obsidis 
nomine accepit rilium unicum Marchionis et filiam unicam Albrici 5 , que Marchionis fìlio erat 
matrimoniali vinculo copulata. Procurabat enim modis omnibus perfidus Ecelinus Marchio- 
nem et eius amicos expellere ab imperatorio servitio et mandato, ut, imperiali fretus auxilio 
et favore, posset destruere penitus et delere. 15 

Or. est., 16, 20-27 His diebus circa post pasca obiit dominus Iacobus episcopus paduanus 6 ; vacavitque di- 

ctus episcopatus xvn annis. 

Or. est., 16, 28 Eodem anno in principio iunii fuit eclipsis solis 7 . 

chr. «*,"i6?j/. Qualiter Marchio et omnes amici eius rebellaverunt. — In eodem mense, postquam 

Marchio 8 et omnes sui amici viderunt animimi Augusti inclinatum ad complendum omnia de- 20 
sideria Ecelini, exposuerunt se maximo periculo, a mandatis imperialibus penitus recedendo. 
Imperator autem, relieto Tibaldo Francisco potestate Padue et vicario totius Marchie, ita 
tamen ut mandatis Ecelini in omnibus obediret, transivit in Lumbardiam et congregans exer- 
citum, quedam castra 9 Bononiensium devasta vit; et his peractis, in Apuliam properavit. Mar- 
chio autem estensis, expulsis custodibus imperatoris, recuperavit Arcem estensem, Baonem, 25 
Cerrum et per obsidionem obtinuit Calaonem I0 . Et sic incepta est guerra periculosa per 



1. decentem om. A dov'è una lacuna. Noente invece di decentem P e le ediz. — 2. curialitatem et largitatem 
amans A - gratissimis AP - honoravit] videlicet agg. A — 3. tapeta A — 3-4. tapetia.... duo om. P — 4. ita 
""'• P - modios A P — 5. Stiriones A — 6. eximiis] exeniis A P — 7. Qualiter Gulielmus de Camino et Albricus 
de Romano rebellaverunt. Post P - hec] cum imperator adhuc Padue moraretur agg. P - Veruzelinus A; Guezil- 
5 lus P — S. Morra P — 9. tam om. A — io. in] modis A — 11. Ecelini om. A — 12. que om. P — 14. imperato- 
ris AP — 15. posset] eos agg. AP — 16-17. dictus| de facto AP — 19. eodem] predicto P — 22-23. ita tamen] 
precipiens ei P — 24. et] ex A - Apuliam] protinus agg. P — 34-25. Marchio.... recuperavit om. P — 26. Cer- 
rum] terram A - obtinuit om. A 

1 Vedasi la variante (1. 1). Noventa Padovana, tra vescovo. Ma il dissidio fra i canonici e l'abate di 30 
io il Brenta e il Piovego ad oriente di Padova. Santa Giustina impedì che si venisse ad una soluzione. 

2 Anche Rolandino: et hoc fuit in mense madii Che la sede vescovile sia rimasta vacante per dicias- 
(p. 64). Ma Federico che stette nel monastero dal 26 gen- sette anni e contradetto da due brevi di Innocenzo IV 
naio al 26 febbraio, non poteva essere a Padova an- e da uno di Alessandro IV. Il vescovo era stato eletto 
cora nel maggio (vedi p. 13, nota 5) come vorrebbe l'A. già nel 1250 e forse anche prima, ma per timore di Ez- 35 

15 del Chron. Estense (p. 16, 1. 16) e l'A. del cod. P di cui zelino non fece il suo ingresso in Padova prima del 1356 

si legge la variante alla linea 4. (vedi L. A. Botteghi, Ezzelino e l'elezione del Vescovo 

3 Gueccllo da Camino figlio di Gabriele: con lui in Padova nel secolo XIII, in Atti e Memorie della 
era anche il fratello Biaquino. Vedi Chron. Estense, p. 16, R. Accad. di scienze, lettere e arti in Pa- 
nota 5. dova, voi. XX, p. 299). 40 

30 4 Iacopo da Morra di Puglia podestà di Treviso 7 Nel Chron. Estense, p. 16, 11. 28-30, segue la no- 

per l'imperatore. Vedi Chron. Estense, p. 16, nota 6. tizia della sosta di Federico a Cittadella. Rolandino 

5 Rinaldo d'Este e Adelasia da Romano, promessi (pp. 66-67) invece fa dimorare l'imperatore a Castel- 
sposi per opera di frate Giovanni nel dì della pace di franco, ed erra (vedi Lenel, op. cit., p. 51, nota). L'e- 
Paquara, celebrarono il matrimonio nel 1235. Di Ri- dissi avvenne il 3 giugno. 45 

35 naldo e di suo figlio il cronista tratta a lungo in seguito. B Azo VII. 

6 Iacopo Corrado morì il 3 aprile 1239, come leg- 9 Piumazzo e Crevalcore (vedi Chron. Estense , p. 16, 
gesi nel Necrologio di Santa Maria delle Carceri (Mit- nota 14). 

tarelli, Annales Camaldulenscs, tomo IV, p. 347); ed ,0 Baone, Cerro e Calaone, luoghi vicini a Este, 

il giorno 5 cominciò il lavoro per l'elezione del nuovo furono conquistati nell'agosto. 5° 



[AA. 1239-12401 MARCHIAR TARVISINAE ET I.OMNARDIAE 



15 



Marchiani universam. Impcrator de cetero in cunctis civitatibus Italie omnei amico! Mar- 
chionis estensis et comitis Sancii Bonifacii cepit habere suspectos pariter et exoaca; partem 
vero Salinguerre et Ecelini ubique incepit diligere RC amplectì • 



De ousidionic Ferraris bt biui captzonb. Anno Domini 1240, circa convereionem 

5 Sancti Paali, cometa versus occidentem apparuit. 

In illis diebus cum iam vir magnanimità, Filippus 1 episcopua Ferrarienaia, contra sapien- 

tissimum Salingucrram, qui dominabatur Ferrane prò ecclesia rebellasset, et Bragantmum et 
Bonderium ' occupasset, Veneti cum exercitu magno et Bononiensefl et Mantuanì et multa 

militia Mediolanensium cum donino Gregorio de Montelongo, sedis apostolice legato, venerunt 
10 in subsidium Marchionis et obsederunt Ferrariam ', quam post mensei quatuor sub quadam 
compositionis specie habuerunt. Xihilominus tamen Salingucrram captimi dux Iacobus Teu- 
polo Venetias secum duxit, ubi usque ad diem mortis sue 5 fuit in carcere custodi tus. S 
quenti vero tempore, in mense augusto, audiens imperator mortuum esse Paul uni Travcrsa- 
rium fi , amicum intimum Marchionis estensis, exiens de Apulia cum exercitu, vcnit et obtedit 
15 Ravennani. Qua capta 7 , accessit Faventiam et eam obsedit octo mensibus cum instantia 
obstinata. 

Eodem anno dominus Iacobus de Cararia 8 captus in castro Agne 9 , a Tibaldo Francisco a».nt..i:,>o-ta 
in medio augusto accepit sententiam capitalem. In sequenti mense Advocatus w captus in 
castro Brente lI , similiter est a Tibaldo punitus. 



6. In otti. P - diebus] ctiam cum P - Filippus sciliect episcopus A P — 7. Bragrantinum A — S. Rondcnum 
virilitcr occupasset A P — io. subsidium] auxilium AP - quodam A — II. tamen otri. A — 1 1- 1 3.. Tempullua 
Thcupulus P — 13. ubi om. P — 13. vero om. AP — 13-14« Transvcrsarium A — 14. estensis ohi. A - exercitu) 
et venit P — 15. cum] ad A — 17. dominus om. AP - captus est in P — 19. Rrcrc A 



5 ■ In Chron. Estense segue (p. 17, 11. 5-7) la notizia 

della presa di Vignola in quel di Modena per opera dei 
Modenesi e Parmigiani a' danni dei Bolognesi. 

* Filippo Fontana vescovo di Ravenna (1343-1250) 

e di Firenze (1250-1351) ed arcivescovo di Ravenna 

10 (1351-1374) nel 1346, come vedremo, fu contro Corrado 

in Germania, e nel 1356 a capo dell'esercito guelfo che 

liberò Padova da Ezzelino. 

3 Bregantino sul Po tra Ferrara e Mantova ; Bon- 
deno ad occidente di Ferrara. 
1 S * L'assedio incominciò il 2 febbraio ma senza re- 

sultato per la strenua difesa di Salingucrra, che fu ar- 
restato con inganno. Vedi Chron. Estense, p. 17, nota 8. 
s Mori verso il 1345 a Venezia dove fu onore- 
volmente trattato finche visse ed ebbe onori funebri e 
33 tomba solenni (Chron. Estense, p. 17, nota 8, e Rolan- 
dino, p. 71). 

6 La famiglia Traversata con quella degli Ana- 
stagi ebbe gran lode da Dante fra le famiglie ravennati 
(Purg., XIV, 9S e 107-111). Molti cronisti ritenevano 

2 S che risalisse al V secolo e che avesse contratto paren- 
tela con sovrani (Corrado Ricci, L'ultimo rifugio di 
Dante Alighieri, Milano, 1S91, p. I3i). 

7 II 33 agosto. 

8 Incerte sono le prime notizie di questa antichis- 
3° sima famiglia. L'autore delle Genealogie delle famiglie 

illustri d'Italia (ms. del Museo civico di Padova, B P, 
1502) ne ascrive la ragione al fatto che, espugnata Agna 
(vedi nota seguente), le signore carraresi nella fuga cer- 
carono di salvare i documenti e i quadri della casa. 
35 Ma sommersa la barca perirono e il lago fu detto delle 
donne carraresi (Gloria, Territorio Padovano, III, 257). 



45 



Il più antico di cui si abbia ricordo è Gumberto, morto 
il 970. I Carraresi ebbero notevoli privilegi da Arri- 
go IV, da Federico I e da Arrigo V. Iacopo da Car- 
rara nel 131S ebbe la signoria di Padova. Il piìi fa- 40 
moso prima di costui è Iacopo di cui qui parla il No- 
stro. L'ottobre del 1237 trovandosi egli a Goito con 
Azo d'Este ed Ezzelino al campo di Federico, ebbe con 
Ezzelino tale alterco che, se non si fosse interposto 
l'imperatore, probabilmente allora Ezzelino sarebbe sta- 
to ucciso (Rolandino, p. 58). Nel 1238 si tenta di 
dare Padova ad Azo: Ezzelino vince i nemici arrivati 
alle porte: Azo fugge, Iacopo e arrestato. Fatta pace 
con Ezzelino milita nel suo partito. Ma quando Fe- 
derico, per assicurare la quiete a Padova, allontan 
coloro ch'erano in sospetto d'amicizia col Marchese, 
Iacopo con Avveduto degli Avvocati e mandato ■ Man- 
tova. Nel 1340 può tornare nel suo castello di Agna, 
ed ivi raccoglie molti esuli. Tebaldo Francesco espu- 
gna il castello, fa prigioniero Iacopo e lo condanna a 55 
morte (Annales Veronenses, in MM. GG. UH., XIX, p. 11 
e Rolandino, pp. 60 e 73). 

• Agna, antico villaggio tra Padova e Adria, do- 
veva essere molto bene fortificato se il podestà di Pa- 
dova Tebaldo Francesco andò ad assediarlo cum tota 60 
milicia Paduana et cum 1000 peditibus bene armatis (Ro- 
landino, p. 73). Il 13 agosto parti l'esercito, il 17 
Jacopo fu decapitato (Rolandino, pp. 73 e 74). 

10 Avveduto era germano di Iacopo. Fu decapitato 
il 7 settembre 1340 (Rolandino, p. 74). 

11 Brenta dcll'Abba ad occidente di Chioggia. Vedi 
Chron. Estense, p. 17, nota 12. 



65 



16 



CHRONICON 



[AA. 1241-1243] 



Mi : 

■'. l8, i-3 
l'Iti . <■.>/., iS, 1-14 



L'In .c'st,, iS, tyió 



L'In . est., iZ,IJ-33 



Db ojìsidioni: FAVBNCIB EU in a CAPTIONE. Anno Domini 1241 post longam obsidionem 
Cepit Faventiam imperator '. in eadem estate Pisani ceperunt duos cardinales et multos pre- 
latOS, ini: per mare Tirenum in navibus Ianuensium pergebant Romani ad summum pontifìcem 2 . 

Non multo tempore post obiit papa Gregorius nonus 3 et vacavit sedes apostolica multis 
diebus \ Tandem' papa Celestinus \ mediolanensis natione, fuit electus, qui post electionem 
vix decem et octo vixit diebus. 

Circa istud tempus effera gens Tartarorum gladio, incendiis et rapinis totam Ungariam de- 
vastavit. Et tunc rex Bela vix eorum manus evasit, fugiens ad maritima Sclavonie festinanter. 



De electioxe pape Ixnocentii et superbia imperatoris. — Anno Domini 1242 car- 
dinales post multa Consilia elegerunt domnum Sinibaldum, cardinalem de comitibus Lananie 10 
natione ianuensem, qui appellatus est Innocentius quartus 6 . Iste quesivit fere duobus annis 
habere pacem cum imperatore, volens finem imponere tantis malis. Sed imperator cum fere 
totam Italiani possedisset, in superbiam elevatus, verba quidem blanda dicebat, sed romanam 
Ecclesiam deprimere modis omnibus satagebat. Superbie quippe spiritu inflammatus, propo- 
nebat ecclesiis auferre iurisdictiones et possessiones villarum et castrorum, quibus erant ab 15 
imperio perdotate, et taliter volebat humiliare superbiam clericorum. Et licet ipse versipellis 
esset plurimum et astutus, tamen quod ex abundantia cordis os loquitur 7 , istam sacrilegam 
voluntatem non potuit occultare. Unde contra se odium prelatorum in toto imperio non mo- 
dicum excitavit. 

Hoc anno in mense marcio populosa Montagnana 8 est divino iudicio concremata. Quod 20 
audiens Ecelinus, ipsam festinanter in manu valida occupavit. 

De destructione castri Sancti Bonifacii. — Anno Domini 1243 Galvano Lancea *, 
vicario in Marchia existente, castrimi Sancti Bonifacii a Veronensibus est destructum. Sub 
eodem tempore etiam comes de Panigo civis veronensis 10 est Padue decollatus, multique viri 
nobiles et prelati accusati de proditione, Verone sunt ab Ecelino diversis tormentorum gene- 25 
ribus interfecti. Et tunc primo tyrannus assumpsit maiorem audaciam ita nobiles et potentes 
sicut ignobiles et pauperes puniendi. 






i. De.... captione] De captione Faventic et obitu Gregorii pape et imperii Tartarorum P — 5. Sed tan- 
dem P — 6. supervixit P — 7. Circa hec tempora P - efì'ecta P — S. Et om. AP — 9. De ... . imperatoris] De 
papa Innocentio quarto et de superbia Federici imperatoris, qui conabatur ecclesiam subiugare P — io. Levanie 
AP — n. ianuensium A - Innocentius papa quartus P — 13. possideret A - quedam A — 16. predonate A — 
17. quod] quia P - os] eos A — 18. poterat A P — 20. In hoc A P - Montegano A - est] in A — 32. De.... Bo- 
nifacii] et de prima audacia contra nobiles et potentes P - Galvaèo A — 24. tempore] anno AP - Panico P —.- 
25. preclari A P - diversorum P — 27. domandi A 



1 II 14 aprile. 

2 Et in ipsis (galeis) capti fuerunt dominus facobus 
io episcopus Prenestinus et dominus Otto de Thconengo cardi- 
nales, et dominus Gregorius de Romania Legatus et ahi 
vnclti Prelati, Episcopi, Abbates, Clerici (Bartiiolomaei 
SCRIBAE, Annales, in MM. GG. HH, tomo XVIII, p. 197). 

3 II 21 agosto: xii kal. sept. (Rainaldi, Annales 
15 Eccles., Lucae, 1747, tomo II, p. 276). 

4 Dal 21 agosto al 25 ottobre. 

5 Celestino IV pontificò dal 25 ottobre al 10 no- 
vembre. 

6 II 25 giugno. 

20 7 Sax Matt., XII, 34. 

8 Montagnana ad ovest di Este fu bruciata il 25 
di marzo. Divino iudicio dice il Nostro, ne gli Annales 
Veronenses (MM. GG. HH,, tomo XIX, p. 12) spiegano 
]a ragione. Rolandino invece assevera (p. 75) che il 



fuoco fu appiccato per volere di Ezzelino: era la ri- 25 
vincita sulla resistenza del 1238. 

9 Galvano Lancia pugliese per volere dell'Impe- 
ratore, succedette al suo conterraneo Tebaldo Francesco 
Tu luglio 1242 nella podesteria di Padova, nella qual 
carica rimase sino al febbraio 1244, allorché lo cacciò 30 
Ezzelino. Questi podestà del periodo ezzcliniano erano 
detti vicari imperiali nella Marca dall' Oglio a Trento. 

10 Bonifacio, conte di Panico e gli altri di cui 
leggonsi i nomi negli Annales Veronenses (MM, GG. HH., 
XIX, 12) erano sì nobiles et preclari, ma traditori e co- 35 
me tali condannati da Ezzelino. Il conte di Panigo, 
per esempio, che era amico intimo di Ezzelino (inultum 
familiaris, RolAndino, p. 78, nota 2) aveva ricevuto 
danaro dai Lombardi per favorire il loro ingresso in 
Verona (Rolandino, p. 78). Fu decapitato il 4 giugno. 4° 



rAA. 1243-12451 MARCHIAE TARVIS|\\k ET LOMBARDIAE 17 



Eodem anno nobilissimum castrimi Hoscilega ' a Mantuanis f ululiti» est cl.st. urtimi. Ck, 

Eodem anno videlicet 1244 circa festum sancti Iohannis Baptist e « magnanimiia Inno- 
centius papa videns se illudi ab imperatore verbis et promissionilniH trauclulenti mqur 

quod scriptum est quod ars deluditur arte, lìn.xit se habere eloquium cimi Augusto, et latenter 
5 et caute apud civitatem veterem galeam intravit, et sic ad ianuensrm < i\ itatnn feticRer na- 
vigavit. Impe'rator hoc audiens, timens tanti viri sagacitatem <;st non modici!» perturbati!*. M 
Papa itaque circa festnm sancte Luce* per terras comitis Sabaulie ' in (ialliam pertransi\it, 
fmgensque sedem suam apud Lugdunum, statini misit per universum orbali, Convocasi pn-la- 
tos et principes ad concilium generale. 
10 Anrio Domini 1245 circa festum sancti Iohannis Maptiste s factum est concilium generale ' '' 

Lugduni, ad quod concitatus imperator personaliter ire contempsit. Unde propter contuma- 
ciam eius et innumerabilia mala, que fecerat contra ecclesiam, Innocentius papa residerus in 
concilio, de assensu et Consilio prelatorum et tocius concilii protulit contra Federicum depo- 
sitionis sententiam, iuste pariter et constanter. Forma itaque sententie prolate a siimmo pon- 
15 tifice ista fuit. Volcntcs, inquit, divìnam sententiam prepone re sententie nostre, dennnci<unns 
Fcdcricum a Dco cxco7nmunicatum et depositum ab omni honorc imperii et regni. Et addenhs 
vero sententiam nostra?n divine sententie, ex communi e a mns Fcdcricnm et depommus ab omni 
honorc imperii atqiic regni 6 . 

Dum predicta forent apud Lugdunum, imperator veniens Veronam cum lìlio suo Con- Okr.*tt.,i 9 ,, 
20 rado et cum quibusdam principibus Alemanie et baronibus Lombardie sibi faventibus, solemne 
eloquium celebravit 7 . Quo facto, simulans se simul cum Conrado filio suo ad concilium pro- 
perare, ivit usque Taurinum 8 ; ubi primo audivit contra se depositionis sententiam promulga- 
tane Tunc revertens Cremonam, ibique negociis imperii ordinatis ", in Apuliam quam citius 
est reversus I0 , Conrado velociter in Alemania destinato. 
\"> Sagacissimus vero Tnnocentius papa direxit in Alemaniam nuncios, admonens principes Ckr.est.i ,,ii 4 

eligere aliquem strenuum virum ad imperium gubernandum. Tunc illi venientes ad tantum 
negotium peragendum, elegerunt virum catholicum strenuiun nobilem sapientem benignum et 
constantem, Iantgravium de Tititigria Deo et hominibus gratiosum. Ille autem electioni de 



i. Ostilie A; Hostille P — i. Qualiter Innocentius papa, dimissa Roma, Ianuam naviga vit. Anno Domini 

1244 P — 3, providens P — 3-4. sciensque esse scriptum A P — 4. se habere] se velie ire ad A - colloquium AP 

- et tunc P — 5. Ianuensium A - civitatem] urbem AP- feliciter om. P — 6. conturbatus P — 7. itaque om. P - 

sancte Lucie A; sancti Luce P - Sabaudie AP — 8. ngensquc AP — 9. De concilio Lugduncnsi et de scntcntia 

5 depositionis Federici impcratoris data ab Innoccntio papa. Anno P- generale] maximum AP — 11. citatus 

AP — 15. Volcntes] nolens A - inquit apostolicus P — 16. atquc regni A — 16-18. Et addentes regni om. 

A — 19. De imperiali colloquutione Verone celebrata et de lantgravio rege Alemanie constltuto contra Fcdcri- 
cum. Dum P - forent] fierent AP — 21. colloquium AP - suo velie ad AP — 23. ibique negotia imperii ordi- 
navit. Post in P — 24. Conradum.... destinavit P — 25. admonendum P — 25-26. ut eligerent P — 26. virum 
io catholicum ad P - venientes convenientes A P — 28. Iamgravium AP - Turingia AP 



'6* 



1 Ostiglia in provincia di Mantova era allora dei duca d'Austria e di Stiria, Bernardo duca di Carinzia e 
Veronesi. I Mantovani l'occuparono il gennaio del 1244 il duca di Merano Ottone II (Rolandixo, p. So, nota 5). 
(vedi RoLANMNO, p. 79), non dunque eodem anno. 8 Da Verona uscì 1' S luglio alla volta di Torino, 

2 29 ghigne. dove apprese la scomunica e dove scrisse la lettera ai 

*5 3 18 ottobre. principi d'Inghilterra per esortarli ad essere con lui so- 30 

4 Amedeo IV. lidali nel difendere la causa di tutti i principi contro la 

5 24 giugno. invadenza del papa, che si permetteva di togliere ai 

6 L'autore cita inesattamente il testo della sentenza sovrani imperi e regni, mentre misquam.... Ugitur di- 
del 12 luglio che leggesi in IIuii.lard-BrÉholles. Hi- vinavrl Jucmana lege sibi concessum\quod trans/erre prò libito 

:o storia diplomatica Friderici li, tomo VI, parte I, p. 326. possit imperia (Huillard-Brkholi.ks, tomo VI, p. 331). 35 
Nel Chron. Estense, manca fp. 19 1. 5), come nel cod. 9 Agosto-settembre. 

Ambrosiano, da Et addentes a regni (11. 16-1S). 10 Quivi scrive una lettera che par diretta al duca 

7 II convegno di Verona durò dal maggio al lu- di Baviera per pregarlo di aiutare Corrado contro il 
glio e fu veramente solenne, che vi presero parte Bai- langravio di Turingia (HuilCard-Bréholles, tomo VI, 

15 dovino II imperatore di Costantinopoli, Federico II p. 414). 4° 

T. VIII, p. in — 2. 



18 CIIRONICON [AA, 1245-1247] 



se lacte assensum prebuit incostanter paratus, intuiti! divine maiestatis omne periculum prò 
ecclesia et republica sustinere. Et sic contra potentissimum Federicum suscepit alacriter et 
audacter regni Alemanie diadema. 

ckr!»t*Ì9w*i ' )i: Iangravio rege Alemanie constituto contra Federicum et eius Victoria con- 

tra. Conradum eius filium. — Anno Domini 1246 Iangravius rex Alemanie 1 congregavit 
exercitum copiosum adversus Conradum filium Federici. At ille in manu valida occurrit 
audacter. Inito igitur certamine, Conradus, amissa multitudine militum, vix cum paucis eva- 
sit, quem nisi sceleratus dux Bauguarie * suscepisset, immemor patris sui 5 a Federico depo- 
sito interfecti, Iantgravius de Alemania estirpasset. In predicto igitur prelio et in aliis nego- 
ciis ecclesie in Teuthonia pertractandis, legatus sedis apostolice erat vir magnanimus Philippus 10 
scilicet episcopus ferrariensis \ cuius audacia et sagacitas circumspecta tam in captione Fe- 
rarie quem in factis Alemanie potest ore omnium merito commendari. Iste namque prò ro- 
mana ecclesia subire pericula et labores minime recusavit. Ipse fuit verus levita, qui dixit 
patri et matrique : "■JVcscio vos „, et fratribus suis similiter, quia patrem et matrem et etiam pa- 
rentelam contempsit et capi ab imperatore sustinuit patienter, eligens in tantis augustiis eccle- 15 
si e Deo et summo pontifici obedire, quam parentum carnalium amore a tramite recedere 
veritatis. 









c/t>.est.,i9,32-j>i Qualiter Ecelinus CEPiT abbatem Sancte Iustine. — Eodem anno factum accidit 

lacrimosum, plenum compassione pariter et dolore. Nam Ecelinus satane minister, diaboli 
carnifex, potator humani sanguinis sitibundus, inimicus ecclesie, hereticorum refugium, mali- 20 
eie sedulus adinventor manum misit ad desiderabile membrum ecclesie, id est abbatem San- 
cte Iustine de Padua, capiendum, virum utique iustum, honestum, bonis moribus informatimi 
et Deo et populo attestante, plurimum reverendum. In die igitur sancti Bricii s ipsum cum 
fratre carnali capi precepit, ipsumque inclusit in carcere tenebroso, faciens eum velut prodi- 
torem imperii cum diligentia custodiri. 25 

cht.ett.,i<),3<,, t i Eodem anno Albertus et Nicolaus de Lendinaria s viri nobilissimi et potentes et sicut 

rose inter milites Marchie fulgentes, accusati de proditione, multis ab Ecelino afflicti tormen- 
torum generibus defecerunt. 



tr 



chr. est., 20,1-1/ Qualiter mortuus est Enricus de Egna. — Anno Domini 1247 in mense februario 

factum magne audacie accidit in Verona. Nam cum Henricus de Egna, fìlius sororis nequis- 30 
simi Ecelini, gereret predicte regimen civitatis, quidam miles veronensis nomine Iohannes de 
Scanarola, accusatus de proditione, ante tribunal eius vinctus compedibus assistebat. Cui 
etiam Henricus diceret: "Iohannes, scias esse impossibile quod evadas„, ille gladium de ca- 
liga latenter educens irruit in eum, ipsumque in capite graviter vulneravit, itaque vix diebus 
mur., 633 xv' supervixit. Tunc satellites potestatis ipsum protinus occiderunt 7 . O mira stupendaque 35 



3. Federicum potentissimum P — 3. diadema] dominia A — 6. Ad ille in manu] Contra quem A; Cui ille 
P - accurrit A — S. nisi] vix P - Baiguerie A ; Ungarie P — 8-9. deposito] per asassinos P — 9. Iam gravius 
P - effugasset P - in aliis] aliis A — io. Theothonicis P — 12. merito om. AP — 13. fuit] sicut AP - verus] 
vir P - qui om. AP — 14. patri suo et matri A P — 16. Deo] Domino A - pontifici potius obedire AP — 
5 21. adinventor] adiutor A - id] est ad A — 23. Deo] clero AP - igitur om. A - ipsum] "eum AP — 24. eum om. A 
— 26. Albricus AP - Lentenaria A; Lendenaria P- nobiles P — 37. refulgentes AP — 29. Qualiter.... Egna] 
De morte de Egna in civitate Verone P — 32. Scamarola P - junctis pedibus P — 33. etiam] cum A — 34. ipsum- 
que] quem P - itaque] ita quod AP - uix A 

1 Enrico Raspe. 6 I Da Lendinara erano una nobile famiglia vero- 

10 2 II duca di Baviera Ottone IL nese, cui nel 1239 Bonaccorso da Padule, allora podestà 15 

3 Ludovico I. di Verona, fece abbattere le torri (Annales Veronenses, 

* Filippo Fontana, di cui alla p. 15, nota 2. MM. GG. HH., XIX, p. xi). 

5 II 13 novembre. 7 Con qualche differenza questo fatto è narrato da 



[AA. 1247-12481 MARCHIAE TARYISINAE ET LOMBARDIAE 19 



audacia et ore omnium divulganda! Quis enim non potest merito admirari, audiendo hominem 
vinctum, solum, armatis custodibus circumseptum, invasisse iuvenem bellicosum fortem su 
nuum et terribilem inimicis? Patet itaque illud antiquum proverbium esse verum, quod qui 
vult mori, regem potest occidere. 
5 Hoc tempore Iantgravius rex Alemanie diem clausit extremum 1 ; de Cttilil marte eccle- CkraH *.>,■<§ 

sia est turbata, Federicus vero plurimum est letatus. 

Eodem anno in mense madii ' venit Federicus de Apulia in Lombardinm cum maximo ap- ck>.>u .. , 4 , 
paratu et prò quibusdam negociis peragendis perrexit versus Taurinuni. Kex vero Eliciti! 
eiua filius naturalis cum exercitu Cremonensium ivit ad obsidendum quodam castrimi Brixie, 

10 nomine Quincianum \ Tunc habita opportunitate, consanguinei pape Innocenti, et amici 
eorum 4 qui fuerant de Parma expulsi et Placentie residebant, subito congregati, in manu 
forti Parmam de assensu populi in medio iunii intraverunt, et potestate occiso \ partem Fe- 
derici protinus expulerunt. In quorum auxilium domnus Gregorius de Montelongo sedis apo- 
stolice legatus cum Mediolanensibus et Placentinis, et comes Sancti Bonifacii cum Mantuanis 

15 Parmam velocissime intraverunt ipsamque velociter munientes, ad defensionem se fortiter pa- 
raverunt. Quo audito, Federicus cum exercitu infinito et cum Ecelino, qui perrexerat in eius 
auxilium, festinanter cum militia marchiana venit et castramenctatus est iuxta Parmam 6 , facieni 
ibi civitatem, quam Victoriam appellavit, statuit firmiter se inde nullo modo discessurum, nisi 
parmensem caperet civitatem. Federico igìtur impugnante et Ecclesia cum suis lidelibus Par- 

20 mam totis viribus defendente, tempore sex mensium elapsus, et sic asperitate hiemis cogente, 
militia civitatum ex utraque parte ad propria est reversa. Federicus vero remansit in Victo- 
ria, cum non modica exercitus quantitate, expectans futuram estatem, animo cupienti, in qua 
credebat se Parmam sine dubio expugnare 7 . 

Qualiter Victoria est capta. — Anno Domini 1248 Federico in Victoria residente, Ck*.ut.,*>j»-si 
25 in medio februario 8 legatus et Parmenses inito Consilio de civitate unanimiter exiverunt ir- 

ruentes' in Victoriam, ipsamque sine mora ceperunt captamque protinus cremaverunt. Fede- mi» , 684 

ricus vero versus Cremonam fugam arripiens vix evasit, dimissis ibidem diviticiis inlìnitis. 

Parmenses vero, multis captis et occisis de ipsius exercitu, carocium etiam Cremonensium 

habuerunt. 
50 Circa hec tempora Innocentius papa negotia ecclesie peragens vigilante!", legatimi in „'/ s '' 

Alemaniam destinavit, citavitque principes ut eligerent in regem aliquem virum idoneum et 



1. potult P — a. custodibus] hominibus P — 3. antiquum om. P — 5-6. ecclesia] plurimum A — 6. letatus] 
electus P— 7. magno P — 8. prò om. A - disponendis A — 8-9. Taurinum. Ubi dum morani faceret bcllicosus 
Encius eius P — 9. filius naturalis eius A - ivit] venit A — io. Quinzanum A; Quinorianum P — 11. fucrunt 
P— 13. Federici] inde agg. A P — 15. fortissime A — 17. marchiana] maxima P — 18. inde om. P — 19. par- 
5 mensem] per mensem P — 20. tempus.... elapsum A P - sic om. P — ai. ad propria om, P — 22. non om. P - 
estatem et animo P — 23. expugnare] Sed fallitur augurio spes bona sepe suo agg. AP; al posto di spes /' ha 
opes — 24. capta] a Parmensibus agg. P— 25-26. irrucntque AP — 26. ipsam A P - 27. divitiis AP 28. Par- 
menses autem A; Et Parmenses vero P - de cquitibus ipsius exercitus A - exercitus P - a Cremonensibus P 
30. De regis Guglielmi electione. Circa P — 31. demandavit A 

io Rolandino (p. 83). Enrico di Egna, figlio di Sofia so- 3 Quinzano a nord di Cremona. 

rella di Ezzelino, morì nel febbraio 1247. Giovanni 4 I Lupi, i Da Correggio, i De Rossi sono i par- 

Sianarola coi parenti era stato già nel 1239 accusato di tigiani del papa (Chronicon Pan/unse, in Muratori, 

ribellione all'impero (Verci, Cod.Ecel., doc. 152^.273). RR. II. SS., tomo IX. p. 770 della nuova edizione). 
L'ordine di uccidere immediatamente Giovanni fu dato b Era l'aretino Arrigo Testa che il 16 giugno morì 1^ 

15 dal conte Iacopino degli Schinelli, ed il giorno del- combattendo contro i Guelfi ricordati alla nota precc- 

l' esecuzione fu il 12 febbraio 1247 (Lenkl, op. cìt., dente, 
p. 11). 6 i° ottobre. 

1 17 febbraio. 7 La variante dopo expugnare (1. 6) e anche nel 

* Già nell'aprile Federico era a Cremona (Huil- Chron. Estense, p. 20, 11. 30-31. 30 

ao lari>-Brkhot.t.es, VI. 50S). 8 18 febbraio. 



20 



rilRONICOX 



fAA. 1248-1250] 



potetltem. Cuius preceptis protinus obsequentes, elegerunt comitem Vielmum de Logolandia 1 
in regem et futurum imperatorem, virum utique probum et exercitiis militaribus decoratum. 

Or.0St.,*U 4 QUALITER LuDOVICUS REX FrANCORUM MARE TRANSIVIT ET OBTINUIT DAMIATAM. — 

Anno Uomini 1249 Ludovicus rex Francorum cruce signatus transivit in subsidium Terre san- 
cte, et cum magno exercitu et infinita navium multitudine intravit terram Egipti. Cuius for- 5 
titudine perterriti Egiptii Damiatam, que in prophetis Menphis vocatur, protinus reliquerunt, 
et rex tali modo eam habuit sine gladio et sagitta. 

ckt.eii , .-Li-// Eodem anno in principio iunii 2 bellicosus rex Enricus filius Federici captus est a Bono- 

niensibus cum militia copiosa. Qua propter Bononienses sunt usque ad sidera elevati. Unde 
Mutinenses necessitate compulsi se Bononiensium dominio subdiderunt. 10 

ckr.4tt.,u,i* 13 In istis diebus tres filii Iacobi Delesmanino 3 sunt capti ab Ecelino et variis tormentis 

afflcti; tandem iussu ipsius Ecelini in platea Padue sunt crudeliter trucidati. 

Ckr.*tt.,n,i4-/s Eodem anno Federicus castrimi Montis Silicis circa festum beati Iohannis Baptiste tra- 

didit Ecelino. Decimo vero die exeunte septembri burgus estensis traditus est ei per quen- 
dam sceleratum virum et a Deo maledictum nomine Vitalianum de Arelda *. Arcem autem 1 
post mensem obtinuit, eam prius cum multis machinis expugnando. Tandem propter famem 
omnia castra 5 obtinuit Marchionis. 



■ìt., 21,10-36 



MUR., 685 



C/:r.est.,2ì,SS-J4 



Qualiter rex Francorum Damiatam reddidit Saracenis. — Anno Domini 1250, circa 
festum pasce cum Ludovicus rex Francorum versus Babilionam properaret, a Saracenis cum 
suo exercitu est conclusus 6 , et cum neque procedere, neque redire valeret, Soldano se tradidit 20 
Babilonis, amisso prius in bello comite Roberto fratre suo cum ' maxima militum quantitate. 
Rex itaque prò redemptione sua Damiatam tradidit Saracenis 7 , dimissisque ab eis redidit in 
Siriam et reedificata Cesarea Palestine, in Franciam est reversus, cum ignominia sue gentis 
tociusque populi Christiani. Saraceni considerantes tam preterita quam futura, Damiatam a 
fundamentis protinus everterunt ne de cetero esset occasio et receptaculum preliorum. 25 

Eodem anno, in festo sancti Bartholomei, Guilielmus de Campo sancti Petri iussu Ece- 
lini fuit in platea Padue crudeliter interfectus 8 . 



1. Verilioluum A; Gulglielmum P - Gollandia P — 2. utique] itaque P — 3. Francorum] Francie P — 
4. mare transivit A P - transiluit A — 5. manium P — 6. prophetis] primis A - vocabant A — 8. Encius A P - 
est] et P — io. subdiderunt] Et in Bononia in carceribus tenuerunt in uno palatio rotondo (sic), quod est prope 
domus illorum de Lambertinis post palatium communis Bononie, donec a rebus humanis fuit exemptus et se- 

^ pultus est in ecclesia sancti Dominici prope altare magnum, ubi sunt imagines sculpte. A — 11. de lesmanino 
ha il cod. ; Dalismanio A; de Dalismanino P — 12. Ecelini om. AP — T 3-I4» traditus fuit AP — 15. virum] ilio- 
rum A - et a Deo maledictum om. AP - nomine om. P - Areda P; ada A — 16. obtinuit] habuit A - impugnando 
P - finem P — 18. Qualiter Ludovicus rex P — 19. conversus cum Babiloniam A — 20. tradidit] reddidit A P — 
32. tradidit] reddidit A P - a. Saracenis P — 23. in om. P - sue[ Scirie A — 24. Saraceni] autem agg. A P — 

10 25. funditus P - penitus A - protinus om. P - preliorum] Qualiter Parmenses a Cremonensibus sunt devicti. 
In istis temporibus Cremonenses, amicis undique congregatis, equitaverunt in manu valida contra Parmam. Qui- 



1 Guglielmo d'Olanda fu eletto il 3 ottobre 1247 
(Huillard-Bréholles, VI, 575). 

2 II 26 maggio. 

15 3 Gumberto, Artusino ed Ubertello Dalesmanini 

furono uccisi nel mese di luglio del 1249 (Rolandino, 
p. 88). 

4 \ italiano d'Arelda, beneficato ed onorato dal 
marchese Azo, tradì il suo benefattore dando ad Ezze- 

'O lino la porta d'Este per cui sì va a Montagnana, e che, 
dal nome del traditore, fu detta poi Vitaliana (Rolan- 
dino, p. 91). 

5 Cioè Baone, Vighizolo, Vescovana. 

6 33 gennaiOé 



7 II 7 maggio. Le altre notizie, sino a. preliorum, 
si riferiscono agli anni 1251-1254. In Chron. Estense a 
■preliorum segue (p. si, 11. 27-33) la notizia della scon- 
fitta che ebbero i Parmensi assaliti dai Cremonesi, che 
qui si legge nelle varianti (p. 20, 1. 10-p. 21, 11. 1-4). 

8 La ragione è detta da Rolandino : Guglielmo, 
già scudo e difesa di Ezzelino nei consigli della città, 
era imparentato coi Dalesmanini per avere sposato Ma- 
bilia figlia di Artusino (vedi nota 3); Ansedislo de' 
Guidotti, podestà di Padova e creatura di Ezzelino, 
impose a Guglielmo di far divorzio. Guglielmo volle 
andare a sentire il parere di Ezzelino, il quale, preve- 
nuto da Ansedisio, lo fece arrestare. Condannato a 



3° 



35 



[AA. 1250-1252] MARCHIAE TARVISINAE KT LOMBARDIAE 31 

Sub predicto annorum circulo potentissimus Federicus in die sanctc Lucie' lucmi istiua ch, .< 
vite amisit in Apulia, descenditque ad infero*, nihil secuin defereni nisj lisiuluin pi natoruin. 

Anno Domini 1251. Innocentius papa post mortein ncquissimi Federici, Ali-manie Or. est . » 

cum prelatis et principibus ordinatis, circa pasca ' ezienfl de Lugduno, veni! ad Lanuen*et|l 
5 civitatem ', ubi omnes magnates Lombardie qui curiam ecclesìe sectabantur, ei curii reverenda 
occurrerunt. Deinde venit Mediolanum*, et recuperata civitati- laudensi, transiena per Lom- 
bardiam, festinanter Perii9ium properavit \ 

Per idem tempus populus Placentinus, favore ceco contra suos milites* concitatus, ausi- <>. 
lium Cremonensium imploravit, et expulsis militibus, Ubertum Pela\ icinum in suani pernicirm 
10 elegerunt in ducem et rectorem. 

Eodem anno Conradus tìlius Federici, descendens de Ale-mania, venit Veronain : et cum /*-/< 

auxilio Ecelini in mense decembri intravit mare in portu Latexane* et navigana in Apuliam, 
eam cum insula Scicilie facillime optinuit secundum sue beneplacitum voluntati . 

Per idem tempus mortuus est Rainaldus tìlius MarchionÌ9 estensis, quem prò obside rc- 
15 ceperat infelicissimus Federicus. Reliquit autem lìlium et iìlias quOfl habuit de quadam puella a,, .< 
nobili de Apulia, dum in carcere satis curialiter teneretur. Marchio autem naturali amore 
inductus fecit caute 111 i i sui dulcissimos fructus sibi de Apulie partibus apportar!, et iac'n 
ipsos fieri legirimos tam per sedem apostolicam 9 , quam per regem Alemanie Guilielmum, 
puerum nomine Obizum, qui patris imaginem tam in colore quam in membrorum disposinone 
N) manifestissime representat, omnium suorum bonorum lìrmiter constituit et declaravit heredem ,0 . 

Anno Domini 1252 domnus Gregorius de Montelongo, qui multis annis in Lombardia fini- < 
gens officio legationis, tam feliciter quam tìdeliter et prudenter prò romana Ecclesia laboravit, 
ordinatus patriarca aquilegiensis a papa Innocentio, in mense januario Forum Iulii est ingressus. 

Sequenti mense, videlicet februario Ricardus, comes Sancti Bonifacii 11 , qui tum prò se, !V. V 



bus Parmcnscs imparcs viribus et numero non longe a civitale audacitcr quidem, sed minus providc occurrcrunt. 
Sed sicut vulgus soletdici: " Paucos quidem valet Omnipotcns adiuvarc, sed frequentius multiludo vincere con- 
sucvit„, Parmcnscs vero non potucre, a Domino non aiuti {invece dì adiuti), inimicorum impetum sustinerc: sed 
versus Parmam vclociter fugientes, amiserunt militum et peditum simul cum carocio non minimam quantitatem '* 
5 P e tutte le ediz. — i. De morte Federici imperatoris Sub P - curriculo AP- Lucie] infirmitatc maxima pergra- 
vatus agg. A; lucem om. P e invece di vite ha vitam — 2. fasculum A; sacculum P — 3. De reversione Inno- 
ccntii pape in Lombardiam. Anno P — 5. curiam] viam A P - sectabant A — 6. civilatc om. P — 8. furore AP - 
ceco om. P — io. clcgit P - ducem] dominum AP — IX. De rege Conrado. Eodem P — 12. Texane AP — 13. Scl- 
ciile A - sui beneplacitum et voluntatem A — 14. De obitu principis Marchionis. Per P — 14-15- acceporat AP 
10 — 15. filias] fìliam A - quas P — 15-16. quibusdam puellis nobilibus P — 16. curialiter] crudclitcr A — 17. in- 
dutus AP - filios dulcissimos fructus A - exportari A — 19. obitiu cancellato A - cui nomcn crat Obizo P — 
30. representat] exibebat P — 3i. De patriarchìi Gregorio et morte comitis Sancti Bonifacii. Anno P - Lom- 
bardiam P — 34. videlicet 0»». A 

morte il 24 agosto 1350 fu sepolto nel sagrato di San- 9 Era papa (an. 1353) Innocenzo rV. Vedasi in 

1 t'Antonio (Rolandino, p. 95). Veratti, Di alcuni documenti relativi ad Oòisso II d' Este , 

1 II 13 dicembre. Modena, 1S64, p. 31, la lettera di legittimazione in data 35 

* Verso il 16 aprile. vili id. iulii. 

3 In quam civitatem intravit die 18 madii per dies 10 Nel Chron. Estense e aggiunto dopo heredem che 

35 (Bartholomaei Scribae, Annales, in ÉO£. GG. le due figlie di Rinaldo s'imparentarono con i Ran- 

30 HH., XVIII, p. 339). goni e con i Fontana (p. 33, 11. 33-25). 

* In proximis kalendis iulii intravit Mediolanum {An- " Riccardo di San Bonifacio dopo la morte di 40 
nales Piacentini Gibellini, in MM, GG. IW.,XVni, ip. 505). Bonifacio e di Azo VI d' Este (novembre 1313) fu a 

5 Dicembre. Verona il capo del partito guelfo contro i Montccchi, 

6 Si trattava appunto di pace inter milites et -popii- i Quattrovcntl ed Ezzelino. Le nozze di Cunizza da 
35 lum quando nuovamente scoppiò la guerra che finì col Romano fecero sperare nella pace fra le parti, ma in- 

trionfo del popolo il 30 aprile {Annales Piacentini Gi- vano: nel 1336 Ezzelino, in guerra aperta contro i 45 

bellini, p. 505). San Bonifacio, occupa Verona (vedi C. Cu'olla, Com- 

7 Nell'ottobre {Annales Veronenses, in MM. GG. pendio della storia politica di Verona, pp. 130-131. 136. 
HH., tomo XIX, p. 14). 139)- Riccardo di San Bonifacio morì nel febbraio del 

30 8 "per mare Venecie properavit in Apuliam „ {Anna- 1353 a Brescia in un convento di frati Predicatori. 

les Piacentini Gibellini, p. 505). " Per portimi Naonem... 12 II iS agosto {Chr. Estense, p. 21, nota 5). 50 

" transivit in Apuliam „ {Annales Veronenses, p. 14). 



22 CMRONICON [A. 1252] 

Uim prò ecclesia contra Federicum et Ecelinum plurimum laboravit, cum esset Brixie, viam 
universe carnis est ingressus. Reliquit autem unicum filium parvulum nomine Ludovicum l . 
Brixienses vero non immemores eius commendabilis probitatis, eum cum honore maximo se- 
pelire studiosissime curaverunt. In mense vero madii filii et nepotes nobilis viri domni Gu- 
lielmi de Carturo post multa genera tormentorum iussu Ecelini sunt Padue interfecti 2 . 5 

c*r.*i*.,*3j-M,4 In hoc anno circa finem augusti Ecelinus, humani generis inimicus, suggestione demonum 

et hominum malignorum credens fìrmiter contra se omnes milites et electos ac populares 
Marchie coniurasse, extraxit mortiferum gladium irrevocabiliter de vagina, incipiensque a 
Carnarollo 3 , milite veronensi quem coniurationis principem asserebat, tam in Verona quam in 
Padua et in Vicentia et in tota Marchia et Lombardia inauditam stragem et occisionem homi- 10 
num perpetravit. Ubique luctus erat, ubique dolor et tristitia, ubique dira mortis imago. 
Catervati milites et maiores natu in foro gladiis membra frustatim precidebantur et rursum 
collecta et imposita rogis, igne subposito, cremabantur. Frater fratrem, consobrinus conso- 
mur., 687 brinum, amicus' amicum tradebat ad mortem et propriis manibus trucidabat. His sceleribus 

credebat quisque se obsequium prestare tiranno. Et tamen isti qui hoc faciebant, post paucos 1 5 
dies in similem mortis laqueum incidebant. Filii nobilium et aliorum civium oculis priva- 
bantur, et eorum genitalibus amputatis, includebantur in carceribus tenebrosis, ubi moriebantur 
fame orribili cruciati. Matrone nobiles et delicate et virgines speciose fame, peste, iniuriis 
et affli ctioni bus inauditis in custodiis tabescebant. Quotidie diversis generibus tormentorum 
indifferenter tam maiores quam minores a carnificibus necabantur. Voces terribiles claman- 
tium in tormentis die noctuque audiebantur de altis palaciis, que dolorem et horrorem maxi- 
mum hominibus inducebant. Nullus publice audebat plorare super his malis. Sed quilibet 
vitam et victoriam, etsi non corde, saltem verbis affectuosis, Ecelino nequissimo affectabat: 
illum iustum, illum bonum, illum sapientem et amatorem status Marchie omnes adulatorie con- 
clamabant. Nec tamen ista dicentes ferocitatem eius poterant mitigare. Sed erat ei sicut 
populus sic sacerdos, sicut laicus ita religiosus, sicut senex imbecillis ita puer adhuc balbu- 
tendo verba prorumpens. Nulli etati, nulli sanctitati nulli probitati parcebat. Semper eodem 
vultu, eodem modo, eadem instantia nimie crudelitatis opera perpetrabat et quasi semper a 
capite incipiens, cotidie sine labore, sine conscientie remorsione, immania tormenta et inexco- 
gitata corporibus hominum infiigebat. Non remansit in tota Marchia progenies aliqua gene- 
rosa vel etiam popularis, que ab ipso vel ex toto vel ex parte non sit crudeliter lacerata. 
Milites fere omnes sunt gladiis et aliis suppliciis interfecti: studiosi mercatores, iudices sa- 
pientes, prelati reverendi, claustrales devoti, canonici honorati, speciosi iuvenes et strenui 
radicitus sunt deleti, substantiis eorum ablatis secundum tirannicam voluntatem et iussionem. 



I. tum] cum promptum P - Ecelinum] perfidum agg. A P — ì. unicum] unum P — 3, probitate P — 4. viri 
domini om. A P — 5. Canùo A — 6. De sceleribus perfidi Ecelini de Romano. Hoc anno A — 7. ac om. A P 
— io. et in om. AP - et Lombardia om. AP — 12. Catervatim AP - gladiis] necabantur agg. AP - precide- 
bant P — 14. trucidabant hiis P — 15. quisque] quilibet A P - tamen om. A — 16. mortem et laqueum A; mortis 
5 gladium seu laqueum P — 18. famis orribilis cruciatu AP — 19. in] et A — 21. horrorem] terrorem A — 
22. Nullusque P - hiis P - sed] quam A — 23. nequissimo] domino agg. A P - aflectabat] augurabantur A — 
25. dicentis animi ferocitatem P - ferocitatem] animi agg. A - erat] indifferens agg. A - sic corretto da altra mano 
in sive A — 26. sicut] sic A — 26-27. balbutiendo] in agg. A P — 27. sanctitati] societati A — 29. immania] in 
maxima A ; magna P — 32. gladio AP — 34. ablatis] et dispositis agg. AP - voluntatem et om. A P 

io » Loisio, figlio di Rizzardo, diventò il capo del 2 Ezzelino e Gerardo si chiamavano i due figli 

partito guelfo nella Marca, in Lombardia e nell'Emi- (Rolandino, pp. 98-99). Il nome del primo è indizio 

lia. Di lui, che morì il 26 aprile 1283, ha belle lodi della simpatia che Guglielmo da Cartura ebbe un tempo 

il Nostro all'anno 1258 (vedi C. Cipolla, II conte Loisio per il Da Romano. 
di San Bonifacio, in Atti del R. Istituto Veneto 3 Carnarolo era del Montecchi (Annales Veronen- 

15 di scienze, lettere e arti, anno 1904-1905, to- ses, in MM.GG. UH., XIX, 14). Fu arrestato nel 1253, 

mo LXIV, q>. 287). non l'anno 1252 (Rolandino, p. 104). 



20 



[AA, 1252-1253] MARCHIAE TARVISINAE ET LOMBARDIAE 23 

Serpens insuper callidus et astutus omnes pulchras domus et fortes, t*t loca iuxta por: 
pontes in civitatibus constituta emere studiosissime pro cura bat» Ct poti p liei vitan simul 

et precium venditoribus auferebat. Ipse bona episcopatuum, abbatiarum. canonicorum et fi 
omnium ecclesiarum in suis sceleratis operibus consumi- bat. In diebus luil cessavit predicano, 
5 obmutuit confessio peccatorum, et devotio iidei est extincta. Visitare etiam landa loca pò- 
blice homines non audebant; nam accusatores ab ipso erant in populo constituti qui vigilante* 
et sollicite observabant, ne quid in dicto vel in facto ab aliquo cantra tirannuin peetìferum 
tractaretur. Accusatus autem a talibus insidiatoribus etiam de levìasima culpa, protinus in 
aculleo levabatur, totaque eius familia captivitate perpetua dampnabatur. Defensor nullut in 

10 angustiis apparebat, accusantium vero erat numerus infinitus. Residere sub Ecelini tirannide 

erat intolerabile, effugere' impossibile videbatur, quia nequissimus demon fossatis magnis di- noi 
strictum suum circumdederat et super ipsis fecerat speculas, quai marchiani mirai appellane 
in quibus erant diu noctuque speculatores, qui nec intrare nec exire aliquos permittebant 
Si quis in fuga deprensus fuisset, sine audientia oculis vel pedibus vel manibus prìvabatur 

15 nec aliqua eum poterat excusatio liberare. Talis erat status commorantium in Marchia, tale 
siquidem erat dominium Ecelini. De crudelitate itaque perlìdi Ecelini pauca perscripsimus: 
nam exprimere ex toto ipsius malitiam vix posset loquacitas Tullii vel Maronis. 

Anno Domini 1253. Ecelinus nullas nisi sanguine fuso gaudens habere vias, tam in Ve- CV.« 
rona, quam in Marchia universa vehementer iterum ' manus ad incarcerandum et occidendum 

20 extendit, implevitque civitates et castra multitudine captivorum, quos fame horribili affligebat. 
Pre famis autem et sitis angustia, proli dolor! quelibet immunda miseri comederunt ac urìnam 
cum amaritate inopinabili bibere cogebantur. Et non parvum impendere benefìcium coge- 
batur vel putabatur qui urine sue sociis videbantur impertiri. Fetor etiam intolerabilis et aiir 
corruptus calorque nimius et tenebre ita horribiles erant in carceribus Ecelini, quod captivi 

25 vix poterant expirare multique his de causis spiritum exalabant. Propterea tanta erat in eis 
hominum miserabilium multitudo, quod unus alium oprimebat, quod nec iacere poterat aliquis 
nec sedere. Corporis vero debilitas nullo modo super pedes consistere permittebat. Clamor 
vero lugentium et dicentium: "ve, ve!„ ac percussiones manuum ita horride personabant, 
quod non carceres manu facti, sed ergastula infernalia, et pene inflicte a demonibus merito 

30 putabantur, quia ibi nulla requies, nulla consolatio, nulla spes redemptionis a malis illatis et 
imminentibus habebatur. Mors ibi summo desiderio querebatur, ut lìnem imponeret tantis 
malis. Moriens enim in tali statu vivente felicior videbatur. In mortis enim articulo consti- 
tuti, cum sacerdotibus et rerum suarum disponendarum licentiam nullo modo poterant optinere. 
Efferebantur itaque quotidie corpora extincta de carceribus tenebrosis, nec permittebatur ali- 

35 quis sepeliri, nisi evidentissime probaretur quis esset vel unde, qui benetìcium debebat se- 
pulture. Et ex hoc custodes carcerum, faciebant lìeri publica instrumenta, ut indubitanter 
possent tiranno sollicite omnia inquirenti ostendere mortuorum numerimi et virorum. Sed 
quia longum esset singula scelera tiranni nefandissimi enarrare, sufiìciant hec pauca de plu- 
rimis esse dieta, satisque sit, nos et de enormibus crudelitatibus non subtrahere veritatem et 

40 in multis fastidium devitare. 



i. et fortes om. A - iuxta] maxima A — 2. cavitate A — 3. canonicarum P — 4. suis] cius A P — 7. In 
facto] facto A P — S. protinus om. P — 9. cculeo A; aculeo P — 10. accusatorum A P - P residere A — 11. erat 
om. P — 12. ipsa AP - muras appcllabant P — 14. et manibus A P — 16. perstringimus A; pcstrinximus P — 
17. ipsius om. A - posset facunda loquacitas A — iS. De carceribus perfidi Ecelini. Anno P — 19. martum AP - 
5 macerandum A — 22. amaritate] aviditate AP — 22-23. cogebatur vel om. AP — 23. sue] potum agg. A P - vi- 
debantur] dignabantur AP — 35. vix om. P - respirare AP - hiis P - Preterca AP — 26. quod] ita unus AP 
- comprimebat AP — 29. non] nec A — 32. videbatur] credebatur AP - mortis] vero agg. AP — 33-33. coii- 
stituti] confiteri agg. A P — 34. itaque om. A - permittebant P — 35. nisi] prius agg. A P - perfettissime A - 
debebat] consequi agg. AP — 37. vivorum P — 39. de] in A — 40. evitare P che aggiunge: Explicit liber pri- 
10 mus. Incipit secundus 

1 QuesV iterum va inteso: per la terza volta, come si apprende da Rolandino (p. 101): de tercia consftrartont. 



24 C IIKOXICON [AA. 1254-12551 



J)i: morte Corradi regis Apulie et pape Innocentii quarti. — Anno Domini 1254 
cimi rei Corradus duobus annis regnum Apulie tenuisset, decimo die exeunte madio Conradus 
in Apulia regnum simul et vitam amisit '. Post cuiua decessimi Innocentius papa in marni 
valida Ultravk Apuliam et sedem suam finxit apud Neapolim. Ad ciiius presentiam omnes 
principes Apulie convenerunt, Manfredus etiam princeps Taranti fìlius Federici eandem su- 5 
biectionem et devotionem in omnibus proferentes. Cum igitur caput magnifici Innocentii quarti 
nubes excedere videretur, si cut placuit ei in cuius manus sunt omnes iines terre qui etiam 
altitudines montium contemplatur, decima die intrante decembri apud Neapolim nature legibus 
satisfecit 2 ; cui successit Alexander quartus, qui prius erat episcopus ostiensis 3 . 
CAr .est., i.?- Dum autem magnilìcus Innocentius esset in mortis articulo constitutus, iamque illum ver- 10 

siculum frequenter repeteret: Domine, propter iniquitatem corripuisti hominem, Manfredus 
naturalis lìlius Federici, impatiens dominii sedis apostolice iam rebellis effectus, magnam stra- 
gem militum ecclesie apud Fociam perpetravit. Audita igitur morte Innocentii et substitutione 
Alexandri cum maiore audacia cepit ecclesiam in Apulia expugnare, vires eius quotidie subner- 
vando. Cuius audacia ac sagacitate mirabili Apuli pavefacti, a devotione romane Ecclesie 15 
discedentes, principi humiliter adherebant. Papa itaque Alexander, ordinatis capitaneis, cum 
militia infinita, qui deberent contumaciam et processum principis cohibere, exiens de Neapoli 
ad partes Campanie properavit. Manfredus autem opus inceptum consumare intendens, armis, 
muneribus et ambagibus exercitum ecclesie ita debilitare curavit, donec ipsos de regno turpiter 
et effeminate coégit exire, taliter quod totius regni partem obtinuit principatum in preiudicium 20 
Ecclesie et gravamen. 

ci,,. est. ,25, 9.42 De morte devotissimi Arnaldi abbatis et signa que apparuerunt in eius morte. 

— Anno Domini 1255, cum vir devotissimus abbas Arnaldus, honestatis forma et religionis 
monastice speculum et exemplar, octo annos et tres menses in carcere tenebroso et in vinculis 
consumasset, circiter septuagesimum vite sue annum, die duodecimo intrante februario, qui 25 
tunc fuit primus die quadragesime, apud Aslum 4 feliciter migravit ad dominum. Imminente 
vero hora migrationis sue, que fuit circa diluculum, sicut fratres Minores viri devotissimi nobis 
retulerunt, multi in castris imminentibus constituti, viderunt manifeste ignea signa ab aethere 
mur., 6 9 o descendisse ad instar duarum ardentium facularum, que super carcerem eius tamdiu stete- 

runt, donec illa sancta et a Deo dilecta anima a carnis vinculo est soluta. Significativa sane, 30 
sicut firmiter arbitramur, illa duo signa facere duplices aureolas quas vir beatus est a Domino 
in celesti curia inter martires et virgines coronatus. Corpore siquidem et animo fuit virgo, 
sicut sacerdotibus, quibus confitebatur, liquido confitentur; nam neque verbo, neque facto 



1. De morte regis Conradi et de introitu pape Innocentii in Apulia. Anno P — 2. cum.... tenuisset om. 
A - die om. A — 2-3. Conradus in Apulia om. P — 3. Post om. P - eius A — 4. intravit] in agg. P - fìxit A P — 
5. princeps.... convenerunt om. A - eidem AP — 6. preferentes A - capud P — 7. videbatur A - manibus AP 
— 7. multitudines P - septembris P - naturalibus legibus P — io. periculo A — il. corrupuisti A — 12. do- 
5 minii] deum A; contra dominum P — 13. Fogiam A; Foziam P — 14. maiori A - in om. A — 14-15« subver- 
tendo P; sublevando A — 15. ac] et A — 16. ordinavit capitaneos A; ordinatus capitaneus P — 17. infinita] ma- 
gna A - deberet P — 17-18. principis.... inceptum om. P — 18. armis om. A — 19. ambagiis P — 20. partem] 
paterni AP — 22. De tra.nsitu venerabilis Arnaldi, abbatis Sancte Iustine. Anno P — 23-32. Anno.... coronatus 
om. A — 23. et om. P — 25. decimo P — 27. nobis] fideliter agg. P — 29. ardentium om. P — 30, a Deo] Deo 
io A P - a carnis] carnis A — 31. laureole P - qua P — 33, profitentur AP 

1 II 20 maggio: obiit in Appulia in nocte Ascensio- menses MM. GG. HH, XVIII, p. 677). 

nis Domini (Annales Genuenses, in MM. GG. HH, XVHI, 3 Rinaldo cardinale, vescovo d'Ostia, della fami- 20 

p. 232). glia de* Conti di Anagni, conte di Signa, nipote di 

2 II 7 dicembre: Neapoli in palatio olivi Petri de Gregorio IX fu eletto il 12 dicembre (Muller Phil., 
15 Vineis anno Domìni 1254 mensis decembris , die septimo in- Die Romisehen P&pste, Wien, 1854, tomo XIII, p. 103) 

trante (Muratori, RR. II. SS., vecchia ediz., tomo III, " die sabbati „ (Nicolò da Curbio, loc. cit.). 

parte I, p. 592, Vita di Innocenzo IV scritta da Nicolò * Asolo a nord-est di Bassano. 25 

da Curbio). Il Nostro erra al pari degli Annales Par- 



IAA. 1255-1250, URCHIAE TARVISINAE I-/1 LOMBARDIAE 



numquam dehonestavit in vicio lascivie sui animi puritatem. Martir vero potest dici quia 
patienter et innocenter sustinuit longam carceril passionem. In ipsa autrm t angustia 

constitutus tam custodum quam se visitantium allertimi ita quadam limitate mansuetudini* 
attrahebat, ut ab omnibus amaretur. Nani cum codciii iiniio in quo de hac 1 ita erat exiturus, 
5 cum nullum proprium liaberet servientem et ab omnibus esset derelic tus propter inaurai ra- 
biem sevientis tiranni, qui preceperat ne aliquis ei ad manducandum aliquid exibei et. o 
panem artum et aquam brevem, nihilominus tamen custodes carceris pirtate corninoti, omnia 
ei occulte pietatis obsequia exibebant. Ad tanti autem viri venerabile» exequias celebranda* 
in die obitus convenerunt utriusque sexus non minima hominum multitudo et cum reverenda 

10 et honore corpus eius sanctissimum ad fratruni Minorimi ecclesiam deierentes, sepulture 
devotissime tradiderunt. Multi vero tam viri quam mulieres pias lacrimas ettundebant, re- 
miniscentes viri Dei compassionem et dulcedinem et edam animi lenitatem ; multique dio 
bant, ipsi esse potius congaudendum quod esset a tantis angustiis liberatus et paradisi gaudiis 
frueretur. Post quinquaginta vero dies ' ab eius obitu visual luit tratribus, quod eius cor- 

15 pusculum in sepulcrum paratum transferretur. Procuraverunt autem noctis silentio homines 
ducticios adhibere ad hoc negocium peragendum, existimantes corpus putridum et penitus 
tabescitum fetorem intolerabilem exhalare. Aperientes itaque loculum, quo pia membra te- 
nebantur inclusa, et nulla putredinis et corruptionis videntes vestigia, preter quandam albe- 
dinem ad modum lanuginis circa palpebras oculorum, admirationem maximam habuerunt, et 

20 cunctos de domo ad hoc miraculum convocantes, unanimiter Deum laudaverunt qui in sanctis 
suis est mirabiliter gloriosus. Post hec in sepulcro condigne parato beati viri corpus reve- 
rendissime condiderunt 2 . 

Eodem anno circa principium aprilis, Tridentum gravissimum iugum tyrapni Ecelini a e/,,. ,>r.. .6, i-t> 
suis cervicibus excusserunt. Ad quos opprimendos validum exercitum per vallem Suganam 

25 festinanter direxit et cuncta castra et' villas eorum tam incendiis quam rapinis crudeliter Mu« , 691 
devastavit ;i . Eodem tempore Ecelinum de Egna, rìlium sororis sue * coniecit in vinculis et 
Ciramontem eius fratrem 5 variis tormentis et fame peremit. Qui ergo sanctis et nepotibus 
non pepercit non est mirum si super extraneos nulla misericordia movebatur. 

Qualiter Brixienses rebelaverunt contra Ecelinum. — Anno Domini 1256 in mense ch>.,st.,. 
30 martii instigante venenatissimo colubro Ecelino, Brixia est civili discordia perturbata. Pars 
Ecclesie succubuit, pars vero Ecelini optinuit dominatimi, tamen in hoc victores fuerunt astuti, 



i. unquam AP - vero] merito agg. AP — 3. tam] causa P - quandam P — 4. omnibus] hominibus A - in 
eodem P - in om. AP — 5. cum om. AP - habuerit AP • et om. AP - omnibus] cnim agg. A P - fucrat A P - 
immanem AP — 7. arctum A — 8. pietatis] humanitatis A P - dutcnwm. A — 9. convenit AP — 13. ctiam om. 
AP — 14. fratribus] minoribus agg. P — 15. paratum] decentius agg. AP - deberct transferri P — 16. condu- 
■; cticios AP — 17. tabefactum AP - fetoremj odorem AP — 21. condigne] condic cancellato con una Unta A — 
23. De Tridentinis, qui rebellaverunt contra Ecelinum. Eodem - Tridentini AP- iugum] tirannidis AP — 25. et 
cuncta] qui multa AP — 26. in om. A — 27. Giramontem A; Ziramontcm P - eius] suum AP - fratri A P — 
28. est] erat P - extraneis P - movebatur] habita est ab co. A — 29. De commotione Brixic. Anno P — 30. ve- 
nenatissimo] et rapacissimo agg. A - colubro om. A — 31. in hoc] hi A 

io l II i° di aprile. furono trovati i resti di un corpo umano " que ossa 

2 La terza sepoltura sarà stata del tempo che " dicuntur et affirmantur beati Arnaldi Sanctae Justinae 

succedette al dominio ezzcliniano, polche il Liber re- " passi sub tiranno Eccelino „. 

giminum (RR. II. SS., nuova ediz., tomo XIII, parte 1, 3 Capo della insurrezione fu il podestà nominato 

p. 323) dice che presso all'arca del martire era dipinto a Trento da Ezzelino. 25 

15 il Tiranno in mezzo ai suoi satelliti. Il notaio Spa- * Sofia. 

ziarini nel Liber tabularium (Codice del Musco civico 5 Dovrebbe dire suum (cosi infatti ha il codice 

di Padova OI, ni, p. 155) narra che nel 1502, fattosi ambrosiano) poiché Ziramontc era fratello bastardo di 

un restauro nella chiesa di santa Giustina, si trovarono Ezzelino (Verci, Storia digli Etzelini, Venezia, 1S41, 

diverse tombe sotto il coro e * in archa vero, in muro tomo I. pp. 122-123). 30 

30 " chiusa duri lapidis in capite ecclesie a latere dtxtero „ 



26 CHRONICON [A. 1256] 

quod tirannum crudelissimum civitatem ingredi minime permiserunt, ad regimen Brixie ' suum 
civem, patrio amatorem, protinus elegerunt. Ecelino vero iam cum exercitu Montem Clarum 
ingresso, persuaserunt redire Veronam, verbis et promissionibus eius ferocitatem animi ad 
internicionem semper parati, sagaciter mitigantes. 
(/ '''-'. /7" '"''*' Eodem anno Ecelinus, cui propri um est nunquam parcere nec etiam misereri, Bontra- 5 

versum 2 suum socerum cum liliis suis cepit et in carcere gravissima fame cruciati peremit. 
Si causa queritur captionis, breviter respondemus, quia omnibus, quos volebat tirannus occi- 
dere, titulum proditionis generaliter opponebat. Circa hec tempora cum de inestimabili cru- 
delitate nequissimi Ecelini, ut yperbolice loquar, admiraretur celum, turbaretur terra, horreret 
infernus, commoverentur reges et principes nationum, Alexander papa, precibus Marchionis 10 
estensis et aliorum magnatum Marchie inclinatus, qui contra tam efficacissimum inimicum 
auxilium implorabant, de Consilio cardinalium officium legationis Lombardie et Marchie 
nec non et Romaniole commisit archiepiscopo ravennati iniungens ei specialiter in man- 
datis, ut ad reprimendam contumaciam perfidi Ecelini, qui a bone memorie papa Innocentio 
ereticus fuerat condemnatus, deberet modis omnibus laborare. At episcopus contra hostem 15 
Ecclesie invictum pariter et astutum onus legationis suscipiens, de clementia divina confisus, 
instanter cepit cum amicis Ecclesie pertractare, qualiter insuperabilis tirannidis Ecelini posset 
impetum cohibere. Sed multis hinc inde propositis in colloquiis civitatum, in fine omnibus 
impossibile videbatur, quod aliquis posset tiranno ita potenti astuto et ditissimo resistere, 
nisi divina gratia suffragante. Archiepiscopi itaque sciens, nihil esse impossibile apud 2( 
Deum, ad misericordiam Dei dirigens oculos intellectus, constanter cepit per se et per alios 
mur., 692 crucem' Domini predicare admonens omnes orationibus et gemitibus Domini clementiam exo- 
rare, ut non diutius sustineret, quod Ecclesie sue perfidus hereticus insubtraret. Tunc multi, 
quorum gratia divina perfuderat, signum vivifice crucis devotissime susceperunt, ed ad depre- 
hensionem tiranni animos attollentes, divinum auxilium orationibus obsecrationibus et gemitus 2ì 
inenarrabilibus quotidie postulabant. Interea dum hec agerentur ex parte Legati humiliter et 
devote, ex opposito superbissimus Ecelinus in arma furens ad delendum Mantuanos cepit cum 
summa instantia exercitum preparare. Presentantur equi, mensurantur clipei, lorice et galee 
producuntur. Augetur numerus militum, pedites et balistarii sollicite in campo martio requi- 
runtur sagitte lancee et gladii acuuntur et vexilla victricia renovantur; clamorque maxìmus 30 



i. crudelissimum] celestinum P - Brixie] Grifolinum agg. A — 2. eligentes AP — 4. interemptionem A - 
semper] super P — 5. est] erat AP — 5-6. Bontraversium P — 6. vivissimo famis cruciatu AP — 8. Qualiter 
officium legationis comissum est venerabili viro Philippo archiepiscopo Ravennati AP - de om. P — io. et otti. P 

— 12. auxlium] ecclesie agg. A P — 13. ravennati] viro magnifico et prudenti, domino scilicet Philippo agg. 
5 A P - archiepiscopo om. P — 14. reprimendum A P - il cod. ha Innocentii — 15. archiepiscopus A P — 16. le- 
gationis om. A — 18. omnibus] fere agg. AP — 22. admonens] adiungens A — 23. ut] ipse agg. A P - insubtraret] 
insultaret AP — 24. quorum] corda agg. AP — 24-25. deprehensionem] presumptionem A — 25. gemitibus AP 

— 26. Qualiter Ecelinus contra Mantuanos exercitum preparavit. Interea P - aguntur A — 28. presentabantur P 

— ministrantur A; mensurabantur P — 29. producebantur A - Augetur] Iungitur A; Magnus fuit P - et pedites et 
io balistarii P — 29-30. requisiti P — 30. acuebantur P - et] sunt etiam P - renovata P - clamor P 

1 Griffo de' Griffi (Iacobi Malvecii, Chronicon, in Veronenses, in MM. GG. HH., tomo XIX, p. 14). Que- 
Muratori, RR. II. SS., vecchia ediz., tomo XIV, p. 923) st' ultimo matrimonio non parve degno di Ezzelino; 
qui e detto amatorem patriae ; all'anno 1258 è messo tra ma Bontraverso tra i Guelfi della Marca e di Lom- 25 
gli auctores scelerum, che la Parte guelfa dopo la vit- bardia aveva molte aderenze, ed Ezzelino, che in quel 

15 toria metterà in prigione. tempo sembrava desideroso di pace, sperò di venire per 

2 Ezzelino, rimasto vedovo di Zilia, sorella del mezzo del suocero ad un accordo col marchese d' Este e 
conte Riccardo di San Bonifacio (vedi p. 21, nota 11) forse anche di rientrare nelle grazie del papa (Rolan- 
passò a nozze con Selvaggia figlia di Federico II; poi dino, p. 90). Rimase deluso nelle sue speranze; e nel- 30 
con Isotta di Galvano Lancia, vicario imperiale nella l'anno 1256, quando il papa ebbe deliberato la sua ro- 

20 Marca e podestà di Padova dal 1242 al 1244 (vedi vina, Ezzelino, nel partire all'assedio di Mantova, ad 
p. 16, nota 9) ed infine nel 1250 con Beatrice di Bon- insaputa della moglie, chiuse il suocero in carcere per 
traverso da Castelnuovo (Rolandino, p. 90; Annales sospetto di tradimento. 



fA. 1256] 



MARCIIIAE TARVISINAE ET LOMBARDIAE 



27 



lìebat quotidie dicentium populorum : Mantuam properemua; ijuia tola Mantua impedit do- 

minium et domini nostri et totius Lombardie. Convocavit intuper celestium COrpor u a solli- 
citus explorator astrologos et divinos, precipiens eis Bupputare menaes, nd< atemplari et 

signa celi consideratone acutissima perscrutari ut indubitanter scire possit quando erìt tempui 
5 ad movendum exercitum opportunum. Tunc illi tam metuendì prìncipii imperili obeequenl 

diligenter investigaverunt solis luneque cursum, planetarum motum et signorum effectuaj et 
artis peritia illustrati, diem horam et punctum evidentissime invenerunt, in quibui Invictìanmua 
princeps de felici processu securus, adversus Mantuanos iter arriperet incunctantcr. At llle 
dictis eorum incumbens, in hora prelìxa movit exercitum cimi magnifico apparata. In cuiuf 

IO auxilium venit Ubertus Pelavicinus, vir callidus et astutus cum Cremonensibus Piacentini! et 
aliis Ecclesie inimicis. Et insimul congregatis, quasi leones rugientes ad predam, districtum 
Mantue intraverunt et omnia que erant in agris succidendo, ardendo et comburendo, usque 
ad lacus marginem penitus destruxerunt l . In istis angustiis Mantuanorum solus Marchio 
estensis cum Ferrariensibus et Bononiensibus in eorum auxilium est prolectus. 

15 Dum igitur Ecelinus circa Mantuanorum destructionem insisteret vehementer, Legatus. 

septiformis Spiritus gratia illustratus, sub pena excommunicationis omnes Marchianos,' qui 
eifugerant dominium Ecelini, tam de Padua quam de "Sperona Vicenda et Tarvisio, omnesque 
cruce signatos in simul congregavit. Cui Venetorum reverenda communitas balistariorum et 
peditum et navium contulit auxilium oportunum; Ferrarla etiam in subsidium Legati quingentos 

20 pedites destinavit. Omnibus itaque apud turrim Baibe 2 congregatis, Legatus in nomine Iesu 
Christi, predicatione salubri et dulci allocutione eos confortans, intravit naves, et omnes inde 
facientes prospero cursu usque Corrigiolam 3 pervenerunt. Quorum adventum ut audivit An- 
suisius potestas Padue * statim precepit omnes meatus Claudi aquarum, ut deficiente aqua flu- 
minis, naves eorum in sicco penitus remanerent. Confestim cum militia et populo undequaque 

25 collecto Plebem Sacci intravit, ibique disposuit inimicorum impetum cohibere. At illi, castro 
Conchadalbari expugnato et combusto burgo, Capitis-silve et etiam Buvolente ■ villas et 
burgos circumstantes ceperunt plurimum perturbare; omnesque illorum fortitudinem pertime- 
bant. Tunc Ansuisius admirans illorum audaciam suorumque socordiam, dimissa Plebe Sacci, 
Paduam est reversus, intendens tantum civitatem sollicite custodire. 

30 Legatus utpote vir in multis expertus, videns potestatem pre timore nimio terram opu- 

lentam, scilicet Plebem vilissime reliquisse, non fuit contentus tantum strenue occupare ; sed 
habito Consilio sapientum, disposuit usque Paduam cum exercitu properare. Summo igitur dilu- 



Chi. ni., j-, i4 . 

28, lt> 



i. Mantuam] Mantuam agg. AP — 1-2. impedit dominum nostrum totius habcre dominium Lombardie A; e P 
meno Lombardie — 2. Lombardie] De astrologis Ecelini et de vastatione Mantuanorum - insuper] ad se agg. P ; ad 
se super A — 4. considerare et acutissime perscrutatori A - possct A — 6-7. solis.... invenerunt om. A — 7. quibus] 
punctis agg. A — 9. magno A — io. et] Cremonensibus agg. P — n. congregati AP — 12. ardendo] cvcllcndo 

5 P ; om. A — 14. et Bononiensibus om. A — 15. districtione P - existeret A — 16. Marchianos] naciones A — 
17. tam de Verona quam de Padua AP — 19. et om. P - navium] et victualium agg. P - contulcrunt A — 
20. congregavit A - nomine] domini nostri agg. P — 21. eos] illos A - inde] idem AP — 22. facit corretto in 
feccrunt A - usque ad P - Cosegiolam A - ut audivit] timucrunt Paduani A — 22-23. Ansidisius A — 23. aqu;t] 
in alveo agg. A P — 34. Et confestim A P - unaquaque A — 25. Sachi A - deposuit P — 26. Concadalbar A - 

io Bubulentc AP — 27-2S. metuebant AP — 28. Ansidisius A - Sachi A — 30. utpote] itaque agg. AP - utpotcns P 
— 31. tantum] Plebem agg. A - occupasse P 



1 In giugno (Annales Veronenses, p. 15). 

* Bebba a sud di Chioggia. 

3 Correzzolo in provincia di Padova, distretto di 
15 Piove. 

* I podestà di Padova durante il periodo ezzeli- 
niano (1237-20 giugno 1256) furono: Simone Teatino 
pugliese (1237), Aldrevandino Cazzaconte toscano (123S- 
1239), Tebaldo Francesco pugliese (1239-1241), Galvano 

so Lancia pugliese (1242-1243), Guizzardo conte Realdesco 



da Brescia (1244-1246), Gucccllo da Prato trivigiano 
(1247-1249 agosto), Ansedisio do' Guidotti figlio d'una 
sorella di Ezzelino (1249-1256) che fu l'ultimo e vera- 
mente efferato. Questi si trovò all'assedio della città, 
donde vilmente riuscì a fuggire alla volta di Vicenza, 
dopo essere stato tiranno di Padova per sette anni meno 
due mesi. 

5 Piove di Sacco, Concadalbero, Consclve e Bovo- 
lenta a sud di Padova. 



28 CHRONICON [A. 1256] 

culo, clic lune, duodecimo exeimte iunii • clangore tubarum exercitu excitato, armisque viriliter 
ab omnibus aprensis, Legatus ante se deferri fecit alme crucis vexillum, quod aecuti sunt omnes, 
animo collùdenti de celo auxilium postulantes. Et iter felicÌ8simum arripientes, omni suppel- 
lectile preter arma in navibus derelicta, per viam Pontis sancti Nicolai * circa horam sextam 
Paduam velocissime pervenerunt. Cum autem ad portam Pontis Corbi 3 venissent, custodes 5 
de turri et aggeribus burgorum iacula iacientes, illos ingredi fortiter proni bebant. Tunc 
strenui bellatores, mortis periculum contempnentes, descenderunt in aquam fluminis et repentes 
mani bus et pedi bus per aggerem superius ascenderunt; et sic de burgibus civitatis, fugien- 
tibus adversariis, gloriosam victoriam sunt adepti. Tunc Legatus, divino spiritu imiammatus, 
aspirare cepit ad expugnationem tam clarissime civitatis, fecitque die illa et nocte sequenti 10 
gattum iirmissimum preparari ad supponendum ignem in porta pontis, qui dicitur Altinatus 4 . 
Et cum Legatus nova haberet, Ecelinum cum exercitu in precedenti dominica aliquantulum a 
Mantua separatum et ad redeundum Veronam etiam paratum, festinanter die martis circa 
horam nonam fecit gattum versus portam impelli et ignem ad comburendum ipsam cito admi- 
Muh . 1 a nistrari. Quo facto, divino sufflante spiritu, portam cum domo imminente velociter est' accensa. 1 
Tunc cepit insonare clangor populorum, cohortantium se ad pugnam, clangorque tubarum; 
balisterii quoque fortes et frequentes dirige bant iaculos sagittas contra illos, qui de muro 
iacula dimittebant. Interiores itaque combustione porte non modicum sunt perterriti, exte- 
riores vero audaciores effecti, scalas muris undique apponentes, circa vespertinam horam super 
civitatis muros viriliter ascenderunt. Tunc Ansuisius videns captam esse ab adversariis ci- 20 
vitatem, cum militia fugam arripiens, per portam sancti Iohannis 5 egressus, concito Vicen- 
tiam properavit. Victores autem paucos occidentes et quasi neminem capientes, spoliare ci- 
vitatem toto conamine sunt aggressi 6 . Tunc aperti sunt carceres tenebrosi, rupta sunt vincula 
et catene. Hinc egrediuntur turbe hominum moribunde, inde procedunt matrone nobiles 
trepideque puelle, squallore macieque confecte. Exeunt postremo nobiles pueri excecati pa- 25 
riter et castrati, quorum miserandus aspectus ad piarum lacrimarum effusionem oculos intuen- 
tium provocabat. Nullus itaque viribus hominum attribuat victoriam tam fortissime civitatis, 
sed soli Deo, qui est in suis perfectis operibus gloriosus, cuius mediante virtute famelici sa- 
turatos, inhermes armatos viriliter device'runt. 
c/ir.,-/ ,2. 26-ss Preter hec tantam gratiam contulit virtus divina Legato, ut infra quatuor dies non solum 30 

castrum Ecelini, quod erat in angulo civitatis, sed etiam omnia castra, que erant in paduano 
districtu, tam in plano quam in montibus constituta 7 ei a custodibus Ecelini protinus redde- 
rentur preter castrum Montis Silicis castrumque inexpugnabile Calaonis. Fama igitur tam 



1. iunio A; ianuarii P - armis A — 3. acclpientes P — 3-4. supellcctlli A; suppellectuli P — 4. pontis Curvi 
P — 6. et] de agg. A - argeribus P — 7-8. repetentes in navibus A — 8. argerem P - burgis A P — io. et om. 
AP — 11. qui] que AP - Altinat A — 13. cum] iam agg. AP — 13. reditum A - etiam om. AP — 14. ignem 
que A; om. P — 14-15« cito administrari] mistrari AP — 15. sufflagante P - imminente] a fiamma P; fiamma 
5 A - cepit] porta cum domo agg. A — 16. resonare A P - clangor] clamor AP — 17. iaculos om. A P - de om. A — 
19. audaces A - ponentes A — 20. civitatem P - Ansidisius A - esse om. A — 21. conciteli* — 25. macieque .... 
nobiles om. P — 27. attribuunt A — 30. hoc A - gratiam] gloriam A — 30-31. solum castrum cancellato e sopra 
scritto : non remansit unum solum castrum Ecelini quod protinus non redderetur, preter A — 32. tam om. A P - a 
om. A — 33. Montis Scilic A; Montis Silicis castrumque om. P - Fama] Fuit P - igitur tam om. P 

io * Il 19 di giugno: era di lunedi (Rolandino, p. 114). conduceva alla distrutta città di Aitino per la via Emi- 30 

2 Al ponte San Nicolò a sud est di Padova giun- lia Altinate. 

sero i crocesignati per la via di Roncaglia (Rolandino, 5 Porta a \V. della cinta di Padova che mette 

p. 117). A Roncaglia già nel 1130 era una chiesa de- sulla via di Vicenza. 

dicata a san Nicolò (Dondi - Orologio, Disscrt., V, 6 I crocesignati per otto giorni (20-27 giugno) fc- 

15 doc. 19) che forse dette il nome al ponte ed al paese cero tale strazio di Padova che, dice Rolandino (pp. 123- 25 

vicino. i 3 4)i non la lasciò così povera Attila quando l'ebbe 

3 Pontecorvo sulla strada Padova-Piove di Sacco distrutta. 

conduceva al porto di Adria. 7 Cioè Bovolenta, Cinto, Lozzo, Montagnone, Mon- 

4 Ponte Altinate, oggi quasi nel centro della città, terosso, Castelnovo. 



[A. 1256] 



MARCHIAE TARVISINAE ET LOMHAKDIAF 



20 



preclare victorie per universam Italiani divulgatur, ecclesia virtute roboratur, sacerdote* d<- 
Legati constantia glorilìcantur, omnesque ipsum predicant laude dii/num. qui hostrm invictis- 
simum vicit et insuperabilem superavit. IpttS namque divina virtute sut'tultus, stultam i 
Salinguerre sapientiam in facto comprobavit ' : mine vero in expugm ttione Padue, astrologia!!! 
5 et sortilegia Ecelini esse vanissima luce Ciarlili demonstravit *. 

Interea dum hec Padue feliciter agerentur, superbissimus Ecelinus a Mantue Vattatiofie 
revertens, fluenta Mincii cum exercitu pertransibat. Ubi nuneius ecco quidam anelani 
anxius stetit ante tyrampni presenciam et ipsi interoganti: .Otte nova? respondit: Mula, do- 
mine, quia Padnam ferdidisti. Illuni siquidem nuncium asque mora fecit suspendi. Post I 

10 per spacium temporis aliquanti ' et ecce ei alter nuneius occurrit velox, priori felicior i 

editus meliori veniens a Verona, qui occulte cum timore maximo ei captarti esse Paduam 
nunciavit. Tunc ille maximo ac inestimabili dolore commotus, iussit exercitum fluvium per- 
transire, cursusque de inde usque Veronam sine intermissione aliqua abitari : itaque de duabus 
dietis unam conficiens, omnibus admirantibus et festinationis causam ignorantibus, veloci ter 

15 Veronam pervenit, ubi fìt omnibus manifestum Paduam ad manus inimicorum penitus adven 
Auditis his rumoribus, Paduani ceperunt inconsolabiliter lamentar!, timi prò uxori bus lìliis et 
filia'bus et substantiis, de quorum statu in discrimine tanto erant incerti, tum cpiia videbant 
se in manibus tiranni constitutos. Tunc insatiabilis homicida et draco venenosus addens af- 
flictionem afflictis, preter aliquos sceleratos iussit capi omnes penitus Paduanos quorum nu- 

20 merus ad duodecim milia pertingebat 4 , ipsosque cum pedibus alligatos includi fecit in car- 
ceribus tenebrosis, quos omnes fame et aliis suppliciis miserabiliter interfecit. Iterum precepit 
quod si aliquis Paduanus in fuga fuisset deprehensus, continuo manibus et pedibus privaretur. 
Multique tali pena puniti iacebant in agris et viis prostratis, ad quorum horrendos rugitoa 
validosque clamores nullus propter timorem tiranni commotus misericordia flectebatur. 1 une 

25 etiam Ansuisium sororis sue fllium gravissimis catenis et compedibus alligavit, imponensque 
ei quia non bene Paduam custodisset. Sed o crudelis et impie tiranne, cur Deo non attribuis 
Padue captionem contra quem nulla potest sapientia et scientia prevalere? Non enim in mul- 
titudine bellatorum et fatali constellatione in quibus confidis, optinetur Victoria preliorum: 
sed divine voluntatis arbitrio omnia disponuntur. Saltem ad hoc credendum firmiter, o pes- 

30 sime hominum, te inducat, quod per populum contemptibilem et egenum, quem tu prò nichilo 






i. divulgata P - ecclesia"! ex hoc est agg. P - roborata P — 2. glorificabantur P - predicabant P — 3. su- 
peravit om. A — 4. facto] Ferrarle agg. A P — 5. sortilegam A - vanissima] maliciam A — 6. De summa cru- 
delitate Ecelini cum audivit Paduam esse captam. Flnterea P — 7. Mincii] mimici A — 7-ti. Ubi.... veniens] 
Et ecce ei occurrit velox nuneius veniens A P. Il periodo e tolto a Rolandino, IX, 7 (vedi MM. GG. HIT., XIX, 

5 p. 167) - Paduam] ah adversarils agg. AP — 12. maximo ac om. AP - dolore] ac furore agg. AP - commotus 
om. A - exercitum] festinantcr agg. AP — 13. corrusque P - itaque] sicque AP — 13-14- duobus dietis/ 1 
1 5. devenissc P — 16. tam A — 17-18. tum ... . constitutos om. A — 18. tiranni] crudelissimi agg. AP— 19. pre- 
ter cancellato A - iussit] precepit AP - capere A - omnes om. A — 20. ad duodecim ripete il cod. - milia] nomi- 
nimi agg. AP - compedibus AP — 21. fame om. A— 23. prostrati AP — 25. A.nsidisium A - et om. P - imponcns 

io AP — 26. ci om. P - custodivit AP - o om. AP — 27. quem] quam A — 29-30. impiissime A — 30. tu om. P 



Ml'f 



1 II Salinguerra callidus et astutus (vedi p. 4 al- 
l'anno 1224) e sapientissimi^ (vedi p. n all'anno 1240) 
fu vinto in astuzia dal cardinale che riuscì a vendicare, 
coll'occupazionc di Ferrara, il marchese d' Este del tra- 

15 dimento subito dal Salinguerra, che fatto prigioniero 
fu relegato a Venezia come abbiamo detto alla p. 15, 
note 4 e 5. 

' Ezzelino era superstizioso e credeva, cosa a quei 
tempi molto comune, agli astrologhi (vedi in questa 

20 pagina alle 11. 27-2S: alle pp. 32 e 38) ch'ei conduceva 
sempre seco. Tra questi il nostro autore ricorda (p. 39) 
Salione canonico padovano, Piprandino da Verona, 
Paolo Saraceno, e (p. 39, varianti, 11. 1-2 e nota 2) 



aliqitanti mancano nel 3; 



Guido Bonatti da Forlì. 

3 Le parole Ubi nuneius , 
Chron. Estense, p. 2S, 1. 37. 

* Circa qucsra strage de' 12000 padovani sollevò 
già dubbi il Muratori negli Annali d' Italia. Kolandino 
scrive di 11 000 sagrificati, altri di 10000: Pietro Gi- 
rardo, meno creduto, di 2000. La cifra comunemente 
riportata è quella di Rolandino. Contro di questa però 
sta, fra gli altri, il fatto che la popolazione di Padova 
nel 12^6 non superava probabilmente i 15 000 abitanti 
(vedi A. BoNARDl, Leggende e. novelle su Esseli no da Ro- 
mano, Padova. 1S92). 



30 CHRONICON 



[A 1256] 



reputabas, divino iudicio subito Paduam munitissimam amisisti, quod per anni spatium posse 
fieri minime credidisses. Si tota consurrexisset contra te militia gallicana, tu credebas ini- 
micos ab ingressu Marchie prohibere fluvios desiccando, sed Dominus maliciam tuam in caput 
tuum convertit, eos siccis pedibus ad paduana menia perducendo. Desine itaque, minister 
Satane, desine adversus mundi opificem insanire, sciens quia durum est tibi contra Omnipo- 
tentis stimulum calcitrare. 
■>-*> Post mensem vero a captione Padue ', cum civitas aquarum benefìcio plurimum indigeret, 

quia in districtu vicentino tirannus fecerat claustra, ne versus Paduam flumina emanarent, 
Legatus ad destruendum predicta obstacula cum exercitu properavit. Quod quum audisset 
potestas Vicentie *, occurrit eis audaciter cum militia vicentina, et, multo certamine peracto, 1 
potestas et multi cum eo nobiles viri in prelio ceciderunt, omnesque alii turpiter sunt fugati, 
fractisque claustris aquarum, Legatus cum exercitu Paduam est reversus. 

Post hec circa introitimi augusti, Legatus cum magno exercitu versus Vicentiam equi- 
tavit, pervenitque ad burgum Custodie 3 ubi est antrum mirabile ad videndum; ibique sunt 
exorte mter principes contentiones et questiones diverse. Sed precipua fuit ista, quod Bo- 1. 
nomenses, de quibus erat in exercitu tam militimi quam peditum maxima multitudo, versi in 
seclitionem, dixerunt se nolle ultra procedere; immo volebant ad propria remeare. Videns 
autem Legatus, in exercitu esse dissentiones multifidas animorum, quas non po'terat mitigare, 
Paduam protinus est reversus. Bononienses, qui cum maximo fervore venerant in Marchiam 
ad Legatimi, inventis frivolis occasionibus, ignominiose ad patriam redierunt. 2< 

hr.est.,ìM. 4 a His cognitis Ecelinus rursum in arma furens et ad recuperandum Paduam vesana mente 

aspirans, prece et pretio de totius Lombardie finibus, ubi fautores habebat, militibus pedi- 
tibus et balistariis congregatis, cum ingenti multitudine bellatorum contra Paduam est profe- 
ctus . Cuius terribilem adventum Legatus et Marchio cognoscentes et ad pugnandum in cam- 
pestri prelio cum tiranno impares viribus se videntes, fossatum circa burgos Padue, a parte 2ì 
occidentali cum summa festinatione fieri preceperunt, ad adfurentis Ecelini impetum cohiben- 
■ dum. Et concite Venetias Ferrariam et Mantuam nuntios dirigentes, collegerunt in unum 
r . . militum et peditum non modicam quantitatem. 

dir. est., 19, 4M- Pai-.; 1 . 

3 °' 9 Jratnarcna etiam aquilejensis 5 cum decenti societate in eorum venire auxilium festina vit. 

Castra metatus est autem Ecelinus cum valido exercitu iuxta fossatum, direxitque frequenter 3( 
suas acies copiosas ante menia civitatis, ut intrinsecos ad prelium provocaret. Sed ipsi caute 
dimiserunt eum ad suum libitum insanire. Nam circa quinque milia militum in suo exercitu 
dicitur habuisse ; Legatus vero et Marchio cum prelatis et sacerdotibus et levitis nunquam ad 
duo milia pervenerunt. Legatus autem vir constantissimus, ut ad civitatis defensionem cives 
pavidos animaret, in monasterio sancti Benedicti die noctuque suam constituit mansionem, 35 

3. prohiberi A — 4. Desine] desiste A — 5. desine om. A - tibi om. P — 5-6. opponentem cancellato A — 
7. vero] autem A P — 8. fìuvius A; om. P - emanaret P — io. audacter P — 10-11. et inito certamine, potesta- 
tem et multos cum eo nobiles viros in prelio occiderunt A — 12-13. Legatus.... augusti om. A — 15. precipua 
A; principia fuerunt P — 17. seditionem] obsidionem A — 18. multimodas AP - quos P — 19. Bononienses] 
5 autem agg. A - qui om. P - maximo] magno A P - marchia P — 21. Qualiter Ecelinus vcnit cum exercitu circa 
Paduam. His P - His cognitis] His autem auditis A - Ecelinus] audacior agg. A ; audacior effectus agg. P — 24. et 
ad] ad om. P - in om. A P — 25. circa] erga A — 26. furentis AP — 29. etiam] autem A ; vero etiam P - Aqui- 
ligensis A — 30. direxerunt A — 32. circa om. A - militum] hominum P — 33. levitibus P — 35. Benedicti] iuxta 
fossatum apg. A P 



òò" 



10 ' Il 21 luglio è un mese dopo la presa di Padova. Landino (p. 130). 

Antonio Brosima padovano, figlio di Leonico 4 II 9 agosto era ancora a Vicenza, 

degli Ardendi. Tale fu la disfatta dei Vicentini che la 5 Gregorio, figlio del nobile Landò di Montelon- 20 

maggior parte vestirono a lutto (G. B. Pagliarini, Cro- go, nel 1238 era notaro apostolico; poi Legato nella 

niche di Vicenza, p. 60; vedi anche Rolandino, pp. 129- Lombardia, nella Romagna e nella Marca di Treviso, 

z 5 130). patriarca d'Aquilcia dal 1251 al 1269 (Frankfurth, Gre- 

Custozza a sud-est di Vicenza. La grotta di gorius de Montelongo. Ein Beitrag zur Geschichte Oberita- 

stallattiti che e qui ricordata trovasi descritta da Po- liens in dem jahren 1238-1269, Marburg, 1898, pp. 9-12). 25 



TAA. 1256-1257] MARCHI AE TARVISINAE ET LOMBARDIAE 



.11 



10 



aliis principibus intra muros Padue residentibus pre timore. Videns tandem tirannus furibun- 
dus se contra civitatem non posse in aliquo prevalere, nec ad Montem Silicem ' sibi patere 
accessum, ubi castrum fortissimum a suis custodibus tenebatur, Veronam, frustratus RIO desi- 
derio, est reversus '. 

Eodem anno prima die augnati domnus Iacobus 8 in sede abbatie sancte Iustine collocatus 
est ab episcopo andriensi.' Tertio vero die intrante augusto, domnus Iohannes rpiscopus < 
paduanus \ veniens a Romana curia, ubi pastoralem promeruit dignitatem, a clero et populo 
paduano honorabiliter est susceptus, et a porta Prati usque ad maiorem ecclesiam processio- 
naliter est deductus. 

Anno Domini 1257 exhortatione pariter et precepto Legati Sedia apostolice frater Bave- , 

rardus de ordine Predicatorum, vir venerabilis et tam in theologia quam phisira scientia 
plurimum eruditus, Grifolinum 5 Brixie potestatem et alios optimates ita dulci et facunda elo- 
quenza mi'tigavit, quod illi in parte Ecclesie in predicta civitate fuerant vinculati, a vinculis tu 
absoluti et suis sunt possessioni bus et munitionibus restituti. Quo facto. Legatili exponens 
15 maximo periculo, propter insidias malignorum latenter de Mantua cum paucis Brixiam est pro- 
fectus, et ibidem aliquot diebus residens, ita suo dulci colloquio Brixiensium animos recon< 
liavit, quod ipsi similiter promiserunt se more solito in devotione Ecclesie permansuros. Quod 
audientes Eccelinus et Palavicinus Ecclesie inimici, frustrati spe sua, sunt non modicum 
conturbati. 

Eodem anno Papienses primo et secundo Piacentini iugum Uberti Palavicini a suis cervi- e 
cibus viriliter excusserunt. Nam sicut Ecelinus in Marchia, ita ille super partem Ecelini et 
Federici in civitatibus Lombardie tirannidem exercebat. 

Per idem tempus castrum Montis Silicis et castrum altissimum Calaonis reddita sunt i ■ 
Marchioni a custodibus Ecelini : et sic eiua potentia de Paduano districtu est penitus estirpata. 

Sub precedenti anno Albricus de Romano qui per multos annos inexorabilem discordiam < 
habuerat cum fratre suo Ecelino, Deum et hominum inimico, inventis quibusdam occaaionibua, 
ab Ecclesie devotione recedens, confederatus est cum eodem. Civitatem tantum Tarvisium 
in sua retinuit potestate. 



20 



25 



i. inter P — 3. custodiebatur A — 4. reversus] nec addidit ultra fincs Padue rum exercitu introirc, Immo 
Paduani frequenter loca ei subdita viriliter impugnabant agg. P — 5. ambacic A — 6. adricnsi AP - io. De 
reconciliatione Rrixic. Anno P — IO- II. Everardus A — 13. et facunda om. AP — 12-13. eloquio A 13. illi] 
qui agg. AP - in] de AP — 14. sunt] fuerunt AP — 15. maximo] magno AP — 16. colloquio] eloquio A /' — 
17. similiter] firmiter A - se om. P «— 30. et om. A — 33. excellebat P — 34. Ecelini et om. AP — 35. anno] 
annorum curriculo AP — 36. Dei AP — 37. tantum] autem AP - Trcvisinum A 



io 



1 Monselice e Calaone sui colli Euganei nel 1256 
non erano ancora stati espugnati da' Guelfi (vedi sopra 
p. 38); ma caddero in loro potere nel 1357 (come narra 
il cronista in questa pagina, 11. 33-34 e Rolandixo, 
pp. 140-141). 

• 2 La variante dopo reversus e anche nel Chron. 
Estense, dove invece mancano le parole che seguono: 
Eodem .... Adriensi. 

x 5 3 Iacopo de' Limcniani. La sua famiglia imparen- 

tata con gli Ezzclini ebbe a soffrire persecuzioni dal Ti- 
ranno: Antonio cacciato da Padova nel 1237, Ettore fatto 
impiccare nel 135 1, Arnaldo abate di Santa Giustina, 
perseguitato nel modo che il nostro autore ha narrato 

'o (vedi pp. iS e 33). Dei Limeniani Piero fu vescovo di 
Padova : Arnaldo, Iacopo, Oldorico successivamente 
abati di Santa Giustina che alla nobiltà dei natali a<r- 
giungevano quella della dottrina essendo tutti e tre de- 
cretorum doctores. Iacopo finì assassinato da Bugamante 

35 Loschi vicentino nel 1371 (vedi L. A. Bottegiii, La fine 



di Iacopo abate di Santa Giustina, in A 1 1 i della R. Ac- 
cademia veneto-trentino-istriana, classe II, 
voi. II. pp. S-23Ì. 

* Giovanni Forzate tenne effettivamente la dignità 
vescovile dal 1356 sino al 12S3. 37 anni fortunosi per 30 
la Chiesa di Padova a causa delle lotte che ebbe a soste- 
nere con la Repubblica. Eletto dal papa nel 1250 men- 
tre Ezzelino aveva la signoria di Padova, solo dopo la 
cacciata del Tiranno potè prendere possesso della sua 
carica. Dopo il suo ingresso trionfale, di cui e cenno 35 
in questo passo del cronista, cominciò l'opera di restau- 
razione con tale eccesso di zelo che papa Alessandro 
ebbe a raccomandargli un po' più di dolcezza. Le rac- 
comandazioni non valsero ed il papa lo scomunicò 
"tanquam turbatorem molestatorem rcbellem et contra- 40 
"dictorcm„ (L. V BoTTEOHI, Clero e Comune in Padova 
nel secolo XIII, in Nuovo Archi rio Veneto, nuo- 
va serie, tomo IX, parte II, 1905. p. 248). 
Vedi p. 26. nota 1. 



32 CHRONICON fAA. 1257-12531 

Cuoi predicta tam in Lombardia qnam in Marchia gererentur, interfecto a Frisionibus in 
bello rege Alemanie Gulielmo, convenerunt principes ad electionem more solito faciendam. 
C'unì ii^ttiir tractarent de principe idoneo eligendo, humani generis inimieus seminavit ziza- 
ni;im iiiter eos. Nam quidam comitem Ricardum, fratrem regia Anglie ' in regem Alemanie 
clogerunt; alii vero sua vota in regem Castelle B penitus transtulerunt. Comes autem Ricardus 5 
ascendit in Alemaniam festinanter, et de assensu quorundam principum capiti suo imposuit 
regni Alemanie diadema. Uterque vero electus suos legatos ad Romanam curiam destinavit 
prò confirmatione a summo pontifice impetranda. Sed dominus papa nolens in partem ali- 
quam declinare, ne forte pax Ecclesie turbaretur, de Consilio cardinalium sub specie delibe- 
randi distulit super questionem tantorum principum diffìnitivam sententiam promulgare. 10 

' -3' ■ '•" Anno Domini 1258, multi clarissimi viri de Brixia exaltationem sancte matris Ecclesie 

affectantes cum tirannidem adverse partis per biennium tolerassent, tandem, sicut viri strenui 
et elati, exponere personas periculo elegerunt potius quam vehementissimo timore continue cru- 
M 18 ciari. Time'bant enim quotidie ne a suis adversariis in manus perfidi Ecelini Brixia traderetur. 

Tunc latenter ad Legatum et Marchionem, qui tunc erant Padue prò exercitu ordinando 15 
contra pestiferum Ecelinum nuntios direxerunt, ipsos attentius exhorantes, ut parati essent eis 
prestare subsidium in die prefixo 3 in quo suos proposuerat invadere inimicos. At illi eorum 
precibus libentissime annuentes, in tempore assignato magnifice in eorum auxìlium perrexe- 
runt. Predicti vero fideles Ecclesie utpote viri providi et experti, timentes plurimum, ne pars 
adversa eorum deprehenderet audaciam per aliquam coniecturam et, habita occasione, pessi- 20 
mum Ecelinum et Pelavicinum in suum auxìlium convocaret, duobus diebus ante terminum 
constitutum secundo scilicet die exeunte aprili 4 , circa solis occasum arma subito rapientes, 
et more leonum audaces, inimicos viriliter invaserunt, eosque per totam noctem viriliter ex- 
pugnantes, ante horam tertiam diei sequentis plenissimam de ipsis victoriam sunt adepti, et 
fere omnes autores scelerum, Grifolinum etiam potestatem Brixie capientes, eos in vinculis 25 
coniecerunt. Comes itaque Sancti Bonifacii 5 , egregie indolis adolescens, paterne probitatis 
impiger imitator, audiens Brixienses esse sub armis, cum parte militie mantuane in inimi- 
corum auxilio est profectus. Post tres vero dies Legatus et Marchio in manu valida Brixiam 
intraverunt, et ibidem tamdiu residentiam fecerunt, donec omnia fuerunt disposita secundum 
beneplacitum amicorum. 30 

Chr.est., 3 ,,M 3S Hec itaque audientes Ecelinus et Palavicinus pariter tremuerunt. Expalluit eorum fa- 

cies et ebore intellectus, omnesque eorum fautores per totam Lombardiam capita in terram 
pre tristitia deiecerunt. Tota enim spes illorum et desiderium erat Brixiam obtinere, quia 
per ipsam vires resumere et inimicos deprimere, totiusque assequi sperabant dominium Lom- 
bardie. Dominus autem, secundum propheticum sermonem 6 , signa faciens irrita divinorum 35 
et vertens ariolos in furorem, ydolatriam Ecelini et Palavicini, qui planetas et signa celi prò 
mimine venerabantur, sue potentie brachio prostravit pariter et confudit. Non enim Omnipotens 
planetis contulit deitatem nec eorum motibus suam potentiam alligavit, sed in se retinuit pleni- 



2. De discordia in electione P — 3. tractaretur A — 4. Rizardus cosi sempre AP - in om. P — 6. ascensu P 
- imposuit om. P — io. questione AP — n. Qualitcr pars ecclesie suos adversarios in Brixia superavit P - 1258] 
cum agg. AP — 12. cum om. AP- partis] patienter agg. P— 13. timore om. P - vehementissime] vehementissimo 
P — 17. disposuerant A; disposuerat P — 19. utpote] ut potentes P — 20. deprimeret P — ti. Pallavecinum 
5 così sempre P — 32. scilicet om. A — 24. et om. A P - viriliter] fortiter AP — 28. auxilio] continuo agg. 
■A P — 29. fecerunt] habuerunt A ; residentiam fecerunt] steterunt P — 32. ebore] hebuit A - illorum A — 34. as- 
sumere A - consequi P — 35. divinatorum A — 38. planetis] contipotentiam agg. A - contulit] contulerc A - deita- 
tis A - moribus P 

1 Enrico III. , vecchia ediz., tomo XIV, p. 224 : aprilis mensis die pe- 

io 2 Alfonso X. nulthna, sole tam ad occidiium reclinante. l$ 

3 II i° maggio. 5 È Ludovico o Loisio di cui alla p. 22, nota I. 

4 II 29 aprile. Concorda esattamente con Iacopo 8 Isaia, XLIV, 25. 
Malvezzi, Chron. Brixìanum, in Muratori, RR. II. SS., 



[AA. 1258-1259] MARCHIAI. TARVISINAE ET LOMBARDIAE 33 



tudinem potestatia. Reputarteli ergo sunt fatui et infecti, qui letali spem suam in constella- 
tionibus posuerunt et creatorem non timent quotidie suis sceleribus provocare. Dominili enim 
sit nobis adiutor et non timebimus quid nobis faciant Mari Juplter Venui < t SaturaiH '. 

Factis itaque Rrixie prospere ordinatis, Legatus perrexit Mediolanum ut sedan-t Medi.»- ' 

5 lanenaium discordias et cavilelas. Cum igitur circa plurimum laboraret, magnum' infortunium 
accidit Mediolanensibus, eorum exigentibus dissentionibus et peccati». Nani cum per multo- 
rum annorum circumvolutionem Creme dominium habuissent, et propter hoc inter ipeoi et 
Cremonenses inexorabilis discordia extitisset, ex qua multa milia hominum ex Utraque parte 
in diversis bellorum congressionibus perierunt, his temporibus Crema taliter est ad inanimi 

Cremonensium devoluta. Quidam namque potentes do Cremonenaibufl contra quoadam ad\ er- 
sarios suos ex eodem oppido zelo malitie concitati, Cremonenses et Pelavicinum in smini au- 
xilium vocaverunt, et expulsa parte adversa, se simul cum patria Cremonensium dominio 
subdiderunt 2 . 

Eodem tempore tertio scilicet die exeunte iulio, Marchio et militia paduana in campe- cu,. t ,. 

5 stribus Baxiani militiam Teutonicorum soldum recipientium a perfido Ecelino viriliter pn 
straverunt, magnamque predam de ipsorum spoliis habuerunt. In istorum quippe impetuosa 
virtute tirannus maxime conlìdebat, quorum fretus auxilio et tutela, nefanda et inaudita scelei a 
toto dominii sui tempore audacissime perpetravit. Et quid mali non operatur auri fames pe- 
nitus excecando? Isti enim improbissimi Teutonici animarum suarum et corporum stolidissimi 

venditores, ita erant Ecelini pecunia excecati, quod nec sententia exeommunicationis nec ter- 
rore non parcentium gladiorum ab Ecelini obsequio potuerunt. Unde a victoribus velut o\ 
occisi sunt merito reputati. 

His temporibus 3 cum Januenses Venetorum animos graviter ofi'endissent in civitate An- cin. . 
con \ que antiquitus Tholomaida dicebatur, ubi communiter negotiatores dictarum urbium, 

'5 Veneti ulcisci suas iniurias cupientes, et prò nichilo maris pericula et expensarum magnitu- 
dinem reputantes, dummodo valerent se de adversariis vindicare, classem in marni valida in 
Syriam direxerunt et tam navali prelio quam campestri Ianuenses viriliter expugnarunt captis 
multis navibus eorum bellicis, et reliquis in fugam conversis, eversa simul turre muniti, et in 
vastitate hostili cunctis eorum domibus desolatis, ipsos de civitate Aconitana protinus expu- 

lerunt. 

Propter innumerabilium inundationem malorum absorbentium intellectum, horret animus 
omnes temporum nostrorum calamitates et ruinas persequi seriatim. Vigiliti enim anni sunt 
voi circa quod, occasione sedis apostolice ac imperialis maiestatis discordie, sanguis italicus 
effunditur velut aqua et contra romanam Ec'clesiam tirannorum perfidia debaccatur. Et mine, m ■■ 



i. infecti] insani A P — 1-2. constellatione A — 2. creatorem] omnium contra se agg. AP - non tlmcnt] 
continent A - enim] igitur AP — 3. et non timebimus om. P- Venus om. AP — 4. De commotionc Creme. Factis 
P - Mediol. ut sedarct om. P — 5. cavillosas AP - circa] hoc agg. AP — 6. discessionibus P — 7. h.ibuis- 
set P — 9. congressibus perirent P - his] tamen agg. A P - totaliter A — io. potens P - C'rcmcnsibus A P — 

5 14-15. in campcstribus] et A — 15. Brisiani A — iS. audacissime A - operatur] patitur A — 18-19. pcnitus 
om. P — 19. excecando] esecranda AP - probatissimi P — 20-21. nec sententia.... gladiorum] nec exeommu- 
nicationibus nec aliis promissionibus avelli A — 21. gladiorum] avelli agg. P - Ecelini] horribili agg. AP - 
oves] cives A — 22. occisionis AP — 23. Qualitcr Ianuenses a Venetis sunt superati. His/» — 23-34. Anco- 
nitana AP — 24. Theoloata A - urbium] erant agg. A; habitabant P — 26. reputantes] expugnantes P — 

o 28. invitissima A; munitissima P — 29. eorum otri. P - protinus] pcnitus AP — 32. omnes om. A - temporum] 
tirannorum A - nostrorum om. A — 33. sedis] ecclesie A - discordia A; maiestatis discordie om. P 

1 Tobia, III, 22. Us Ianuenses, in AfJ/. GG. HH., tomo XVIII. p. . 

2 L'u luglio 125S (AnnaUs Piacentini Gibellini, mosse la flotta dal porto di Tiro, il 24 "mane autem 
in MM, GG. HH., XVIII, p. 509). " facto „ ebbe luogo la battagli;' e la vittoria dei Ver 

5 3 II 23 giugno (" in vigilia sancii Iohannis „, Anna' * San Giovanni d'Acri, in Siria. 

T. VIII, p. ili — 3. 



34 CHRONICON [A. 1258] 



rum putabamua perniciosorum hominum potentiam aliquantulum diminutam, rursum prosperi- 
rìtate inopinabili confortati ad sidora eztolluntur. Denique cum Legatus l cum exercitu Bri- 
xiensium et tniUtìa mantuana Pelavicinua et Cremonenses occurrissent, qui suggestione perfidi 
Ecelini duo castra Brixie invaserant iurta llumen Olei constituta, tunc Ecelinus qui usque in 
genectam et senium a militia non destiterat 2 undique militia congregata, subito de oppido 5 
Piscàrie a in noctis crepuscolo iter arripuit et summo diluculo die veneris secundo exeuntis 
augusti * transiens Oleum, exercitui Cremonensium se adjunxit. Audiens autem Legatus vires 
hostium augmentatas, sed crementi nesciens quantitatem, habito Consilio sapientum, voluit in 
castrimi Gambare 5 cum exercitu introire et in tuto loco amicorum auxilio expectare. Sed 
vicit hoc salubre consilium temeritas multitudinis obstinate dicentis potius esse dimicandum 10 
cum hostibus quam ad latibula dìvertendum. Ignorabant enim tam Legatus quam alii utpote 
male custodientes vias, per quas transire poterant inimici, Ecelinum cum universa militia 
marchiana in nocte precedente personaliter advenisse. Dum igitur diversi diversa sentirent 
(nani cum fortissimos quoque milites subita bella conturbant) Ecelinus et Pelavicinus fiumen 
Olei velociter transcurrentes, contra fideles Ecclesie acies continuo direxerunt. Et tunc II 
incepit acies Ecelini abscondite dilatari et eius vexilla mortifera recognosci. Cernens autem 
persecutor Dei Legatum et Brixienses comparatione sui habere militum paucitatem, sine dilatione 
ipsorum exercitum terribiliter invaserunt. Tunc Brixienses inopinabilem inimicorum multitudi- 
nem intuentes, perterriti vehementer, in fugam protinus sunt conversi, captaque ex eorum populo 
maxima multitudo, et (quod sine dolore non dicimus vehementi) captusque Legatus et cum eo 2( 
episcopus veronensis 6 nec non potestas Mantue 7 ac multi alii probi viri. Brixienses autem, 
qui remanserant ad custodiam civitatis et qui de castris ad urbem confugerant, timore subi- 
taneo excecati, sine ictu gladii et sagitte, sevissimo omnium tirannorum, Ecelino scilicet, et 
Pelavicino Brixiam protinus tradiderunt. Multi vero nobiles et etiam populares et episcopus 
cum clero, civitate relieta, fugerunt a facie inimici, salvare personas in tanto discrimine cu- 
pientes. 
chr.est.,s3,i3-3<> Porro de tam Brixie amissione et de captione Legati, viri constantissimi et fidei fervore 

accensi, qui assidue prò Ecclesie libertate contra tirannorum rabiem, ab adolescentia usque 
ad senectutem exponendo se diversis periculis laboraverunt, nonnulli plurimum conturbati 
ceperunt conqueri et mirari quare divina potencia tanto tempore permittit ecclesiam sic affligi 30 
et impios valide prosperar!. Sed absque dubio istas querelas parvitas fidei introducit. Cum 
vfiR.. -o2 etenim sciamus sanctissimum Iosiam occisum a sagittariis Faraonis, Petrum et Paulum' Neronis 
imperio interemptos, et ut de omnibus taceamus, cum Dei filium cognoscamus crucis ignomi- 
mam pertulisse, parve fidei a nobis sunt merito existimandi, qui felices putant tirannos et ur- 
bibus subversores quia prosperitate huius seculi et deliciis perfruuntur, cum continuus sue- 35 



3. Palavicino Cremonensibus occurrisset AP - subiectione P — 5. malitia A - destitit A; cessavit P — 
0. et] in AP — 8. augumentatas A — 9. introitimi A - et] sic agg. P - auxllium AP — 12. malicia P — 
13. diversa om. A — 14. cum om. AP — 15. transeuntes AP — 16. ceperunt A; inceperunt P - Ecelini] prlus 
a Sg- AP - abscendite P — 16-17. Cernentes igitur persecutores ecclesie AP - Legatum et om. A - operatione A 
19. captaque] est agg. P - populo om. A; populi P — 20. quod non sine dolore dicimus A P - captus est AP 
- 22. remanserunt P — 23. tirannorum om. A — 25. fugiere P - discrimine] solummodo agg. P — 27. tam] 
subita agg. AP — 29. laboravit P — 30. ceperunt] et agg. P - minari A - quare] quod A - potencia] provi- 
dehtia AP — 32. etenim om. A,- enim P - scimus P - Paulumque AP — 33. omnibus] hominibus AP — 
34-35« urbium AP — 35. huius] om. A; istius P - et] ipsius agg. A - delicies P 

1 Filippo Fontana, di cui alla p. 15, nota 2. landino (p. 150) ha u circa finem augusti,,. 

Salmi, 70, 18. 5 Gambara in provincia di Brescia. 

3 Peschiera sul lago di Garda. 6 Gerardo Cossadoca {Annales Veronenses, ediz. cit., 

* Il 30 agosto è riferito anche da Iacopo Malvezzi p. 15). 20 

" dies penultima mensis augusti „ (RR. II. SS., tomo XIV, » Simone di Bonifacio da Fogliano di Reggio (An- 

15 col. 923, vecchia ediz.); gli Annales Veronenses hanno nales Veronenses, ediz. cit., p. 15). 
11 28 di^agosto (MM. GG. HH., tomo XIX, p. 16); Ro- 



fAA. 1258-1259] MARCHIAR TARVISINAE ET LOMBARDIA! 35 



cessus temporali um eterne damnationis esse iudiciuni comprohetur. Sed etiam in presenti 
legimus maximos tirannos miserabilem exitum Imbuisse. Nani l'irus post dominami orienti* 
a regina Scitharum legitur decollati»; veneno babilonico augnili periit Alexander : .ir 

senatorum gladiis est confossus. Et mine non est manus Domini abbreviata ut salvare nequeat 
5 servos suos: sed peccatis exigentibus permittit alìquantO impios insanire et Ecrlesiam suam 
inter tribulationum turbines tluctuare. Dimissis itaque dubitationibus de regimi] Itorls, 

iactemus in Domino nostrum cogitatimi, qui post tempestatem tranquillimi facit et post lamen- 
tationem exultationem infundit '. 

Anno Domini 1259 postquam Nrixiam miserabiliter ab hostibus est subarta, Ecelinm C 

10 impatiens consortis, nullum volens habere parem, marchionem Pelavidnam et Cremonem- 
quos habuerat socios in tanto discrimine et in tam excellenti Victoria, a dominio capta urbis 
paulatim exclusit: et sic ipse solus Brixiam et eius districtum obtinuit, preter castrimi Uro 
rum 2 quod fìdeles Ecclesie viriliter deienderunt. Tandem Cremonenses multis iniuriis ab eo 
sepius stimulati, se cernentes delusos et nullam utilitatem, ut sperabant, de tanta Victoria 

15 consecutos, contra tirannidem nequissimi principis vehementissime sunt commoti: et pènna- 
dente Bosone de Dovaria, civis cremonensis nobilis et potens, qui exosam liabebat malitiam 
Ecelini, marchio etiam Pelavicinus et Cremonenses vehemens odium, quod corde con mt 

contra hominem sceleratissimum, verbis et factis evidentissime ofendere inceperunt. Statim- 
que deliberato Consilio ad Marchionem estensem et Mantuanos dirigentes, pacem et concor- 

20 diam inter se firmissimam habuerunt et statuerunt 3 , quod unanimiter contra tirannum crude- 
lissimum dimicarent sibi invicem ardenti animo promittentes. Mediante Rosone de Dovaria, 
qui vigilanti studio cogitabat, qualiter pósset leonem indomitiun et ferocissimum domare, an- 
tiquissima et inexorabilis discordia Mediolanensium est sedata, factaque fuit cum summo gau- 
dio pax firmissima inter eos. Sciens namque prudentissimus Boso minime tutum esse innocuo 

25 serpente, modis omnibus procurabat omnem viam contrahendi amicitiam et augmentandi vires 
precludere Ecelino. Sicque factum est (Domino cooperante, qui novit investigabili modo 
elatos deprimere et de luto fecis erigere de salute propria desperantes) quod pars maxima 
Lombardie corde voluntario ad'versus inimicum Dei et hominum coniuravit. Et merito hoc a m «., 70 i 
Domino est provisum, ut essent manus omnium contra eum, cuius manus impie omne genus 

30 hominum afflixerunt. Ipse namque turbavit terram, concussit regna, interfecit populos et ci- 
vitates plurimas desolavit. Nam quasi ortus voluptatis erat Marchia trivixina priusquam eius 
tirannidi subderetur; sed, postquam fuit ab eo afflicta, comparatone prioris status videtur 
esse quasi heremì solitudo. Testantur hoc mine civitatum, villarum pariter et castrorum. 
Nec ei sufficere videbatur regìonem subditam dissipare, sed legatos mittebat ad exteras na- 
5 tiones ut contra romanam Ecclesiam et eius fìdeles ut reges orbis et principes concitaret. 



i. esse] et A — 3. Sltarum A — 4. scenatorum P - gladio A - confusus P — 5. peccati*] hominum agg. P - 
impios] tempus — 6. inter] in A P — 7-8. post lacrimai et rlctum A ; lacrimationem P 0. Qualiter i 
Cremonenses et Eeclinum discordia est exorta. Anno P - ab om. A - subiccta A — IX. tan(o] belli AP - in 
t;im om. A — 13. quod] per agg. P — 16. civi Cremoncnsi nobili" et potenti A P — 17. etlaxn om. A P - corde] 
5 quotidie P — 18. sccleratum AP - ostendere P — 19. a Marchionc estensi et Mantuanis A; Mantuanos) nuncios 
a SS' P — 19-20. concordiam] societatem P — 20. habuerunt et om. AP — 21. mediante] autem <n r :r. P; supi^r 
A - industria Bosonis A - Boxo P — 23. Mediolanensium] et Cremoncnsium <7^. AP — 23-24. gaudio] utriu- 
sque civitatis agg. AP — 34. Boxo P - esse] cum agg. AP - innocuo] vicino AP — 25. serpente] dormire agg. 
A; domare P — 26. est] et agg. A - comparente A — 27. electos P - luto] votu P — 29. cesset A - impie] opere 
io a SS- A - omne om. AP — 31. Tarvisina P — 34. regionem] sibi agg. P - exentas vel extemas P — 35. ut che 
è dopo fìdeles om. A P 

1 Tobia, 3, 23. Ludovico di San Bonifacio conte di Verona e i comuni 

2 Orzinuovi sulla strada Brescia-Crema. di Ferrarli. Mantova e Padova ai danni di Ezzelino 

3 Neil' 11 di giugno fu conclusa l'alleanza fra il {Chron. Estense, in RR. II. SS., tomo XV. parte III, 
15 marchese Pallavicino, Buoso da Do vara, Azzo d' Este, p. 34, nota 1). 






36 



C1IRONICON 



[A. 1259] 



(Vi.. 



Mur., 703 



Nuntii aamque ìptiua solliciti et veloces per diversas provincias discurrebant; nunc ibant ad 
Curiaxn maximi Federici, nunc ad principes Alemanie, ad seditionem et discordiam excitandos, 
nunc ad regem Ungarie, prò amicitia obtinenda, nec non ad ferocissimum regem Castelle l 
pergebant, cui regnum italicum seminator discordie promittebat, ut fieri posset totum mundum 
adversus Ecclesiam provocaret. Cor siquidem impiissimi Ecelini erat continue quasi mare 5 
t'ervens quod quiescere nunquam potest. Nil putabat esse actum, cum aliquid superesset 
agendum. Unde modis omnibus assidue cogitabat cum instantia vehementi addere maliun 
malo et iniquitatem super iniquitatem apponere, quam timens ne sibi tempus deficeret ad suas 
machinationes et dolositates inopinabiles opere adimplendas. His ita breviter exaratis, ad 
describendum tirannidis eius exitum accedamus. 10 

Anno ìtaque revoluto postquam Brixiam optinuerat Ecelinus, circa principium septembris 
ipse congregavit exercitum copiosum processitque de Brixia in manu valida et castramentatus 
est in campestribus Urceoriun 2 et omnia que circa predictum castrum fuerant, devastavit. Quo 
audito, Cremonenses, amicis undique convocatis, exiverunt undique unanimiter contra eum, et 
iurta Sunzinum 3 castrum temptoria posuerunt. In quorum auxilio Mantuani et Ferrarienses cum 15 
Marcinone estensi magnifice sunt profecti. Mediolanenses etiam contra lupum rapacissimum 
venire communiter promiserunt 4 . Cum ergo essent insimul congregati, ceperunt preparare se 
ad pontes super fluraen Olei fabricandos ut possent, venientibus Mediolanensibus, transire ad 
tirannum perfidum invadendum. Interea cum hoc facere molirentur, Ecelinus, cui mille artes 
inerant milleque modi nocendi, suis machinationibus et persuasionibus fraudalentibus, quosdam 20 
magnates Mediolani corruperat suum populum odientes, qui firmiter promiserant ei suam tra- 
dere civitatem et prò huius rei securitate proprios etiam filios ipsi obsides tradiderunt. Quorum 
promissionibus incumbens tirannus, cupidus dominandi, cor suum in superbiam elevavit, quod 
erat mine presagium ' imminentis. Et de nocte consurgens, de campestribus Urceorum iussit 
populum redire Brixiam festinanter ; ipse vero cum octo milibus hominum equestrium, in quibus 25 
erant tria millia electorum militum, velociter quasi aquila volans ad escam, per pontem Pa- 
lazoli D flumen Olei pertransivit, veniensque ad Aduam fluvium ipsum similiter incessu pre- 
cipiti transvadavit. Ibique occurrerunt ei patrie proditores; quibus assumptis, versus Medio- 
lanum ire cum summo gaudio minister diabuli festinabat, a quo, exigentibus sicut bos nescius 
ad victimam ducebatur. Ipso namque Mediolanum pergente, e contra Martinus de Ture, vir 30 
sapiens et astutus, totius populi mediolanensis capitaneus et defensor, de Mediolano cum exercitu 
erat egressus et in Cremonensium auxilium, veniebat. Precurrens igitur nuncius, quem Per- 
gamenses quidam amici Ecclesie direxerunt, nuntiavit Martino tremendum eventum ferocis- 
simi Ecelini. Qui, cum audisset quod tam crudelissimus predo ad optinendum Mediolanum 
cum exercitu adveniret, obstupuit vehementer, revertensque velocissime versus Mediolanum 35 
(Domino favente sine quo frustra vigilant qui custodiunt) 6 pervenit ante pessimum Ecelinum. 



1. diserebant A — 3. fortissìmum A P — 4. ut] si agg. A P — 6. Nil] enim agg. P — 11. Qualiter captus 
fuit perfidus Ecelinus. Anno P - itaq. revoluto] 1260 A - septembris cancellato A — 13. castrum] in agris agg. 
P - eruerunt A — 15. Sunzinum] castrum suum agg. P - auxilium P — 19. dum A P - hec A — 20. quosdam] 
quos P — 22. prò] in A; per.... securitatem P — • 23. incumbens om. A — 26. aquile volantes P - escam] et agg. 
A — 27. flumine A — 28. ei om. P — 29. quo] peccatis agg. P - exigentibus] meritis agg. A — 30. namque] ita- 
que P - pergente] et agg. A - Thure A; de la Ture P — 32-33. Bergomenses P — 33. adventum AP — 33-34. for- 
tissimi A P — 36. faciente AP - custodiunt] civitatem agg. P - prevenit A 



1 Cf. Rolandino, p. 146, il quale assevera di aver 
io veduto in Padova le lettere di Alfonso X, sigillate col 

sigillo reale, con le quali chiamava suoi fedeli H Pode- 
stà, gli Anziani e il popolo tutto (vedi anche p. 157). 

2 Soltanto Orzinuovi, tra' luoghi della provincia 
di Brescia, s'era mantenuto sino allora fedele al par- 

15 tito guelfo. 



3 Soncino presso l'Oglio ad est di Crema. 

4 Per la fedeltà tenuta dal N. e da Rolandlno alla 
fonte comune, si notino le parole di quest' ultimo : " Me- 
" diolanenses venire promiserunt communiter „ (p. 161, 1. 16). 

5 Palazzolo, borgo sull' Ogllo tra Brescia e Ber- 
gamo. 

6 Salmi, 126, 1. 



20 



[A. 12591 MARCIIIAE TARVISIO AE ET LOMBARDIA I 37 

De Martini vero strenuiasimi viri subitaneo adventu exterritì nint patrie proditorea, alii w 

cives, tanti viri presentia robor;iti, ad resisU'iuluni tiranno •€ viriliter parai crunt. Et 
dissipatimi est consilium malignorum. 

Videns itaque perditionis filius su;is insidia* denudatas et alitar sibi quatti existima\ crai 
5 accidisse, ad invadendum nobilissimum burgum Modoecie 1 se convertit; aed burgenaea, annis 
assumptis, ipsum intrare minime permiserunt. Castrimi etiam Tricii \<>luit occupare, scd 
et inde penitus est expulsus; burgum tamen dicti loci obtinuit iptumque crudeliter concre- 
mavit. Tandem necessitate compulsus, Yirimmicreatum ' intra\it. ibiquc inlelicissimus predo 
terrarum suarum infelicem constituit niansionem. 

10 Cognoscentes igitur Cremonenses et Mantuani et eorum socii nocturnum volatimi teme- a > 

rarii Ecelini, imanimiter moventes castra usque ad lluvium Aduam eius vestigia sunt sediti; 
iigentesque temptoria iuxta loca per que transiverat insaciabilis homicida, fecerunt cimi 
summa diligentia pontem et vada fluminis custodiri, ne aliquo modo terpeni tortuotus posset 
absque prelio ad propria remeare. Mediolanenses etiam, ex alia parte validum exercitum 

15 congregantes adversus eum in prelium procedere disponebant. Sed hoc eorum animofl prom- 
ptissimos refrenabat, quia capitaneos et vavasores de crimine proditionis habebant. Quorum 
tamen impetum Ecelinus plurimum expavescens, maxime cum videret se a proditoribus quo- 
tidie derelinqui, a burgo in quo erat inclusus, non permittebat suos milites longius evagari. 
Sed nec diutius poterat residere, ne, omnibus deficientibus victualibus, fame angusta exercitus 

20 premeretur. 

His ita se habentibus, conturbati sunt nobiles Brixie, robustos Verone optinuit tre'mor, 
obriguerunt omnes milites Ecelini, tam animosi Teutonici quam Latini. Tunc etiam confractus 
est corde draco venenosus cernens se ab inimicis undique coartatimi. Nimioque timore per- 
territus, non erat ausus cum Mediolanensibus dimicare, ipsorum multi tudinem pertimescens. 

25 Sed versus Aduam unde venerat, deliberato Consilio direxit subito iter suum. Sperabat nam- 
que uniun de duobus, licet inimici starent ex adverso: aut viam sibi gladiis aperire, aut 
forte per medias acies bellatorum fuge remedium invenire. Cum igitur ad pontem Addue 
pervenisset, accidit ipsum ab adversariis occupatimi; et duni ad expugnandum pontem suos 
fortiter hortaretur, quidam sagittam dirigens in incertum, Dei tamen providentia, eum in pede 

30 graviter vulneravit. Qua percussione plurimum turbatus, timi quia inveteratila erat dicami 
malorum *, timi quia in tanto periculo constitutus pre dolore vulneris non poterat limpide 
cogitare quid esset expediens, quid nocivum. Impugnatione itaque pontis dimissa, tremebun- 
dus homicida, magis cogitans de fuge presidio, quam de acie ordinanda, festinanter ad va- 
dum fluminis properavit, ipsimi velociter nullo impediente cum exercitu pertransivit. 

35 Tunc marchio Pelavicinus et nobilis Boso cum Crenionensibus, similiter A/o marchio f 

estensis cum Mantuanis et Ferariensibus ipsum viriliter invaserunt ei usque acieni fortissime 
irrumpentes, terribilem leonem cum magno impetu rapuerunt. Electi autem milites eiua mul- 
titudini adversariorum resistere non valente», in fugam protinus sunt conversi et sic manus 



2. resistendum] parati agg. A — 5. acccdissc A - invadendum om. A - Modicie P — (>. Tèli A — 7. de- 
pilisi» A — 8. scvissimus AP — io. nocturnum] nolissimum P — II. usque om. A - lìumcn AP - Adduam P - 
12. fingcntesque A - locum per quem P - transivit P — 13. tortuosus om. A 14. prelio] periculo P 15. pre- 

lio P - aaimos] ad bellendum agg. A P — 16. rclTcrcbant P - cataneos et v avasorum A - proditionis] suspc 
5 agg. AP — 19. nec] ibidem agg. P; idem A - omnino AP - fami» angustia A l> — 25. ad fcdrertua A; \ 
ad P~ 27. sopra pontem in A è scritto Vaucri — 28. accidit] invenit AP — 29. Dei tamen provid. om. 
30. plurimum] est agg. P — 32. quid esset expediens om. A - quid essct nocivum cancellato A — 33. homldda] 
ingcns agg. A — 33-34. vadum] Cassani agg. A — 35. Boso] de Dovaria agg. P - similiter illustris marchio P; 
Azo illustris A — 36. fortissimam A P — 3S. reversi sunt A 

io » Monza. Rolandino attribuisce ad Ezzelino l'in- 3 Vimercatc a nord-est di Monza, 

tenzione di portare via la corona ferrea (p. 162, 1. 31). * Daniele, 13, 52. 

* Trezzo borgo sull'Adda. 



38 C'IIRONICON [A. 12591 

_ . .. ., ; i m _ . . . , „._.. 1 I, , ,,. ,... 

hostium evaserunt Auctores vero fuge Brixienses dicuntur principaliter extitisse. Multi 
t'tiam capti sunt de ipsius exercitu, pauci vero gladio perierunt. Tunc revera exultaverunt 
\ ictores, capta preda, quando electorum armorum et equorum et preciose suppellectilis spolia 
dividebant. Supremum vero et inextimabile gaudium erat cunctis, quod carnifex diabuli 
erat captus, qui nec viris grandevis nec mulieribus pregnantibus nec infantibus balbutientibus 5 
unquam voluit misereri. 
Ckr.est., 36,/**i Postquam autem rumor insonuit per exercitum, quod captus esset perfidus Ecelinus a 

vocibiis exclamantium populorum, a strepitu concurrentium equorum, a clangore tubarum terra 
tremere videbatur. Omnes quippe certatim currebant ad diabuli monstrum et Sathane specta- 
culum intuendum qui detentus erat '. Et fuit miles quidam, secundum multorum dictum, qui 10 
Ezelinum, sic circumdatum et iam quasi non Ezelinum, set unum captum et indefensum, bis 
vel ter in capite rusticane percussit, excusans improberium suum et dicens, quod hoc fecit 
in cuiusdam fratris sui vindictam, quem pede uno fecerat mutilari. Qui idem quisque fuerit, 
non laudem meruit, set summe pocius obbrobrium vilitatis. Nam idem facinus est putandum, 
captum nobilem vel ignobilem offendere vel ferire, quasi gladio cedere cadaver inanimatum 15 
et hominem panno funereo jam insutum. Ista itaque Victoria triumphalis, a cunctis populis 
recolenda est die sabbati quarto exeunte septembri 2 , in quo festum sanctorum Cosme et Da- 
miani martirum celebratur, prope fluvium Adduam 3 est patrata. Ibi perierunt arma bellica 
Ecelini, ibi bellorum seva tempestas iubente Domino conquievit. Tunc omnipotens aures sue 
ineffabilis misericordie inclinavit, ut audiret gemitus compeditorum et filios teremptorum ab 20 
ergastulis liberaret. Diem siquidem istam memorialem in qua vere celorum cateracta aperta 
et viscera misericordie Dei nostri largiter affluxerunt, debet omnis Italia, imo omnes et uni- 
mur., 705 versi, qui Christiana professione censentur, merito celebrare in qua Dominus' operatus est sa- 
lutem in medio Lombardie, caput malorum cum suis satellitibus mirabiliter prosternendo. 
Tunc vere percussit Dominus detestabilem Philisteum et abstulit obprobrium de populo chri- 25 
stiano. Et licet David prohibuerit ne Saulis et Ionathe occisio annunciaretur in Geth et in 
competis Ascalonis 4 , causam tamen rationabilem assignavit, ne scilicet Philistei letarentur et 
augeretur cultus abominabilis idolorum. Stragem tamen exercitus Ecelini audiat omnis terra 
et plenitudo eius, insule et habitatores earum, ut divine maiestatis potentia ubique ore omnium 
predicetur; cui Victoria ista est totaliter adscribenda, non viribus hominum aut effectibus pia- 30 
netarum, quia non salvaverunt de tanto periculo Ecelinum augures celi castra eius sequentes, 
qui contemplabantur sidera et supputabant menses, ut ei ventura certissime nunciarent. Sed 
revera parcendum est eis, quia tam gravissimo prelio imminente, adequare planetas, accipere 
astrolabium et studere in tabulis astronomie minime potuerunt; vel forte gravi discrimine 
pugne plus in equorum velocitate quam in planetarum auxilio confidebant. Et ne aliquis 35 
ignarus istius negocii valeat dicere in futuro, magistrum scelerum de talibus non curasse, 
tota Marchia in testimonium deducatur, que vidit in eius curia plures astronomos magnifìce 



2. etiam] autcm A — 3. supellcctulis P — 5. infantibus] et agg. P — 10-16. le parole qui detentus.... 
insutum tratte da Rolandino, XII, 8, mancano in AP — 17. est o?n. P - sanctorum om. AP - Gosme A — 18. ad 
Aduam P - est] etiam A — 19. sue om. A — 20. intcremptorum P — 21. venerabilem A - catarracte aperte AP — 
22. Dei nostri] demonstrata A - efluxerunt A; diem.... affluxerunt om. P - debet] igitur agg. P — 23. cesscntur 
5 A; cesscnt P - operatus om. A — 24. medio] intuens agg. A — 25. obprobrium] grandissimum agg. P — 26. Geté 
A — 27. in còpiis a colonis A; computis P - Philistei] Philistinorum filie A P — 28. Ecelini] secare agg. P — 
29. inhabitationes A - potentiam P — 31. qua A; quare P — 32. ut] et A - ventura otn. A — 33. prelio] periculo 
A — 35. plus] populus A — 36. de talibus om. A 

1 Le parole da qui detentus a insutum mancano nel 3 Precisamente a Blancanuda o Blancanuge {Chron. 

io Chron. Estense. Vedi anche le varianti. Estense, p. 36, nota 2). 

* Il 27 settembre. * Regum II, 1, 20. 



[A. 1259J 



marchiai; taRvisinaé et lombardiae 






honoratos, magiatrum scilicet Salionem canonicum paduanum ', Rjprandinum veronen 
Paul um :t etiam saracenum cimi barba prolixa, qui de Baldac 4 venit, a remotìi videlicet !i- 
nibus orientis, qui tam orìgine (inani aspectu «-t actu esse alter Balaam arìolui merito \iil<- 

batur. 
5 Cum Eceliuus ut predictum est, in manua hoatium incidiaael et eaaet in prelio praviter • 

vulneratola, Suncinum a Cremonenaibua est perductua ' honorabiliter, ut in hoc ( aau decuit, 
adhibitis sapientiaaimia medicia, quicumque Bunt crediti meliorea, habitui celinua in tanta 

cura, qualem laudare possrs tact.un per Albricum eius fratrrm. Efll Miteni sapienti bua im- 
tum, quod medicina potest forte ditterre mortem, nequit auteni tollere \el I Mortis 

10 autem libertas sive morsua altitudinem Bpernit, potentiam vilipendi^ auperbiam calcai pedibi 
irridet nobilitatem, corpora quotine cuncta speciosa deformat, auum quoque dominium infal- 
libile triumphaliter monatrat in cunetta genitia super terram. Nam ecce quod Bcelinua, olim 
tante altitudinis homo, in predicto anno Domini die XI post predictam captionem eiuadem, 
cum fere septuaginta esset annorum nullamque prolem haberet, deficìena mortuua est in p 

15 sima senectute sepultusque in Suncinum 6 . Anima \ ero eius deportata est a demonibua in 
gehennam ignis. Et hac animadversione a Deo est digne punitua ut in morte obliviaceretur 
sui, sacramenta ecclesiastica detestando, qui dum viveret immemor ! Hit Deo 7 . Iste luit finii 
vite ac tirannidis Ecelini. Iste vero fuerunt civitatea super quaa exercuit tirannidem inaudi- 
tam: Veronam, Paduam, Vicentiam, Tarvisium, Feltrimi, Tridentum et Brixiam. Omnia etiam 

J0 castra episcopatus cenetensis 8 sue subdidit potestati. Padua vero et Tridentum ante mortem 
ipsius a suis iniquis manibus evascrunt. Per trigìnta quatuor fere annorum curricula ' ezeuf 
comite Sancti' Bonifacii cum suis amicis, Veronam obtinuit violenter; et tante cìvitatìa pò- tftra 
tentia exaltatus, excellentis principis Federici amicitiam acquisivit: cuiua fretua virtute, 
cunctam sibi Marchiarti subiugavit. Ipsius quippe maligna instigatione imperator potentiaaimua 

-j Federicus, cui prebuit iste tirannus introitimi in Italiani per Veronam, violenter concuai 
viribua totius imperii, Lombardi ani voluit optinere. Cuius rei causa inter romanam Eccle- 
Siam et imperium inexorabilis discordia est exorta, propter quam multa milia hominum in 
diversis mundi partibus perierunt. Horum malorum caput, medium et finis extitit perlidus 



i. scilicet om. A - paduanum] et agg. P - vcronenseni] Guidoncm de lionato astronomum forolivie-i 
AP — a. Baldach P — 3. orientis om. P — 5, De morte perfidi Ecelini. Cum P <<. deductiu /' -• 6-13. ho- 
norabilitcr . ... captionem eiusdem tolto da Rotondino XII, o, om. A P che invece hanno ibique post paucOS dies 

15. sepultusque in Suncinum om. AP; è tolto da Rotondino 15-16. Anima ignis om. AP 17. Dei AP 

z, segue: in predicto vero castro corpus eius est traditimi sepulture (A P), ibi sub portici! palaci! v lana 

sancte Marie Plcbis et non in sacrato loco reconditum {A). Eius autem animam infelicem, o.uistam pondi 
catorum, demones absque dubio rapuerunt et cani in profundum inferni ubi est cumulus (cornulus ./) tormento- 
rum et nulla redemptio, proiecerunt AP — 18. ac om. A — 19. Vicentiam Paduam AI' :i. a suis] ab 
AP - curriculum P - excluso P; om. A — 33. comites A 33. Federici] fidem ei eum impre- 

io buit A — 37. multa om. A 



1 II nome di Salionc s' incontra con l'appellativo 
di Magister nei documenti (DoNDI-OnOLOGlO, Dissert., 
VII, doc. 94) e ricorre nel libro De astronomia tractatus 
X, Baaileae, 1550. col. 144 di Guido Bonatti (vedi va- 

15 rianti, 11. 1-3), il quale ricorda clic Salione dissenti da 
lui nel dare un responso ad Ezzelino, non per convin- 
zione, ma per timore della vita di un suo fratello che 
il Tiranno teneva in carcere. 

* Di Riprandino non ho trovato menzione al- 

30 trove. Guido Bonatti era fiorentino 5 ma dopo la sua 
proscrizione si fece chiamare Guido da Forlì, r u 
indovino del Conte da Montcfeltro e principe degli 
astrologhi del suo tempo. È ricordato da Dante (In/., 
XXII, 11S). 

3? 3 Secondo il Malvezzi, cronista di Brescia (RR. 



II. SS., tomo \IY. p. 930, vecchia ediz.) Paolo sarchile 
bresciano e Saraceno sarebbe un altro astrologo. 

4 Bagdad. 

s Da honorabiliter a captionem eiusdem (vedi varianti) 
manca nel Chron. Estense. 30 

Rolandino pone al 17 settembre la battaglia ili 
Soncino ed al 37 la morte di Ezzelino. Ma questa del 
37 e la data comunementi ata per la battaglia di 

Soncino: il i° di ottobre sembra doversi ritenere il 
giorno della morte di Ezzelino (Chron. Estense, p. 37, 55 
nota 4). 

~ La variante dei codd. AP e anche nel Chron. 

Estense, p. 37, 11. 13-15. 

8 Ceneda. 

9 Vedaci all'anno X27 40 



40 clIRONICON fA. 1259] 

i . cliiuis, cuìue autem anìmam infelicem, onustam pondere peccatorum, demones absque dubio 

rapueruiit et eam in profundum inferni, ubi cumulus tormentorum et nulla redemptio proie- 
cerunt. 

Fama igitur predicte victorie per urbes Italie discurrente, omnes populi de mina tiranni 
mirabiliter exultabant, divine virtutis potentiam collaudantes. Non fuit ita generalis tripudium 5 
a multis retro temporibus in civitatibus Lombardie. Tunc Vicentini, his rumori bus excitati, 
confestim suos cives qui confugerant a facie terribilis Eccelini et Paduam residebant, ut 
redirent Vicentiam rogaverunt; et sic omnes ad propria sunt reversi. Similiter feltrensis ' 
episcopus et fideles Ecclesie cum eo ad suam civitatem pacifice redierunt. Gens autem po- 
tentissima Venetorum, quam divina clementia fecit sepissime de suis hostibus triumphare, 10 
audiens tirannum horribilem corruisse, gavisa est vehementer; statimque, assumptis Tarvisi- 
tiis, qui fugerant rabiem tirannorum, Ecelini scilicet et nequissimi Albrici, ad invadendnm 
Tarvisium exercitum destinavit. Ecelinus namque toto tempore vite sue tirannidis, tumore 
superbie nimium excecatus, frequenter Venetos multis iniuriis lacessivit. Sed ipsi, sicut viri 
astuti et donis sapientie et prudentie pre cunctis populis Italie predotati, tacite dissimulando 15 
tempus congruum expectabant in quo possent tiranno prò meritis respondere ; expectatio non 
est suo desiderio defraudata. Ipsorum namque virtute et potentia ac Consilio Padua est de- 
victa, postmodum cum Paduanis et Mantuanis et domno Gregorio aquiliensis patriarcha et 
domno Azone marchione estensi ab impetu Ecelini viriliter est defensa. 
CAr. est., zs, v-44 Albricus itaque de Romano, fraterne impietatis impiger imitator, impar quidem fratri 20 

ratione dominii sed eidem in malicia coequalis, audiens Ecelinum in suis maliciis comprehen- 
sum, obstupuit vehementer. Et cum esset conscius multorum malorum que fecerat Tarvisi- 
nis, quos crudeliter eiecendo de civitate bonis omnibus spoliavit, quosdam vero ipsorum igno- 
miniose suspendit variisque modis occidit, alios autem cesos gladio iacere fecit insepultos in 
medio platearum, non fuit ausus inimicornm expectare adventum; sed cum uxore et tìliis 25 
nocte Tarvisium dereliquit, et ad castrum sancti Zenonis 2 confugiens, in quo erant tesauri 
reconditi Ecelini, ibi, munitione loci confisus, suam arctissimam constituit mansionem. Hoc 
muh„ 707 audito,' Tarvisini simul cum exercitu Venetorum ad civitatem protinus accesserunt et a ci- 
vibus gratanter et pacifice sunt recepti. Omnia vero castra Marcine, tam in planicie quam 
in montibus constituta, suis civitatibus in brevi tempore reddita sunt a custodibus Ecelini. 30 
Ad ista namque omnia feliciter peragenda strenue se gerebat populus quam militia Paduana, 
pariterque presentia et persuasio sapientissimi patris Gregorii patriarche aquiligiensis, qui 
tunc erat Padue, maximum auxilium conferebat; cuius magnitudinem et prudentiam circum- 
spectam in arduis negotiis et summis periculis tota Italia est experta. Veronenses cum longo 
tempore fuissent crebris bellorum tempestatibus conquassati, habere pacem cum parte Comitis 35 
plurimum affectabant; unde audientes casum nefandissimi Ecelini, gavisi sunt vehementer quia 
erepti essent de tam gravissima et longissima servitute. Accidit namque Veronensibus quod 
dicit Iob 3 : quia dum nimis timerent pruinam, irruit super eos nix, immo grando et glacies 
infernalis, et dum quesierunt equi fortitudinem declinare, in dentes leonis sevissimi incurrerunt. 
Horribilis enim tirannus, quem ipsi exaltaverant supra modum, ita crudeliter afflixit illam nobi- 40 



4. Qualiter post minarci perfidi Ecelini facta est pax in Marchia universa. Fama P - decurrente P — 5. vir 
tutis] providentiam aut agg. P - generalis] letitia et commune agg. A P — 7. fugerant A P - Padue A P — 
io. clementia om. A - persepe A — 12. effugerant P — 13. vite om. AP — 15. donis] docti A — 16. respon- 
dere] et ipsorum agg. AP — ■ 17. et om. AP - ac] et A P — 18-19. cum Paduanis.... Estensi om. AP — 
5 22. esset om. P — 23. vero] non — 25. auxus A — 26-27. * n quo.... Ecelini om. P — 29. civibus] suis agg. AP 

— 30. constituta. ... civitatibus om. A — 31. gerebat] tam agg. A P- malicia Padue P — 33. magnanimitatem AP 

— 34. Veronenses] autem agg. P — 37. erant A P — 38. timuerunt AP — 39. quiesccrunt P — 40-p. sg., 1. 1. 
nobilissimam A P 

1 Adalgerio vescovo di Villalta. tra Bassano ed Asolo descritto da Rolandino (p. 169). 

io * Castello munitissimo nella regione pedemontana 3 Iob., VI, 16. 



IA. 1259] MARCHIAR TARVISIN LE E l LOMBARDIAE 41 



lem civitatem, quod vix in ea unum nobìlem militem dereliquit; populum etùun eim potentiaai- 
muai gladio, fame, igne et diveraia Buppliciia valde attrivit Nano in una die i«i<- duoentoa 
Veronenscs fecit simul etiana cum ipso carcere igne auppoaito concremari. Poti contìnua 
itaque Buapiria et dolore», tandem Veronenaea, celitua recepti deaideratiaaima liberiate, umni 
5 dilatione pustposita, cnatodefl tiranni de cuatodibua expulerunt, et, apertii carceribua tene- 
brosis, cunctos captìvoa utriuaque aexua protinua dimiaerunt Statimque ad comitem San ti 
Bonifacii \ Mantue commorantem et ad reliquoa suos cives nuncioa dirigentea, ut ad auam 
redirent patriam, eos amicabiliter hortabantur. At illi post longum ezilium natalis dulcedine 
soli perfrui cupientea, ad dilectam civitatem letanter et pacifice redierunt Sublato de medio 

10 discordie amatore, in tota Marchia pa\ tranquilla et dulcia concordia subito est effecta; ncque 
patuit per eifectum, quod solus filiua perditìonia pacem et aalutem omnium ezcludebat Nam 
ut suum dominium augmentare pariter et firmiter ubicumque poterat studiose venenum odi! 
et dissentionis inter populos effundebat. Suspecta namque tiranno erat dilactatio caritatis: 
putabat enim non diu suum dominium permansurum, si cives invicem se amarent. 

15 Congruum duximus in hoc opuscolo nefarii Ecelini breviter esprimere qualitates, ut ex < 

istorie monumento etiam posteris ad cavendam dolosam astutiam tirannorum et ut neque mu- 
nimen et subsidium prebeatur. Nam talium astucia et callidità* detestanda sub pre'textu ma- Mira. 
gnanimitatis et probitatis in exordio sue tirannidis frequenter apud miseros populos occultantur: 
sed cum potentie culmen fuerint assediti, elati potestate, malitiam sibi insitam quam pallia- 

20 verant prò potentia obtinenda, alìligendo subditos manifestant. Iatum quippe modum ad de- 
cipiendum miseros homines tenuit magister sceleruin Ecelinus. Uum enim sicut civis in statu 
degeret militari, acer quidem erat in hostes erga tantum amicos letus et tractabilis videbatur: 
in promissis quoque satis erat ndelis, in proposito stabilis in verbis maturus, in Consilio pro- 
vidus et in omnibus factis suis miles egregius apparebat. Sed postquam Marchie dominium 

25 est adeptus, statura corporis que mediocris fuit, repente in hircum alterum est mutatus; nani 
in facie austerus protinus est effectus. Talis namque apparebat in vultu qualis erat in actu: 
in modo loquendi terribilis, in incessu superbus, solo in intuitu homines deterrebat. Ab amore 
satis abstinuit mulierum; sed viros ab uxoribus separabat et eos cum aliis de facto contraliere 
compellebat. Latrones odio habuit et predones, sed illorum supplebat ollicium, omnes indif- 

30 ferenter spoliando pariter et mactando. Valde suspiciosus erat; semper namque in deteriorem 
partem facta et verba in deteriorem sententiam exponebat. Omnino luit immisericors: cru- 
delitate namque superavit sevitiam omnium tirannorum. Inimicus erat pacis, et bellorum ci- 
vilium sedulus excitator. Callidissima exactor erat in pecunia congreganda, largus autem 
numorum effusor prò militibus conducendis et potentia dilatanda. Spoliator fuit ecclesiarum, 

35 clericorum vero et religiosorum crudelissima interfector. Prelaturas et prebendas ecclesia- 
rum ad libitum suum, quibuscumque volebat, ac si esset summus pontilex, conierebat. A fide 
namque catholica fuit penitus alienus; ob hoc sicut perlìdus hereticus ab ecclesia est damna- 
tus. Quinquaginta et plus fere milia hominum eius occasione ac iussu, gladio, fame, ac tor- 
mentis crudelissime perierunt. Quandam enim sitim et famem se pati putabat, nisi carnes 

40 civiimi laniari et sanguinem humanum videret profundi. Inter cetera vero sua nefanda faci- 



i. unum] nullum P — 3. igni A - et om. A - valde] vchementer AP — 3. cum] carceratos A - circumposito 
AP — 4. suspiria et] supplicia atque P - celitus om. A - recepta AP — 5. tirannidi P - custodiis A — 6. cun- 
ctis captivis P — 9. et om. P - suolato] namque agg. AP — 13. augumentarct A — 13. discessionis P - namque | 
quippe P - dilectio A; dilatio P — io. monimento P - ad] ac A - et ut neque om. AP — 16-17. muniminem] P 
5 — 17-1S. humanitatis A — 19-20. quam.... obtinenda om. P — 21. civis] suus A — 32. deicerct P- tantum] tamen AP 
- letus] lenis AP — 25. corporis que om. P - fuit] eadem permanente agg. AP - hircum] virum AP — 26. pro- 
tinus 0»». P — 37. in intuitu] in om.AP — 30. erat] fuit P; fide A — 31. et om. A - in deteriorem sententiam] 
indirYcrentia AP - omnis A — 32. seviciem P — 34. numerum A - congregandis P — 3S. et plus om. AP; et plus] 
quinque agg. P - milia hominum 0»». P — 39. pati] pari A - nisi] ubi A 

io • Ludovico di cui vedi p. 32, nota 1. 



C1IRONICON [AA. 1259-1260] 



nora, que tot et tanta t'uerimt, quod adhuc homines ea prò l'abulis reputabant, quod hominis 
mocliun excedere videbantur, hoc etiam voluit non deesse, quia ipse sicut liostis nature 
Immani generis propagationem voluit prohibere, castrando viros uxoratos et infantes, proh 
pudor t etiam mulieres. Multis etiam ieminis nasos cum superioribus labris et etiam uberibus 
teck crudeliter amputali ; nichilominus natos earum lactantes privavit lumine oculorum. Et 5 
ne quia dicat ipsum contra inimicos tantummodo talia perpetrasse, sciat quilibet, quod nun- 
quam benignus, numquam fuit tìnaliter alicui mansuetus; sed cogitatio eius semper circa inter- 
nicionem hominum versabatur et, qualiter eos affligeret, quotidie disponebat. Ad amaritudi- 
ncni namque animos hominum perducebat diversimode, die noctuque variis et 'inutilibus eius 
la bori bus et inauditis suppliciis atlligendo. Nam palatia pulcherrima et amplissima cum summa 10 
instantia faciebat, quasi semper esset visurus, in quibus tamen numquam voluit habitare, nec 
non castra et turres in summis montibus et civitatibus construebat, ac si crederet se ab ini- 
micis quotidie obsideri. Hec autem omnia ad ostentationem sue potentie et ad terrorem et 
admirationem hominum faciebat, et ut fama sui nominis ita imprimeret in mentibus singulo- 
rum ut eam nullo modo valeret unquam oblivio abolere. 15 

C 'ao 'a" 39 ' '"" Cum post ruinam perfidi Ecelini cuncte civitates que fuerant ei subdite dictioni ad con- 

cordiam et pacem redissent, soli Brixienses in sua duritia permanserunt, partem extrinsecam 
redire ad propria minime permittentes. Tunc marchio Palavicinus, cupidus dominari, sperans 
propter discordias partium se posse Brixiam obtinere, quasi amicabilis mediator utrique parti 
Mim., 710 dolosis promissionibus, quod eas ad concordiam redu'ceret, repromisit. Cum igitur [post] multas 20 
esset ambages dominium Brixie, peccatis Brixiensium exigentibus, assecutus, statim cepit Ece- 
lini vestigia imitari, partem eius fovendo et fideles ecclesie persequendo, venerabilem etiam 
virum archiepiscopum ravennatem ' ab Ecelino in Brixia in vinculis derelictum, quasi here3 
malitie Ecelini precepit cum summa diligentia custodiri. Pro cuius libertate domnus papa 
Alexander quartus sollicitus vehementer tam Palavicino quam Brixiensibus litteras destinavit; 25 
sed ipsi apostolica mandata prò nichilo reputantes, legatum dimittere noluerunt. Legatus 
autem videns eorum animos obstinatos, habito suorum Consilio servientium, quodam sero custo- 
dibus credentibus, ipsum cum servientibus in conclavi more solito fabulari, alligavit funem 
llrmiter ad quandam columnam, et dimittens ipsum per fenestram alti palacii, in quo teneba- 
tur inclusus, fune manibus apprehenso, illesus ad terram descendit. Et cum extra civitatem 30 
latenter exisset, super equum preparatum sibi ascendens uno tantum contentus comite, versus 
Mantuam fugam arripuit festinanter. Taliter vir magnanimus, domino auxiliante, manus eva- 
sit hominum pertìdorum. 
muk!, ';'* 2 Anno Domini 1260, Albricus de Romano, ut predictum est, morte perterritus Ecelini, 

cum Tarvisium dimisisset et in fortissimum castrum Sancti Zenonis cum militibus teothonicis, 35 
et aliis suis fìdelibus conscendisset, Tarvisini, Paduani et Vicentini simul ipsum instantissime 
obsederunt, introitum et exitum ei penitus prohibentes. Et quatuor mensium obsidione pera- 
cta, obsessi milites et alii populares gratiam invenire inimicorum in tanto periculo cupientes, 
primo castrum, deinde turrem castri munitissimam et ipsum facinorosum cum uxore, ac sex 






i. adhuc] ad hoc P - rcputabunt A - quia A P — 2. vidcbuntur A - quia] nam P — 4. et etiam uberibus] prò 
iubè A; et ubera P — 5. laetcntes A — 6. ipsum om. A - talia om. P ; contra tum inimicus cinn talia A — 9. vanis 
A P - eius] cos AP — io. amplissima] sibi fieri agg. A P — 11. victurus A P — 13. ab obstentatione A — 14. famam • 
AP - mentes A, mente P — 15. nullam P - unquam om. A — 16. ei] eius AP - dominationi P — 17. remansc- 
runt AP — 18. dominandi AP — 19. posse om. A — 20. promisit P - post AP; om. cod. — 21. existentibus A 5 
— 22. partes A - ecclesie] intrare civitatem nullatenus permittendo. Legatum etiam romane Ecclesie agg. AP - 
persequendo om. A P - etiam om. A P — 24. liberatione A P — 25. Alexander quartus om. P — 27. conservicn- 
tium P — 28. serviente AP - ligavit A — 29. quandam om. AP - emittcns AP — 31. paratuni A — 33. periì- 
dorum] Explicit libcr secundus incipit liber tcrcius agg. P — 34. 1260] cum agg. AP — 35. cum Tarvisium] cum om. 
A P — 36. ipsum om. A P — 37. obsessum A — 39. turrim A - munitam A — 39-p^ sg., 1. 1 cum uxore et filiis et io 
filiabus in manus hostium A P 

1 Filippo Fontana (vedi p. 15, nota 2). 



|A. i2b0j MARCHIAI TARVISINAE ET LOMBARDIAE 



tiliis et d uà bus filiabua hostium [in manua] tradiderunt ' ut eiua facinora ezigebant, motte cru- 
delissima peremerunt. 

Iste quippe tirannus crudelitate ac malìcia irta fuit Ecelino per omnia coequalia, ut de- 
terminate nequeat diffiniri, cui de duobua potiaaimum crudelitatia et impietatii palma vali 
5 assignari. Et sane Albricus preire fratrem in Sagitiii videbatur, quia eitu inaaciabilem libi- 
dinem matronarum et virginum multitudo nunquam potuit satiare. Quandorunque cnini \ i- 

debat matronas nobiles et virginea speciosas, in earum concupiacentiam exardeat em erat, et 

quam citius poterat, eas ad suam duci libidinem Eaciebat Tanius vero metili tiranni nequis- 
simi milites plebemque oppresserat tarvisinam, ut m-r etiam quod timebant, auderent Otten- 

10 dere manifeste; sed cum gemitìi et suspiriis ferebant gravisaimam Bervitntem et timore mortia 
prohibebantur prò libertate aliquid cogitare. Cor quippe Albrici durum nec minia nec pre- 
cibus movebatur, inverecunde erat ad turpia, inhumanum ad humana, in exigenda vindù 
crudelitatem habens tigridis et leonis. Nulla super allìictos misericordia movebatur, nec mu- 
lierum lamentis nec fletibus parvulorum poterat emolliri. Et ut immanissima crudelitaa bre- 

15 viter declaretur, unum de sceleribus tiranni nefandissimi in medium deducatur, per quod 
valeat summa nequitia recognosci. l)um quadam die auapendi quoadam milites prece] 
antequam eorum guttura laqueis stringerentur, uxores eorum adesse precepit ad tam horribi- 
lem spectaculum intuendum ; quarum capillos, cernentibus viris, fecit precidi, vestesque iussit 
a mammillis inferius amputari, et in continenti mandavi! maritos earum in patibulum elevali. 

20 Quo facto, subito expulit miseras de Tarvisio sic turpiter denutas, Venetiasque, nullo prece- 
dente ductore, coegit quam citius properare. 

Oh infelix humana conditio et nescia futurorum ! Quid in crastinum gloriaris, nesciens a,,., 
quid superventura pariat dies tibi ! et ad quem finem rota fatorum volubilis te volvet? Kcce 
in spatio undecim mensium duorum fratrum sidera tangentium, quibus, ceteris circumspectis, 

25 in magna parte orbis de facili non pos'sent similes inveniri, vita simul et potentia terminata. m *.. :ii 
Ubi est Ecelini superbia effrenata ? Ubi acies militimi ordinata? Ubi armatorum ei astantium 
multitudo? Ubi obscena voluptas dilicatissimi Albrici,_que dum esset ab ipso expleta, non sa- 
tietatem sed famem parere videbatur? Merito, inquam, illud corpus lubricum, igne luxurie 
inllammatum, postquam gladiis est in frustra concisum, a populo tarvisino in platea civitatis 

.?0 est perductum, et flammis consumptum, et omnino caruit sepultura, anima vero eius a de- 
monibus deportata, sepulta est in inferno. Quid predictis tirannia profuit superbia et divi- 
tiarum iactantia, et quid contulit eis bonis? Transierunt vero omnia ista tamquam umbra. 
Tota namque ipsorum progenies ab auctoribus radicitus est deleta; etiam lactanti parvulo, 
puellis, virginibus ira hostium non pepercit; et possessiones eorum amplissime sunt ad extra- 

35 neos devolute. Periit itaque cum sonitu memoria tirannorum; et Uominus, vindicans aangui- 



i. tradiderunt] At il li non immemores eius malitic detestando, absque mora cum cum uzore ac sex fìliis et Ch>.. 4 

duobus filiabus agg. A P — 3. pcrierunt P — 5. Kt | co A — ò. nunquam om. P - Quandoque A — 7. ardcscens^4 
— 8. deduci A P — 9. Tarvixanam A — io. cum om. P - gemitibus P — II. minisj ininus ircdcbat P — 13. inre- 
recundum AP - exigendam vindictam A — 14. ut] eius agg. AP — 16. valeat | eius agg, AP — 17. laqncll om. P 
5 — 19. continenti] ante oculos miserabilium mulierum agg. AP - patibulo P — 20. subito] statini AP — 33. pa- 
ravit A - tibi] ubi P - dcvolvat A; devolvct P — 35. simul et] similes A; simul est et P — 26. ordinate AP - 
assistcntium P — 38. famem] ci agg. P — 39. frustra] castra A — 30. perductum et flammis] llama A; vorata 
fiamma P - omnino] sic P — 30-31. anima.... inferno om. AP — 33. et om. AP- bonis om. A; boni P- ornala] 
castra P — 33. ab auctoribus] ab ipsorum vktoribus A ; a victoribus P — 33-34. laetcnti parvisque puellis ardens 
io ira A; tìavisque puellis ardens ira P — 35. Pereat P 

1 II Nostro ha: " quatuor mensium,,*. Rolandino : sto (die ix excunte augusto) fu ceduta la cortina o 

" a kal. iuniì vel circa mque circa finem augusti ... Mesa, cinta. Alberico e la famiglia cercarono scampo sulla 

della famiglia dei Pocilli (Annales Veroncnses, p. 16), torre, dove furono costretti ad arrendersi il 36, e il 

ingegnere di Alberico, quando si accorse che la guerra giorno stesso di tutti si fece strazio e scempio (Ro- 30 

15 volgeva male pel suo signore, indusse al tradimento al- Landino, p. 171). 
cuni teutoni dell'esercito di Alberico: per cui il 33 ago- ! Proverbia, 37. 



44 CIIRONICON [A. 1260] 

atta servorum suorum ' quem crudeliter eifuderunt et aspiciens lacrima» viduarum compa- 
tiensque gemitibus oppressorum, permanet in eternum. Legitur sane quod magi Pharaonis 
in signo tertio defecerunt; sic domus nobilissima et potentissima de Romano, arte diabolica 
nimium esaltata, in tertio gradu sue altitudinis cecidit et defecit, nec adiciet ut resurgat*. 
Magna quippe fuit in avo istorum, maior in patre, maxima extitit in predictis fratribus et 5 
famosa. Sed negatum est summis diutius permanere, in illis cecidit, qui tumore innati su- 
perbie, nunquam se casuros a culmine potentie cogitabant. Nullus igitur de sui status secu- 
ritate presumat. 
ciu *st .41, 17-41 Sub precedenti anni circulo, cum tota Italia multis esset flagitiis et sceleri bus inquinata, 

quedam subitanea compunctio et a seculis inaudita invasit primitus Perusinos, Romanos post- 10 
modum, et deinde fere Italie populos universos 3 . In tantum itaque timor Domini irruit super 
eos, quod nobiles pariter et ignobiles, senes et iuvenes, infantes etiam quinque annorum, nudi 
per plateas civitatum, opertis tantum pudendis, deposita verecundia, bini et bini processiona- 
biliter incedebant; singuli flagellum de corigiis in manibus habentes et cum gemitu et ploratu 
se acriter super scapulis usque ad effusionem sanguinis verberantes ; et effusis fonti bus lacri- 15 
marum ac si corporalibus oculis ipsam Salvatoris cernerent passionem, cantu lacrimabili Do- 
mini misericordiam et Dei Genitricis auxilium implorabant; suppliciter deprecantes ut, qui 
Ninivitis penitentibus est placatus 4 , et ipsis, iniquitates proprias cognoscentibus, parcere digna- 
retur. Non solum in die, verum etiam in nocte, cum cereis accensis, in hyeme asperrima 
centeni et miileni ac quoque decem millia per civitates et ecclesias circuibant, et se ante 20 
Mum., 713 altaria humiliter prosterne'bant, precedentibus eos sacerdotibus cum crucibus et vexillis. Si- 
militer in villis et oppidis faciebant, ita quod a vocibus clamantium ad Dominum resonare 
videbantur simul campestria et montana \ Tunc siluerunt omnia musica instrumenta et ama- 
torie cantilene. Sola cantio penitentium lugubris audiebatur ubique, tam in civitatibus quam 
in villis, ad cuius flebilem modulationem corda saxea movebantur et obstinatorum oculi se a 25 
lacrimis non poterant continere. Mulieres quoque tante devotionis fuerunt minime inexper- 
tes, sed in cubiculis suis non tantum populares, sed etiam matrone nobiles et virgines cum 
omni honestate hec eadem faciebant. Tunc omnes discordes ad discordiam redierunt, usurarii 
et raptores male ablata restituere festinabant, ceterique diversis criminibus involuti, peccata 
sua humiliter confitentes, se a suis vanitatibus corrigebant. Aperiebantur carceres, dimitte- 30 
bantur captivi, et exules redire ad propria sunt permissi. Tanta igitur opera sanctitatis et 
misericordie tam viri quam femine ostendebant, ac si timerent quod divina potentia ipsos 
vellet igne celesti consumere vel hiatu terre subito absorbere aut concutere vehementissimo 
terre motu seu aliis plagis, quibus divina iustitia se ulcisci de peccatoribus consuevit. Super 



1. crudeliter] caliditate P — 2-3. magnifica Pharaonis insignia A — 4. adiciet] crit A - resurgent P — 5. avo] 
anno P - in predictis] in duobus predictis agg. AP — 6. Sed) quia agg. A P - in illis cecidit] ideo cecidcrunt A - 
tumore] timore/ 1 — 9. precedenti annorum curriculo AP — io. compositio P — II. in Italia A — 12. pariter 
et ignobiles om. A - nudique A — 13. cohopertis A - tantundem P- bini et bini] uni et uni A — 13-14. processio- 
5 nibus A,- proccssionaliter P — 14. flagellum] in manibus agg, A P - in manibus om. AP- habentes] continen- 
tes A P — 15. scapulas A - verbcrabant A — 17. et om. AP - Dei et P — 18. Ninivitis om. A; innumeris P — 
19. solum] itaque agg. AP - accensis om. A — 20. centoni et miileni] centum et mille A - millia] quoque agg. AP - 
civitates et] et om. A - circuebant A — 23. siluerunt] tunc temporibus agg. P — 25. corda saxea] non solum sceva 
corda sed etiam saxa A — 27. cubilibus A - non.... virgines om. A - virgines] delicate agg. P — 28. tunc] fere 
io agg. P — 31. igitur] cnim P — 32. timeretur A — 33. iactu A - consumere.... aut om. P - concutere] corrucre A 

1 Apoc, 19, 2. (Annales Foriulienses) ; usque ad effusionem sanguinis ver- 

2 Sahni, 40, 9. berantes (Chron. Marchiae Tarvisinaé) fuerunt omnes di- IO 

3 II moto dei Flagellanti ebbe origine in Perugia scordiae sedatae (Annales Foroiulenses) omnes discordes ad 
nell'autunno del 1260 per opera di un eremita di nome concordiam redierunt (Chron. Marchiae Tarvisinaé). 

15 Ranieri Fasani (vedi Chron. Estense, p. 41, nota 1). Il 4 Ionas, 3, io. 

fatto e ricordato anche in Annales Foroiulenses, MM. 5 D'ora in poi il Chron. Estense e il Chron, Mar- 

GG. HH., XIX, p. 196, con alcune parole che ricorrono chiae Tarvisinaé sono indipendenti. 25 

anche nel N., come : verberando ad effusionem sanguinis 



[A. 12601 MARCI IIAE TARVISIN Al ET LOMBARDIAE 45 



ista vero penitentia repentina, que ultra etiam fines Italie per diversa* provini I diffui 

non solum viri mediocres sed etiam sapiente* non irrationabiliter mirabantur, cogitante* und<- 
tantus fervoris impetus proveniret, maxime cum iste modus penitentìc inauditus, non tuissrt 
a summo pontifice institutus qui tunc Vinioni residebat ' nec alienili* predicatorii v <*' aucto- 

5 rizabilis persone industria vel facundia persuasus, sed a simplicihus sumpsit initium, quuiUOI 
vestigia docti pariter indocti sunt secuti. Sed revera Spiritus sancti gratia ' que lcH tarda 
rerum volumina immo repente ubi vult spirat, corde unius hominis sui amori* \<j;nc succenso, 
exemplo illius ceteros inflammat. 

Eodem tempore princeps Manfredus, filius Federici imperatoris, qui regnimi Sicilie Ct 

IO Apulie usurpavit et auctoritate propria capiti suo posuit diadema tam in preiudicium romane 
Ecclesie quam in gravameli et oppressionem Corradini ducis Suevie, fìlii regis Corradi, inhi- 
buit potenter per omnes partes opulentissimi sui regni, ne aliquis tali scemate penitenlie ute- 
retur, crudelem mortem transgressoribus cominando. Timehant cnim ne sub forma huiusmodi 
novitatis processus sue tyrannidis posset impediri. Promulgava itaque hoc crudelitati* edictum 

15 non solum in Apulia, sed etiam in Marchia anconitana et in magna parte Tuscie, quam aire 
belli sibi acquisiverat : et tulerat siquidem cornu superbie predictus' princeps tam adversus 
Deum quam adversus homines Victoria triumphalis quam de parte Ecclesie, que Florentiam 
obtinebat, incredibiliter est adeptus 8 . Fiorentini namque, qui frequenter de suis triumphave- 
rant inimicis, coram militia principis, quam in auxilium Senensium destinaverat, cum essent 

20 ultra lxx milia bellatorum, eorum peccatis exigentibus, mirabiliter corruerunt: illi autem qui 
de bello evadere potuerunt, nimio terrore perterriti, Florentiam deserentes, ad quam occu- 
pandam inimicorum exercitus properabat, ad Luoanam urbem se quantocius contulerunt. 
Taliter princeps cum sua parte illam potentissimam obtinuit civitatem et cum ipsa fere sibi 
totam Tusciam subiugavit. 

25 Marchio autem Palavicinus, non segnis dicti principis imitator, tam Creme 4 quam Hrixie 

et Mediolani 5 et ubicumque potuit sue tirannidis offìcium exercere, prohibuit terribiliter fieri 
solemnis penitentie laudabilem novitatem. Suspecta sunt quippe tyrannidis opera pietatis: 
nam male agentibus omnino sunt lucis opera odiosa. Formidabat enim tirannus astutus ne 
ipso suum amitteret principatmn, si cives divina gratia inspirati, redirent ad concordie unita- 

30 tem et partem extrinsecam ad propria revocarent. Gaudium siquidem et securitas tiranno- 
rum est discordia civitatum. Sicut enim piscis gaudet et discurrit in gurgite, ita ipsi in clis- 
sentionibus civium delectantur. Non solum duo predicti principes iniquitatis filli et magistn 
renuerunt accipere disciplinam, sed etiam quidam alii qui fideles Ecclesie videbantur, non cum 
tanta devotionis gratia, ut debebant, contaminaverunt ut non reciperent donimi celestis gratie. 

3. perveniret P — 4. Vinionìl Anagnie/*; Anagine P - nec] ab agg. P - prcdicatoris voi om. A — 6. pa- 
riter] et agg. A P - indocti om. P - indocti] subito agg. P - nescit A P — 7. molimina A P — 8. infiammava A 

— 9. Eodem tempore om. A P - Manfredus] autem agg. A - imperatoris om. P — io. imposuit P— II. quam gra 
vamine et oppressione P - Suavie A — 12-13. unirctur A — 14. impediretur A — 16. belli om. A; proc U 

5 quesivit A; acquisivit P - et tulerat] extulerat P - predicti principis A P — 17. Deum.... adversus om. A - trium- 
phale A — 18-10. triumphaverant] triumphavit P — 20. miserabiliter A P - corruerunt:] qui vero pcrurunt 
mala morte fuerunt plus quam decem milia: capti vero fuerunt septem milia agg. A — ai. terrore | tempo 

— 22. quameicius A — 23. Ipsal pariter agg. AP— 25. autem] etiam AP - Cromone A P — 26. et Mcdlolan^ 
vel Mediolani A P - et ubicumque] et om. A — 27. tirannidi A; tirannis P— 2S. nam] tam P — 29. ipsc AP 

io — 31. civium P — 31-32. sicut delectantur om. P — 32. solum] autem agg. A P — 33' rctinuerunt 

34. gratia.... gratie] efficacia, ut debebant, donum celestis gratie receperunt AP 

1 Alessandro IV, le cui bolle sono datate da Ana- nium. Ventm tamen tyse, siati sapiens, fecit fuUhas U 

gni (vedi variante alla linea 1) tra il 21 settembre 1258 introitu episcopati* Cremane undique ficare, precipiend 

ed il 30 luglio 1260. quod quilibet qui veniret se verberaium illieo susfenderetur. 

15 * S. Giov., 3, 8. Unde nulhis fuit ausits venire. 

3 4 settembre. 5 Galvano Fiamma (Manipu.hu flomm, in Mit\- *5 

* Gli Annales Piacentini Gibellini (MM. GG. HH., tori, RR. IL SS., vecchia ediz.. tomo XI, 691) riferi- 

tomo XVIII, p. 512) dicono che scopo di questi disci- sce : Volentibics venire Mediolanum, per Turrianos sexcen- 

plinati era : ut discordia et tnalum oriretur in Cremona tae furcae parantvr. Quo viste retrocesserunt. 
-■ri (vedi variante alla linea 8) ut marchio perderei domi- 



46 CIIRONICON [AA. 1260-126I] 

Multi quippe videntur habere vocem humilem et suavem, sed manus eorum hispide et nocive 
manibus Esaù esse similes comprobantur l . Cum predicta in parti bus Italie agerentur, Bela 
ri'x Ungarie ', viribus totius potentie sue concussis, ad dimicandum contra regem Boemie 3 
consangui neum suum se magnifìce preparavit. Exorta namque fuerat contentio inter eos 
propter ducatum Austrie et Scirie, quem rex Boemie dicebat ad se totaliter pertinere, quia 5 
neptem 4 ducis Austrie duxerat in uxorem, ad quam erat paterna hereditas devoluta. Rex vero 
Ungarie e contra rationem aliam proponebat. Denique cum sola vexatio Tartarorum dare 
intellectum sibi plenarie debuisset, quorum nimis expertus fuerat rabiem metuendam, ipse 
postposita sollicitudine se ab imminenti eorum impetu defendendi, adversus dictum regem 
arma infeliciter arripuit, triumphi gloriam habitura. Congregansque exercitum de diversis 10 
nationibus copiosum, in quo fuerunt centum milia equitum armatorum, castra metatus est 
Mu«., 715 iuxta quendam fluvium in extremis finibus regni sui. Tunc rex Boemie,' tam suorum fretus 
virtute, quam principimi Alemanie, qui magnificum ei auxilium prebuerant, processit illi ob- 
viam cum ingenti multitudine militum electorum, et ex opposito fìxit castra super fluvium 
memoratimi. Multum tamen minoris numeri erat militia Boemorum et Theutonicorum partis 15 
adverse, sed non inferioris audacie et virtutis. Cum igitur ambo reges in castris aliquot die- 
rum spacium pertransissent et mediante fluvio congrediendi copiam non haberent, tandem 
quidam milites animosi ex utroque exercitu, quietis impatientes, prelium commiserunt 5 . Et 
in primo quidem ingressu multi nobiles milites ex parte regis Boemie ceciderunt, quorum 
ruina miserabilis valde accendit regis animum ad vindictam de adversariis faciendam. Cum 20 
igitur utraque pars fortiter dimicaret, multitudo Cumanorum qui venerant in auxilium regis 
Ungarie, quorum erat confidentia in arcubus et sagittis inter orientalium nationum, non va- 
lens Theutonicorum et Boemorum precipitem impetum sustinere, in fugam pariter vel pro- 
tinus est conversa. Ex barbaris itaque et Ungaris multi gladio sunt occisi, plurimi vero in 
flumine sunt submersi. Rex igitur, videns suas acies dissipatas, dimissis atque proiectis armis, 25 
cum suo exercitu fugam arripuit festinanter. Victores autem non destiterunt persequi fugien- 
tes, donec eorum castra, refecta omnibus necessariis, intraverunt, ibique ultra modum spoliis 
hostium sunt ditati. Post damna itaque eorum et immensam stragem exercitus regis Ungarie 
experientiam recognoscens ita reges et populares varietati et diversis casibus subiacere, 
legatos continuo ad hostes direxit, que pacis erant humiliter postulantes. Cuius peticioni rex 30 
Boemie nec non principes Alemanie, interpositis quibusdam condicionibus, assensum veloci- 
ter prebuerunt. Et sic inter illustres reges post alterna vulnera preliorum sunt pacis federa 
celebrata. 

Anno Domini 1261, cum summus pontifex Alexander sex annis cum dimidio 6 Roma- 
nam ecclesiam gubernasset, die septimo exeunte madio vite sue cursum in civitate Viterbio 35 



1. vocem] Iacob agg. P — 2. comprobentur P - De bello quod Ungarie rex et rex Bohemic prò ducatu 
Austrie et Sjrie habuerunt. Cum P — 2-3. Cum .... concussis] sed princeps usus A — 3. contra om. A — 5. et 
Scirie om. A - quam A — 6. erat paterna hereditas devoluta] ipsa rationabilitcr pertìnebat A — 6-7. Rex.... pro- 
ponebat om. A — 8. sibi] illi A P - plenarie] salutarem A - ipse] enim agg. P — 9. differcndi P — io. habitu- 
5 rus A — 11. rationibus P - castramentatus P — 12. suorum om. A; propria P — 13. Elemanie A - prebuerunt P 
— 14. proposito A - supra A — 15. memoratum] Deo gratias agg. A, che con questa parola finisce - Boemiorum 
et Theotonicorum comparatione P — 17. permansissent P — 18. quidem P — 19. congressu milites om. P — 
23. archibus P - inter] more P - nationis P — 25. fluvio P - igitur] Ungarie agg. P — 35-26. discipatas theoto- 
nicis armisque proiectis fugam accepit festinanter P — 27. eorum] rerum P — 29. varietati] vanitati P — 30. po- 
lo stulando P — 31. princeps P — 31-33. velociter om. P — 33. celebrata] copulata P — 34. De obitu pape Alexandri 
et de electione Urbani. Anno P - cum dimidio] et dimidio P 

1 Genesi, 27, 23. ze di Enrico, primogenito di Federico II e in seconde 

2 Bela IV re d'Ungheria dal 1235 al 1270. nozze di Ottocaro II. 

3 Ottocaro II, detto il Vittorioso, mori il 1278. 5 12 luglio 1260. 

5 * Margherita figlia di Leopoldo VI detto il Glo- 6 Difattl fu eletto il 12 decembrc 1254, morì il 30 

rioso, duca d'Austria e di Stlria, moglie in prime noz- 25 maggio 1261. 



[AA. 1261-1258] 



MARCHIAI-; TARVISINAE ET LOMBARDIA] 



17 



pacitìce terminavit. Iste toto tempore sui re<_riminis nulltim constituil cardinali-m: nani cimi 
quidam de cardinalibus edilìcare Svnn in annguinibua atfertaret ' quidam vero vellet VII 
idoneos promovere, timore tamen scandali neutram partem voluil esaudire. Pott CUÌUS obitum 
cardinalea numero octo de rammo pontiiìce eligendo magnani inter se diacordiam tribus men- 

5 sibus habuenint ' Tandem, septiformis Spiritus grana illustrati, die lercio exeunte augnato, 
reverendissimum virum patriarcham ierosolimitanum, gallicum natione, qui tUttC tempori! «-rat 
in curia prò negociis Terre sancte, concorditer cleo;erunt, qui Urbanus quarta! mutato nomine 
est vocatus. Iste quarto mense sui pontitìcatus numerimi cardinalium ampliavit, pre( laros vi- 
ros, vita et scientia insiirnitos, ad tam sanctum coUegium promovendo. De quorum numero, 

10 divina providentia faciente, extitit vir benignianmufl dominui Simon de Mmitesili' oni- 

cus paduanus 1 genere et tjratiosis moribua et multiplici scientia decorata!. 

Circa hec tempora quidam grecua nomine Paleologua, qnod interpretatur lingua latina 
vetus sermo, post mortem Vatacii 4 et eius (ibi s per tirannidem l'ere tociua Grecie obtinuit 
principatum. Iste in primo potentie sue progressi! Guielmum* Francigenam principem l>i- 

15 thinie, sibi cum exercitu feliciter occurrentem, gravi prelio superavit: ipsumquc vivimi capie 
in carcere tenebroso reclusit. sperans per ipsum totam terram principatus eius leviter obi 
nere. Ilac igitur elevatus Victoria, Faleolocrus aspirare cepit ad imperium Romanie et dili- 
gentissime COgitabat quod Constantinopolim posset invadere, quam gens catholica \ enetorum 
sola cum infinitis expensis et periculis et cum labore maximo det'endebat. Credebat nam- 

20 que firmiter Paleologus, Constanti nopoli acquisita, omnes maria insulas et civitatea in terra 
firma constitutas, a Latinis et Venetis maxime iure belli possessas, se breviter habiturum. 
Igitur cum vehementer laboraret. ut propositum suum effettui manciparet, sciens vir callidua 
et aatutua quia labor probi omnia vincit, pariterque coernoscens quod pecunie obediunt om- 
nia, maximeque bomines necessariis indigente*, per idoneas personas mediante pecunia et 

25 promissionibus fraudolentis corrimuit quosdam impios bomines in urbe constantinopolitana 
babitantes: qui firmiter promiserunt ei tempore opportuno tradere civitatem. Cum igitur hec 
omnia essent inter Paleologum et proditores secretissime ordinata, potestas Venetorum de im- 
peratorio 7 consensi! cum multirudine bellatorum bellicas naves ascendit, et ad damniticandum 
hostes versus Mare ponticum navigavi! Tunc patrie crudelissimi proditores, videntes urbem 

30 defensoribus spoliatam, habita opportunitate, circa mediam noctem die aeptìmo exeunte iulio, 
unius porte occisis custodibus, militibus Paleologi gloriose urbis aditum prebuerunt, expletia 



2. eflcctaret P - vellent P — 3. promoverc| ipso licct habcrct plcnltudincm potcstatis agg. P 7. muta 
om. P — io. Simeon P— 11. paduanus] quom tam forma corporis quam nobilitate generis agg. P- scientia! divin ^ 1 
gratta decoravit agg. P— 12. Qualitcr Veneti Constantinopolim amiserunt. Circa P - Pellalogus P - 11-13- in ° 
prctatum latina lingua dieitur vetus P— 14. Gulielmum P 14-15. Bithlnlel et Achaie agg. P — 16. lem ter P 
S 17. et om. P — 18. quod] qualiter P — 19. pcriculo et labore maximo defferebant P — 23. probi] improbi» /* - 
paritcr et P— 2;. Costantinopoli P - 27. proditores] essent agg. P - 27-2S. Imperatoria P - 31. Paleologo r 



io 



1 Michea. 3, io. 

* Dal 25 maggio al 20 agosto, giorno dell'elezione 
di Urbano IV. 

3 Simone Paltanieri figlio di Pesce, da cui derivò 
la famiglia dei Conti di Poiana, risiedeva ora a Pa- 
dova ora a Monselice. Innocenzo lo nominò ammini- 
stratore della Chiesa di Aversa nel 12^4. pur conser- 
vandogli il grado di canonico di Padova. Urbano lo 
creò cardinale del titolo di San Silvestro e San Mar- 
tino. Fu più volte legato apostolico per ottenere aiuti 
da' Guelfi contro Manfredi. Si vuole che componesse 
una Historia siti temforis (Dondi Orologio, Serie.... 
dei canonici di Padova, Padova. 1S0;. p. 145). Sotto- 
20 scrisse varie bolle papali sino al 1275 come si può 
vedere in Potthast. Regesta poniifiewn, nn. 1S462, 



Mi» 



15 



1S402. 18713, 1S7S0. 1S793. Fu tra i sei cardinali 
eletti nel 1271 perche con la maggioranza di cinque 
voti, scegliessero il papa: venne detto Gregorio X (An- 
nate Piacentini Gibellini , p. 554). Della famiglia Pai- 25 
tanieri si ricordano anche Gregorio e Odorico che 
nel 131S furono con altri fuorusciti riammessi in patria 
per un trattato fra Cangrande della Scala e Iacopo da 

Carrara. 

* Giovanni Vatace imperatore d'Oriente 3° 

morì nel n.yv 

5 Teodoro Lascarl II morì nel 125S: gli succedette 

Giovanni Lascari nell'età di sei anni. 

6 Guglielmo dei Villcharduin. 

7 Baldovino II imperatore latino di Costanti- 35 
nopoli. 



48 CHRONICON [AA. 1258-1262] 



\iuinquaginta octo] annis, quod eam viriliter invaserant Francorum principes et gens inclita 
Venetorum. Cnm itaque Greci Constantinopolim ingressi essent, sicut patres eorum franchis- 
simam Troiam, ita ipsi urbem regiam proti nus succenderunt. Tunc imperator Balduinus, cui 
capta urbe remanserat tantum magni nominis umbra, milites et populus civitatis tante multi- 
tudini resistere non valentes, cum parvulis et mulieribus naves protinus ascenderunt et pro- 
spero cursu dante Deo ad insulam Nigropontis pervenerunt. 
Hi*., 717 Cum autem Ianuenses, emuli Venetorum, audissent quod Paleologus Constantinopolim 1 in- 

vasisset, alacres sunt eifecti ; statimque pacis federe violato, quod de mandato summi pon- 
ti tìcis inter ipsos et Venetos erat factum l , societatem cum Paleologo contra Venetos statue- 
runt 2 . Exinde gens Venetorum, ut posset resistere tam efficacissimis inimicis, magnis laboribus 10 
et expensis cepit vehementer affligi. Oportebat namque ipsos classem cimi multitudine bel- 
torum ad defensionem insularum quas tenebant, singulis annis in Greciam destinare. Licet 
autem excelsum verticem exaltationis de acquisitione Terre sancte vel regie urbis Grecia 
extulisset, tamen tanta erat tunc in mari potentia Venetorum, quod, nisi Ianuenses Grecis 
auxilium prebuissent, non sine magno tremore in mare Ionio vel Egeo Venetorum exercitui 15 
tota Grecia occurrisset. Longe quippe sunt Greci ab ilio florido statu, in quo decennali bello 
troiana menia in ultionem rapte Helene subverterunt, nec non a strenuitate qua sub Ale- 
xandro invictissimo rege Macedonum, regnis Asie subiugatis, totius obtinuerunt imperium 
Orientis. A philosophye insuper disciplinis sunt nimium elongati, in quibus ita studiosi antiqui- 
tus extiterunt, quod in artium liberalium scientia cunctos populos excellebant. Sane postquam 2( 
ab obedientia romane Ecclesie recesserunt, multis sunt adversitatibus conquassati, multisque 
etiam existunt erroribus et falsis opinionibus involuti. Unde cum fuerunt iam tantorum pro- 
bitatum quam scientia nec non disciplina sancte matris Ecclesie que est caput et magistra 
omnium fidelium, denudati, merito vilissimi et abiecti a cunctis fere gentibus reputantur. Nam, 
qui solebant orientalium regionum imperium obtinere, facti sunt preda omnium circumstan- 
tium regionum ; quasi enim quelibet gens eorum spolia obtinuit et imperium lacera vit. Nonne 
Saraceni et Turchi et alie barbare nationes omnem regionem a flumine Euphrate circa, Sy- 
riam videlicet et Sciliciam, Arabiam et Egiptum eorum imperio abstulerunt ? Novissime autem, 
temporibus nostris, eorum peccatis exigentibus, Francorum princeps, Veneti et Lombardi, capta 
Constantinopoli et multis aliis eorum civitatibus et insulis expugnatis, de ipsorum spoliis più- 30 
rimum sunt ditati. Unde Greci, erumpnarum suarum congeriem intuentes, gemendo possunt 
dicere : Quid nisi preda sumus omnium populorum ? 

Temporibus istis Paleologus Guielmum principem Bithinie et Achaie, quem in bello ce- 
perat, abire permisit, castro Malvasie 3 et quibusdam aliis locis munitissimis ab eo receptis. 
Princeps autem confederatus cum Venetis terra marique Paleologum totis viribus impugnabat. 35 

Anno Domini 1262. In hoc tempore illustris iuvenis Stephanus, magnifici Andree 4 regis 
Ungarie et nobilis regine Beatricis generosa propago, cum diutius expectasset, in curia Mar- 



1. quinquaginta octo] così P. Nel cod. di Parigi è una lacuna - invaserunt P — 3-3. famosissimam P — 
5. ascendere P — 6. dante Deo om. P - Nigropontis] dante Domino agg. P - pervenerunt,] Veruntamen propter 
nlmiam hominum multitudinem et victualium paucitatem multi utriusque sexus oppressi dire famis angustia, in 
navibus antequam portum attingerent, perierunt agg. P — 7-8. Invasissent cod. — 13. Terre sancte vel om. P — 
5 15. mari P — 18. reges P — 21. multique P — 22. Involuti] involupti cod. — 22-23. cum s * n *- * am morum P ro " 
bitate P — 25. preda] predicta P — 26. natìonum P — 27. circa] cìtra P — 28. Ciliciam P — 29. principes P — 
33. De principis liberatione. Temporibus P - Bittlne P — 36. Qualiter filius regis Ungarie factus est civis raven- 
natis. Anno P 

1 II pacis foedus cui qui si accenna, e del quale documento dell'alleanza è nel Liber jurt'um (ediz. cit., 

io erano contraenti Genovesi Pisani e Veneziani è del 3 alla nota precedente) coli. 1350-1359). 15 

luglio 1258 (Liber juriutn, in Historiae Patriac 3 Anticamente Epidaurus Limerà nella Laconia. 

Monumenta, tomo VII, coli. 1271-1273). 4 Andrea IL 

2 Contro i Veneti ed anche contro i Pisani. Il 



[AA. 1262-1263] MARCHIAI TARVISINAE ET LOMBARDIAE 49 



chionis estensi* ' manendo,' quod t'rater suufl Bela ' rex Ungane ad mi rdiam flecteretur ut ■■:.- 

ei saltem aliquam partfculam regni latfatimì asaìgnaret, videns quod nihil pronceret '. meri 

re in sua dttritife permanente, du\it iiMircm Traversariam tìliam Guielmi, filli I'auli Tra- 
versarli, civis ravennate nobilissimi, ad quam «'rat paterna hereditaì devoluta. Fratria it;i<j u«- 
5 perfìdia impellente) nolentis nabere in regno consoli imputi tanti regia lilius feminam 

longe se minorem, licet ditissimam ducere in uxoreto. 1 re tantum ! Belam quidam 

conabantur, dicentes quod rei benigne fra tr en i trai -lisi uiot eius 4 . \^< rum prin- 

cipis lìlia impedisset, que regèm modis quibus poterai a clementià assidue retrahebat 1 >' 
namque regi pretata regina, Latini generis inimici: Nequaquam filius Lombarde' curi liliis 

1" meis regnimi l'ngarie possidebit. Et rex nimis rredulus huiusremodi verbis tutori 

finaliter obstinatus in odio fraterno. Sed tali excusatione minin riamati ib iniquitatfs 

infamia liberatur: immo verissime potest dici quod rex tam ditissimus in hac parte pernici'»- 
sum crudelitatis exemplutn In loto terranno orbe, culn periculo sue anime et regni discri- 
mine, regibus et principibus et cunctis hominibui dereliquit, fratti suo unirò innocenti vietimi 
ì 5 et vestitimi denegando et comitatus et dignitates alias suis militìbus, et Cubiculariis largiem 

l'ade sicut prò peccato Ade, qui voci sue obedivit uxori* plus «piani divino precepto, terra 
fuit opere maledicta ', ita t'orsitan ob hanc predicti regia perlìdiam, divina iustitia Cadente, 
«pie nullum dereliquit lieredem piaculum impium quìa ultra iStUd advcrsus prefatum regem 
duplex tribulatio conaurrexit, Tartarorum videlicet et Hocmorum, qui regnimi eius gladio in- 
cendits et rapinis plurimum vastaverunt. Xam qui iniuste alium depredatur, iusto Dei iudil 
tandem incidit in manus alterius predatoris. 

Inno Domini 1263. Cam Azo 7 illustris marchio estensi» dolorem ainarissimum, qui i 
morte sui unigeniti libi 8 acciderat temperasset, tenens prò ilio dulcissimum nepotem \ divino 
muncrc sibi collatum, virginem nobilissimam 10 natione ianuensem de progenie scilicet magni- 
fici pape Innocentii ", predicto suo nepoti tradidit in uxorem, Cuius nuptias cuna magna cla- 
ritate temine celebravit. Mirabantur plurimi tunc temporis quod Marchio, posposito illustri 
Stephano libo sue neptis, scilicet regine Beatricis, et tìliis naturalibus quam pi uri bus», ferven- 
tissimum amorem sui pectoris abundantius effuderit in nepotem. Sed revera hoc animimi 
Marchionis ad nimium amorem pueri specialiter inclina vit, quia puer Obizo Rainaldum ipie- 
30 rentibus exhibebat. Tam enim in moribus quam in facie relucebat in ipso sui genitori* imago, 
sic enim oculos, sic ille manus, sic ora ferebat '*. Unde benignissimo principi «piasi adirne 
suum carissimum tìlium vivere videbatur, cura eius expressam cerneret imaginem in nepote. 
Oculi' quippe Marchionis grato spectaculo dilecte imaginis videbatur ita ut amore presentis, u 
absentis lìlii desiderium temperaret. Rivulus namque amoris precipui quia corde Marchionis 



6. tantum] autem agg. P - Bclani] tunc agg. P — 7. tradidissct P - uxori P - Astari P — 9. simul cum liliis P 
— IO. Et sic rex P — 151 crudclitcr denegando P — 16. Adde P — 17. fuit in cius P— [& relinquit piaculum 
impium tamen adversus P - relinquit piaculum impunitum, advcrsus Annales Sanrtac Instinae in MM. GG. Il l{. 
Scrip. XIX, p. 1S3, l. iS — 19. gladiis P — 3i. depredatoris P — 33. Qua de causa Obizo a Marchionc ardentFsime 
5 amabatur. Anno P — 33. dulelssimo nepote P — 36. femine] Ferrarle P — 27-28. plurimis fervcnlissime P — 30. sui] 
nobilissimi agg.P — 31. enim om. P — 33. suus carissimus filius P — 33. pascebatur P — 34. qui P- Marchionis] in ay 

1 Azo Vir. - Rinaldo, di cui alla p. 14, nota 5 ed alla p. 3i. 

* Bela IV. >bizo II, di cui alla p. ai. Fra Sallmbene da 20 
3 Per dar fine al dissidio tra Bela e Stefano si da Parma, che lo vide su di un somaro a Ferrara nel 

io adoprò il 3 febbraio 1254, papa Urbano IV (Rannwldi. giungere dalla Puglia, dice che si mormorava ch'el noi 

Annales Bccles., ad an. 1364, § 53). fosse veramente figlio di Rinaldo (MM. GG. HIT., RR. 

* Maria, figlia di Teodoro Lascari I, imperatore //. SS., XXXI, fin prior., p. v ; . \otisi invece la 
d'Oriente a Nieea e di Anna Commena. insistenza del Nostro per dire che in lui erano tutti i 

Fa famiglia Traversaria non era cosi poco no- lineamenti del padre. 
1 5 bile da meritare il disprezzo di Maria Lascari (vedi 10 Iacopina Fieschi. 

p. 15, nota 6). n Innocenzo IV. 

6 Genesi, 3. 17. w ViriìIUO, Aen., Ili, 490. 

7 Azo VII. 

T. Vili, p. in — 4. 



50 CHRONICON [A. 1263J 



Rainaldum dum viveret defluebat ad imaginandum paternis ipsius clarissimam prolem totali- 
ter inundavit. Obizo autem, egregie indolis puer, non ingratus avo benignissimo existebat, a 
([iio sciebat se cum summo gaudio et studio de paterno pulvere suscitatum, sed, speculum sue 
gratissime faciei Marchionis vultu sepissime representans, eius curas et solicitudines minuebat. 
Illius namque pendebat in collo et osculis, amplexibus et colloquiis mellifluis dulcedinem 5 
atnoris de ipsius pectore hauriebat. Et sic inter piissiraum avum et dulcem nepotem erat 
suavissime frequens certamen amoris. 

Cum divine pietatis opera minime sint celanda, quia eius operatio nostra est instructio, 
decrevimus breviter persequi beneficia que Dominus misericorditer contulit Marchioni, non 
solum ipsum a periculis liberando, qui bus velut mole inundantium aquarum fuit undique cir- 10 
cumfusus, sed etiam ipsum triumphare de hostibus evidentissime faciendo, nec non inopinabile 
donum gratissime sobolis de fructu sui incarcerati filii, ipsi benignissime largiendo. Iste si- 
quidern amabilis princeps qui post decessum unigeniti filii privatus, filiorum munere putaba- 
tur, prò uno extincto filio duplici prole premio est dotatus. Et ut divina gratia erga ipsum 
magis mirifica videretur, de terra hostili, scilicet de Apulia, gaudium insperatum germine 15 
prolis emanavit, unde amara mors dilecti filii sibi extitit nuntiata. Noluit namque Dei cle- 
mentia, quod vir catholicus et multiplicis virtutis gratia decoratus, masculine prolis munere 
privaretur; sed eius immensum desiderium adimplevit, reparando mirabiliter in nepote, quod 
in filio videbatur miserabiliter corruisse. Ille siquidem qui de pulvere fenicis extincti alium 
fenicem mirabiliter reparat secundum speciem formamque prioris, effecit ut de nobili Rai- 20 
naldo, in carcere custodito et secundum omnium extimationem prò mortuo reputato, procede- 
ret inclita proles, que vere posset dicere Marchioni: Respice in faciem nepotis tui et inde 
utrumque sit in nepote aut non filii tui expressa imago. 

Non solum itaque divina bonitas hoc acceptabile donum contulit Marchioni, sed etiam 
illum multotiens de maximis periculis liberavit, tam de manibus videlicet magnifici Federici, 25 
qui totam fere Marchiam Theutonicis, Saracenis et Apulis adimplevit, ut ipsum velut capita- 
lem iniraicum imperii expugnaret, quam de continuis insidiis perfidi Ecelini et simultatibus 
Albrici et astutiis callidi Salinguerre. Isti namque unanimiter, quasi leones rugientes ad pre- 
darti, ipsum modis omnibus deglutire ac penitus conterere conabantur. Quorum gravissimos 
impetus vir strenuus, Domino adiuvante, compescuit, et ' calliditatis eorum vitavit insidias et 30 
Consilia nequissima dissipavit, in his omnibus conservando constantiam et ab auctoritatis tra- 
mor., 720 mite nullatenus declinando.' Licet enim unicum eius filium iniquus imperator in carcere detine- 
ret, et tamen ipsius dimissionem quam alia excellentia beneficia ipsi promitteret, ut sic illustrem 
vi rum a devotione romane Ecclesie removeret, constantissimus princeps, velut columna im- 
mobilis et murus impenetrabilis nec metu periculorum terrkus, nec imperialis promissionis 35 
dulcedine delectatus, sed Deo se totum committens, obsequiis Ecclesie avelli non potuit, sed 
stabilis et fidelis adiutor Ecclesie in tribulationibus et angustiis usque ad finem permansit. 
Et ideo misericors Dominus merito eum ab adversariis custodivit et ipsum de intumescentibus 
maris fluctibus ad portum salutis dirigens, de inimicis suis fortissimis fecit eum videre mira- 
bilem ultionem. Vidit namque excellentissimum Federicum imperiali honore privatum, astu- 4C 
tum Salinguerram incarceratum, tumidum Ecelinum ferrea clava mactatum et lubricum Albri- 
cum in conspectu suo horribiliter trucidatomi. Isti siquidem iniquitatis principes, quasi quatuor 
venti pestiferi et furentes, in catholicam domum Estensem totis viribus irruerunt ut eam fun- 



i. irrigandum paternis beneficiis eius P — 2. benignissime P — 3. et studio om. P — 4. vultui P — 5. Istius 
P - oculis P — 6. avum] animum P — 7. suavissimum et P — 8. De beneficiis que Deus misericorditer con- 
tulit Marchioni. Cum P — io. a om. P — n. inopinabilem P — 14. duplicis prolis P - divina erga ipsum 
clementia P — 15. magis om. P — 15-16. genere sobolis P — 19. exterriti P — 21. omnium] communem P — 
22-23. inde utrumque] et vide utrum P — 23. tui om. P — 26. Apuleis P — 30. et calliditatis] et om. P- vlvavit cod. ; 
cvitavit P — 31. a veritatis tramite P — 33. tamen] tam P — 35. motus cod. ; metu P — 38. intumescentis P — 
41. ferrea] ferea ha il cod. non frica, come in MM. GG. HH.,f. 184 r; facta P 



[AA. 1263-1226] MARCHIAI': TARVISINAE ET LOMBARDIAE SI 

ditus dissiparent; sed eorum impulsione non cecidit, quia lancte matri Ecclesie adherebati 
que super petram solidissimam est fondata. Ilis itaque spirare desinentibus, itatim est tran* 
quillitas subsecuta, et sic habuit Marchio requiem a suis efficaciasimii inimici*. Nullus imitar 
fidelis homo elevetur p r oepe ri i nec franga tur adi i-rsis. \ovit i-nim Dominui quando vult, 
5 superbos deprimere et humiles exaltare. 

Accedit ad laudem nobilissime domili Estensil quod non solum est illustrium virorum 
preclaris operibus decorata, sed etiam ex ipsa procedit geffl propago insignium mulierum 

que carnil concupiscentiam simul cum mundo vincente* et de mundi principe viriliter trium- 
pliantes, ad regna siderea, sicut pie creditur, feliciter pervenerunt. Prima quarum extitit 

10 nobilissima virgo re ac nomini' Peatrix ', soror supradicti Marchionis, que cum essel mira 
pulchritudine corporis et virtute animi multipliciter decorata, mundum cum sua pompa con- 
tempsit, mortalem sponsum accipere recusavit, ad castOfl amplexus eterni sponsi, torma pre 
tiliis hominum speciosus, cupiens pervenire. Hoc itaque sanctissimum propositum virginis 
devotissime illustris frater eius et amicorum turba et multitudo nobilium matronarum, amore 

15 presentium et immemores futurorum, nitebantur modis omnibus impedire, mine mundi gloriam, 
mine nobilis sponsi connubium et dulcissime prolis felicitatem caste virginì promittentes: pa- 
ri terq uè sue domus ruinam, amicorum tristitiam et inimicorum gaudium ex tali mutatione con- 
sequi promittebant vel asserebant. His et huiuscemodi verbis ad decipiendum compositum 
gloriose virginia animum conabantur a bono proposito revocare. 

20 Sed virgo prudentissima, septiformis Spiritus gratia illustrata, que linguai intantium di- 

sertas etììcit, eorum verba, quandam habentia speciem veritatis sed existentiam minime, prò 
nihilo reputabat, et quod' soli Deo serviendum esset, quia quicquid aliud agitur in vita pre- mur.. :u 
senti amittitur, argumentis efficacissimis ostendebat. Propositum itaque, quod Dei virgo sapiens 
quod corde conceperat, fructuosis affectans operibus adimplere, ad montem qui Gernula 

25 nuncupatur, ubi est oratorium beati Iohannis Baptiste constructum, cum quibusdam sdita hone- 
stis virginibus eandem cum ea intentionem habentibus, protinus convolavit: ibique in sancta 
conversatone indeficienter permanens, totam Italiam sue sanctitatis radiis illustravit. Fama 
igitur longe late de conversatione pretiose virginis discurrente, ceperunt multe clarissime vir- 
gines ex longinquis etiam partibus, quasi columbe accipitrem fugientes, ad predictum locum 

30 accedere festinanter, cupientes tante virginis institui disciplinis et eius sancte conversationis 
exemplis et colloquiis devotissimis informari. De quarum siquidem adventu illustris virgo 
divine maiestati gratias referebat, lacrimosis precibus deprecans creatorem, ut, qui de diversis 
regionibus huiusmodi vircrines conp-rep-averat ad «jloriam sui nominis et honorem eas custodire 
in sancte religionis observantia dignaretur. De salubri itaque Consilio prudentissime virginis 

35 Beatricis omnes predicte virgines Christi quandam discretam sororem in abbatissam concor- 
diter elegerunt, que tam sanctissimo collegio deberet utiliter providere. Sub cuius regimine 
cum quanta humilitate, obedientia, patientia et caritate duxerit angelicam vitam virgo devota, 
mihi nimis prolixum esset singula enarrare. Sed, prout nobis sancte virgines retulerunt, que 
huius piissime virginis meruerunt habere consortium, breviter dicimus, quod tam verba quam 

40 facta virginis gloriose erant discretione condita, honestate piena, bonitate conspicua et Deo et 



2-3. tranquillitas om. P — 6. De venerabili virgine Beatrice, sororc Marchionis cstcnsis. quac in monte 
Gemulae requicscit. Accedit P — 7. processit P - mulierum] fcminaruni P — II. animi om. P - pompo P 
13. speciosi P — 16. et om. P - proponentes P — 18. promittebant vel om. P - compositis P — 23. Dei om. P 
— 24. quod om. P — 27. indesinenter P - radiis] causam Dominus P — 30. festinabant P — 34« Consilio om. /' 
S — 35. discretam] desideratam P — 36. viriliter P — 38. virgines Christi P 

1 La beata Beatrice, figlia di Azo VI sorella di to : la gemma de' colli Euganei. Questo nome appare 
X/.o XII, mori il io maggio 1226, come rilevasi dal- ne' documenti sin dal 1077 : una leggenda vorrebbe al- 
l' epitaffio della chiesa di santa Sofia a Padova, dove tribuirne l'origine all'aver Beatrice detto, appena giunta 

fa traslata nel 137S. sul monte: " gemmerò „ o "gemmo là „ (A. Gloria. H 

io * Gemmola, il cui nome da' cronisti e interpetra- territorio padovano, voi. LEI. p. 86). io 



52 CHRONICON |AA. 1226-1264] 



liominibus gratiosa: ita quod per mores honestos et gestus corporis ordinatos BC pftr eillfe 
sci ha utiliter ci pie prolata, merito ab omnibus credebatur <piod Deus veraciter in eius cordis 
thalamo habitaret. dunque multo tempore liis prcdictis et aliis virtutibus rel'ulgens, virgo 
clarissima in divinis obsequiis et disciplinis regularibus permansisset, rex celestis, qui eius 
speciem concupivit, eius sanctissimam animam de vite prescntis ergastulo misericorditer libe- 5 
ravit ut ornaret celestem curiam suo beato consortio. Cuius radianti exemplo presens Eccle- 
sia extitit miritice illustrata. Sacratissimum autem corpus ipsius in predicto cenobio reverendo 
in archa lapidea est honorirìce cum aromatibus collocatum, ubi in magna veneratione usque 
ad presens tempus habetur. 

Post decessimi venerabilis virginis Jìeatricis plurimis elapsis annorum circulis altera Bea- 10 
trix ', prefati Marchionis filia, virgo pulcherrima, omnium oculis gratiosa, divini amoris igne 
succensa, amite sue vestigia cupiens prò viribus imitari, ornamentis depositis pretiosis, reli- 
gionis habitum intrepida mente suscepit. Quam cum nobilissimus pater attemptasset a bono 
proposito revocare, virgo constantissima celesti gratia illustrata, verba patris et aliorum et 
Mur., ?" omnem mundi gloriam parvi pendens, religio'nem laudabiliter inceptam, de virtute in virtutem 15 
cotidie procedendo, gloriosissime decoravit et in monasterio beati Antonii, quod ipsius causa 
apud Ferrariam est constructum, celibem vitam ducendo cum multis honestis virginibus illius 
exemplo ibidem ad gloriam Dei congregatis, de humani generis inimico viriliter triumphavit. 

Iste namque virgines gloriose, quasi due olive fructuosa pietatis opera producentes et 
quasi duo candelabra virtutum exemplis radiantia circumquaque, non minus domum Estensem 20 
gloriosam et laudabilem reddiderunt, quam eius strenui marchiones prò fama et potentia dila- 
tanda se variis bellorum periculis exponentes. Illorum enim corruptibiles triumphi velut 
umbra velociter transierunt, istarum vero beatitudo honor et gloria triumphalis nullo unquam 
termino lìnientur. 

Sub precedenti anni circulo, die quinto intrante augusto, cum esset luna vigesima septima, 25 
fuit eclipsis solis ante horam aliquantulum vespertinam. 

Anno Domini 1264, cum illustris Azo marchio estensis de suis et ecclesie inimicis feli- 
citer triumphasset et Ferrarie satis pacifice moraretur, sicut placuit omnium creatori, qui vite 
et morti singulariter dominatur, invasit eum multiplex infirmitas corporalis. Cumque viribus 
corporis destitutus, diem ultimum sibi cerneret imminere, providens vir expertus, quia status 30 
regionum solet in morte principum permutari, amicos fideles fecit undique convocari et caris- 
simum nepotem suum, quem in testamento 2 heredem constituerat, eis affectuosissime commen- 
davit. Deinde sermonem dirigens ad nepotem, prudenter eum monuit, per viam incedere 
equitatis et sapientum obedire consiliis atque amicos recte diligere et in omnibus strenue se 
habere et a sancte matris Ecclesie devotione nullatenus declinare. " Hec „ inquit, " monita 35 
tt mea salutifera, dilectissime fili Obizo, attentius observando, attestatione operum compro- 
" babis te vere processisse de genere nobili Estensium marchionum. Hunc siquidem modum 
" egregium, ad quem custodiendum mea persuasio te inducit, tenuit magnifìcus pater meus, 
" cuius probitatem et prudentiam circumspectam non solum Italia, sed etiam tota latitudo ro- 
u mani imperii est experta. A cuius naufragiis frater meus Aldrevandinus minime deviavit; 40 
a sed in tantum se ac sua exposuit prò domus nostre gloria dilatanda, quod etiam me ipsum 
" adhuc infantulum de brachiis rapuit genitricis, eius pias lacrimas parvi pendens, et me simul 



io. De illustri Beatrice filia Marchionis. Post P - curriculis P — 17. apud] iuxta P - celebem P — 18. trium- 
phavit] viteque cursum feliciter consummando, beatissimam animam suo reddidit creatori agg. P — 21. lauda- 
bilem] suis meritis agg. P - quam] quia P — 25. De obscuratione solis. Sub precedenti cursu annorum, die P — 
29. et] ac P — 32. eis] eius P — 34. atque om. P - et om. P — 36. attentius om. P — 39. potcntiam P — 40. nau- 
fragiis] vestigiis P - minime om. P — 41. nostre] gre cod., nostre P ; — 42. me rapuit P 

1 E questa la beata Beatrice II, che premorì al pa- 2 II testamento leggesi nelle Antichità Estensi, al- 

che Azo VII (Muratori, Antichità Estensi, Modena, 1717, la pagina citata nella nota precedente. io 

parte II, p. 20). 



"» 



[A. 1264] MARCIIIAK TARVISINAB li LOMBARDIAE 53 



u 

- 



CUBI toto patrimonio lloivntinis tcnrratoi ibus obligavit '| a quihi. pit ad ;,:m con* 

duccndutn pecuniam, ut rebelles Ecclesie romane in Marchia anconitana at In rVpul s> 

naret, de quibus, divina gratia Eavente, •tranne trìumphavit Ego antan patria mei i 

- fratria vestigia imitatione 1 dlgna prò viribui subsecutus, prò defenalone domus m< aninm mu 

5 u amicorum et prò sancte romane Ecclesie lionore, quam conahatur iniquui Imperato* in mi- 

- sera bi lem redigere lervitutem, me audacter exposul magnji laboribm et pericnlii infinitia. 

* \ec amor filli mei unigeniti me a proposito revoca vit; sed, communem atilltatem prefereni 
ipeciali, expedire potius inclinavi ipsum solimi periclitarl, quan oppreselonem totius K<< leale 

"et omnium amicorum mortemi et cxtcrminium tolerare. Dominus autcm in quo luil spes mca 

in -a iuventute mea et in quem iactavi scraper meum cnm fiducia itum, me ■ perlculii 

" maximis liberavit et cordis mei tristitiam misericorditer aublevando, mlchi prò dilectO filio 

- contra spem omnium, o nepos dulcissime, te donavit Yirilitcr itaque age, fili mi, et cor tuum 

* principaliter in I )omino confortetur, conaequenter etlam in ausilio fidelium amicorum: et aie 

tt eris in cunctis prospere agens et piissimus Dominus in te lupplebit per gratiam, quod in 
15 "tenera etate nequiveris adimplere. Ileo itaque verba, que cium soepea crani solebam tibi, 

* 1 II i Obizo, prolixius enarrare, mine breviter comprehende, ut lata mea ultima commonitio 
" menti tue interius imprimatur, ut COgnoacai quid post meum decessum vitarc debeas, quid 
" amplecti „. 

Igitur cimi bis et aliis luiiuscemodi dictis catbolicus .Marchio, firma columna Ecclesie, tur- 
ria fortitudinis contra taciem inimicorum oppressis, refugium et dulce unibraculum amicorum, 
domestica negocia precavens in futurum provide ordinasset, susceptis devotissime ecclesia- 
sticis sacramentis, die xm exeunte februario ? etatis sue anno quinquagesimo octavo in civi- 
tate Ferrarle, nocte dominice diei, viam est universe carnis ingressus. Cuius corpus cimi 
lletu et pianeta maximo in predicta civitate est traditimi sepulture 1 : nichilque, pertìneni ad 

25 honorem tam magnifici principia, luit in pompa iuneris pretermissum. 

In sequenti estate, post predicta, stella terribilis que dicitur cometa cum magno fulgore 
apparuit, et in conrinio aquilonis et orientis habens principi um sui ortus, versus occidentem 
suos minaces radios dirigebat. Cuius apparitio incepit in iulio duravitque usque ad princi- 
pium mensis octobris. Cursu itaque predicti sideris consumato, Urbanus papa quartus, cum 

30 tribus annis et uno mense ac tribus diebus beati Petri naviculam in fluctibu9 huius procelloai 
seculi gubernasset, apud Perusium de medio est sublatus *. Post cuius obitum quatuor men- 
sibus et quinque diebus elapsis, cardinales papam Clementem quartum concordrter elegerunt • 
Temporibus istis nefande presumptionis scelus est in regno Angli e perpetratimi. Principes 
uamque Britanie, facta conspiratione, in regem suum 6 manus impias iniecerunt, et ipsum cum 

35 liliis suis et fratre suo co'mite Ricardo in custodiam posuerunt. Fama itaque, tanti t'acinoris m l * 
cum ad aures summi pontiticis pervenisset, legatura protinus a latere suo in Angliam desti- 
navit. Sed et rex Francorum 7 tam naturali pietate quam precibus uxoris 8 , que soror erat 
regine Anglorum 9 , super calamitate regis Anglie ad misericordiam inclinatus, prò compositione 



i. quibusdam P — 13. o] a P — 19. fìrmissima P — 19-20. ac turris P — 30. oppressis] tiitumquc P — 
31. susceptis om. P — 23. anno om. P — 35. pomparti P — 2S. ad om. P — 31. l'arisius P — 34. simili cura P 
— 35. suis om. P 

1 lite AldevranJinus Marchio Azinum frettrem suum 3 Nella chiesa di san Francesco. 

5 sub usuris Florentiae ìmpignoravit in scrvitium Ecclcsiac. K Urbano IV pontificò dal 29 agosto I*6l al 2 ot- 

(Galvano Ft.amma. Manip. Jlor., già citato, p. 662). tobre 1264. li 

* Il 17 febbraio. Ricobaldo (Hist. irnper., in RR. 5 Clemente IV fu eletto il 5 febbraio 13 

II, SS., tomo IX, vecchia ediz.. p. 135) dice il 16 feb- 6 Enrico III fatto prigioniero con Riccardo 

brata, Del dolore provato da' suoi concittadini d'ogni fratello nella battaglia di Lewes il 14 maggio. 
10 partito ci fa testimonianza anche l'anonimo della Chro- "■ Luigi IX. 

nica parva ferrariensìs (MURATORI, RR. II. SS., tomo Vili, 8 Margherita. 30 

4S7), che pure era contrario alla politica di Azo. 9 Eleonora. 



54 CIIRONICON [AA. 1264-1265j 



« 



Inter regem et principes facienda magnilìce laboravit. Qualiter autem inter predictos reges 
atlìnitas est contracta, breviter duximus declaratum. Raimundus ' namque nobilis comes Pro- 
vincie mascnlum post se filium non reliquit, sed quatuor iìlias habuit generosas, quas elegantia 
forme ac morum grata suavitas ita reddidit gratiosas, quod ad legitimos illnstrium regum 
amplexus accedere meruerunt. Quarum due regi Francie ac eius fratri Karulo sunt matri- 5 
moniali federe copulate; dictusque Karulus prò dote uxoris obtinuit Provincie comitatum. 
Alie vero due regi Anglie ac eius fratri, corniti scilicet Ricardo, coniugali vinculo sunt astri- 
cte. Et sic, occasione istius affinitatis, inter duo predicta regna quedam amicitia est exorta, 
que inter se antiquitus discordiam habuerunt. 

Eodem anno de Consilio pessimi regis scilicet Granate, tributarli regis Castelle 2 , maxi- 1C 
mus exercitus Saracenorum ex Africa in Hispaniam transfretavit, multisque Christianis perem- 
ptis, loca plurima in partibus Hispanie occupavit. Ad quorum impetum reprimendum magni- 
lìcus rex Castelle cum exercitu valido perrexit Sibiliam festinanter, commissoque frequenter 
prelio, magnam de Saracenis multitudinem interfecit. Et quia varius est eventus belli, de Hi- 
spanis etiam plurimi ceciderunt. It 

Anno Domini 1265, cum per decennium princeps Manfredus superius memoratus roma- 
nam Ecclesiam et eius fideles per se ac suos sequaces fere tota Italia graviter afflixisset, 
summus pontifex de Consilio cardinalium catholicum principem Karolum, fratrem videlicet 
christianissimi Lodoici regis Francie et Alfonsi illustrissimi comitis Tolesani ad suscipiendam 
coronam regni Sicilie exhortatoriis literis invita vit 3 . At ille, utpote vir strenuus et magnani- 2( 
mus, cupiens Ecclesie in tantis angustiis subvenire et opulentissimi regni dominium obtinere, 
assensum prebuit apostolice voluntati et ad aggrediendum tam arduum negotium incepit se 
magnifìce preparare. Eodem etiam tempore Romani, multis dissentionibus et bellis civilibus 
conquassati, sperantes per tam potentem virum in viam pacis et semitas dirigi equitatis, 
ipsum elegerunt in suum 4 perpetuum senatorem. Quod offìcium gratanter excepit, et ad regi- 21 
men Urbis romane vicarium suum cum cohorte militum protinus destinavit. Tunc temporis 
Mediolanenses cum amicis Ecclesie 5 ad recipiendum illustrem comitem Karulum se viriliter pa- 
mur., 725 raverunt 6 ; et e contra Cremonenses cum ' amicis suis, Manfredi corrupti pecunia, iter Comitis 
ad Urbem romanam impedire modis omnibus conabantur. Comes autem perficiendi opus 
inceptum desiderio inflammatus, sciens quia mora trahit ad se periculum et quia varietas 3' 
temporum mutationem inducit aliquando animorum, cum electa manu militum de partibus 
Gallie per mare Tirenpnum ad romanum Portum pervenit, primo scilicet anno pontificatu9 
beati pape Clementis 7 . Ad cuius adventum Romani mirabiliter sunt gavisi, eique obviam 
unanimiter procedentes, ipsum in urbem cum triumphali gloria et honore regio deduxerunt. 

His auditis, Manfredus obstupuit vehementer. Videns novum regem gradatim ad profe- 3 
ctum venire et res ei prospere ad vota succedere, pariterque considerans, magnum sibi peri- 



2. declarandum P — 5. Krullo e cosi sempre cod. — 6. Provinciam P — io. De Saracenis qui ex Africa in 
Hispaniam transierunt. Anno P - tributuarii P — 11. Hispaniam] subito agg. P — 12. partibus] finibus P — 
13. Sibilam P — 16. De adventu regis Caroli in Italiani. Anno Domini 1275, cum P — 20. exoratoriis P — 
24. semitis P — 27-28. preparaverunt P — 28. et om. P — 29. perficiendi] velociter agg. P — 36. rex P 

5 ì Raimondo Berengario IV, conte di Provenza, gio 1264 (Raynaldi, Annales Eccles., ad an. 1264). 1 

- , .. _. . . * Nell'ediz. dei MM. GG. HH., p. 187, 1. 30 leg- 

Quattro fighe ebbe, e ciascuna regina, r " ° ° 

gesi suam. 
(Dante, Par., VI, 133). 5 j nomi àegìi amici della Chiesa sono riferiti dal 

Margherita fu sposa di Luigi IX di Francia ; Eleonora Verci (Storia della Marca Trevigiana, tomo II, doc. 151). 

di Enrico III d'Inghilterra; Sanzia di Riccardo di Cor- 6 quem Turriani hor.orifice susceperuut (Gal 2 

io novaglia, fratello di Enrico III: Beatrice di Carlo I vano Flamma, Manip. fior., p. 693). 

d'Angiò. 7 II 21 maggio arrivò a Roma; si trattenne in 

2 Alfonso X, succeduto al padre Ferdinando il San Paolo extra muros donde fece il trionfale ingresso 
Santo, re di Castiglia. nella città fra le grida di: " Viva il Senatore romano „. 

3 II papa scrive in proposito a Lodovico il 3 mag- Ciò avvenne la vigilia della pentecoste dell'anno 1265. 2 



IAA. 1265-1266] MARCIIIAE TARVISIXAE ET LOMBARDIA^ 55 



culum imminere si robur exercitus venientis in eius auxilium expectaret, t t-pit modis omnibus 
nobilissimo principi insidias preparare, solici te procurando tam pc ninoi quam per ali 

sceleratos, quibus dona precipua promittebat, ut gladio vel reneno auferret de medi.- Sederne 

defensorem. Sed, quum riderei frustra se insidiarum rctia relaxare, suum derotum prìndpem 
5 Domino protegente, immensas acies militimi in lines cepit effondere Komanorum, ut importu- 
nitate ostentationis sue potentie illustrem regem ad preUum provocaret At prìncept rircum- 
spectas insidias tyranni prudenter vitabat, et eius ininltui armifl quandoque strenue cohìbebat 
Habebat siquidem secum in urbe Romana non magnani lidelium militimi quantitatem. Non 
enim coniidebat perfecte de militia Romanorum, quia plures illorum numera tyranni erant 

10 consueti accipere, et ideo prudenter dit'ferebat in aperto campo cum paucis militibus occur- 
rere infinitis, ne, incaute se bellorum discrimini exponendo, sibi perniciem acquirerel et cau- 
sam preberet hostibus triumphandi. Expectabat enim animo scienti exercitum sibi de Prandi 
aliis partibus Galliarum repromissum. Quatuor itaipie mensibus elapsis ' ab eius ingressi! in 
Italiani, sua nobilissima uxor, cum multis navibus ad romanum Portimi applicuit, et inde in 

15 Urbem cum ingenti gloria est deducta. Post hec in eodem anno exercitus magnili Franco- 
rum, habens introitimi per Sabaudiam, in media yeme tranaivit per mediani Lombardiam, 
iidelibus Ecclesie victualia exercitui exhibentibus copiose, inimicis vero non audentibus com- 
parere. Et circa festum nativitatis Domini ad urbem Romam pervenit, ubi eos rex Karoloi 
cum summo desiderio expectabat. 

20 His temporibus Brixienses pacem inter se fecerunt et a dominio Marchionis Palavicini 

et Cremonensium recedentes, Mediolanensibus et Hergamensibus et Mantuanis Ecclesie tide- 
libus adheserunt. Tunc Cremonenses munitissima castra Brixiensium iuxta llumen Olei con- 
structa, scilicet Cancum 2 , Pontem Vicum, Quintianum 3 et Urceos \ que in sua redegerant 
potestate, suos in eis ponendo custodes, funditus subverterunt. 

25 Anno Domini 1266 postquam rex Karolus vidit se Francorum principum presentia et Uam, 

Gallicane militie munimine roboratum, movit exercitum suum ab urbe Roma et in marni va- 
lida arripuit iter ad regnimi Sicilie obtinendum. Transivit itaque fluvium Ceperani , et in 
primo impetu civitatem sancti Germani obtinuit, devictis militibus principis et tugatis. Eodem 
tempore quidam magnates Apulie a principe recedentes regi Karullo adheserunt. 

30 Princeps autem Manfredus, accepto gustu militie Gallicane, suorum quoque magnatimi 

inopina inconstantia intellecta, doluit vehementer; statimque per universas partes regni nun- 
tios destinavit, precipiendo ut omnes milites et viri bellatores, qui erant in locis opportunis 
ad custodiam constituti, protinus ad eum apud Capuani convenirent. Exiltùnabat enim se 
ibidem posse regis impetum cohibere, maxime propter funditatem fluvii : secus Capuani co- 

35 meantis. Sed, cum percepisset quod iuxta Capuani fluvius erat immeabilis, longe superius a 
Capua dictum fluvium pertransivit 8 . 

Princeps autem cum de regis transitu cognovisset, videns se viribus imparem, nondum 
suo exercitu congregato, versus Beneventum, dimissa Capua, properavit, ibique in campestri- 
bus Beneventi totum robur sue potentie adunavit. Habebat autem secum preter milites re- 



6. onestationis P - regem ad om. P — 6-7. circumspectus P — 7. videbat P — 9-10. accipere consueti erant 
P — II. sibi] et P — 12. probarct P - enim] autem P - animo] non P - sibi de] ex?- 13. repromissum ci P — 
14. uxore P - navibus om. P — 25. Qualiter rex Carolus regnum Sicilie obtinuit, Manfrcdum occidit. Anno P — 
26. munimine om. P — 26-27. valida] forti P — 2S. principis om. P— 30. gustu] audacie agg. P — 31. intelh> 
5 om. P — 34-35. comeantis] Rex autem movit procinctum versus Capuani festinanter agg. P — 35. innumerabilis /' 
— 3S. Beniventum P — 38-39« ibique.... adunavit om. P 

1 Settembre 1265. 5 Liri o Garigliano, sulla cui riva destra r I 

2 Canneto sull'Oglio, in prov. di Mantova. prano in provincia di Roma. 

3 Pontevico e Quinzano d' Oglio in provincia di c San Germano, oggi Cassino, alla base di Monte 15 
io Brescia circondario di Verolanuova. Cassino, fu occupata il io febbraio 1266. 

* Orzinovi in provincia di Brescia circondario di 7 II Volturno. 

Ciliari. 8 II 15 febbraio. 



56 C11RONICON (AA. 1266-1267] 



gni, riu-utonicos, Catelanos, Lombarclos, Tuscos et innumerabiles Saracenos. Nani que larga 
manu tlu-sauros auri et argenti militibus ad se confluentibus effundebat, viri bellicosi ad eum, 
taniquam ad munilicum principem, undique concurrebant, interdictum et excommunicationem 
ecclesie penitus contempnentes. Et rectoris ad exemplum subditi componuntur, omnes qui 
eius parebant imperio, ita erant ipsius impiis operibus conformati, quod licet Christiani nomine 5 
dicerentur, voluntate tamen ab opere censeri poterant Saraceni. Unde justo Dei judicio ipse 
tyrannus et omnes impietati eius faventes, in uno campo in uno sunt collecti, ut pariter pu- 
nirentur, quos idem facinus et intentio pestifera inquinabat. 

Rex itaque Karolus, cum audisset principem de Capua recessisse, existimans eum fugere, 
insecutus est eius vestigia, invenitque eum cum exercitu magno in planitie Beneventi ad 10 
preliandum magnifìce preparatimi. Cum igitur mutuis aspectibus uterque exercitus cominus 
se vidisset, milites principis cognoscentes regis exercitum labore itineris fatigatum, cum cla- 
more valido ceperunt Francigenas ad prelium provocare. Rex itaque confestim cepit suos 
milites ad consilium convocare et cunctorum est iudicio diflìnitum, bellum esse minime diffe- 
rendum, quod cum tanta clamoris opportunitate adversarii postulabant. Ex belli namque dila- 15 
tione duplex regi videbatur accidere nocumentum, quia inde hostes audaciam assumebant, et 
mur., 727 quia exercitus eorum quotidie augebatur. Tunc rex providus diligenter suas acies pre'paravit, 
in cuius exercitu erant, preter Francigenas Provinciales, multi milites Italici Campani et 
Romani. Similiter et princeps direxit suas acies ex adverso, ponens ex latere multitudinem 
Saracenorum, qui sagittis adversarios acriter stimularent. dunque prime acies ex utraque 20 
parte ad prelium processissent et viriliter dimicarent et hinc et inde multi caderent vulnerati, 
rex de sublimi equo conspiciens, vidit suos milites fore ab hostium multitudine superati. Tum 
Omnipotentis auxilio invocato, cum sua terribili acie irruit super hostes quasi impetus tempe- 
statis. Domino vero auxiliante, cui facile est in manibus paucorum infìnitos concludere, acies 
principis terga verterunt, et tanta multitudo de ipsius exercitu est prostrata, quod campum 25 
celabant oculis corpora occisorum. Multi etiam principes et milites sunt capti; reliqui vero 
sunt in fugam conversi, omissa omni fiducia resistendi. Ibidem etiam ipse Manfredus occu- 
buit hostium gladiis interfectus, cuius corpus rex Karolus fecit in capite pontis Beneventi l 
honorifìce sepeliri. Uxor 2 autem eius, que filia erat Cumiani magni principis Grecorum, 
capta fuit, dum anxie disponeret, audita morte mariti, cum suis fìliis 3 in Greciam transfre- 30 
tare ; et cum fuisset hoc regi Karulo nuntiatum, fecit eam simul cum fìliis in quodam castro 4 
reciudi et ibidem cum diligentia custodiri. 

Post divulgationem itaque istius victorie triumphalis Cremonenses ad obedientiam romane 
Ecclesie revertentes, legatos apostolici humiliter susceperunt et durissimum Uberti Palavicini 
iugum a suis cervicibus excutientes, eum exire de suis finibus coegerunt; et sic pars extrin- 35 
seca Cremonensium ad propria est reversa. Tunc predictus tyrannus, qui habuerat dominium 
Cremone, Mediolani, Brixie, Placentie, Papié, Tortone et Alexandrie, secessit ad quedam 
castra in montibus constituta, ibique suam constituit mansionem. 

Anno Domini 1267 rex Karolus, regno subacto Sicilie, venit Viterbium ad reverendum 
papam Clementem, et ibidem est ab eo imperio constitutus 5 . Cuius mandata cetere civitates 40 



3. magnificimi P — 4. et quia P — 6. tamen et opere P — 7. in uno sunt] simul sunt P — 9. et existi- 
mans P — ii. mutatis P — 13. cepit om. P — 14. milites] principes P - convocavit P - iudicium P — 18. Franci- 
genas] erant agg. P - Provinciales om. P - Campanici P — 19. principes direxerunt P — 20. quia P — 22. fore ab] 
fcrre ad P — 23. hostes] eos P — 24. concludere infinitas acies P — 29. magni om. P — 30-3 1. in ... . fìliis om. P — 
5 35- cxire om - P - ire coegerunt P — 37. ac Tortone P - et] ncc non P — 40. ab eo vicarius imperii constitutus P 

1 " In co' del ponte presso a Benevento ; , (Dante, 4 Nocera. 

Purg., Ili, 128). Il fiume è il Calore. 5 Carlo nominato servator .facis da Clemente IV 

2 Elena Commeno figlia di Michele, signore d' Epi- il 4 giugno 1265 (Potthast., Reg. Ponti/., p. 1614, 
ro e d'Etolia. nn. 2002S e 20029) ebbe '^ titolo di vicario imperiale il 

IO 3 Fatta prigioniera il 6 marzo 1266 con i figli giugno, 1267 (Epistola Clementis, in Raynaldi, Annales 

Enrico, Federico, Azzolino. Eccles., an. 1267-1268). 



15 



[AA. 1267-12681 MARCHIAI I AK V1SIN A ! IT LOMBARDIA^ 



Tuscic humiliter receperunt Pisani vero i , njci pi 

cepta summi pontiiici et regia penitua contempaerunt Tunc coatti predictoi reb 
tholicus movit exercitum et Senenaium distrìctum vasta vit; caatrum auteaa Podii Bonid \ in 
quo de tota Tuscia Inclusa erat militimi rebelliuni multitudo, lonj idloae devicit '. 1' 

5 hec Pisanos in sua duriti. i persistente*, in manu valida est aggreeeue, i •■ rum portuao auccen- 
dit, turres evcrtit et in mare proiecit, omneaque finca Piaanoruni circulena, villi 

omnia eorum bona penitus dissipava. 

Cum predicta in panihus Tuacie agereatur, Corradinua iaan adoleaceaa filiua rq ( or- 
radi, Romanorum Pisanorum Senens'umi Papicnsium et Veronensium Uteria et nuntiis excita- 

10 tua, ad recuperandum paternum regnum cepit COrdia desiderami auleiitissimc applicare. Tunc 
principes Alemanie de quorum amicitia confidebat ad colloquiarli COnvocavitJ et pott multa 
bine et inde proposita est tandem maiorum Consilio dillìnitum, quod ìpte BUM mora delu-ret 
Italiani prolicisci. Protinus egregiua adolescens cum ausilio amieorum exercitum COngregavit, 
descendensque de Alemania venit Veronam, comitantibus cum dm e lia\arie ' avunculo sia», 

15 comite de Tiraulo 4 , qui matrem ipsius 5 duxerat in uxoreni. Mansit itaque Verone tribus 
mensibus, nichil viriliter agens, quia nec comodimi amicis contulit nec dampnum in'min 
In predicto igitur spatio temporis, prò defectu pecunie venditis equia et armis magna p. 
exercitus ad propria remeavit tì . Similiter dux Pavane ac comes ile Tiraulo, ipso relieto, ad 
sedes proprias sunt reversi. 

_M Fama itaque de adventu Corradini per Italiam discurrente S Ti in Xuceria habitant- . 

rumore huiusmodi confortati, quia graviter Francorum dominium tolerabant, ceperunt contra 
Francigenas rebellare, regionem circa se positam depredantes. Accidit etiam regi Karulo tunc 
temporis alia pestis bellica improvisa. Nani Federicus iuvenis animosus, frater regis Castelli- 
et illustris Henrici senatoris Romanorum cum navali exercitu Siciliani introivit et quedam 1< 

25 munita per tyrannidem occupavit 7 . Eo tempore rex in Tuscia rebelles fortiterimpugnab.il, 
et tempore ilio 8 uxor regis apud Neapolim diem clausit extremum. 

Anno Domini 1269 illustris Corradinus, exiens de Verona cum electa marni militimi llu- 
men Mincium et Oleum trasvadavit 9 et per districami Cremone Papiam perrexit 10 , nullo 
audente ipsius transitimi impedire, licet tota Lombardia preter Veronam et Papiam regi Karulo 

30 l'avere videretur. Cumque in civitate Papié moram aliquot mensibus protraxisset ", tandem 
cum auxilio Papiensium ad terras marchionis Carreti " transivit, ibique in mari Tirreno Pi- 
sanorum navibus paratis, navem conscendit et ad pisanum Portum prospero cursu pervenit ' . 
De isto itaque lubrico discursu nobilis Corradini homines mirabantur. Multi quoque eius 
egressum et progressum in depressionem regis Karuli miris laudibus extollebant. Sed Deu9 



3. exercitum] procinctum P — 6. circuens P — 7. omnium P — S. De adventu Conradini in Ah-imini.im. 

Cum P - adolescens 0»». P — io. amplicare P — 14. Baugcrie P — 16. tulit P - dampnum] intulit agg. P — 

22. rebellare] tolerarc P - positam] crudelitcr agg. P - etiam] enim P — - regi om. P — 26. uxor] rector cod. — 

27. Qualiter Conradinus de Verona perrexit Papiam. Anno Domini 126S P — 2S. Mincium] Mcntianum P — 

5 29. audiente P - Verona et Papia ferente regi Carulo videretur P — 32. preparatis P — 34. deprehensionc /' 

1 Poggibonsi in provincia di Firenze. 8 Luglio. 

* Lungo assedio, che durò dal 15 luglio al io no- 9 II iS gennaio 126S (Annales Piacentini gibcllini, 20 
vombre 1267 (Annales Piacentini gibellini, Ml£. GG. HH., p. 524). 

XYin, p. 524). 10 II venerdì 20 gennaio giunse a Pavia (Anne 

io 3 Ludovico II di Baviera. Piacentini gibellini, p. 524). 

* Mainardo IV conte del Tirolo (Annales Placen- " Dal 20 gennaio al 12 marzo (Annales Piacentini 
tini gibellini, p. 523, dov'è anche la data dell'arrivo a gibellini, pp. 524 e 526). 25 
Verona: il 21 ottobre, giorno di venerdì). 1S Manfredi del Carretto (Cafiari. Annales genuen- 

5 Elisabetta vedova di Corrado IV. ses, PP. II. SS., vecchia ediz., tomo VI, p. 545) 



15 8 II martedì 17 gennaio 126S (Annales Piacentini in terras iìliorum quondam Iacomi de Carcto (Annales 

gibellini, p. 524). Piacentini gibellini, p. 526). 

7 Gli Annales Piacentini gibellini, p. 525, pongono 13 II 7 aprile (Annales Piacentini gibellini, p. 526). 30 

questi fatti al gennaio 126S. 



58 CHRONICON [A. 1268] 



omnipotem qui usque in tertiam et quartam generationem visitat iniquitatem patrum in fìliis 
imitantibus malos patres, aliter quam putabant homines de adolescentulo disponebat. 
m lk , Cum autem fame testimonio Corradinum venisse Pisas fuisset per Italiani declaratum, de 

Lombardia et Tuscia et aliis regioni bus confluxit ad eum militum maxima multitudo, qui po- 
teutiam regis Karulli deprimere et Corradinum sublevare prò viribus affectabant. 5 

In illis diebus circa pascha 1 rex, dimisso marescalco cum militia in Tuscia, in Apulia 
est reversus et Saracenorum discursum, edificatis circa Nuceriam munitionibus, coartavit. 
Post regis itaque discessum insurrexit Corradinus contra Lucanos, eorumque districtum va- 
stavit et marescalcum, sibi cum regis militia occurrentem, strenue superavit 2 . 

Eodem tempore illustris Henricus, frater regis Castelle, fungebatur in Urbe honore se- 10 
natone dignitatis. Iste tanto superbie spiritu erat plenus, quod etiam dominium fratris sui 
regis Castelle nullo modo poterat sustinere; unde relieta Hispania, vagabundus per diversas 
provincias discurrebat. Denique cum in precedenti tempore romanam curiam prò suis ne- 
gotiis visilasset, Romani rune in senatorem communiter elegerunt. 

Licet iste consanguineus regis Karuli esset, quia pater suus 3 frater fuerat matris 4 regis, 15 
exortis quibusdam simultatibus inter eos, modis omnibus exaltationem Corradini et regis inte- 
ntimi procurabat. Consilio itaque istius acquiescebat maxima pars Romanorum odientium 
regem hac de causa, quia thesauros argenti et auri manu largissima minime tribuebat. Quid 
pi ura? Senator igitur predicrus et Romani Corradinum cum suo exerciru convocantes, ipsum 
in Urbem contra mandatum summi pontificis induxerunt \ 20 

Firmata itaque coniuratione inter eos, unanimiter contra regem Karolum preliandi egressi 
sunt ex Urbe 6 , Corradinus cum suo exerciru, et senator cum eo cum multitudine militum et 
peditum Romanorum ; et versus Apuliam properantes, castra non longe a civitate Aquila po- 
suerunt. Rex vero in eorum occursum cum exercitu valido properavit, et nono die exeunte 
augusto 7 in campo Palatino direxit triplicem aciem contra eos. Similiter adversarii, de sua mul- 25 
titudine confìdentes, contra regem suas acies direxerunt. Commissumque est bellum lacrima- 
bile et horrendum in quo, prò dolor! multus ex utraque parte sanguis hominum est effusus. 
In primo namque belli progressu due regis acies terribili hostium impetu sunt prostrate pa- 
riter et fugate, occiso crudeliter marescalco, quem propter strenuitatem persone ac ornarum 
armorum 8 , esse regem Karolum extimabant. Itaque milites Corradini, quasi securi de vieto- 30 
ria, ad invadendum saumerios et detinenda occisorum spolia insistebant. 

Rex autem catholicus, imminente tanto discrimine pugne, audire devote officium misse 
non omisit. Quo complecto, videns militum suorum ruinam, ex intimo cordis affectu invoca- 
vit Dominum prodigia facientem et beatam Virginem, de cuius auxilio, sicut ipse postmodum 
mor., 730 est testatus, plurimum confidebat. Et exclamans voce vivifica, hortatus est' militiam suam 35 
dicens : " O nobilis militia Francie, cui ab antiquis temporibus divina potentia contulit gra- 
tt tiam specialem triumphandi de inimicis Ecclesie, nunc incumbit nobis maxima causa contra 
" inimicos Ecclesie fortiter preliandi, ut, nostrorum nobilium predecessorum vestigia imitan- 
" tes, qui prò defensione christianitatis pericula gravia pertulerunt, gentis nostre laudem et 



1. pactum P — 2. malas partes P — 4. confulxit P — 5. sublevare] sublimare P — 6. Apuliam P — 8. de- 
cessum P — 9. occurrente P — 14. visitasset om. P communiter om. P — 17. acquisierat P — 18. largissima] eis 
agg. P — 24. vero] autem P - cursum P — 25. Patentino P — 27. multus] millites P - sanguinis P — 33. com- 
pleto P — 35. Et om. P — 37. Ecclesie] ac nominis christiani agg. P — 38. fortiter om. P - ut] et P — 39. genti P 

5 'L'8 aprile. 6 mora facta in urbe per 26 dt'es (Annales Pla- 

2 II 25 giugno, ad pontem Sergii. Il marescalco centini gibellinì, p. 528), dunque l'uscita avvenne il 
aveva 1000 uomini (Annales Piacentini gibellinì , p. 527). 18 agosto. 15 

3 Ferdinando III di Castiglia. 7 II giovedì 23 agosto che è la vigilia di san Bar- 
* Bianca, figlia di Alfonso IX di Castiglia, sposa tolomeo (Annales Piacentini gibellinì, p. 528). 

IO di Ludovico VIII re di Francia. 8 armatus ad instar Karuli (Annales Placen- 

5 II 24 luglio 1268 Corradino entrò in Roma con tini gibellinì, p. 528). 
5000 soldati (Annales Piacentini gibellinì, p. 538). 



[AA. 1268-1260] MARCHIAI. TARVISINAE ET LOMBARDIAE 



«gloriam acquiranroa. Et si forte a divina prcx .Imitate quod insto preti ia- 

» mur, non contristemur sicut illi qui spem non habent, quia celoruui regnum obtinebim 
"prò mercede. Si vero sicut strenui bellatorea non degenerante»! oottrorun rirtute maio- 
" rum, victoriam nierìmua conaecuti, ex hoc conaequetur oobia bellorum maxima men 

5 "gloria scilicet triumphalis et lama probitatis longO tempore duratura.. Poatquam Mi 
huiuscemodi verbis militimi animos inllammavit, curii regali ade terrìbilìter ordinata, m. 
leonis ad nullius paventai occuraum, cuna impetn irruit super hoatei et ea eorum multtaidine 

multa milia virorum mira virtute prostravit, viitriccm inanimi suain Domino apponente, uni- 
versi! vero in precipitem fugam conversis. Capta est autem militimi maxima multitudo, Inter 
10 quos simul cimi senatore capti sunt plurimi principei et viri oobilea et potentee. Proditori 
etiam quam plures capti sunt, qui regern deaeruerant et adheaerant Corradino. Hoa orna 

transfugas regia severitas fecit subire penam capitalem '. 

Corradinus vero fugiens de bello quidem evaait; sed cium de loco ad locum tremebun- 
dus transiret, deficiente sibi Consilio evadendi, tandem incidit in manui quorundam rìvium 
15 Romanorum, qui prò immensa pecunie quantitate ìpaum regi DOtentiasimo tradiderunt. Ri 
autem excepit illum gaudens, ipsumque fecit summa diligentia custodiri. 

Paucis itaque diebus post bellum transactis, ingressufl est Romani magnificua triumpha- 
tor, et, acclamante populo romano, suscepit letanter senatoriam dignitatem. Constituto ita- 
que prò se vicario et rebus prospere ordinatiseli Apuliam est reversus; et post aliquot die* 
20 nobilem et pulcherrimum Corradinum et coetaneum eius, scilicet ducem Austrie, qui renerai 
cum eo de Alemania iussit apud Neapolim decollari '. 

Istis temporibus filia ducis Burgundie 3 prefato regi est matrimoniali ledere copulata. 

Eodem etiam tempore venerabilis papa Clemens, cum tribus annis et novem memibus et 
diebus viginti quatuor romanam Ecclesiam feliciter gubernasset, apud Viterbium migravit ad 
25 Dominum, die tertio exeunte novembri \ 

Eodem temporis circulo, quarto scilicet die intrante novembri, circa mediam noctem ruit 
maximus terre motus. 

Cum predicta iìerent inter Christianos in partibus Occidentis, ferocissima gens Tartaro- 
rum, post victoriam Orientis, irruit super' Saracenos vastavitque Arabiam et Syriam ac Pale- Km, 
30 stinam, nulli etati parcens usque ad iìnes Egipti, occisis soldanis Damasci Alepii ■ et Camelie. 
Tantus autem terror eorum circumstantes nationes invasit, quod potentissimus soldanus Vconii 
et rex 6 Armenie minoris ac principes Antiochie multitudini eorum resistere non audentes, 
ipsorum se dominio subdiderunt, annuum tributum ei reddere promittentes. Solus igitur sol- 
danus Babilonis 7 ad resistendum Tartaris se magnitìce preparavit. Exivit itaque de Egipto 
35 in manu valida, secum habens ferme ccc milia equitum et per desertum venit Gazam que est 
in finibus Palestine, commisitque prelium cum Tartaris qui remanserant in Syria, et eos vi- 
riliter superavit. Nec destitit persequi fugientes, donec eos de Syria coegit exire et trans 
flumen Eufratem unde venerant, remeare. Tunc Saraceni, qui a facie Tartarorum fugerant 



I. quod in isto P — 3. degencrantes] et agg. P - virtute om. P — 4. subsequetur nos P — S. properavit P 
— 9. maxima] magna P — 12. penam] sententiam P — 15. pecunia P — t6. custodire P — iq. se] in Urbe 
agg. P — 21. Neapolim] publice agg. P — 26. circulo P — 28. Qualiter Saraceni cum Tartaris pugnaverunt et 
qualitcr Bethogar suum dominum interfecit. Cum P — 30. parecntes P - Alapii P — 33. cis P — 35 Gazaram P 

5 ' Arnold Busson {Die Schlacht bei Alba zwischen 2 Die lune tercio exeunte octobris, cioè il 29 ottobre 

Konradin una* Karl von Anjou, 1268 in Deutsche Zeitschrìft (Annales Piacentini gibellini, p. 529). 

/iir Geschichtwissenschaft, Band 4' 1 , parte II, Freiburg 1S90) 3 Margherita figlia di Ottone di Borgogna, diven- 15 

rileva che il racconto della lotta non è determinato co- ne la seconda moglie di Carlo il iS novembre. 

me in Annales Piacentini gibellini. Il Liber regim. all'an- * Il 29 novembre, 

io no 126S (p. 329) riporta la lettera con la notizia del r ' Melile ci Nasser. 

trionfo mandata da Carlo d'Angiò al Podestà ed al a Haithon. 

comune di Padova il 24 agosto e letta al popolo il 29. ' Kothouz. 30 



60 



(JllkoXICON 



[AA. 1260-12701 



>f L.' It., 732 



ad deaerta» ad aedes propriaa aunt reverai. Post higam autem Tartarorum, cum Soldanus 
reverteretur in Egiptum cum exercitu, relictis militibus in munitionibus opportuni!, et distaret 
dietia quatuor a Babilone, perrexit quadam die venatum. Et dum milites eius causa venatìo- 
nifi discurrerent Ime atque illuc, quidam princeps Soldani, nomine Betgodar ', qui aspirabat 
regiam dignitatem, videns Soldanum cum paucis militibus remansisse, eum protinus cum suis 5 

ellitibus aggredienfi interfecit. Statimque cum sua militia properans Babilonem et ad Cay- 
riun'i regnum obtinuit Babilonie violenter, sibi resistentibus interfectis; habuitque sub sua 
potestate, prete r regnum Egipti, Arabiam et Siriani usque ad flumen Eufratem, in quibus pro- 
vinciìa ante adventum Tartarorum plures Soldani solebant regna ditissima possidere. His ita 
paractis, non fuit pertldus Betgodar contentus predictarum dominio regionum, sed ad expu- 10 
gnandos Christianos totius potentie sue vires concussit 3 . Congregansque exercitum copiosum 
et civitates eorum et castra fortissima Templariorum et Hospitaliorum et insuper gloriosam 
civitatem Antiochie instanter bellando abstulit Cliristianis 4 ; tantamque stragem fecit de Chri- 
stianis quanta non fuit perpetrata a tempore maximi Saladini. Ultra vero flumen Eufratem 
super orientalia regna Parthorum, Assiriorum, Caldeorum, Persarum, Medorum et aliarum 15 
provinciarum Tartari imperabant, interfectis regibus et principibus et subversis urbibus, que 
sibi resistere conabantur. Nam et civitatem Baldac 5 inclitam et maximam invaserunt, que 
super Tigrim constructa est de ruinis antiquissime Babilonia. In hac urbe calipha regnabat, 
quem reverebantur Saraceni ut romanum pontificem Christiani. Hunc Tartari morte turpis- 
sima occiderunt et cum eo Saracenorum multitudinem infinitam. 20 

Anno Domini 1269, post longam obsidionem rex Karolus obtinuit Nuceriam rebellantem. 
Nam, dellcientibus victualibus, Saraceni, attenuati fame, civitatem et' se ipsos regis dominio 
tradiderunt. Rex autem evertit menia civitatis; et Christianos rebelles, qui transfugerant ad 
Saracenos et persuasione sua eos lìrmaverant in pertinacia rebellandi, gladio interfecit. II- 
lam vero multitudinem infìdelium regalis providentia ita dividere procuravit, quod audaciam 25 
resistendi penitus amiserunt. Quidam autem ex eis, errore infidelitatis relieto, baptismi gra- 
tiam humiliter receperunt. His etiam temporibus Pisani et Senenses, frequenti hostium incursi 
et afflicti, se ac sua iugo regalis potentie subdiderunt. 

Anno Domini 1270, post lacrimosam cladem Christianorum in partibus transmarinis a sol- 
dano Babilonis crudeliter perpetratami cum romana Ecclesia propter discrimina cardinalium 30 
tunc pastoris regimine destituta, tandem commoti reges et principes Occidentis, rex scilicet 
Francie catholicus Ludovicus 6 ; rex Sicilie Karulus, rex Navarie 7 et fìlius regis Anglie 8 , incli- 
tus Odoardus preparaverunt se magnifice ad transfretandum in subsidium Terre sancte. 
Communi itaque Consilio aggrediendi regem Tunitii 9 ditissimum disponentes, cum exercitu 
valido et multitudine navium copiosa in Africam transierunt. Cumque rex Francie primitus ap- 35 
plicuisset ad munitum portimi famosissime Carthaginis, que est portus Africe et Saracenorum 
presidium singulare, viriliter Carthaginem expugnavit, occisis Saracenis pai-iter et fugatis. 
Post victoriam itaque Carthaginis lues repentina ex corruptione aeris et aquarum exercitum 
Francorum invasit; multique principes ac milites et populares morbo disenterie perierunt. 



1. autem] itaque P — 3. dietis] diebus P — 4. atquc] et P - et illustrò quidam P - Bcthogar P — 6-7. ca- 
nini P — io. patratis P - Bethogar P — 11. vires om. P — 12. et insuper] et om. P — 14. Soldani P — 15. et 
Medorum P — 17. Baldach P — 18. Tignum P - constituta P - urbe om. P - calippus P — 19. ut] et P. — 21. Qua- 
liter rex Carolus obtinuit Nuceriam. Anno P — 24. iptia cod. ; pertinacia P — 35. multitudinem] amplitudini P 
5 — 27-38. incursi et] insultationc P — 29. Qualiter principes occidentis in Africam transierunt. Anno P — 30. ro- 
mana essct P — 31. cornati P — 33. Lodovcus P — 34. Consilio] primo agg. P — 36. fortissime P — 39. desinterie P 



io 



1 Bondoktar. 

2 Kahirah. 

3 II 1263. 

4 II 19 maggio 1268. 

5 Bagdad. 



6 Luigi IX. 

7 Teobaldo. 

8 Enrico III. 

9 Abu Abdallah Mohammed Mostansir Billah. 



15 



[A. 12701 MARCHIAR TARVISIO ET LOMBARDI/ M 



l'ims etiam de tiliis regìa Tristanus ', tunc temporia letali valetudine oppre . de medio i 
sublatus. Post mortem ìtaque dilectì tilii rc\ devotissimus disenterie morbo correptus, vid< 
sibi dicm ultimum ìmmìnere, negotlia regni et exercitus ne ordinatili et effnaia pr«-< il 

lacrimoaia ad Deum, ut eaaet populo ibi adunato aanctificator et custos, riam uni carnia 

.) est ingressus. 

Post obitum autem benignisaimi regia, tilius eiua Philippua *, <)ui tunc erat in castris cum 
patre, regni Francie obtinuit diadema; rex autem Karolua poat regia obitum capitaneus exer- 
citi est conatitutus. Et rex novua Philippua illuatria et rea Navarie venientea a Carthagine 
audacter exercitum ante muroa Tunicii produxerunt, Saraceni, qui d<- totiua Airice partita 

10 venerant in auxilium civitatia terga vertentea, tentoriia et tugurìia in campo cum omni sup- 
pellectile derelictis. Adirne cum exercitu auo nondum advenerat clarissimus Odoardus. R< 
autem Tunicensis, considerana multitudinem Africanorum non posse austinere impetum populi 
christiani, nimio perterritus, compoaitionem pacia a regibua postulabat R< • tum propter 
difficultatem urbem munitissimam capiendi, timi propter pestilentiam mortalitatia, que vehe- 

15 menter exercitum affligebat, tale' pactum cum rege Tunicii pepigerunt: quod ipse persolveret m - 
regibus omnes transfetationis expenaaa et tributimi redderet regi Krulo et libis suis, quod i] 
solebat persolvere annuatim magno principi Federico. Hoc auperadditum est in pacto, quod 
quamdiu erit bellum centra Saracenos in partibus transmarinis, dare stipendia tribus milibus 
militimi teneatur. Rex itque ditissimus bec et alia que regea christiani petierunt, tacere com- 

20 promisit, et,' apertis tliesauris suis, opere protinus adimplevit Dum hec agerentur, applicuit 
ad portimi Carthaginis cum classe maxima probissimus Ogdoardus. Postquam fuerunt pacia 
federa celebrata, exercitum in Siciliam remeavit; aed vento vehementi contrario existente, 
in portu Trapani naves plurime sunt confracte, in quibus maxima multitudo hominum • 
submersa 3 . 



i. Tristanus om. P — a. lìlii] protinus agg. P — 4. ad Dcum ut j rum p - Ibi adunato] Ibidem congregato P 
6. autem om. p — 7-8. exercitus P — 8. venientes] moventes P — 9. Saraceni qui] sarcinisque /' — k>. conTe- 

nerant P - vertentibus P — 10-ir. suppclleetuli P — 13. nimio] Umore agg. P — 17. super hoc editimi P — 
iS. transmarinis] transmontanis P — 19. qui P — 21. cum] in P - prontissimi» P - Odoardus P « pottquam] vero 
5 agg. P — 23. maxima] magna P - hominum] militimi P — 34. submersa] Deo gratias. AiD P 

1 Giovanili Tristano (Cai-tari, Annales, ediz. cit., -' Filippo IH. 

p. ^50). 3 II 33 novembre 1370. 



INDICI 



AVVERTENZE PER GLI INDICI 



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sivo alle varianti o alle note illustrative, quelle comprese fra virgolette alle prefazioni 
o alle appendici. 

Il numero in carattere più grande indica la pagina, quello in carattere più piccolo la riga. 

Neil' INDICE ALFABETICO DEI NOMI E DELLE MATERIE, accanto a ciascun nome, 
ridotto alla forma italiana più comune nell'uso moderno, sono poste fra parentesi quadre 
tutte le altre forme sotto le quali esso figura nel testo e che per ragioni ortografiche, 
di dialetto o di lingua sono diverse da quella prescelta. Di queste diverse forme figu- 
rano al loro posto alfabetico nell' indice e con richiamo alla forma italiana prescelta 
soltanto quelle nelle cui prime quattro lettere si riscontra qualche differenza dalle pri- 
me quattro lettere della forma prescelta. 

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Cristo. 
Ciascuna data, qualunque sia lo stile secondo cui e computala nel testo pubblicato, si trova 

ricondotta nell'indice allo stile comune o del Calendario romano; ma accanto ad essa, 

fra parentesi rotonde, e registrata anche quale figura nel testo. 
Con asterisco sono segnate le date che si possono desumere dal contesto del discorso, sebbene 

non siano espressamente dichiarate nel testo delle cronache. 
Fra parentesi quadre sono poste le date errate con richiamo alla data vera, la quale a sua 

volta ha un richiamo alla data errata. 



Tavola delle -principali abbreviazioni che s* incontrano ne gV indici 



an. 


anno, anni 


gen. 


generale 


arciv. 


arcivescovo 


leg. 


legato, legati 


b. 


battaglia 


march. 


marchese 


e. 


città 


m. 


moglie 


cap. 


capitano 


711011. 


monastero 


card. 


cardinale 


ms., 


manoscritto 


cav. 


cavaliere 


or. 


ordine religioso o cavai 


eh. 


chiesa 




leresco 


coni. 


comune 


P> 


padre 


conv. 


convento 


pod. 


podestà 


cod. 


codice 


pop. 


popolo 


d. 


della, dello, del, delle, dei pp m 


papa 


doc. 


documenti 


pr. 


presso 


ediz. 


edizione 


rie. 


ricordato 


el. 


eletto 


V. 


vedi 


f 


fiume 


t 


muore, morte, ecc. 


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frate, frati 








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